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Governo Italiano

Libia: serve cambio passo UE-ONU - Terzi, ne parlerò lunedì a Bruxelles

Data:

12/05/2012


Libia: serve cambio passo UE-ONU - Terzi, ne parlerò lunedì a Bruxelles

“L'Italia sostiene con convinzione il processo democratico in Libia” ma ora “serve un cambio di passo vero nelle relazioni” anche da parte del resto della comunità internazionale. Lo ha detto il Ministro degli Esteri Giulio Terzi al termine del suo incontro con il collega libico Ashour Bin Khayal sottolineando che ne parlerà lunedì a Bruxelles al Consiglio Affari Esteri e, tra un paio di settimane a New York con il Segretario Generale dell’Onu, Ban Ki Moon. “L'Italia è in prima fila” nel processo di stabilizzazione del paese.

Immigrazione tema urgente, serve piano UE

Quello dell' immigrazione è ''un tema urgente da affrontare in ambito Ue'' ha proseguito Terzi dopo l'incontro con il collega libico che gli ha illustrato un rischio di peggioramento del fenomeno'. "Ne parlerò lunedì a Bruxelles. Serve un piano'', ha aggiunto.

“Temiamo un peggioramento sul fronte dell’immigrazione clandestina”, ha spiegato il Ministro libico, sottolineando che “per ora la situazione non è così grave ma abbiamo indicatori sul fatto che le cose potrebbero cambiare in peggio”. “Immigrati africani sono giunti fino al confine tra Egitto e Libia: per ora non sono grandi numeri ma potrebbero aumentare”, ha aggiunto, spiegando di averne parlato con il capo della diplomazia italiana. “Abbiamo voluto dare un segnale, un avvertimento, sulla questione all'Italia e all'Ue per affrontare questo fenomeno” insieme, ha aggiunto Bin Khayal ribadendo di aver espresso “a Terzi la volontà di una collaborazione perché - ha ricordato - questo fenomeno tocca il mondo e l'Unione Europea”.

Fermare miliziani, anche in vista elezioni

Il Ministro libico ha sottolineato che la Libia ha deciso di scendere in campo per contrastare i miliziani, anche in vista della necessità di preparare il terreno alle prossime elezioni; “Ci sono alcuni che si autoproclamano milizie ma che in realtà sono fuori legge: brigate formate dopo la liberazione di circa 17 mila detenuti armati dal regime Gheddafi”. Il Ministro ha ricordato che in un primo momento il governo di Tripoli “aveva scelto di non affrontarli per evitare spargimento di sangue”. Ma ora “hanno oltrepassato il limite, creando una situazione improponibile”. Il governo libico ha quindi “deciso di passare agli atti per mettere fine a questa situazione e preparare un terreno positivo alle prossime elezioni”, ha spiegato Bin Khayal.

Luogo:

Roma

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