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Governo Italiano

Dettaglio comunicato

Data:

01/01/2008


Dettaglio comunicato

Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Massimo D’Alema ha inviato oggi al Segretario di Stato Cardinale Tarcisio Bertone un messaggio in cui ha espresso la sua "profonda e sentita adesione” all’ appello del Papa per la Giornata Mondiale della Pace 2008 dedicata al tema “Famiglia umana, comunità di pace".

Il Ministro D’Alema afferma che “ancora una volta, in una congiuntura internazionale difficile e sotto diversi aspetti drammatica, segnata da conflitti, crisi, incertezze ed inquietudini diffuse, le parole di Sua Santità ci offrono un messaggio rasserenante, un messaggio di forte fiducia e di speranza.”

“Particolarmente propizio – prosegue D’Alema – è il richiamo insito nel tema prescelto per il messaggio pastorale di quest’anno. Esso ci rammenta l’insostituibilità della famiglia come “prima e vitale cellula della società”, considerata non solo, come “educatrice” di un lessico gestuale ed emotivo prima ancora che verbale, sotto il profilo dei rapporti tra gli individui, ma anche, come “principale agenzia di pace”, dall’angolatura dei rapporti tra gli Stati. Ciò è tanto più vero in un tempo in cui l’avanzare impetuoso del progresso scientifico e tecnologico e l’accrescersi dei processi di trasformazione e dipendenza reciproca noti con il nome di globalizzazione rendono effettivamente sempre più unita la “grande famiglia che è l’umanità nel suo insieme”, come osserva il messaggio del Santo Padre in uno dei suoi passaggi più ispirati.”

“Per il governo italiano – sostiene il Ministro degli Esteri – il messaggio del Sommo Pontefice è anche motivo di conforto ed incoraggiamento. Non possiamo infatti non sentirci confortati ed incoraggiati dagli spunti di convergenza rispetto ai principi ai quali l’Italia cerca di ispirare la propria azione, in special modo nel campo delle relazioni internazionali.”

In particolare “siamo anche noi fermamente convinti che, come per ogni comunità consapevole e responsabile, per la comunità internazionale il “consenso generoso” di tutti i suoi membri sia presupposto indispensabile di uno sviluppo armonioso e sostenibile. Che sia fondamentale scegliere “la strada del dialogo piuttosto che delle decisioni unilaterali”. Che rispettare l’ambiente vuol dire non considerare “egoisticamente a completa disposizione dei propri interessi” una natura che abbiamo preso a prestito dai nostri discendenti almeno nella stessa misura in cui l’abbiamo ereditata dai nostri progenitori. Che gli oneri che comporta l’indifferibile adozione di rimedi appropriati alle grandi emergenze del nostro tempo, dalla gestione delle risorse energetiche alla preservazione degli equilibri ecologici, vadano ripartiti con giustizia, equilibrio e solidarietà, tra i Paesi così come le generazioni. Che anche nei rapporti tra Stati sovrani, l’autorità non possa mai essere disgiunta dalla legittimità: e che “la forza va sempre disciplinata dalla legge”.

“La ricerca di un dialogo e di soluzioni il più possibile efficaci e condivise all’interno della comunità internazionale – prosegue D’Alema – alle grandi questioni globali… costituisce uno dei principi qualificanti dell’azione esterna dell’Italia. L’anno che volge al termine ha offerto al governo italiano, con l’assunzione di responsabilità accresciute sulla scena internazionale, rinnovate opportunità di offrire un contributo di primissimo rilievo per la realizzazione degli obiettivi del “multilateralismo efficace”, di concorrere attivamente alla gestione di emergenze, sfide e situazioni di crisi.”

“Su tutte – sottolinea D’Alema – il rilancio dell’integrazione europea sancito dal trattato di riforma firmato a Lisbona il 14 dicembre scorso con il contributo determinante dell’Italia, per la quale la dimensione europea è riferimento indispensabile della sua proiezione esterna, e la presenza del nostro Paese nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite come membro non permanente per il biennio 2007-2008. Ma l’impegno assiduo e determinato dell’Italia per affermare e diffondere condizioni durature di pace, prosperità economica e sviluppo civile e democratico è testimoniato in modo ancora più tangibile ed ammirevole dalle donne e dagli uomini delle nostre Forze Armate che svolgono un’opera preziosa, che riscuote l’apprezzamento degli alleati e la riconoscenza delle popolazioni locali, nelle missioni di pace presenti in teatri di rilievo primario per la stabilità internazionale, dal Libano ai Balcani all’Afghanistan.”

Per il Ministro D’Alema “in ciascuna di queste aree di crisi l’impegno del Paese è di primo piano anche sul piano politico, nella ricerca di composizioni eque e sostenibili alle tensioni e ai conflitti che lacerano quelle martoriate regioni. La pace e la stabilità in Medio Oriente e nei Balcani costituiscono una vera missione nazionale: una priorità costante della politica estera italiana.
Abbiamo sostenuto sempre con convinzione la necessità che israeliani e palestinesi riescano a riannodare i fili del dialogo che la violenza degli opposti estremismi aveva spezzato, con l’obiettivo di giungere in tempi brevi alla creazione di uno stato palestinese indipendente, democratico e vitale, in grado di vivere in pace e sicurezza accanto ad Israele e agli altri suoi vicini.”
Quanto ai Balcani, il Ministro ha affermato che “si approssima un periodo molto delicato per il futuro del Kossovo e per la stabilità dell’intera regione. L’Italia, che e’ presente  in prima linea nei Balcani… ha l’obiettivo prioritario di assicurare la massima compattezza possibile tra i Paesi europei. Siamo infatti pienamente convinti che dalla capacità dell’Unione Europea di gestire le questioni balcaniche in maniera coesa, evitando gli strappi, le fughe in avanti e le derive unilaterali di un passato anche recente, si misureranno sia la capacità dell’Europa di affermarsi come protagonista in positivo delle relazioni internazionali sia la capacità di dare spessore e significato concreto alla prospettiva di integrazione dell’intera regione balcanica in quella “famiglia europea” alla quale i Balcani appartengono a pieno titolo”.

Il Ministro degli Esteri sottolinea poi come siano “al centro dell’attenzione e delle iniziative della politica estera italiana anche le guerre civili in Africa, che il messaggio del Santo Padre opportunamente esorta a non trascurare. L’Italia guarda con inquietudine al perdurare di preoccupanti focolai di tensione, in particolare in Darfur ed in Somalia, ed è attivamente impegnata a contribuire agli sforzi per alleviare le sofferenze delle popolazioni ed individuare soluzioni politiche eque e ragionevoli alle crisi in atto.”

Il Ministro D’Alema sottolinea altresì che “un’altra esigenza che il messaggio ha il merito di portare alla nostra attenzione è quella del rafforzamento dei processi di disarmo. L’appello del Santo Padre in favore di un progressivo e concordato processo di riduzione degli arsenali nucleari e, più in generale, del rilancio delle iniziative in materia di disarmo coincide con una delle priorità fondamentali della politica estera italiana.”

In conclusione, D’Alema ribadisce il posto centrale che occupano i diritti umani nella politica estera italiana. “Il governo italiano è convinto che il rispetto dei diritti umani, nel rispetto delle differenze culturali ma nella consapevolezza del valore universale di alcuni principi fondamentali, su tutti l’inviolabilità della persona umana e della sua dignità, sia la garanzia più efficace e duratura di coesistenza pacifica tra i popoli. Con questa consapevolezza, l’Italia è entrata a far parte del Consiglio dei diritti Umani delle Nazioni Unite per il triennio 2007-2009”. “Riconosciamo inoltre come pressante l’esigenza, evidenziata nel messaggio del Santo Padre, di far convergere anche le legislazioni dei singoli Stati verso il riconoscimento dei diritti fondamentali e di favorire una “crescita della cultura giuridica nel mondo” anche attraverso l’impegno a rendere più concrete le norme internazionali “di contenuto profondamente umano”.

“Mossa da quest’imperativo, morale prima ancora che politico – ricorda il Ministro D’Alema – l’Italia si è impegnata a fondo nell’iniziativa per la moratoria della pena capitale del mondo, culminata nella risoluzione adottata a larga maggioranza dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre scorso. Il voto dell’Assemblea segna  un successo storico ed uno straordinario segnale politico che l’organo per definizione più rappresentativo delle Nazioni Unite lancia alla comunità internazionale, richiedendo agli Stati di sospendere le esecuzioni capitali nella prospettiva dell’abolizione della pena di morte.”

Il Ministro D’Alema ribadisce infine che “il successo di quest’iniziativa costituisce la migliore testimonianza dell’ampiezza dell’impegno dell’Italia nel difficile cammino verso la concordia e la pace nel mondo. Anche nell’anno che abbiamo alle porte, un anno denso di scadenze e di ricorrenze importanti, l’Italia intende onorare questo impegno con tutte le sue forze, facendosi carico fino in fondo delle proprie responsabilità nei confronti di quella grande famiglia che è la comunità internazionale.”


Luogo:

Roma

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