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Governo Italiano

Dettaglio intervento

Data:

15/12/2009


Dettaglio intervento

Signore e Signori,

nel dare inizio a questa Cerimonia di Chiusura dell’Anno Italo-Egiziano della Scienza e della Tecnologia, vorrei innanzi tutto dare un caloroso benvenuto al Professor Hani Helal, Ministro dell’Istruzione Superiore e della Ricerca Scientifica e alla delegazione egiziana. La presenza del Ministro Helal è un’ulteriore riprova della forte amicizia tra i nostri due Paesi e una chiara indicazione dei positivi risultati che quest’anno essi abbiamo raggiunto anche nel Settore della Cooperazione Scientifica, Tecnologica e Universitaria.

Un ringraziamento per essere intervenuta va anche all’On. Mariastella Gelmini, Ministro per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, e naturalmente a tutti gli illustri ospiti egiziani e italiani.

I rapporti tra Italia ed Egitto: un modello per una più stretta cooperazione euro-mediterranea - I rapporti tra l’Italia e l’Egitto hanno assunto una dimensione straordinaria e si sono distinti, soprattutto negli ultimi anni, per un’intensità di incontri senza precedenti a tutti i livelli, politico, economico, culturale, scientifico. Tale intensità ha portato a decidere nel 2008 di istituire un Vertice annuale fra i due Governi, cui normalmente partecipano i principali rappresentanti dei due Sistemi Paese. La pratica dei Vertici ha consentito una fruttuosa proliferazione di attività congiunte in ogni possibile settore, che ha ancor di più rafforzato la comprensione tra le due società civili.

L’Italia è il primo Paese europeo ed occidentale con cui l’Egitto realizza una simile forma di cooperazione, esercizio che lo stesso Presidente Mubarak ha dichiarato di voler elevare a modello per il rilancio di un più stretto rapporto euro-mediterraneo.

Il ruolo regionale dell’Egitto: attore chiave nel Mediterraneo, in Medio Oriente e in Africa - Siamo consapevoli, e ne vogliamo dare testimonianza, come all’Egitto sia ormai universalmente riconosciuta una posizione chiave nello scacchiere mediorientale, dove svolge un’efficace azione diplomatica, sempre avendo come obiettivo la difesa di una politica di equilibrio e stabilità.

Il suo ruolo è cruciale nel favorire una riconciliazione intra-palestinese e lo è altrettanto per quanto riguarda, più in generale, il Processo di Pace. A quest’ultimo proposito l’Unione Europea ha recentemente adottato un testo politico equilibrato che auspichiamo possa contribuire alla ripresa dei negoziati, tema sul quale - nella mia ultima visita in Israele e nei territori Palestinesi - ho passato un messaggio forte e chiaro. La scelta di Israele di congelare, sia pur parzialmente e temporaneamente, gli insediamenti è un passo che va nella giusta direzione. Come l’Egitto ben sa, bisogna però continuare a sostenere con forza il Presidente Abbas e l’ANP. La pace è una responsabilità e un interesse di tutti. Bisogna lavorare tutti insieme – gli Stati Uniti, l’Europa, la Russia e i paesi arabi – per indurre le parti a riprendere i negoziati diretti e per far nascere uno Stato palestinese che viva accanto e in sicurezza reciproca con Israele.

Italia ed Egitto condividono poi l’importanza di una sempre più stretta cooperazione nel Mediterraneo, obiettivo per il quale l’Unione per il Mediterraneo ha un ruolo chiave da svolgere. Il divario di sviluppo Nord-Sud, approfondito dagli squilibri demografici e dalle dinamiche migratorie, impone la trasformazione del Mediterraneo in un’entità sempre più integrata dell’economia mondiale. Una relazione più stretta e dinamica tra il Nord e il Sud del Mediterraneo che favorisca un approccio regionale a sfide comuni quali l’aumento della popolazione, il cambiamento climatico, l’inquinamento, le infrastrutture di trasporto, la pianificazione dello sviluppo urbano, l’incremento della domanda di energia, la scarsità di risorse primarie come l’acqua.

I nostri due Paesi hanno inoltre la stessa percezione della centralità politica dell’Africa per la definizione dei nuovi equilibri globali e della sua importanza strategica in chiave di opportunità economiche. Italia ed Egitto mostrano inoltre una forte sintonia nell’approccio alle aree di crisi africane, in particolare nella stabilizzazione del Corno d’Africa e nelle preoccupazioni per il futuro del Sudan.

Ben consapevole di questa sintonia e del profilo internazionale dell’Egitto, l’Italia, anche a riprova del suo interesse ad ampliare le zone di convergenza e le posizioni condivise con Il Cairo, ne ha promosso la partecipazione alle attività del G8 per il suo ruolo decisivo e positivo ai fini del Processo di pace in Medio Oriente, le crisi africane, il dialogo tra Occidente e Islam.

L’Anno Italo-Egiziano della scienza e della tecnologia: significato e contenuti dell’iniziativa - In tale contesto e proprio in occasione dell’avvio del Partenariato strategico rafforzato tra Egitto e Italia ho avuto il piacere di finalizzare l’Accordo che istituiva, per il 2009, l’Anno Italo-Egiziano della Scienza e delle Tecnologia, con l’obiettivo di avvicinare i sistemi di ricerca dei due Paesi al fine di favorire l’ulteriore sviluppo delle relazioni economiche e culturali nel bacino del Mediterraneo.

Ritengo che la collaborazione in campo culturale e scientifico sia fondamentale per promuovere la crescita ed il benessere delle nostre società ed entrambi i Paesi potranno avvantaggiarsi di tali collaborazioni. Ricerca e Sviluppo sono infatti i pilastri di una partnership che non sappia soltanto raccogliere ed esaltare gli elementi in comune del presente ma sia in grado anche di sviluppare e accrescere le potenzialità esistenti, consentendo all’Italia e all’Egitto di guardare insieme al futuro in un’ottica di progresso.

L’impatto che la collaborazione tecnico scientifica assume in termini di sviluppo ci ha indotto ad utilizzare anche gli strumenti della nostra cooperazione in questo dialogo. Strumenti che si sostanziano, ad esempio, nello svolgimento di attività di alta formazione in Italia per studenti egiziani: nel solo 2009 tramite questo meccanismo è stato investito quasi mezzo milione di Euro che ha permesso di concedere borse di studio a 44 studenti egiziani. Guardiamo con interesse alla prosecuzione ed al rafforzamento di un simile rapporto, convinti che la formazione e la cooperazione tra Università possa essere un ulteriore ponte tra le nostre due società.

Desidero poi ricordare che l’Anno Italo-Egiziano della Scienza e delle Tecnologia s’inserisce, per l’Egitto, nell’ambito del Decennio della Scienza e della Tecnologia (2007-2016), iniziativa proclamata nel 2006 dal Presidente Mubarak e fatta propria dal Ministro Hani Helal, con lo scopo di fornire supporto politico ai programmi di espansione delle capacità scientifiche e tecnologiche del Paese attraverso partenariati strategici con Paesi a tecnologia avanzata. La scelta per il 2009 è ricaduta sull’Italia, non soltanto per via degli intensi scambi commerciali tra i nostri due Paesi, ma anche come risultato delle sempre più convergenti vedute in materia di politica estera e del sentirsi parte di una storia comune, che ci lega culturalmente e, vorrei dire, anche affettivamente, da oltre due millenni.

Tale iniziativa si collega alle altre importantissime iniziative di cooperazione in campo culturale, tra cui, data la presenza qui dei Ministri Helal e Gelmini, ricordo il progetto dell’Università Italo-Egiziana, con sede in Egitto. Ci aspettiamo che questa Università possa dare un significativo contributo al sistema educativo egiziano, armonizzandolo, attraverso la sinergia col sistema italiano, al mondo accademico europeo. Nel contempo, l’Università Italo-Egiziana potrà servire come volano per l’ulteriore sviluppo dei rapporti tra i due Paesi e come punto di riferimento per tutte le attività bilaterali nei settori non soltanto tecnico-scientifici, ma anche culturali nel senso più ampio.

Ovviamente, la cooperazione nel settore tecnico-scientifico e la cooperazione nel settore della formazione universitaria sono strettamente collegate tra di loro. E’ per questo che l’Anno Italo-Egiziano della Scienza ha sicuramente giocato un ruolo molto importante nello stimolare il lavoro, che so che sta andando avanti con molta intensità, per arrivare a definire i parametri dell’Università Italo-Egiziana.

Nel secondo Summit bilaterale di Sharm El Sheikh, l’11 maggio di quest’anno, il Presidente Silvio Berlusconi e il Presidente Hosni Mubarak hanno formalmente aperto l’Anno Italo-Egiziano della Scienza, e in quell’occasione ho avuto il privilegioe di presentare il libro-catalogo relativo all’Anno della Scienza, che illustra alcuni degli esempi piu’ importanti delle iniziative realizzate nel corso dell’Anno.

Il programma dell’Anno Italo-Egiziano della Scienza e della Tecnologia è stato fondato su tre pilastri:

(1) L’incontro tra esperti italiani ed egiziani, attraverso conferenze, simposi, tavole rotonde, che ha permesso l’elaborazione di nuovi progetti e collaborazioni; (2) la divulgazione scientifica, mediante mostre, dibattiti, presentazioni di libri, proiezioni di film e documentari, spettacoli musicali; (3) la formazione professionale e universitaria.

In Italia, le iniziative dell’ Anno Italo-Egiziano della Scienza e della Tecnologia sono state coordinate da questo Ministero degli Esteri con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e delle più autorevoli istituzioni scientifiche nazionali, quali l’Agenzia Nazionale per la Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA), l’Agenzia Spaziale Italiana(ASI), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), numerose università, centri di ricerca ed enti. Queste iniziative hanno portato alla sigla di numerosi Accordi Bilaterali di Collaborazione. Altri Accordi sono in fase di definizione e a breve saranno pronti per la firma.

2009: anno di successi e punto di partenza per nuove cooperazioni - In sostanza, possiamo concludere che il 2009 ha segnato un rilancio concreto della collaborazione tra Italia ed Egitto nei settori della Scienza e della Tecnologia, con la prospettiva che i semi piantati quest’anno possano crescere e portare a risultati duraturi in futuro. A questo riguardo, tra i vari settori di importanza strategica, vorrei menzionarne alcuni: il settore energetico, e in particolare la possibilità di trasferire in Egitto nuove tecnologie per lo sfruttamento dell’energia solare, ma anche lo sviluppo, insieme, di nuove tecnologie energetiche, come ad esempio lo sfruttamento dei biofuels; l’utilizzo razionale delle acque ed il miglioramento della produzione agricola; le problematiche ambientali ed il monitoraggio dei cambiamenti climatici: sappiamo che il riscaldamento globale potrebbe portare ad un innalzamento del livello del Mediterraneo, e questo comporterebbe problemi seri sia per l’Italia – pensiamo ad esempio alla Laguna di Venezia – sia per la zona del Delta del Nilo; le Tecnologie applicate ai Beni Culturali – su questo tema, i nostri due Paesi possono far valere la loro expertise di livello mondiale; tecnologie applicate al miglioramento dei trasporti, la Medicina e le Scienze Infermieristiche, la Geo-Archeologia, solo per citare alcuni campi.

Signore e Signori,

il 2009 è stato un anno eccellente nei rapporti tra Italia ed Egitto e sono certo che questa positiva esperienza di collaborazione e di ricerca congiunta possa, oltre ad approfondire la cooperazione fra le due comunità scientifiche, promuovere un miglioramento della qualità della vita delle nostre società. La volontà politica dell’Italia rimane quella di rafforzare ulteriormente i nostri rapporti bilaterali, consolidando il partenariato strategico con l’Egitto. Ciò nella consapevolezza storica di un destino comune tra le due sponde del Mediterraneo; nella convinzione politica della necessità di costruire una pace e una stabilità durevoli nella regione, attraverso il dialogo e il rispetto reciproco; nell’interesse economico e commerciale a lavorare per uno sviluppo condiviso, sfruttando appieno tutte le potenzialità delle nostre affinità culturali.


Luogo:

Roma

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