Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Intervento

Data:

12/05/2004


Intervento
    L'Italia solidale: Stato, Regioni ed Enti locali per la cooperazione internazionale
    Forum P.A. e cooperazione decentrata

Poiché il tema centrale del FORUM riguarda quest'anno l'innovazione nella P.A., con particolare riguardo alle tecnologie dell'informazione, l'argomento del Seminario (la cooperazione decentrata) si presta ad essere trattato soprattutto sotto l'aspetto dell'importanza della formazione, dell'informazione e della comunicazione, e quindi della messa in rete dei vari soggetti ai fini dell'efficacia e della sostenibilità dei singoli interventi delle Regioni e degli Enti locali, che altrimenti risulterebbero frammentari e scarsamente efficaci (interventi a pioggia).

    Quadro normativo di riferimento:

L'attività di cooperazione allo sviluppo delle Regioni e degli Enti locali è regolata dalla legge 49/87 sulla cooperazione allo sviluppo (art. 2, commi 4 e 5), dal DPR 31 marzo '94 e dalle leggi regionali in materia, di cui quasi tutte le Regioni si sono dotate, che prevedono appositi stanziamenti.

Le Regioni e gli Enti locali, riconoscendo al MAE una primaria competenza nella materia, in quanto "parte integrante della politica estera" (art. 1, l. 49/87), sottopongono la loro programmazione al previo assenso del MAE-DGCS. L'autonomia delle Regioni e degli Enti locali nel settore della cooperazione allo sviluppo è quindi solo parziale, basandosi sulla capacità propositiva ad esse riconosciuta dalla legge 49/87.

    Collaborazione Enti locali e MAE nella cooperazione con i PVS:

Le nuove strategie della cooperazione internazionale, affermatesi nel corso degli anni '90, intese a valorizzare l'apporto degli Enti locali per la promozione dello sviluppo sostenibile, hanno indotto il MAE a riconoscere alla cooperazione decentrata, concepita come l'azione di cooperazione svolta dalle Autonomie locali in rapporto di partenariato con omologhe istituzioni dei PVS, con la partecipazione attiva di diversi soggetti della società civile del Nord e del Sud, una delle modalità di aiuto più idonee per favorire il decentramento amministrativo, promuovere lo sviluppo economico locale e contribuire alla crescita dei principi democratici nei PVS.

Le "Linee di indirizzo e modalità attuative della cooperazione decentrata allo sviluppo", approvate nel marzo 2000, aprono un nuovo spazio di collaborazione tra MAE e Autonomie locali: è previsto che queste ultime partecipino attivamente alle fasi di programmazione, attuazione e valutazione delle iniziative di cooperazione e che possano accedere, a particolari condizioni, ai cofinanziamenti del MAE.

    La formazione:

In tale contesto particolare importanza assume la formazione, all'interno delle Autonomie locali, di figure professionali che siano in grado di affrontare esigenze diversificate secondo canoni di efficienza e di flessibilità, e di sapersi collegare operativamente con partner nei PVS, nonché con i diversi soggetti istituzionali, sociali e produttivi presenti sul territorio.

Il MAE/DGCS si è attivato in questo settore cofinanziando, per un 1,1 milione di Euro, corsi di formazione per operatori di cooperazione dei Comuni (progetto "Solaria" in convenzione con l'ANCI) e delle Regioni (progetto "La piazza della cooperazione", eseguito dal'Osservatorio Interregionale per la Cooperazione allo Sviluppo). Un progetto analogo con l'Unione Province Italiane è in corso di istruttoria.

Tali progetti si affiancano alle iniziative di formazione già attuate da alcune Regioni italiane (Regione Toscana) o di prossimo avvio (Regione Piemonte) e si avvalgono largamente delle nuove tecnologie informatiche. In particolare il progetto dell'OICS prevede la realizzazione di un sistema integrato, interattivo e telematico di formazione "a distanza" e "in rete".

    L'esigenza di fare "sistema":

Uno dei rischi maggiori che incontrano gli interventi di cooperazione internazionale degli Enti locali, e quindi anche i programmi di cooperazione decentrata, è di non riuscire a fare "sistema", a creare cioè una rete di relazioni che si estenda, oltre che alle controparti, ad aree più ampie del Paese ove intervengono altri soggetti, sia italiani che della comunità internazionale. Un monitoraggio attento e fruibile dei progetti esistenti è un primo strumento importante per favorire queste relazioni, per valorizzare le potenzialità di ciascuno, evitando contemporaneamente sovrapposizioni.

E' inoltre necessario, soprattutto nelle aree dove è massiccio l'intervento umanitario e di sviluppo, come ad esempio nei Balcani, favorire il coordinamento tra ONG, associazioni, Organizzazioni internazionali ed Enti locali che operano sul campo, nonché assicurare i collegamenti tra il centro e la periferia.

Quella di coordinarsi è un'esigenza che è ancor più sentita dalla cooperazione decentrata, considerata l'importanza data da quest'ultima alle relazioni sia tra i territori che tra i soggetti coinvolti nel programma, spesso non omogenei tra loro. I luoghi per il confronto e coordinamento tra le diverse esperienze italiane - che possono portare non solo ad un approfondimento culturale delle problematiche affrontate da ciascuno, ma anche ad eventuali collaborazioni operative - debbono essere però creati, promossi e continuamente stimolati.

Infine, per avere l'appoggio dei cittadini nelle scelte politiche del Governo centrale e degli Enti regionali di impegnare risorse anche importanti, è necessario rendere visibile e apprezzabile da parte dell'opinione pubblica l'attività della cooperazione decentrata italiana.

Un discorso analogo riguarda la visibilità internazionale del sistema italiano della cooperazione decentrata, che potrebbe giovarsi dell'istituzione di un unico punto informativo dotato di un numero sufficiente di informazioni basilari, a beneficio tanto dei partner dell'area quanto delle istituzioni internazionali e dei potenziali donatori stranieri.

    I Programmi quadro:

A queste esigenze corrisponde lo sforzo attuale del MAE/DGCS inteso a promuovere nei vari PVS di maggiore interesse per le nostre Autonomie locali dei programmi quadro ad hoc concordati a livello governativo ed eventualmente affidati ad organismi internazionali, diretti a favorire e guidare l'inserimento della cooperazione decentrata, anche attraverso idoneee forme di cofinanziamento.

Con questi programmi vogliamo stimolare i diversi attori del territorio - Enti locali, società civile, ONG - ad operare insieme, ad impegnarsi in interventi complessi di lunga durata, ad intensificare il confronto internazionale delle tecniche e delle professionalità, ad adottare metodologie partecipate che offrono vantaggi di sostenibilità e di qualità, ed infine di essere sempre meglio inseriti nel contesto internazionale e multilaterale.

Inoltre il MAE intende capitalizzare gli sforzi avviati in questa direzione da varie Regioni ed Enti locali mediante l'istituzione di una banca dati unica intesa a:

a) raccogliere, archiviare e rendere accessibili in modo unitario i dati e le informazioni sui progetti ed i percorsi di cooperazione decentrata delle Regioni e degli Enti locali italiani;

b) offrire un supporto informativo costante, accurato e attendibile ai decisori, ai funzionari, agli operatori ed ai cittadini in genere sulla cooperazione decentrata italiana;

c) stimolare il coordinamento e creare occasioni di approfondimento culturale, confronto, networking e collaborazioni operative tra funzionari e operatori della cooperazione decentrata italiana;

d) promuovere sul piano nazionale ed internazionale l'azione delle Regioni e degli altri Enti locali italiani favorendo la raccolta e la diffusione delle informazioni tra la cittadinanza e le possibili istituzioni partner o donatrici;

e) promuovere la contabilizzazione nell'Aiuto Pubblico allo sviluppo italiano delle risorse finanziarie aggiuntive messe a disposizione delle Autonomie locali.

Tra le iniziative in corso assumono rilevanza i sistemi informativi della Cooperazione Decentrata messi in atto da alcune Regioni, come la Toscana, l'Emilia Romagna, il Veneto, il Trentino, e da alcuni Comuni, come Venezia sui Balcani.

In particolare per quanto concerne i Balcani un deciso passo avanti verrà compiuto con l'esecuzione da parte delle Provincia autonoma di Trento di un progetto cofinanziato dal MAE con i fondi della legge 84/2001, art. 7, che prevede l'istituzione di un portale web sulla cooperazione decentrata italiana nei Balcani che possa raccogliere ed archiviare informazioni e fornire servizi agli operatori degli Enti coinvolti, ai loro partners istituzionali e ai cittadini in genere.

Per quanto concerne il Medio Oriente, ed in particolare i Territori dell'Autonomia Palestinese, va altresì menzionato il programma di coordinamento e di concertazione "Le Ali della Colomba", nato da un tavolo di coordinamento promosso dal MAE/DGMM con la partecipazione dei rappresentanti dei Consigli e delle Giunte regionali, dell'ANCI e dell'UPI, che prevede anch'esso l'utilizzo di una banca dati.

In definitiva l'azione del MAE sopraillustrata tende essenzialmente a fornire alle Regioni e agli Enti locali italiani dei quadri di riferimento entro cui inserire le proprie iniziative al fine di renderle coerenti con la nostra politica di cooperazione e possibilmente complementari con i nostri interventi.

Dal successo di tale azione dipenderà in gran parte la possibilità di espandere le operazioni di affidamento alle Regioni e agli Enti locali di progetti governativi nei settori in cui esse dispongono di strutture specializzate e di esperienza consolidata. In tale contesto meritano di essere ricordate le seguenti iniziative in corso di realizzazione:

a. il cofinanziamento (per un importo di circa 3,5 milioni di Euro) di un programma triennale di cooperazione decentrata nell'area sub danubiano-croata affidato, mediante apposita convenzione, alla Regione Friuli Venezia Giulia;

b. il cofinaziamento (per un importo di circa 3,5 milioni di Euro) di un progetto triennale per la tutela e il reinserimento di minori con handicap in Bosnia Erzegovina, affidato mediante convenzione alle Regioni Emilia Romagna (capofila) e Marche;

c. il cofinanziamento (per un importo di circa 0,7 milioni di Euro) di un progetto per l'istituzione di una scuola professionale alberghiera ad Amman (Giordania) affidato alla Regione Abruzzo. E' in corso la stipula della relativa convenzione;

d. il cofinanziamento (per un importo di circa 1,5 milioni di Euro) di un programma di supporto alle politiche minorili in Albania affidato alle Regioni Emilia Romagna (capofila), Marche e Puglia. E' in corso la stipula della relativa convenzione;

e. il finanziamento (per un importo di circa 1.886.000 Euro) di un progetto di assistenza tecnica e formazione professionale nel Kossovo (Ospedale di Pec Peya), affidato alla Regione Veneto mediante apposita convenzione;

f. il cofinanziamento (per un importo di circa 3 milioni di Euro) di un programma quadro di cooperazione decentrata tra Enti locali toscani e balcanici affidato alla Regione Toscana.


Luogo:

Roma

5175
 Valuta questo sito