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Governo Italiano

C_Titolo_ 1

Data:

15/01/2007


C_Titolo_ 1
«La Conferenza internazionale sull'Afghanistan, a cui il governo italiano lavora da tempo, da questo momento è finalmente realtà: promossa da Italia, Afghanistan e Nazioni Unite si terrà a Roma a inizio aprile». Gianni Vernetti, sottosegretario agli Esteri con delega per l'Asia, annuncia con soddisfazione da Kabul la decisione raggiunta ieri con il rappresentante Onu nella capitale afghana, Tom Koenigs, e con il presidente Hamid Karzai, che subito dopo ha ricevuto la senatrice Hillary Clinton. Nell'incontro Karzai ha inoltre confermato la visita ufficiale a Roma il 16 febbraio. «La conferenza vuole rilanciare l'azione su quattro fronti: giustizia, sicurezza, stato di diritto e lotta al narcotraffico, settori su cui c'è ritardo o che addirittura segnano un fallimento, come l'ultimo caso - continua Vernetti -. Sarà aperta ai principali Paesi donatori e organizzazioni internazionali ed è una conferma del forte impegno politico del nostro Paese, nella convinzione che la sola azione militare non sia sufficiente».

D. Una posizione in linea con quella di D'Alema, che ieri ha bocciato apertamente il nuovo piano militare Usa per l'Iraq?

R. «Condivido anch'io quella critica - risponde Vernetti, forse il più filoamericano (e filoisraeliano) tra i vertici della Farnesina -. D'Alema ha in fondo espresso la stessa posizione dei democratici americani, i quali come il governo italiano ritengono che la sola iniziativa militare non sia sufficiente per stabilizzare l'Iraq».

E in Afghanistan, dove la democratica Hillary Clinton ritiene siano necessarie più truppe?

R. «Quella afghana è una realtà decisamente differente da quella irachena, che sta assumendo tratti di vera guerra civile ad elevata intensità. Lo stesso Karzai mi è sembrato più ottimista rispetto a cinque mesi fa, anche se è vero che l'attività terroristica si attenua sempre in inverno»

risponde Vernetti. Il sottosegretario aggiunge che «in Afghanistan, l'Italia è venuta inoltre con una fortissima legittimazione dell'Onu, qui i nostri militari stanno facendo un ottimo lavoro con un forte sostegno della popolazione e il nostro impegno per la ricostruzione di questo Paese è confermato anche all'interno del Consiglio di sicurezza Onu, dove ci verrà presto affidato il coordinamento per l'Afghanistan finora gestito dal Giappone». Tutti passi verso una ricostruzione del Paese, dove l'azione militare è però ancora «necessaria». «Confermiamo la nostra presenza militare in Afghanistan, senza aumentarla - conclude Vernetti - ma aumenteremo decisamente la nostra azione politica».


Autore:

Cecilia Zecchinelli

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