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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

12/05/2009


Dettaglio intervista

Criticato dalla Chiesa, dal rabbino capo della comunità ebraica di Roma Riccardo Di Segni, dal volontariato, il governo di Silvio Berlusconi non sembra orientato a reagire chiudendosi nel ruolo del conservatore. Cerca movimento. Mentre il blocco verso le navi di disperati diretti in Italia solleva proteste, il ministro degli Esteri Franco Frattini, in questa intervista al Corriere, propone una riunione straordinaria dei capi di Stato e di governo dell’Unione Europea sull’immigrazione. Accusa di fatto Malta di non trattare con dignità i migranti. Avverte gli altri Paesi dell’Ue che presto, se non daranno aiuto, potrebbero trovarsi più clandestini in casa.
L’ultimo avviso ricorda la linea tenuta fino a poco fa da Muhammar el Gheddafi, ma non è uno scherzo. E’ il segno di una partita che tende a uscire dagli schemi abituali. «Se l’Unione ha deciso che l’immigrazione illegale è un problema europeo e poi lascia soli e in prima fila italiani, maltesi, ciprioti, greci e spagnoli, è maturo il momento per un vertice europeo in materia. I capi di Stato e di governo dovranno dire che cosa accade quando arrivano barche con 500 persone a Lampedusa. Che facciamo?», domanda Frattini. Contento di mostrare al visitatore, nel suo ufficio, il libro della democratica Hillary Clinton “La mia vita, la mia storia” con dedica («Dear Franco, con i miei migliori auguri e amicizia») come Massimo D’Alema teneva a far sapere di buoni rapporti con Condi Rice, pre-Hillary di destra.

Ministro, Berlusconi ha detto: «L’Italia non sarà multietnica» e dalla Conferenza episcopale monsignor Mariano Crociata ha commentato: «Pluralità e multiculturalismo sono un valore». Che cosa gli risponde?
«Oggi abbiamo sulla popolazione tra il 5 e il 7% di immigrati. Parlare di multiculturalismo è sbagliato: sfido a dire che con il 5% ci può essere una società multietnica. Per esserci, osservano giustamente Francesco Rutelli e Luciano Violante, serve un numero enormemente più alto».

E pensa che non si alzerà?
«Ma paragoni con la società americana, che ha il melting pot e non i nostri 2000 anni di storia, non reggono. Gli Usa hanno poi quello che noi non abbiamo ancora conquistato: il credo americano. Non accetto accuse di razzismo da chi predica un multiculturalismo che ora non abbiamo e rifiuta di aprire un dibattito serio sull’identità e la nazione italiana».

Con chi se la prende?
«Quante polemiche ci furono quando si è detto che per ottenere la cittadinanza italiana va conosciuto l’italiano? Sono un cattivo cristiano, ne sono cosciente. Ma nelle scuole dei miei nonni e genitori c’era il crocifisso. Non sono disposto, in nome del multiculturalismo, a rinunciarvi».

Sul diritto di asilo, il cardine della Convenzione di Ginevra è un principio: non respingere quanti cercano libertà. Anche il nostro Testo unico prevede che per respingere alla frontiera occorre un decreto convalidato da un giudice. Non siamo necessariamente nel rispetto della Convenzione.
«No. Però abbiamo un problema di credibilità. Tra decisioni di reimpatrio e effettive applicazioni di queste, tra 2005 e 2007 la media europea è già stata scarsa: 0,50. L’Italia è allo 0,29. Siamo uno dei Paesi meno credibili».

Nel 2008, secondo l’Alto commissariato dell’Onu sui rifugiati, il 75% dei migranti clandestini venuti in Italia via mare ha chiesto asilo politico. Nel 50% dei casi lo ha ricevuto. Come si fa a dire che nelle barche respinte non ce ne saranno?
«Poniamo che i1 75% lo chieda e la metà lo riceva: il 30% ha titolo, il restante 70% no. Farne entrare cento per accoglierne 30, piaccia o no, viola il patto europeo sull’immigrazione, secondo il quale, dalle acque internazionali non c’è obbligo di far entrare le barche perché prevale quello di riaccompagnarle al porto di provenienza».

Diceva di voler chiedere all’Ue se arrivano navi con 500 persone che si fa...
«Apriamo i centri di raccolta dopo 90 giorni e poi quel che succede succede? Se apriamo il campo di custodia di Gradisca sull’Isonzo, vicino a Slovenia e Austria, o a Torino, siccome con Schengen le frontiere non esistono più, vanno in Europa…».

Il premier maltese Lawrence Gonzi si è definito «disgustato dalla mancanza di umanità dell’Italia nei soccorsi in mare». Ha letto?
«Mi mancava», dice Frattini. Si alza. Prende un fascicolo e dice: «Le do una cosa che non avrei voluto darle. Un rapportino sui campi di detenzione di Malta. Con i commenti: "Trattamento inumano". Con le foto. Prigioni con sbarre. Gabinetti. Bambini. Le stanze dove mangiano sembrano un porcile. Non è di Berlusconi. E di Médecins sans frontières».

Ministro, le critiche vi arrivano da amici. Il rabbino capo di Roma ricorda che una nave di ebrei simile a quelle respinte non ebbe aiuti prima della Shoah...
«Cose del tutto diverse. Il rabbino ha diritto di dire ciò che vuole, ma sono paragoni offensivi perfino per gli ebrei».


Luogo:

Roma

Autore:

di Maurizio Caprara

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