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Governo Italiano

Frattini Afghanistan

Data:

28/07/2009


Frattini Afghanistan

Franco Frattini, ministro degli Esteri, minimizza: «Quello della Lega - spiega in riferimento alle richieste di stop alle missioni militari italiane a partire dall’Afghanistan - è un modo per rivolgersi a quell’elettorato popolare che non conosce bene né i dettagli né le motivazioni delle missioni militari italiane, e che quindi è preoccupato dall’idea che alcuni nostri giovani soldati possano affrontare situazioni difficili in Afghanistan. Ma quando poi il ministro Bossi e i suoi uomini si mettono il cappello delle istituzioni, votano compattamente a favore del rinnovo delle missioni militari come è avvenuto negli scorsi giorni in Parlamento, con il via libera ovviamente di tutto il centro-destra ma anche del centro-sinistra. C’è stato un pronunciamento unanime ed è la migliore risposta alle preoccupazioni, totalmente strumentali come al solito, delle opposizioni che reclamano attorno ai soldati "un largo consenso". Beh, più largo dell’unanimità dei votanti in Parlamento...».

Resta il fatto, ministro, che Bossi ha suscitato un putiferio. C’è chi ha parlato di divaricazioni tra Pdl e Lega...

«Macchè. La Lega ha parlato in occasione di Miss Padania, cioè come dire, in un contesto dedicato ad un lettorato popolare che evidentemente non conoscendo i dettagli e le ragioni fa prevalere la preoccupazione del padre di famiglia rispetto alla responsabilità istituzionale. Noi invece che quella responsabilità abbiamo, dobbiamo spiegare e rispiegare che in Afghanistan si combatte per la sicurezza del nostro Paese e dunque per la sicurezza mia, di Calderoli, di lei che fa questa intervista... Insomma di tutti quanti. Quella è la causa e l’origine delle minacce terroristiche alla nostra democrazia: è lì. Se il nodo Afghanistan non lo sciogliamo, se non prevaliamo sul terrorismo con una soluzione ovviamente politica e non solo militare, la nostra sicurezza sarà sempre minacciata. Questa è la ragione della presenza italiana in quel Paese».

Insomma lei non vede problemi politici all’orizzonte dentro la coalizione di governo...

«No, non li vedo perché giudico i comportamenti politici. Quando la Lega vota in Parlamento, vota compattamente secondo le decisioni della coalizione. Bossi l’ha detto con grande chiarezza: se fosse per me farei così, ma siccome stiamo in una coalizione voto con la coalizione. Mi sembra un comportamento molto corretto».

E nel merito della missione, ministro: c’è da ridiscutere le regole di ingaggio del nostro contingente militare?

«Noi non dobbiamo modificare nulla se non rafforzare alcuni equipaggiamenti di sicurezza. Il ministro La Russa ha già indicato la strada...»

Con l’uso dei cannoncini da parte dei Tornado…

«Sì, quegli aerei avranno un ruolo di copertura e non solo di sorvolo. I mezzi Lince verranno irrobustiti nelle blindature, vi saranno veicoli di nuova generazione che cominciano ad essere consegnati in queste ore... Questi sono gli equipaggiamenti di sicurezza che noi rafforzeremo. E questo senza parlare di nuovo mandato, senza parlare di nuove regole ma di una nuova prospettiva politica, incluso come comportarsi con le tribù di talebani che operano nelle zone di confine. Ne ragioneremo anche stasera (ieri n.d.r.) qui a Bruxelles con il rappresentante del presidente Obama, cioè con l’ambasciatore Richard Holbrooke, su come impegnare i talebani, se e come ragionare con loro, se e come negoziare con loro degli accordi territoriali».

Torno alla politica. Lei taccia di opportunismo le opposizioni ma Franceschini ha detto che i soldati italiani devono restare...

«Non mi meraviglio, dovrebbe essere sempre così. E’ il ruolo che abbiamo sempre tenuto quando all’opposizione ci stavamo noi. Con la differenza che noi la maggioranza l’abbiamo comunque, loro non ce l’avevano. E’ chiaro che quando sento esponenti del centrosinistra che, approfittando di una battuta di Bossi, saltano su e dicono che c’è divisione nella maggioranza, che il governo parla con lingua biforcuta: beh sono cose che fanno cascare le braccia. lo non devo ringraziare nessuno: l’opposizione che è stata al governo fino a qualche tempo fa è logico che voti per la missione che essa stessa aveva contribuito a lanciare. Correttezza avrebbe voluto che si fosse limitata a dire: voteremo responsabilmente la missione in Parlamento, senza condire quell’atteggiamento con toni da comizio».

Mentre l’Udc, con Casini, chiede che il governo riferisca in Parlamento. E’ d’accordo?

«Possiamo riferire in qualsiasi momento, per aggiornare su una situazione che è costantemente all’attenzione del presidente del Consiglio, del ministro della Difesa, di quello degli Esteri. Non ci vedo niente di strano. Se l’opposizione vuole essere informata sulle dinamiche politiche a livello europeo, a livello Nato, io sono disponibile. L’ho sempre fatto».


Luogo:

Roma

Autore:

di Carlo Fusi

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