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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

03/08/2009


Dettaglio intervista

ROMA - Pakistan dopo India, Iraq, Somalia. La lista dei paesi teatro di atrocità nei confronti dei credenti cristiani si allunga. L’Europa e le Nazioni Unite non possono e non debbono più tacere davanti a fenomeni tanto gravi e persistenti di intolleranza. L’Italia si batterà quindi da subito perché il 2010 diventi l’anno della libertà di religione, un diritto altrettanto sacrosanto quanto quello di parola e di opinione. Secondo il ministro degli Esteri Franco Frattini, di fronte al massacro di innocenti cristiani in Pakistan «è giunto il momento di un gesto molto forte».

In che senso ministro?
«Si dovrebbe finalmente svegliare la coscienza dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite. La Ue in particolare deve porre e riaffermare la libertà di religione come valore assoluto. Tacere è sbagliato, perché il dovere morale della Ue verrebbe meno. In occasione delle atrocità commesse contro i cristiani nella regione indiana di Orissa, ottenni che la Ue facesse presente il problema agli indiani durante il summit Ue-India. E’ necessario muoversi anche col Pakistan».

In che modo?
«Noi stiamo aiutando il Pakistan e credo quindi che sia legittimo chiedere al governo pachistano adeguata tutela per la minoranza cattolica, come abbiamo fatto in passato sia con l’India che con l’Iraq per i cattolici di Mossul. Domani (oggi per chi legge, ndr) chiederò al presidente svedese della Commissione Europea di esercitare pressioni sul Pakistan in vista del vertice in programma con la Ue».

E I’Onu in che modo può essere coinvolta?
«A settembre in occasione della nuova sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proporrò di fare del 2010 l’anno della libertà di religione sfruttando l’appuntamento dell’Alleanza tra Civiltà, una importante assise che proprio il prossimo anno si terrà in Spagna durante la presidenza iberica della Ue».

Ma non le sembra ministro che, al di là della retorica, in nome della religione vengano ancora commesse le peggiori atrocità?
«Questo è vero, ma la libertà di credo è comunque fondamentale e non sì può più accettare che su questo fronte l’Europa finisca sul  banco degli imputati. E cioè che i musulmani in Europa chiedano maggiore tutela per la loro libertà di culto, mentre non ci sono le stesse garanzie per i cristiani e la Ue rimane inerte».


Luogo:

Roma

Autore:

di Stefano Trincia

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