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SCIM 2025. Editoriale del Ministro Antonio Tajani

SCIM 2025. Editoriale del Ministro Antonio Tajani (La Cucina Italiana)
Tajani La Cucina Italiana

«La cucina italiana è uno dei grandi valori identitari del nostro Paese. Ciò che mangiamo non racconta solo chi siamo, ma rappresenta un tassello importante della nostra reputazione internazionale, favorisce il turismo, la scoperta dei nostri territori e apre nuove opportunità di collaborazione economica internazionale.

Ieri abbiamo inaugurato la decima edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo (SCIM 2025). Con oltre diecimila iniziative realizzate negli anni dalla nostra rete di Ambasciate, Consolati, Istituti Italiani di Cultura e Uffici ICE, la manifestazione si conferma una delle più longeve ed efficaci fra le tante promosse dalla Farnesina. Nell’ultimo anno, sono state realizzate 949 iniziative promozionali che hanno coinvolto oltre 3.000 aziende italiane in 223 città di 87 Paesi del mondo. È un successo che dimostra come la cucina italiana sia un linguaggio universale, capace di avvicinare popoli e culture e promuovere dialogo e pace veicolando le nostre tradizioni e promuovendo tutta la nostra filiera agro-alimentare. Ma soprattutto un impegno a fare sistema e a tutelare e promuovere sempre di più questo settore.

L’export relativo alla cucina italiana ha chiuso il 2024 con il valore record di 67,5 miliardi di euro, in crescita dell’8,3% rispetto all’anno precedente, rappresentando quasi l’11% delle nostre esportazioni totali. E proprio i prodotti della nostra filiera agricola e alimentare rappresentano una componente importante del Piano d’Azione per l’Export italiano nei mercati extra-UE ad alto potenziale. Ci siamo posti un obiettivo ambizioso – 700 miliardi di euro di export annuale entro la fine della legislatura – che i prodotti alimentari italiani e la produzione vinicola del nostro Paese possono aiutarci a raggiungere.

Proprio qualche settimana fa ho incontrato i rappresentanti del mondo industriale e agroalimentare italiano, inclusi alcuni nostri produttori di pasta, insieme al Commissario al Commercio Maroš Šefčovič, venuto in visita a Roma.

Abbiamo inoltre dotato le nostre Ambasciate all’estero di esperti agricoli e di funzionari della Guardia di Finanza per offrire a imprese e associazioni strumenti dedicati alla proprietà intellettuale e alla lotta contro l’Italian sounding, che erode il valore e la credibilità dei nostri prodotti.

La tutela della cucina italiana è una priorità di questo Governo, soprattutto in questa fase storica, con le proteste degli agricoltori europei contro il green deal, la richiesta di tutela delle Indicazioni Geografiche, le procedure antidumping che colpiscono la pasta, o le adozioni di dazi che gravano anche su vino e formaggi, nonché su tutte le nostre esportazioni.

Nella nostra strategia, la cucina è anche strumento di cooperazione e solidarietà, di promozione della sicurezza alimentare e di pace. In Palestina, abbiamo lanciato “Food for Gaza”, con il supporto delle Agenzie ONU e di tutte le componenti chiave del nostro Sistema Paese, per portare aiuti alla popolazione civile. Finora abbiamo dato oltre 2.400 tonnellate di aiuti alimentari, sanitari e beni di prima necessità, tra cui 2.000 tonnellate di farina, 60 tonnellate di mangimi e kit, distribuiti con i camion donati dall’Italia al Programma Alimentare Mondiale o direttamente con gli aviolanci della nostra Difesa nei mesi scorsi. Un progetto – tra i pochi al mondo – che ha il pieno sostegno delle autorità palestinesi e israeliane.

In Africa, vogliamo avviare una nuova iniziativa “Italy for Sudan” per portare sostegno umanitario alla popolazione civile, con una complessa operazione in due fasi. Organizzeremo prima un aereo cargo con beni alimentari raccolti con il sostegno di aziende e associazioni private italiane, che vorremmo far partire entro la fine dell’anno per dare una prima risposta urgente. Per il 2026, prevediamo di inviare una nave che porterà un quantitativo maggiore di beni alimentari, sanitari e di prima necessità, anche per aiutare la popolazione a fronteggiare l’epidemia di colera in corso.

Nella cornice del Piano Mattei per l’Africa, stiamo inoltre realizzando iniziative innovative che, tramite nuovi partenariati, anche nel campo agroalimentare e grazie al coinvolgimento delle eccellenze del nostro settore privato, contribuiscono alla crescita e alla stabilità nell’area del Mediterraneo e nel continente africano.

Dietro la candidatura della cucina italiana a Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO, la cui decisione è prevista a dicembre a Nuova Delhi, c’è tutto questoUna candidatura che sosteniamo con convinzione, perché la nostra cucina è espressione identitaria e culturale del Paese, frutto di competenze e saperi che meritano di essere tutelati e tramandati.»

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