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Tirana – Le tele di Agostino Ferrari in mostra all’Istituto di cultura

Si chiama “Interno-Esterno” la personale dell’artista Agostino Ferrari che sarà inaugurata il prossimo 9 settembre all’Istituto italiano di cultura di Tirana. E’ la seconda mostra organizzata dall’Iic, dopo quella di Agnese Purgatorio, nell’ambito del progetto espositivo di arte contemporanea “Confini, linguaggi, spazi, cose, persone”, ideato e curato da Martina Corgnati per gli Istituti italiani di cultura di Colonia, Strasburgo, Tirana e Zagabria in occasione del semestre italiano di presidenza europea.


“Confini, linguaggi, spazi, cose, persone”


Quattro sono gli artisti italiani coinvolti, che espongono a rotazione nei quattro Istituti: Maria Cristina Carlini, Agostino Ferrari, Agnese Purgatorio e Donatella Spaziani. Venti sono le tele che verranno presentate nella mostra di Ferrari: opere ad acrilico, tecnica mista e sabbia, cui si uniscono alcuni piccoli progetti che l’artista usa come punto di partenza nell’esecuzione di ogni lavoro. Dal nero profondo, metafora dell’ignoto ma anche delle illimitate possibilità che attendono l’uomo oltre le soglie della conoscenza attuale, il segno si avventura nel nostro spazio per suggerire nuovi orizzonti, vero protagonista di un palcoscenico delle forme che Lucio Fontana aveva aperto nel tessuto stesso della tela mentre Ferrari ha sempre voluto mantenere nell’ambito della pittura.


L’attività di Agostino Ferrari


L’attività artistica professionale di Agostino Ferrari inizia nel 1961 con la prima mostra personale presso la Galleria Pater di Milano. Negli anni ‘62-‘63, con i pittori Vermi, Verga, Sordini, La Pietra e con il critico Alberto Lucia fonda il Gruppo del Cenobio. Da questo momento cominica la ricerca segnica dell’artista, che sarà il tema conduttore di tutta la sua attività sino ad oggi. Nel ‘64-‘65 si trova a New York, dove conosce diversi artisti americani, fra i quali George Segal e Claes Oldenburg. Nel 1966 Lucio Fontana presenta la sua personale a Milano. Nel 1967 riceve il premio Mirò per il disegno a Barcellona. In seguito, con altri artisti, espone al Kunsthaus di Zurigo e tiene una retrospettiva alla Rotonda della Besana di Milano; nel 1978, espone a Dallas, alla Contemporary Art Gallery. Negli anni successivi espone in mostre personali e collettive in moltissime città d’Italia e d’Europa: dal Centro culturale Bellora di Milano (1988), alla Galleria Lorenzelli di Milano (1996), dalla Quadriennale di Roma (2005), alla Casa del Mantegna di Mantova (2010), dalla Fundacion Frax di Altea, Spagna (2011), al Palazzo Lombardia di Milano (2012). Le sue opere si trovano in molte collezioni private e pubbliche italiane e straniere.