{"id":15025,"date":"2013-11-28T14:19:44","date_gmt":"2013-11-28T13:19:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/11\/20131128_diplomaziaeconomicacile-2\/"},"modified":"2013-11-28T14:19:44","modified_gmt":"2013-11-28T13:19:44","slug":"20131128_diplomaziaeconomicacile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2013\/11\/20131128_diplomaziaeconomicacile\/","title":{"rendered":"Diplomazia Economica\/Sole 24 Ore &#8211; Cile: mercato del lusso in crescita\n\n (in translation)"},"content":{"rendered":"<p><P>Il settore del lusso sta registrando, in Cile, tassi di crescita vicini al 10% l&#8217;anno e un volume d&#8217;affari, nel 2012, pari a 472 milioni di dollari USA. Il Cile quindi si sta posizionando dietro al Brasile come mercato del lusso in America Latina. L&#8217;assenza di dazi all&#8217;importazione (che attira acquirenti dai Paesi vicini), in aggiunta a un quadro normativo e fiscale chiaro e all&#8217;aumento del potere d&#8217;acquisto della popolazione cilena hanno spinto numerosi marchi internazionali ad aprire locali commerciali a Santiago. Tra questi \u00e8 stato recentemente inaugurato un nuovo negozio Emporio e Caff\u00e8 Armani. La principale clientela \u00e8 attualmente costituita dai turisti brasiliani che, visto l&#8217;elevato livello dei dazi e costi di importazione esistenti nel loro Paese, hanno preso l&#8217;abitudine di fare shopping a Santiago. Al secondo posto si collocano gli argentini anche in virt\u00f9 della chiusura a Buenos Aires di numerosi punti vendita di prestigiosi marchi a seguito delle restrizioni economiche e ostacoli all&#8217;importazione decretati dal Governo argentino.<\/P><br \/>\n<P>(infoMercatiEsteri)<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Nicaragua: propone a Cina progetto nuovo canale Pacifico-Atlantico<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Una delegazione di imprenditori nicaraguensi, promossa dal COSEP (Consejo Superior de la Empresa Privada) ha recentemente effettuato un viaggio in Cina per discutere della realizzazione del Grande Canale Interoceanico del Nicaragua, che affiancherebbe quello di Panama nel consentire il passaggio tra Oceano Pacifico e Atlantico. La gestione del progetto fa attualmente capo a una societ\u00e0 di Hong Kong (HKND Group Holding Limited) guidata da un businessman di origine cinese, Wang Jing. La Commissione di sviluppo del progetto, intanto, ha approvato la creazione di un Comitato Tecnico Consultivo. \u00c8 stato anche deciso di coinvolgere nella giunta di HKND due rappresentanti del COSEP, uno della Camera di Commercio Americana del Nicaragua (AMCHAM), uno del Consiglio Nazionale delle Universita ( CNU) e un esperto ambientalista.<\/P><br \/>\n<P>(infoMercatiEsteri)<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ucraina: ENI punta su shale gas<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>&#8220;In Ucraina abbiamo 9 blocchi esplorativi per il gas non convenzionale nel bacino del Lviv. \u00c8 un p\u00f2 presto per dire se saranno di successo ma posso dire che siamo ottimisti&#8221;. \u00c8 quanto ha commentato Paolo Scaroni, amministratore delegato del gruppo Eni in merito agli accordi appena annunciati dal gruppo con l&#8217;Ucraina.<\/P><br \/>\n<P>(Il Sole 24 Ore Radiocor)<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Usa: costi legali per banche fino a 104 mld $ per archiviare cause<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Le maggiori banche americane vanno incontro a spese fino a ulteriori 104 miliardi di dollari per chiudere i procedimenti legali collegati ai mutui subprime. \u00c8 quanto sostiene l&#8217;agenzia di rating Standard &#038; Poor&#8217;s, secondo cui i grandi istituti, tra cui JP Morgan Chase e Bank of America, potranno dover sborsare tra 56,5 e 104 miliardi di dollari per archiviare le cause intentate da investitori e altre controparti. Come riporta il Financial Times, se la cifra fosse vicina a quella pi\u00f9 alta ipotizzata sarebbero cancellati circa due terzi dei 154,9 miliardi di dollari complessivamente accantonati dagli istituti finanziari, che hanno recentemente aumentato le riserve proprio in vista di una possibile nuova ondata di procedimenti legali collegati a presunte violazioni su mutui in sofferenza. Prima della crisi finanziaria le banche hanno erogato e riunito in &#8220;pacchetti&#8221; pi\u00f9 complessi mutui per miliardi di dollari, ma secondo gli investitori sono state commesse numerose violazioni, per esempio in termini di corretta comunicazione dei reali rischi collegati ai prestiti. &#8220;Le cause collegate ai mutui di recente hanno ricevuto nuova linfa e si sono allargate anche oltre le accuse degli investitori&#8221;, ha detto Stuart Plesser, analista di S&#038;P nel rapporto.<\/P><br \/>\n<P>(Il Sole 24 Ore Radiocor)<\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Kazakhstan: Ablyazov dovr\u00e0 restituire 400 mln USD a Bta Bank <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>L&#8217;Alta Corte di Londra ha ordinato a Mukhtar Ablyazov &#8211; il magnate kazako la cui vicenda \u00e8 nota in Italia soprattutto per la vicenda che ha riguardato la moglie Alma Shalabayeva e la figlia Alua &#8211; di restituire 400 milioni di dollari alla Bta Bank, il maggior istituto di credito kazako diretto in passato dallo stesso esule. La banca kazaka ha presentato 11 ricorsi presso tribunali inglesi e gallesi per chiedere la restituzione di una somma molto pi\u00f9 ampia, fino a 5 miliardi di dollari. La sentenza emessa oggi dalla corte era relativa a un gruppo pi\u00f9 ristretto di cause che erano state identificate come AAA e che vertevano sull&#8217;accusa di appropriazione indebita. Le altre cause non identificate come AAA sono state invece passate alla Corte Commerciale: in questo caso l&#8217;accusa ad Ablyazov \u00e8 di aver concesso enormi prestiti non garantiti a compagnie controllate, tramite un giro di prestanome, dallo stesso Ablyazov.<\/P><br \/>\n<P>(Il Sole 24 Ore Radiocor)<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Libia: blocco terminali petrolio mette in crisi economia<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La Libia attraversa una crisi economica in ragione del blocco dei principali terminali petroliferi del paese da diversi mesi, che ha fatto crollare dell&#8217;80% i ricavi petroliferi, principali entrate dello Stato. Lo ha dichiarato il primo ministro Ali Zeidan. Alcuni gruppi armati stanno bloccando dalla fine di luglio i principali terminali petroliferi nello stato libico, provocando una calo della produzione di petrolio a 250 mila barili al giorno contro i circa 1,5 milioni prima di queste turbolenze.<\/P><br \/>\n<P>(Il Sole 24 Ore Radiocor)<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Finmeccanica: valore aggiunto per Italia 9mld (diretti+indotto)<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Finmeccanica ha generato in Italia nel 2012 un valore della produzione superiore agli 11 miliardi di euro creando valore aggiunto per poco pi\u00f9 di 3,5 miliardi. Esporta pi\u00f9 dei due terzi del fatturato per un ammontare superiore ai 7 miliardi (l&#8217;1,9% del valore totale delle esportazioni italiane di beni) e impiega oltre 42mila dipendenti (compresi circa mille interinali). Sono alcuni dei numeri contenuti nel Rapporto &#8216;Il contributo di Finmeccanica all&#8217;Itali\u00e0 realizzato congiuntamente dalle societ\u00e0 Prometeia e Oxford Economics.Il perimetro di analisi comprende tutte le attivit\u00e0 di Finmeccanica che si svolgono sul territorio italiano: le societ\u00e0 in cui Finmeccanica ha la maggioranza sono state incluse per intero, mentre le joint venture di minoranza sono state considerate pro quota. Complessivamente, sommando tutti i contribuiti, diretti, indiretti e indotti, si legge nello studio, il gruppo genera in Italia pi\u00f9 di 9 miliardi di euro di valore aggiunto e supporta oltre 130 mila occupati. Ogni euro di valore aggiunto del gruppo genera ulteriori 1,6 euro nell&#8217;economia italiana e ogni occupato sostiene altri 2,1 posti di lavoro in Italia.<\/P><br \/>\n<P>(Il Sole 24 Ore Radiocor)<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il settore del lusso sta registrando, in Cile, tassi di crescita vicini al 10% l&#8217;anno e un volume d&#8217;affari, nel 2012, pari a 472 milioni di dollari USA. Il Cile quindi si sta posizionando dietro al Brasile come mercato del lusso in America Latina. 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