{"id":156531,"date":"2025-11-13T10:47:14","date_gmt":"2025-11-13T09:47:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=156531"},"modified":"2025-11-13T10:47:14","modified_gmt":"2025-11-13T09:47:14","slug":"rapporto-ice-2024-2025-litalia-conferma-la-propria-quota-di-mercato-e-guarda-a-nuovi-mercati-per-la-crescita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2025\/11\/rapporto-ice-2024-2025-litalia-conferma-la-propria-quota-di-mercato-e-guarda-a-nuovi-mercati-per-la-crescita\/","title":{"rendered":"Rapporto ICE 2024-2025, l\u2019Italia conferma la propria quota di mercato e guarda a nuovi mercati per la crescita"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019export italiano resta un pilastro dell\u2019economia nazionale, anche in un contesto globale caratterizzato da rallentamenti e incertezze. \u00c8 quanto emerge dal Rapporto ICE 2024-2025, che fotografa lo stato del commercio estero e le prospettive per l\u2019internazionalizzazione delle imprese italiane.<\/p>\n<p>Nel 2024 le esportazioni italiane hanno raggiunto i <strong>623,5 miliardi di euro<\/strong>, un dato sostanzialmente invariato rispetto all\u2019anno precedente (-0,4%), che ci conferma il 6\u00b0 Paese esportatore al mondo a pari merito con la Corea del Sud, con una quota sul mercato mondiale del 3,1%. Inoltre, il saldo commerciale positivo \u00e8 passato <strong>da 34 a 55 miliardi di euro<\/strong>. Tutte performance che confermano la resilienza del Made in Italy nonostante il rallentamento della domanda internazionale e i persistenti squilibri geopolitici.<\/p>\n<p>Al centro restano le <strong>84.000 imprese esportatrici<\/strong> persistenti, che impiegano 3,7 milioni di lavoratori e registrano una propensione all\u2019export del 30,3%. Le grandi aziende generano oltre met\u00e0 del valore esportato, ma cresce il contributo delle piccole e medie imprese, sempre pi\u00f9 integrate nelle filiere globali.<\/p>\n<p>Sul piano geografico, il saldo commerciale della seconda manifattura d\u2019Europa migliora <strong>verso i Paesi extra-UE<\/strong>, con performance positive in Medio Oriente e Nord America, mentre rallentano i flussi verso Germania, Francia e Cina. Dal punto di vista settoriale, metallurgia e meccanica hanno registrato contrazioni, compensate dalla tenuta di <strong>agroalimentare, farmaceutica e moda<\/strong>.<\/p>\n<p>Un dato particolarmente rilevante riguarda la partecipazione alle reti produttive globali: <strong>l\u201985,6%<\/strong> delle esportazioni italiane proviene da imprese coinvolte nello <strong>scambio bidirezionale di beni intermedi<\/strong>, segno dell\u2019importanza dell\u2019Italia nelle catene globali del valore.<\/p>\n<p>Il rapporto sottolinea inoltre l\u2019attrattivit\u00e0 del Paese per gli investimenti diretti esteri: sebbene i flussi complessivi siano calati in valore, l\u2019Italia resta <strong>tra le principali destinazioni europee per i progetti greenfield<\/strong>, soprattutto in settori tecnologici e legati alla transizione verde.<\/p>\n<p>Per il 2025, l\u2019ICE prevede uno scenario di graduale ripresa dell\u2019export, sostenuta dall\u2019innovazione, dall\u2019ingresso in nuovi mercati emergenti e da una maggiore diffusione degli strumenti digitali per l\u2019internazionalizzazione. Tra le priorit\u00e0 anche l\u2019espansione delle imprese italiane <strong>in Africa e Asia <\/strong>e lo sviluppo di progetti congiunti ad alto valore aggiunto nei settori <strong>energia, sostenibilit\u00e0 e tecnologia<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019export italiano resta un pilastro dell\u2019economia nazionale, anche in un contesto globale caratterizzato da rallentamenti e incertezze. \u00c8 quanto emerge dal Rapporto ICE 2024-2025, che fotografa lo stato del commercio estero e le prospettive per l\u2019internazionalizzazione delle imprese italiane. 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