{"id":156561,"date":"2025-11-13T10:46:47","date_gmt":"2025-11-13T09:46:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=156561"},"modified":"2025-11-13T10:46:47","modified_gmt":"2025-11-13T09:46:47","slug":"la-concia-keniana-tra-limiti-e-opportunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2025\/11\/la-concia-keniana-tra-limiti-e-opportunita\/","title":{"rendered":"La concia keniana tra limiti e opportunit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019industria della pelle keniana, seppur bisognosa di efficientamenti, \u00e8 tra quelle in Africa con un maggior potenziale di crescita grazie a una combinazione unica di risorse naturali, vantaggi competitivi e impegno istituzionale.<\/p>\n<p>Il Paese dell\u2019Africa orientale pu\u00f2 infatti contare su un\u2019ampia disponibilit\u00e0 di materie prime. Secondo il Kenya Leather Development Council e i dati UN Comtrade rielaborati in un rapporto sul settore, con <strong>oltre 80 milioni di capi di bestiame<\/strong>, il Kenya \u00e8 dodicesimo per capi di bestiame al mondo. Un numero che offre una solida base per la produzione di pelli grezze e semilavorate: <strong>5 milioni ogni anno<\/strong>. Di queste pelli, per\u00f2, solo una minima parte (1,2 milioni) viene effettivamente lavorata nelle concerie a causa di cattive pratiche di macellazione e conservazione \u2013 tagli da scuoiatura e salatura inadeguata.<\/p>\n<p>L\u2019ecosistema industriale \u00e8 in fase di consolidamento con <strong>13 concerie e 22 produttori<\/strong> di calzature e accessori in pelle operativi, oltre a pi\u00f9 di 400 PMI attive nella lavorazione. Secondo i dati, le concerie lavorano per\u00f2 solamente al <strong>21% della loro capacit\u00e0 installata<\/strong>, sintomo che servono investimenti in tecnologie, efficienza energetica e ambientale.<\/p>\n<p>L\u2019industria conciaria pu\u00f2 comunque gi\u00e0 contare su alcune infrastrutture dedicate: il Kenya Leather Industrial Park (KLIP) \u00e8 in via di completamento e, seppur con varie criticit\u00e0, comprender\u00e0 un cluster industriale integrato, che offrir\u00e0 un impianto di trattamento delle acque reflue da 10 milioni di litri al giorno, magazzini, servizi logistici e incentivi fiscali per attrarre investimenti.<\/p>\n<p>I costi di produzione per pelle finita e calzature in pelle sono competitivi rispetto ai principali esportatori mondiali come India, Vietnam e Brasile, e il Paese beneficia anche di accordi commerciali favorevoli con l\u2019UE, il Regno Unito, gli Emirati Arabi Uniti e gli Stati Uniti (per il momento), nonch\u00e9 con varie Organizzazioni regionali africane. Le esportazioni keniote nel settore valgono 19 milioni di dollari (59\u00b0 posto mondiale, 2022), mentre il mercato interno \u00e8 debole: il 70% delle calzature in pelle vendute in Kenya \u00e8 importato, per un valore superiore a 22 milioni di dollari l\u2019anno.<\/p>\n<p>Il settore della pelle \u00e8 una priorit\u00e0 strategica per il Governo del Kenya, che ha avviato riforme normative, programmi di modernizzazione e incentivi per attrarre investimenti locali e internazionali. Il Paese \u00e8 forte di un capitale umano giovane e formabile: circa il 70% della popolazione ha meno di 35 anni, con un buon tasso di alfabetizzazione, diffusa conoscenza della lingua inglese e un\u2019offerta in crescita di programmi di formazione tecnica. La concia impiega circa <strong>65.000 persone<\/strong>, ma nello scenario di sviluppo accelerato potrebbe arrivare a <strong>250.000 posti di lavoro entro il 2040.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019industria della pelle keniana, seppur bisognosa di efficientamenti, \u00e8 tra quelle in Africa con un maggior potenziale di crescita grazie a una combinazione unica di risorse naturali, vantaggi competitivi e impegno istituzionale. Il Paese dell\u2019Africa orientale pu\u00f2 infatti contare su un\u2019ampia disponibilit\u00e0 di materie prime. 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