{"id":16777,"date":"2013-06-04T16:24:01","date_gmt":"2013-06-04T14:24:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/06\/20130604_archi_trattato_armi-2\/"},"modified":"2013-06-04T16:24:01","modified_gmt":"2013-06-04T14:24:01","slug":"20130604_archi_trattato_armi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2013\/06\/20130604_archi_trattato_armi\/","title":{"rendered":"Archi a NY per firma Trattato su commercio armi (in translation)"},"content":{"rendered":"<p><P>\u201cL\u2019Italia \u00e8 convinta che questo trattato fornir\u00e0 un importante contributo al mantenimento della sicurezza internazionale\u201d. E\u2019 quanto ha sottolineato il Viceministro degli Affari Esteri Bruno Archi in occasione dell\u2019apertura alla firma dello storico Trattato internazionale per il regolamento del commercio delle armi convenzionali, approvato lo scorso 2 aprile dall\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite con una maggioranza di 155 voti a favore, tre contrari e 22 astenuti. Archi, recatosi il 3 giugno al Palazzo di Vetro, ha formalizzato l\u2019adesione dell\u2019Italia al trattato.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>L\u2019Italia aderisce a Trattato, con particolare richiamo a difesa diritti umani<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>L\u2019intesa \u201crender\u00e0 pi\u00f9 difficile l\u2019acquisizione di armi letali a pirati, terroristi, signori della guerra e crimine organizzato\u201d ha evidenziato da New York il Viceministro aggiungendo che l\u2019Italia \u201csosterr\u00e0 l\u2019applicazione del trattato anche nel quadro dell\u2019impegno contro la violenza di genere, con particolare attenzione alla protezione delle donne nei conflitti armati\u201d. Durante i lunghi negoziati che hanno portato all\u2019approvazione dell\u2019accordo, l\u2019Italia si \u00e8 infatti impegnata per raggiungere un accordo completo ed equilibrato, sostenendo in particolare la necessit\u00e0 di una netta definizione della disciplina relativa ai divieti automatici di esportazione, nonch\u00e9 forti richiami ai diritti umani, al diritto umanitario internazionale e alla violenza di genere. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Storica intesa Onu regola commercio ed export armi convenzionali<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La procedura di firma del Trattato per il regolamento del commercio delle armi convenzionali \u00e8 un passo fondamentale per la sua ratifica. L\u2019intesa ha gi\u00e0 ricevuto pi\u00f9 di 50 firme, numero minimo per la sua entrata in vigore, tra cui quelle di regno Unito, Francia, Germania, Messico, Finlandia, Spagna Costarica, Norvegia e Italia. Il documento regoler\u00e0 il commercio e l\u2019esportazione di armi convenzionali, un business il cui valore annuale supera i 70 miliardi di dollari. Tra le disposizioni pi\u00f9 importanti del trattato figurano la definizione di standard internazionali per il commercio transfrontaliero di armi e requisiti obbligatori per tutti gli Stati esportatori, con il fine di assicurare che le stesse armi non siano utilizzate per commettere crimini di guerra o contro l\u2019umanit\u00e0, atti di genocidio, terrorismo e violazioni dei diritti umani.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cL\u2019Italia \u00e8 convinta che questo trattato fornir\u00e0 un importante contributo al mantenimento della sicurezza internazionale\u201d. 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