{"id":16855,"date":"2013-05-29T08:28:44","date_gmt":"2013-05-29T06:28:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/05\/20130529_europa_federale-2\/"},"modified":"2013-05-29T08:28:44","modified_gmt":"2013-05-29T06:28:44","slug":"20130529_europa_federale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2013\/05\/20130529_europa_federale\/","title":{"rendered":"Dass\u00f9: \u00abE\u2019 il momento dell\u2019Europa federale\u00bb  (La Stampa) (in translation)"},"content":{"rendered":"<p><P>Caro direttore,<BR>le dichiarazioni di Francois Hollande sul tema dell`Unione Politica &#8211; pi\u00f9 di una, nell` ultima settimana -hanno avuto un`accoglienza \u00abmista\u00bb. Alcuni vi hanno visto un modo per sparigliare le carte a livello europeo. Altri le hanno derubricate come una \u00abmossa del cavallo\u00bb ispirata da considerazioni di politica interna. In fin dei conti, \u00e8 irrilevante che abbiano ragione gli uni o gli altri. In politica, a differenza che nel diritto, le motivazioni pi\u00f9 o meno recondite di un`iniziativa vanno tenute distinte dal merito. La domanda corretta da porsi non \u00e8 \u00abperch\u00e9 Francois Hollande avanza ora queste proposte?\u00bb ma piuttosto: \u00absono realistiche? \u00e8 nel nostro interesse esplorarle?\u00bb. La risposta ad entrambe le domande \u00e8 s\u00ec, perch\u00e9 l`Unione politica \u00e8 non solo possibile ma anche necessaria. Che sia possibile lo insegna la storia. E per essere pi\u00f9 precisi la storia degli Stati Uniti d`America. Troppo spesso dimentichiamo, da questa parte dell`Atlantico, che gli Usa erano all`origine una mera \u00ablega di amicizia\u00bb fra tredici Stati sovrani. Una unione confederale poco coesa che, proprio per questa ragione, stava rischiando di andare in pezzi. Gli \u00abArticoli della Confederazione\u00bb &#8211; cos\u00ec si chiamava la prima Costituzione statunitense &#8211; si dimostrarono ben presto inadeguati di fronte alle minacce che incombevano sulla neonata repubblica: i conflitti territoriali irrisolti, con i connessi incidenti di confine; la competizione sulla percezione dei dazi doganali, all`epoca fonte quasi esclusiva delle entrate dei governi; il problema dei debiti di guerra, che affliggeva soprattutto gli Stati del nord. La grande intuizione dei padri costituenti statunitensi fu di rispondere a questi focolai di crisi rilanciando. Essi convocarono infatti la Convenzione di Filadelfia con il compito di modificare gli \u00abArticles\u00bb. E successivamente la trasformarono in un`assemblea costituente, incaricata di riscrivere il \u00abpatto\u00bb che teneva assieme gli Stati dell`Unione. Se gli USA sono sopravvissuti, se sono evoluti fino a diventare la grande nazione che conosciamo, lo si deve in larga misura a quelle scelte coraggiose. Alla volont\u00e0 tenace e per niente scontata di sostituire un assetto confederale disfunzionale con un autentico Governo federale. Costruire un` Unione politica \u00e8 possibile, quindi: non manca di ricordarlo il Presidente Napolitano. Che sia anche necessario, nel caso dell`Europa, lo dimostrano le vicende degli ultimi anni. Gli studiosi spiegheranno con il dovuto distacco la storia dell`Eurocrisi. Tuttavia, \u00e8 ormai chiaro che restando nella situazione in cui \u00e8 oggi &#8211; a met\u00e0 del guado &#8211; l`Europa \u00e8 inefficiente: non riesce a produrre decisioni tempestive e utili. Un`Europa con i bilanci a posto e con i lavoratori a spasso cammina pericolosamente sull`orlo del baratro. Gli euroscettici propongono di tornare indietro: tenere in vita l`euro, senza costruirvi attorno le fondamenta di un`economia federale, avrebbe solo costi, piuttosto che vantaggi. In realt\u00e0, tornare indietro &#8211; come dimostrano tutta una serie di studi recenti &#8211; avrebbe costi ulteriori, sia per il centro che per la periferia del sistema. Resta la possibilit\u00e0 di andare avanti, come alternativa pi\u00f9 razionale. Anche chi non sia stato federalista per convinzione ( \u00e8 il mio caso) deve diventarlo per necessit\u00e0. Sono almeno due gli ostacoli che avremo di fronte. Il primo \u00e8 che tutte le grandi decisioni europee sono ancora oggi frutto di un laborioso negoziato intergovernativo. Come bene argomenta Nicola Verola (giovane diplomatico italiano) nel suo libro su \u00abIl governo dell`euro\u00bb, il metodo attuale, senza la mediazione di un livello federale, mette in diretta competizione gli interessi degli Stati membri e finisce per rafforzare le differenze, invece che gli interessi comuni. Quello che \u00e8 vero per la politica economica lo \u00e8 tanto di pi\u00f9 per la politica estera (non) comune. Il secondo ostacolo &#8211; e qui il precedente americano serve a poco, le democrazie contemporanee si sono troppo evolute rispetto ad allora &#8211; riguarda un problema di fondo: come riuscire a convincere cittadini fortemente delusi dalla performance europea che abbiamo in realt\u00e0 bisogno di pi\u00f9 Europa? L` epoca in cui le grandi decisioni europee potevano essere costruite \u00absenza\u00bb o \u00abal posto\u00bb della gente \u00e8 finita per sempre. L`unione politica europea &#8211; quale che sia il numero di Stati che vi prenderanno parte &#8211; sar\u00e0 democratica o non sar\u00e0. L`apertura di Hollande, quindi, \u00e8 solo un buon inizio. Ricordare la nascita della Federazione americana aiuta ma non basta. L` Unione politica europea possibile e necessaria &#8211; \u00e8 tutt`altro che semplice da costruire. Gli Stati Uniti sono passati da una guerra, prima di dotarsi di una Banca federale. La crisi dell`eurozona, nei quattro anni passati, assomiglia a una \u00abguerra civile\u00bb europea. Oggi si tratta di definire la pace. Guardando avanti, invece che indietro. E coinvolgendo i cittadini europei in una Unione democratica. Come hanno detto Enrico Letta ed Emma Bonino, \u00e8 arrivato il momento di pensare seriamente all`Europa Federale. Domani potrebbe essere tardi.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Caro direttore,le dichiarazioni di Francois Hollande sul tema dell`Unione Politica &#8211; pi\u00f9 di una, nell` ultima settimana -hanno avuto un`accoglienza \u00abmista\u00bb. Alcuni vi hanno visto un modo per sparigliare le carte a livello europeo. Altri le hanno derubricate come una \u00abmossa del cavallo\u00bb ispirata da considerazioni di politica interna. 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