{"id":22333,"date":"2014-02-14T11:24:25","date_gmt":"2014-02-14T10:24:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/02\/20140214_piulibripiuliberi-2\/"},"modified":"2014-02-14T11:24:25","modified_gmt":"2014-02-14T10:24:25","slug":"20140214_piulibripiuliberi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2014\/02\/20140214_piulibripiuliberi\/","title":{"rendered":"Intervento del Sottosegretario Giro a \u201cPi\u00f9 libri pi\u00f9 liberi\u201d"},"content":{"rendered":"<p><P><SPAN class=italic>(Please check against actual speech delivered)<\/SPAN><\/P><br \/>\n<P>sono lieto di partecipare a questo incontro perch\u00e9 il tema della cultura \u00e8 centrale nell\u2019azione della diplomazia. La politica estera \u00e8 pi\u00f9 efficace quando \u00e8 mossa da una visione radicata culturalmente in chi \u00e8 chiamata ad attuarla. E\u2019 di corto respiro la politica estera istintiva, che si limita a reagire alle sfide del momento.<\/P><br \/>\n<P>Jean Monnet rispondeva a chi gli domandava se fosse soddisfatto del lavoro di integrazione europea: \u201cse dovessi ricominciare, comincerei questa volta dalla cultura<\/I>\u201d. Questa frase esplicita il concetto che l\u2019integrazione europea sarebbe stata forse pi\u00f9 coesa se fosse stata mossa dall\u2019Europa della cultura. In un momento critico per il futuro del continente, in cui le fondamenta dell\u2019Unione sono scosse da populismi, nazionalismi e da violazioni del principio di legalit\u00e0 occorre tornare a riflettere sul collante che, pi\u00f9 di ogni altro, lega i popoli europei. La cultura appunto. La cultura europea \u00e8 ispirata e forgiata dalla pluralit\u00e0 e dalla coscienza della sua diversit\u00e0.<\/P><br \/>\n<P>Con la globalizzazione, le relazioni culturali tra i paesi e le identit\u00e0 mutano, s\u2019intrecciano nuovi interessi e possono essere fonte di attrito se fissano \u201cidentit\u00e0 assassine\u201d, per citare Maalouf. E\u2019 necessario tutto il potenziale della diplomazia culturale, ispirata da valori di umanit\u00e0, per evitare lo scontro di civilt\u00e0 che l\u2019omologazione e la rete rischiano di creare come risposta ad un percepito esclusivismo culturale.<\/P><br \/>\n<P>Come diceva Fulbright \u201cnel lungo periodo, avere popoli che capiscono il nostro modo di pensare costituisce una sicurezza maggiore di qualsiasi nuovo sottomarino<\/I>\u201d. <\/I>Saranno le idee a determinare le nostre prospettive di pace, incluso il raggiungimento dei nostri obiettivi di politica estera. <\/P><br \/>\n<P>In questo senso, la nostra azione di diplomazia culturale \u00e8 ora molto attiva nella sponda sud del Mediterraneo. La nostra azione guarda alle giovani generazioni nel campo della formazione, favorendo la mobilit\u00e0 degli studenti e dei talenti. Per venire incontro alle aspettative dei giovani, il Ministero degli Affari Esteri ha sostenuto le borse di studio di quasi 1000 studenti stranieri lo scorso anno.<\/P><br \/>\n<P>Con la diplomazia culturale si alimenta la reputazione di un paese, costruendola sul lungo periodo. E\u2019 una forma di diplomazia che non si struttura su una singola questione o attorno a un singolo strumento da cui si attendono risultati nel breve termine, ma crea un ecosistema complesso di relazioni e immagini positive. Chi ha avuto una relazione culturale con un paese avr\u00e0 pi\u00f9 fiducia e vi rimarr\u00e0 legato.<\/P><br \/>\n<P>Se guardiamo all\u2019America Latina dove, nonostante la percepita simpatia l\u2019azione della politica italiana \u00e8 stata sottodimensionata, manteniamo ancora un capitale e un credito grazie alla rete della cultura italiana diffusa. C\u2019\u00e8 una simpatia per l\u2019Italia. La diplomazia culturale resiste anche senza una spinta dal centro e da l\u00ec \u00e8 possibile ripartire, valorizzandola ad esempio con l\u2019anno della cultura Italia-America latina nel 2015.<\/P><br \/>\n<P>Le Nazioni Unite, con un linguaggio inconsueto per l\u2019ONU, affermano che la \u201cdiplomazia culturale rivela l\u2019anima di un paese\u201d. Infatti, le relazioni culturali crescono e evolvono in maniera organica anche indipendentemente dai governi. Un governo non controlla completamente la sua immagine all\u2019estero. La diplomazia culturale \u00e8 infatti anche quella dei giovani, della gente e della societ\u00e0 civile.<\/P><br \/>\n<P>Le modalit\u00e0 d\u2019azione di maggiore successo per la diplomazia culturale sono perci\u00f2 quelle che integrano e valorizzano i rapporti tra persone, collettivit\u00e0, gli artisti e i media. Nel nostro caso ogni artista e ogni giovane pu\u00f2 essere un \u201cambasciatore culturale\u201d dell\u2019Italia che dovremmo coltivare, tenere insieme e seguire, magari con un premio. Avere italiani tra coloro che costruiscono l\u2019opinione mondiale \u00e8 importante. Nel 2013 tra le 100 personalit\u00e0 pi\u00f9 influenti del mondo, secondo il Time, ci sono due gli italiani, espressione di un\u2019immagine d\u2019Italia non convenzionale: Mario Balotelli e Mario Draghi.<\/P><br \/>\n<P>Il nostro Paese, media potenza regionale con interessi globali, dotato di un retaggio culturale che costituisce una delle colonne portanti della cultura globale, pu\u00f2 avere una diplomazia culturale d\u2019impatto per la sua buona reputazione, perch\u00e9 non siamo percepiti come una minaccia e, soprattutto, per il policentrismo delle azioni italiane.<\/P><br \/>\n<P>Grazie a un protagonismo diffuso, nel mondo si registra un atteggiamento di simpatia nei confronti di tutto ci\u00f2 che \u00e8 italiano, dalla cultura alla lingua fino ad aspetti pi\u00f9 recenti, come la moda, il design, il cinema e la cucina. Non \u00e8 un caso che l\u2019EXPO di Milano 2015, il pi\u00f9 grande evento internazionale che si terr\u00e0 in Italia nei prossimi anni, sia stata concepita come una festa di integrazione culturale dei popoli.<\/P><br \/>\n<P>Questo sentimento di \u201citalsimpatia\u201d pu\u00f2 essere il punto di partenza della nostra diplomazia culturale che punti ad essere ponte tra identit\u00e0 e a creare quell\u2019empatia necessaria a superare conflitti identitari e scontri di civilt\u00e0. In questa prospettiva, non posso non citare l\u2019impegno associativo e dei territori italiani nel sostenere le azioni e le scuole di pace rivolte ai giovani di paesi in conflitto. Per rispondere alla crescente domanda di Italia, occorre lavorare insieme e liberarci da vecchi interessi corporativi e da approcci burocratici. Tale spirito va condiviso con le istituzioni competenti.<\/P><br \/>\n<P>La diplomazia culturale non \u00e8 solo proiezione esterna, \u00e8 anche accoglienza nel nostro Paese. In Italia esistono mille luoghi di diplomazia culturale. L\u2019Isiao, con la sua biblioteca e le missioni archeologiche, ha offerto uno spazio per il confronto tra identit\u00e0. Quel patrimonio rischia di perdersi e mi auguro che il suo successore recuperi quella funzione di confronto neutrale. Anche l\u2019IILA svolge un ruolo di raccordo con l\u2019intera cultura e identit\u00e0 dell\u2019America latina, in evoluzione.<\/P><br \/>\n<P>Il Polo scientifico d\u2019eccellenza di Trieste ha le potenzialit\u00e0 per creare una vicinanza naturale all\u2019Italia della futura classe di scienziati dai paesi in via di sviluppo, destinati ad alti incarichi dirigenziali, se sapremo valorizzare la rete e tenerli vicini all\u2019Italia.<\/P><br \/>\n<P>Le Universit\u00e0, i centri di ricerca e le Universit\u00e0 per stranieri offrono ambienti politicamente pi\u00f9 neutrali che facilitano la distensione. Sono i luoghi dove si forma la rete della futura diplomazia culturale italiana, che ha ambasciatori non di cittadinanza italiana. Con la mobilit\u00e0 circolare delle persone anche il modello italiano d\u2019integrazione degli immigrati diventa un vettore di diplomazia culturale.<\/P><br \/>\n<P>La diplomazia culturale non \u00e8 politica di potenza. E\u2019 cooperazione tra pari, dialogo per la realizzazione dell\u2019idea di umanit\u00e0 a cui ogni uomo responsabile \u00e8 chiamato a dare un contributo. La grande politica estera del nostro Paese \u00e8 stata anche la sua azione di diplomazia culturale, a cui tutti gli italiani hanno partecipato, per vocazione e slancio. E\u2019 un tratto identitario dell\u2019Italia, che non si perder\u00e0 se gli italiani non avranno paura del mondo e si chiuderanno in s\u00e9 stessi.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(Please check against actual speech delivered) sono lieto di partecipare a questo incontro perch\u00e9 il tema della cultura \u00e8 centrale nell\u2019azione della diplomazia. La politica estera \u00e8 pi\u00f9 efficace quando \u00e8 mossa da una visione radicata culturalmente in chi \u00e8 chiamata ad attuarla. 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