{"id":22345,"date":"2014-02-13T10:23:27","date_gmt":"2014-02-13T09:23:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/02\/20140213_giro_risveglio_territori-2\/"},"modified":"2014-02-13T10:23:27","modified_gmt":"2014-02-13T09:23:27","slug":"20140213_giro_risveglio_territori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2014\/02\/20140213_giro_risveglio_territori\/","title":{"rendered":"Intervento del Sottosegretario Giro all\u2019evento: \u201cCooperazione e risveglio dei territori\u201d"},"content":{"rendered":"<p><P>(Please check against actual speech delivered)<\/P><br \/>\n<P>Cari amici e delegati dell\u2019IILA,<\/P><br \/>\n<P>sono molto contento di essere qui per la chiusura del nostro seminario di approfondimento sul \u201crisveglio dei territori in America Latina\u201d, che prepara una sessione della VI conferenza Italia \u2013 America Latina che si terr\u00e0 da qui a tre settimane. Quella di oggi \u00e8 una tappa del percorso preparatorio importante come il seminario sulle reti energetiche d\u2019inizio novembre e di quello sulle piccole e medie imprese dello scorso gennaio in Lombardia. <\/P><br \/>\n<P>Questo anno, che celebra il 10\u00b0 anniversario del meccanismo di dialogo delle Conferenze, cambiamo lo spirito con cui la organizziamo la Conferenza. Abbiamo lavorato con i Delegati latinoamericani dell\u2019IILA a redarre una dichiarazione finale della Conferenza che ne disegna il percorso futuro. C\u2019\u00e8 l\u2019ambizione di muoversi da Conferenze di formato molto ministeriale solo biennali, a momenti d\u2019incontro permanenti, dove siano veramente protagonisti tutti gli attori non statali che avvicinano l\u2019Italia all\u2019America Latina. E\u2019 un impegno condiviso con i membri dell\u2019IILA.<\/P><br \/>\n<P>Vorrei cogliere questa occasione per ringraziarvi. Se le relazioni tra il nostro Paese e l\u2019America latina sono state caratterizzate dalla discontinuit\u00e0 della politica, sono invece rimaste intense e si sono infittite grazie agli attori non statali, ONG e autonomie locali.<\/P><br \/>\n<P>Anche in Argentina, da dove sono appena tornato, Paese che non \u00e8 pi\u00f9 oggetto d\u2019intervento n\u00e9 per la cooperazione italiana n\u00e9 per quella europea, gli amici argentini si riferiscono al ruolo delle ONG italiane e al trasferimento di esperienze e saperi che molte citt\u00e0 e territori italiani gi\u00e0 offrono. Ci chiedono d\u2019infittire questa relazione cooperazione in maniera creativa. Questo \u00e8 vero anche negli altri Paesi latinoamericani che ho visitato. Come rispondere a questa domanda di una nuova relazione di cooperazione che richiede strumenti nuovi? <\/P><br \/>\n<P>Come ho gi\u00e0 detto e scritto, l\u2019America Latina e i suoi territori vivono oggi un risveglio e una sperimentazione politica che interpellano il nostro Paese. Negli ultimi dieci anni il percorso dell\u2019America Latina non \u00e8 descrivibile solo con la crescita ma con la riscoperta delle politiche pubbliche, nel tentativo di definire una risposta alla globalizzazione che unisca produzione della ricchezza, inclusione sociale e ruolo delle politiche pubbliche. I territori con la loro crescita, le sfide di coesione sociale e le politiche pubbliche sono uno degli attori pi\u00f9 originali e determinanti di questa fase e nel futuro dell\u2019America latina. I territori si trovano immediatamente confrontati ad alcune sfide della globalizzazione: la disoccupazione giovanile, creare piccola e media impresa competitiva e con un ruolo sul territorio, la pianificazione urbana, la tutela dell\u2019ambiente e l\u2019emigrazione dai territori di povert\u00e0 cronica. Le politiche pubbliche e i servizi dei territori sono considerati elementi cruciali per i governi nazionali del subcontinente, come testimoniato dal Forum sullo sviluppo economico locale di Iguaz\u00f9, Brasile, di fine ottobre.<\/P><br \/>\n<P>I territori latinoamericani guardano alle nostre citt\u00e0 e ai nostri modelli di reti territoriali come a dei partner naturali. Il modello territoriale di sviluppo italiano, che coniuga crescita economica, capitale e coesione sociale interessa ed \u00e8 studiato in America latina. Non \u00e8 un modello facilmente esportabile attraverso la sola volont\u00e0 dello Stato, perch\u00e9 \u00e8 il risultato di un\u2019ecologia peculiare e della storia italiana. Inoltre la nostra dimensione territoriale adesso \u00e8 pi\u00f9 fragile e si sta ridefinendo. Tuttavia proprio questa transizione e la sua capacit\u00e0 di ibridarsi e adattarsi rendono ancora pi\u00f9 promettente e vantaggiosa la cooperazione territoriale tra Italia e America Latina per entrambi.<\/P><br \/>\n<P>Nell\u2019attuale fase di difficolt\u00e0, i territori italiani potrebbero essere tentati di chiudersi in prospettive troppo localistiche. La relazione con l\u2019America Latina \u00e8 l\u2019occasione per internazionalizzare i nostri territori in una prospettiva di cooperazione, coniugando ragioni economiche con quelle sociali, che sono vantaggiose per l\u2019Italia e il subcontinente. Si tratta di favorire uno scambio di esperienze e di pratiche su iniziative molto concrete che aggiungono valore alle dinamiche economiche locali e che garantiscono vantaggi <\/P><br \/>\n<P>reciproci.<\/P><br \/>\n<P>Alla domanda di maggiori relazioni tra territori non si pu\u00f2 rispondere con un dirigismo dello Stato o solo con esercizi di coordinamento. Ci sono esperienze di cooperazione internazionale diffuse che riguardano moltissimi territori anche piccoli che sfuggono spesso all\u2019attenzione del centro e che sono spesso quelle di maggior successo. Credo che la risposta sia piuttosto da ricercare in un\u2019azione diffusa e molto concreta tra esperienze territoriali, affidata ad agenti che conoscono la realt\u00e0 italiana e quella latinoamericana. Mi riferisco al ruolo che le ONG possono avere ma anche a quello dell\u2019IILA.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019azione di cooperazione allo sviluppo che l\u2019Istituto latinoamericano conduce in America Latina trova il suo valore aggiunto, rispetto all\u2019azione degli altri organismi internazionali, nell\u2019individuare e raccordare buone pratiche ed esperienze latinoamericane ed italiane \u2013 \u00e8 un organizzazione che incoraggia la buona internazionalizzazione dei sistemi.<\/P><br \/>\n<P>L&#8217;esperienza di questi anni di EUROSOCIAL pu\u00f2 essere un buon inizio. L\u2019IILA \u00e8 la casa degli italiani e dei latinoamericani e pu\u00f2 diventare un organismo di raccordo e di indirizzo strategico per le politiche di cooperazione. <\/P><br \/>\n<P>I territori che sono alla frontiera delle sfide della globalizzazione, possono essere laboratori di risposte che si traducano poi in politiche pubbliche nazionali. Si tratta dell\u2019orizzonte di cooperazione pi\u00f9 importante che accomuna i nostri tessuti territoriali e quelli latinoamericani. Con l\u2019America latina si pu\u00f2 avviare una fase innovativa e sperimentale di cooperazione che ci permetta di definire elementi concreti per un approccio integrale allo sviluppo come auspicato dalle direttive ONU sul post-2015. Lo scambio di esperienze, l\u2019avvio di dinamiche di scambio e il sostegno allo sviluppo di capacit\u00e0 istituzionali e di processi sono parte della risposta. Non si tratta di mobilizzare risorse finanziarie ampie, ma occorre un sostegno politico, finanziario e di sistema per iniziare uno scambio. Era questo il principio di esperienze che abbiamo all&#8217;attivo come Brasil proximo o il Fosel in Argentina.<\/P><br \/>\n<P>E\u2019 un terreno molto promettente in cui l\u2019internazionalizzazione del sistema produttivo, diritti, crescita economica e cooperazione trovano una sintesi duratura. Lo sviluppo territoriale \u00e8 un ambito che ha visto l\u2019Italia svolgere un ruolo pioneristico e che il percorso degli incontri biennali Italia America latina continuer\u00e0 ad approfondire. E\u2019 fondamentale che questa linea di azione diventi anche una politica consolidata dell\u2019Unione europea nei suoi rapporti con la CELAC. La Cooperazione territoriale promossa dall\u2019UE con il Mediterraneo e i Balcani pu\u00f2 trovare condizioni ancora pi\u00f9 favorevoli nei rapporti con l\u2019America latina. Il terzo Forum mondiale sullo sviluppo territoriale a Torino del 2015, anno dell\u2019Exp\u00f2 e della VII Conferenza Italia America Latina e Caraibi \u00e8 la data su cui fare convergere le riflessioni del percorso che oggi inizia su questo tema.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(Please check against actual speech delivered) Cari amici e delegati dell\u2019IILA, sono molto contento di essere qui per la chiusura del nostro seminario di approfondimento sul \u201crisveglio dei territori in America Latina\u201d, che prepara una sessione della VI conferenza Italia \u2013 America Latina che si terr\u00e0 da qui a tre settimane. 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