{"id":22351,"date":"2014-02-13T09:02:18","date_gmt":"2014-02-13T08:02:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/02\/20140213_giro_simposio-2\/"},"modified":"2014-02-13T09:02:18","modified_gmt":"2014-02-13T08:02:18","slug":"20140213_giro_simposio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2014\/02\/20140213_giro_simposio\/","title":{"rendered":"Intervento Sottosegretario Giro al Simposio sulla Diplomazia Culturale"},"content":{"rendered":"<p><P>(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/P><br \/>\n<P>Onorevoli Senatori, Onorevoli Deputati, Signore e Signori,vorrei innanzitutto ringraziare il Presidente del Senato, Senatore Pietro Grasso, per aver voluto ospitare nella prestigiosa sede di Palazzo Giustiniani questo incontro di oggi, che l\u2019Institute for Cultural Diplomacy e la Societ\u00e0 Dante Alighieri hanno voluto organizzare nell\u2019ambito del I Simposio sulla diplomazia culturale.<\/P><br \/>\n<P>Il soft power ha una componente importante nella diplomazia culturale. La diplomazia culturale \u00e8 definita come lo scambio di idee, informazioni, valori, tradizioni, con lo scopo di favorire l\u2019intesa e la comprensione reciproca tra mondi culturali distanti. Come diceva Fulbright \u201cnel lungo periodo, avere popoli che capiscono il nostro modo di pensare costituisce una sicurezza maggiore di qualsiasi nuovo sottomarino\u201d. Saranno le idee a determinare le nostre prospettive di pace,incluso il raggiungimento dei nostri obiettivi di politica estera.<\/P><br \/>\n<P>Con la globalizzazione, le relazioni culturali tra i paesi e le identit\u00e0 mutano,s\u2019intrecciano nuovi interessi e possono essere fonte di attrito se fissano \u201cidentit\u00e0assassine\u201d, per citare Maalouf. E\u2019 necessario tutto il potenziale della diplomaziaculturale, ispirata da valori di umanit\u00e0, per evitare lo scontro di civilt\u00e0 chel\u2019omologazione e la rete rischiano di creare come risposta ad un percepitoesclusivismo culturale.<\/P><br \/>\n<P>Tutti sono d\u2019accordo quando si parla dell\u2019importanza della diplomazia culturale ma rimangono scettici circa il suo impatto. La ricompensa di questa azione sembra essere pi\u00f9 di carattere estetico che diplomatico. Pu\u00f2 non essere evidente ma la diplomazia costruisce, in processi lunghi, cambiamenti epocali e definitivi.<\/P><br \/>\n<P>Con la diplomazia culturale si alimenta la reputazione di un paese, costruendola sul lungo periodo. E\u2019 una forma di diplomazia che non si struttura su una singola questione o attorno a un singolo strumento da cui si attendono risultati nel\u00a0 breve termine, ma crea un ecosistema complesso di relazioni e immagini positive. Chi\u00a0 ha avuto una relazione culturale con un paese avr\u00e0 pi\u00f9 fiducia e vi rimarr\u00e0 legato.<\/P><br \/>\n<P>Se guardiamo all\u2019America Latina dove, nonostante la percepita simpatia l\u2019azione della politica italiana \u00e8 stata sottodimensionata, manteniamo ancora un capitale e uncredito grazie alla rete della cultura italiana diffusa. C\u2019\u00e8 una simpatia per l\u2019Italia. La diplomazia culturale resiste anche senza una spinta dal centro e da l\u00ec \u00e8 possibile ripartire, valorizzandola ad esempio con l\u2019anno della cultura Italia-America latina nel 2015.<\/P><br \/>\n<P>Le Nazioni Unite, con un linguaggio inconsueto per l\u2019ONU, affermano che la \u201cdiplomazia culturale rivela l\u2019anima di un paese\u201d. Infatti, le relazioni culturali crescono e evolvono in maniera organica anche indipendentemente dai governi. Un governo non controlla completamente la sua immagine all\u2019estero. La diplomazia culturale \u00e8 infatti anche quella dei giovani, della gente e della societ\u00e0 civile.<\/P><br \/>\n<P>Le modalit\u00e0 d\u2019azione di maggiore successo per la diplomazia culturale sono perci\u00f2 quelle che integrano e valorizzano i rapporti tra persone, collettivit\u00e0, gli artisti e i media. La diplomazia culturale, quando \u00e8 realizzata da attori non istituzionali, non \u00e8 percepita come una minaccia neppure dai regimi autoritari e pu\u00f2 avere grande impatto. Nel nostro caso ogni artista e ogni giovane pu\u00f2 essere un \u201cambasciatore culturale\u201d dell\u2019Italia che dovremmo coltivare, tenere insieme e seguire, magari conun premio. Avere italiani tra coloro che costruiscono l\u2019opinione mondiale \u00e8 importante. Nel 2013 tra le 100 personalit\u00e0 pi\u00f9 influenti del mondo, secondo il Time,ci sono due gli italiani, espressione di un\u2019immagine d\u2019Italia non convenzionale: Mario Balotelli e Mario Draghi.<\/P><br \/>\n<P>Il nostro Paese, media potenza regionale con interessi globali, dotato di un retaggio culturale che costituisce una delle colonne portanti della cultura globale, pu\u00f2 avere una diplomazia culturale d\u2019impatto per la sua buona reputazione, perch\u00e9 non siamo percepiti come una minaccia e, soprattutto, per il policentrismo delle azioni italiane. Nella diplomazia culturale i mille attori, i territori e le grandi citt\u00e0 che ci proiettano nel mondo, sono vera forza e non elemento di debolezza e frammentazione come in altri ambiti. Grazie a un protagonismo diffuso, nel mondo si registra un atteggiamento di simpatia nei confronti di tutto ci\u00f2 che \u00e8 italiano, dalla cultura alla lingua fino ad aspetti pi\u00f9 recenti, come la moda, il design, il cinema e la cucina.<\/P><br \/>\n<P>Questo sentimento di \u201citalsimpatia\u201d pu\u00f2 essere il punto di partenza della nostra diplomazia culturale che punti ad essere ponte tra identit\u00e0 e a creare quell\u2019empatianecessaria a superare conflitti identitari e scontri di civilt\u00e0. In questa prospettiva, non posso non citare l\u2019impegno associativo e dei territori italiani nel sostenere le azioni e le scuole di pace rivolte ai giovani di paesi in conflitto.<\/P><br \/>\n<P>Il Ministero degli Affari Esteri ha la potenzialit\u00e0 per sostenere e indirizzare un\u2019articolata azione di diplomazia culturale avvalendosi della sua rete di rappresentanze diplomatico-consolari, degli 89 Istituti Italiani di Cultura, dei 206 lettori di ruolo attivi presso Universit\u00e0 straniere e della sua rete scolastica all\u2019estero,costituita da 8 istituti statali, 45 scuole paritarie, 75 sezioni italiane presso scuole straniere, internazionali e bilingui, 7 sezioni italiane presso le Scuole Europee e la Societ\u00e0 Dante Alighieri. Si tratta di una rete di \u201cambasciatori culturali diffusi\u201d che contribuiscono a mantenere l\u2019Italsimpatia che ha anche ritorni economici chiari.<\/P><br \/>\n<P>Dopo l\u2019anno della cultura Italia-Russia le richieste di visti verso il nostro Paese sono aumentate del 40%. E\u2019 necessario che questa rete, soprattutto quella linguistica, possa tenere traccia della rete d\u2019italofonia che ha un peso importante nel paesi, ad esempio ministri, presidentio opinion leaders.<\/P><br \/>\n<P>La nostra azione di diplomazia culturale \u00e8 ora molto attiva nella sponda sud del Mediterraneo. La nostra azione guarda alle giovani generazioni nel campo della formazione, favorendo la mobilit\u00e0 degli studenti e dei talenti. Per venire incontro alle aspettative dei giovani, il Ministero degli Affari Esteri ha sostenuto le borse di studio di quasi 1000 studenti stranieri lo scorso anno.<\/P><br \/>\n<P>Nell\u2019azione di diplomazia culturale del Ministero degli Affari Esteri rivestono grande importanza anche le missioni archeologiche, antropologiche, etnologiche, uno strumento che rafforza le relazioni con gli altri Stati e, nelle aree di crisi, contribuiscea percorsi politici di stabilizzazione. E\u2019 di qualche anno fa l\u2019dea dell\u2019Italia edell\u2019UNESCO dei Caschi blu per la tutela del patrimonio culturale che dovevano nascere per preservare il patrimonio culturale e d\u2019identit\u00e0 dei Paesi in momenti di crisi.<\/P><br \/>\n<P>La diplomazia culturale non \u00e8 solo proiezione esterna, \u00e8 anche accoglienza nel nostro Paese. In Italia esistono mille luoghi di diplomazia culturale. L\u2019Isiao, con la suabiblioteca e le missioni archeologiche, ha offerto uno spazio per il confronto tra identit\u00e0. Quel patrimonio rischia di perdersi e mi auguro che il suo successo recuperi quella funzione di confronto neutrale. Anche l\u2019IILA svolge un ruolo di raccordo con l\u2019intera cultura e identit\u00e0 dell\u2019America latina, in evoluzione.<\/P><br \/>\n<P>Il Polo scientifico d\u2019eccellenza di Trieste ha le potenzialit\u00e0 per creare una vicinanza naturale all\u2019Italia della futura classe di scienziati dai paesi in via di sviluppo, destinati ad alti incarichi dirigenziali, se sapremo valorizzare la rete e tenerli vicini all\u2019Italia. Le Universit\u00e0, i centri di ricerca e le Universit\u00e0 per stranieri offrono ambienti politicamente pi\u00f9 neutrali che facilitano la distensione. Sono i luoghi dove si forma la rete della futura diplomazia culturale italiana, che ha ambasciatori non di cittadinanza italiana. Con la mobilit\u00e0 circolare delle persone anche il modello italianod\u2019integrazione degli immigrati diventa un vettore di diplomazia culturale.<\/P><br \/>\n<P>La diplomazia culturale non \u00e8 politica di potenza. E\u2019 cooperazione tra pari, dialogo per la realizzazione dell\u2019idea di umanit\u00e0 a cui ogni uomo responsabile \u00e8chiamato a dare un contributo. La grande politica estera del nostro Paese \u00e8 stata anche la sua azione di diplomazia culturale, a cui tutti gli italiani hanno partecipato, per vocazione e slancio. E\u2019 un tratto identitario dell\u2019Italia, che non si perder\u00e0 se gli italiani non avranno paura del mondo e si chiuderanno in s\u00e9 stessi.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Onorevoli Senatori, Onorevoli Deputati, Signore e Signori,vorrei innanzitutto ringraziare il Presidente del Senato, Senatore Pietro Grasso, per aver voluto ospitare nella prestigiosa sede di Palazzo Giustiniani questo incontro di oggi, che l\u2019Institute for Cultural Diplomacy e la Societ\u00e0 Dante Alighieri hanno voluto organizzare nell\u2019ambito del I Simposio sulla [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-22351","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22351","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22351"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22351\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22351"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22351"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22351"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}