{"id":22402,"date":"2014-01-09T11:53:42","date_gmt":"2014-01-09T10:53:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/01\/20140109_interventoitaliaafrica-2\/"},"modified":"2014-01-09T11:53:42","modified_gmt":"2014-01-09T10:53:42","slug":"20140109_interventoitaliaafrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2014\/01\/20140109_interventoitaliaafrica\/","title":{"rendered":"Intervento del Ministro Bonino alla presentazione dell\u2019Iniziativa Italia \u2013 Africa"},"content":{"rendered":"<p><P>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/P><br \/>\n<P>Saluto e ringrazio per la loro partecipazione a questo evento il Ministro Bray e la Ministra Kyenge. Sono pure qui con noi il Vice Ministro Pistelli e il Sottosegretario Giro che ringrazio per tutto il lavoro svolto per delineare l\u2019Iniziativa Italia \u2013Africa che siamo qui a presentarvi.<\/P><br \/>\n<P>1) L\u2019Africa cambia in fretta. A livello continentale si registrano innegabili progressi nel campo della pace, della sicurezza, della democrazia, del rispetto dei diritti umani. Grandi progressi sono stati compiuti sotto l\u2019aspetto cruciale del consolidamento delle istituzioni e dello stato di diritto, che assicurano oggi una pi\u00f9 diffusa tutela delle libert\u00e0 fondamentali e una pi\u00f9 stabile tenuta degli ordinamenti democratici. Gran parte dei Paesi africani offre oggi maggiori libert\u00e0 che in passato. Il ricorso alle elezioni \u00e8 ormai una pratica estremamente diffusa e difficilmente aggirabile. Si sta sviluppando una classe media sempre pi\u00f9 solida, il ruolo della societ\u00e0 civile \u00e8 crescente ed ha voce su tutti gli aspetti della vita delle popolazioni africane. Anche sulle vicende relative alla Corte Penale Internazionale, dove l\u2019Italia ha svolto un importante ruolo di invito alla moderazione e, anche grazie alla nostra azione, si \u00e8 riusciti a individuare soluzioni che nel rispetto della legalit\u00e0 e delle prerogative dalla Corte, evitando forzature, permettono di venire incontro ad alcune esigenze espresse dai Paesi africani.<\/P><br \/>\n<P>2) Sul piano economico vi \u00e8 una classe imprenditoriale nuova e dinamica desiderosa di espandersi. Ben 7 delle 10 economie, che registreranno i pi\u00f9 elevati tassi di crescita nel quinquennio in corso, appartengono a Paesi dell\u2019Africa a sud del Sahara. Nell\u2019attuale mondo multipolare il Continente mira a essere uno dei blocchi pi\u00f9 dinamici e un attore nelle sfide planetarie. <\/P><br \/>\n<P>Diversi Paesi africani sono tra i massimi produttori di idrocarburi, di minerali e di altre risorse naturali, ma il vero potenziale del continente risiede nella creativit\u00e0 e capacit\u00e0 di innovazione della sua giovanissima popolazione, e dove fondamentale \u00e8 il ruolo delle donne. L\u2019Africa \u00e8 il continente che pi\u00f9 di altri possiede i presupposti per realizzare una crescita sostenibile, senza ripetere errori compiuti in passato dalle attuali economie mature o da alcune nuove realt\u00e0. Il cambio di percezione nei confronti dell\u2019Africa \u00e8 d\u2019altronde riflesso nelle positive copertine che autorevoli \u201cmagazines\u201d internazionali, e non, dedicano al Continente.<\/P><br \/>\n<P>3) Al di l\u00e0 dei progressi, permangono tuttavia situazioni di degrado economico, sociale e di sicurezza. Tragedie come quella di Lampedusa ci impongono un rinnovato impegno per questa parte del mondo e ci fanno comprendere come situazioni di Paesi apparentemente lontani, in realt\u00e0 ci toccano molto da vicino. La situazione in Mali, i drammatici sviluppi della crisi nella Repubblica Centroafricana, ed i pi\u00f9 recenti tragici eventi che hanno riacceso le tensioni etniche nel Sud Sudan, ripropongono all\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica problematiche e scenari ben noti. Oggi, forse pi\u00f9 che in passato, siamo consapevoli che focolai di crisi regionali, come quelli citati, possono avere riflessi diretti sulle nostre stesse esistenze, sul nostro modello e stile di vita. Essi richiedono pertanto, anche per questo, una scelta di impegno ed attenzione come quella che ci vede presenti in prima fila nell\u2019accompagnamento delle istituzioni somale in un difficile processo di ricostruzione. Per richiamare l\u2019attenzione della comunit\u00e0 internazionale sulla Somalia abbiamo organizzato a New York a settembre, a margine della 68ma UNGA, una riunione sulla Somalia, a livello ministeriale, dei membri dell\u2019IGAD Partners Forum che ho co-presieduto con il collega Etiope, Tedros. Alla riunione ha partecipato il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e sono intervenute circa 50 delegazioni di Paesi e Organizzazioni Internazionali che hanno a cuore la stabilit\u00e0 e crescita della regione del Corno d\u2019Africa.<\/P><br \/>\n<P>4) Ombre che certo non possiamo ignorare e che anzi siamo ancor pi\u00f9 motivati a cancellare: ricordo a questo riguardo il nostro impegno per la pace e sicurezza nel Sahel, il sostegno al ruolo dell\u2019Unione Africana e delle organizzazioni regionali africane, come pure il fatto che dei 24 Paesi individuati come prioritari per la cooperazione Italiana, la met\u00e0 sono africani e in particolare ben 10 in Africa Sub-sahariana.<\/P><br \/>\n<P>Queste ombre, dico, non possono far perdere l\u2019ottimismo che ci ispira quando guardiamo all\u2019insieme del quadro africano e, come gi\u00e0 dissi alla \u201cGiornata per l\u2019Africa\u201d a maggio scorso: \u201cse \u00e8 radicalmente cambiata l\u2019Africa, deve radicalmente cambiare anche l\u2019approccio dell\u2019Italia all\u2019Africa.\u201d L\u2019Africa \u00e8 per noi partner indispensabile nei principali dossier internazionali e la complementariet\u00e0 tra le economie africane e quella italiana ci consente di offrire un modello di sviluppo rispettoso del futuro del continente.<\/P><br \/>\n<P>5) In questa prospettiva, l\u2019Iniziativa Italia-Africa vuole \u201criaccendere nel nostro Paese i riflettori sull\u2019Africa\u201d e mantenerli accesi in futuro, al fine di mostrare chiaramente in Italia e in Africa le possibilit\u00e0 offerte da una reciproca collaborazione a tutto campo: politico, economico, sociale e culturale. Il nostro Paese intende cos\u00ec inserirsi con la sua capacit\u00e0 di fare e con le proprie eccellenze nelle positive dinamiche in atto nel Continente. <\/P><br \/>\n<P>6) L\u2019Italia fa gi\u00e0 molte cose in Africa e per l\u2019Africa, che sono frutto di un impegno di tante singole realt\u00e0. E\u2019difficile avere una piena consapevolezza del reale impatto del loro insieme, che invece merita di essere opportunamente valorizzato. Penso all\u2019azione meritoria di tante nostre ONG, all\u2019impegno pi\u00f9 che decennale della nostra Cooperazione, alle Missioni di Sistema. L\u2019Iniziativa Italia-Africa, tuttavia, non vuole essere solo una ricognizione di quanto si sta facendo. Essa vuole dare un impulso ad andare oltre, fornendo una cornice per dare un senso unitario a tutto ci\u00f2 che possiamo fare. L\u2019Iniziativa Italia-Africa sar\u00e0 caratterizzata dalla sua flessibilit\u00e0. Essa vuole essere aperta, costituita da diversi segmenti settoriali in ognuno dei quali si individueranno proposte di progetti, riflessioni e iniziative che saranno portati avanti dai loro stessi ideatori, con mezzi propri. Non sono previsti finanziamenti pubblici specifici. Le varie proposte, per rientrare nel quadro dell\u2019Iniziativa, dovranno essere chiare, attuali ed innovative. Dovranno ispirarsi ai criteri della sostenibilit\u00e0, economica, sociale e culturale ed essere coerenti con le tesi e i valori che il nostro Paese va esprimendo nei fori multilaterali. Nell\u2019esercizio si intendono coinvolgere le Organizzazioni Internazionali e le Istituzioni Finanziarie Internazionali che gi\u00e0 hanno espresso il loro sostegno. <\/P><br \/>\n<P>7) Il rilancio dell\u2019azione italiana in Africa, \u00e8 un impegno che riguarda non solo la Farnesina, ma anche altre Amministrazioni centrali dello Stato &#8211; come qui testimoniato dalla presenza dei Ministri Bray e Kyenge, ma vorrei citare anche i Ministeri della Salute, dello Sviluppo Economico, dell\u2019Agricoltura, dell\u2019Ambiente. L\u2019Iniziativa vuole poi coinvolgere gli enti locali, il mondo accademico, le istituzioni culturali e scientifiche del nostro Paese, come pure le tante meritevoli ONG che operano in Africa. Un ruolo trainante rivestono poi le nostre aziende e associazioni di imprese, in grado di proporre all\u2019Africa, su una base di reciproco vantaggio, soluzioni tecnologiche, di processo e di prodotto, all\u2019avanguardia per uno sviluppo sostenibile e armonioso dei Paesi africani. <\/P><br \/>\n<P>8) Volendo ricorrere a una metafora, come in un treno vi \u00e8 una locomotiva che ha un compito di traino, cos\u00ec qui il Ministero degli Esteri si \u00e8 fatto promotore. Come in un treno i vagoni possono essere aggiunti in una composizione variabile, cos\u00ec a questa Iniziativa si possono man mano aggiungere ulteriori settori di intervento in un\u2019ottica modulare e aperta. Infine, come un treno che viaggia inserito in una rete ferroviaria pu\u00f2 toccare pi\u00f9 stazioni a seconda delle necessit\u00e0, cos\u00ec l\u2019iniziativa vuole essere a livello continentale e si rivolge a tutti i Paesi dell\u2019Africa sub-sahariana. Dato il suo carattere aperto e modulare, e al tempo stesso pragmatico, ciascun segmento potr\u00e0 focalizzarsi, per i suoi contenuti, pi\u00f9 su un Paese o una regione che su un\u2019altra o ad esempio iniziare da un\u2019area pi\u00f9 delimitata per poi espandersi.<\/P><br \/>\n<P>9) Alcuni settori sono stati gi\u00e0 individuati, e ci si sta lavorando, quali ad esempio quello dell\u2019agricoltura. E\u2019 questo un campo dove il modello italiano, fatto d\u2019imprese, spesso piccole, che si organizzano in cooperative e consorzi che si distinguono per la qualit\u00e0 dei prodotti, anche salvaguardando tecniche produttive tradizionali, ben si pu\u00f2 adattare alla realt\u00e0 africana. Ricordiamo peraltro che il 2014 \u00e8 stato proclamato, dalle Nazioni Unite, anno del \u201cfamily farming\u201d. Nel campo dell\u2019agricoltura si tratta facilitare l\u2019affermarsi di sistemi produttivi efficienti, socialmente accettabili e rispettosi dell\u2019ambiente, con un\u2019attenzione al rispetto degli standards internazionali in materia di sicurezza alimentare in modo da consentire ai prodotti africani di accedere ai mercati internazionali in un\u2019ottica di \u201ctrade not aid\u201d. <\/P><br \/>\n<P>Un\u2019occasione per condividere questi concetti con i partner africani potrebbe essere a margine della riunione annuale del Consiglio Esecutivo IFAD che si tiene a livello ministeriale a febbraio a Roma. A tal fine stiamo lavorando con il Ministero dell\u2019Agricoltura, il Ministero della Salute, l\u2019Istituto Agronomico del Mediterraneo, Unacoma, l\u2019associazione dei Produttori di macchine agricole e insieme ai rappresentanti in Italia dei Paesi africani.<\/P><br \/>\n<P>E naturalmente potremo sfruttare l\u2019occasione di Expo Milano 2015, al quale i Paesi africani hanno aderito massicciamente e a cui potranno senz\u2019altro offrire un fondamentale contributo, anche nell\u2019ambito dei clusters tematici.<\/P><br \/>\n<P>10) Voglio citare anche il campo dell\u2019energia, dove il nostro modello di distribuzione elettrica e di sviluppo delle fonti alternative pu\u00f2 ben rispondere alle condizioni dell\u2019Africa. In materia di energia l\u2019Italia, infatti, ha una rete di distribuzione a bassa tensione particolarmente integrata a livello internazionale e alimentata da un vasto insieme di produttori e che quindi pu\u00f2 ben aiutare a trovare risposte alle necessit\u00e0 africane di una diffusione capillare, socialmente inclusiva, dell\u2019energia elettrica anche valorizzando appieno, in ottica di sostenibilit\u00e0 e di rispetto ambientale, le fonti di energia rinnovabile di cui l\u2019Africa \u00e8 particolarmente ricca. Anche qui ci orientiamo seguendo le linee tracciate dall\u2019iniziativa del Segretario Generale dell\u2019ONU intitolata \u201cEnergia Sostenibile per Tutti\u201d, che prevede entro il 2030 l\u2019accesso universale all\u2019energia di base, il raddoppio dell\u2019efficienza energetica e il raddoppio della quota di fonti rinnovabili. Tale iniziativa \u00e8 stata fatta propria, tra gli altri, dall\u2019agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), con la quale collaboriamo attivamente e che tra i suoi progetti ne ha uno dedicato specificamente all\u2019Africa. Senza dimenticare, anche in questo campo, i principali attori nazionali del settore, come Terna, Enel Green Power e GSE, che vantano un\u2019expertise consolidata e possono attuare concreti modelli di business gi\u00e0 sperimentati con successo in altri Paesi emergenti.<\/P><br \/>\n<P>11) Nel settore della cooperazione culturale, un segnale innovativo e foriero di promettenti sviluppi \u00e8 quello della nomina per la prima volta di un africano &#8211; il nigeriano Okwuy Enwezor, curatore e critico d\u2019arte di grande esperienza internazionale &#8211; quale direttore del settore arti visive della prossima Biennale dell\u2019Arte di Venezia.<\/P><br \/>\n<P>12) Altri campi di eccellenza che possiamo promuovere sono quelli delle infrastrutture, viste le nostre riconosciute capacit\u00e0 progettuali e realizzative, e quello della cultura, con iniziative di valorizzazione delle arti visive italiana e africana.<\/P><br \/>\n<P>13) Per dare anche visivamente un segnale di riconoscimento, abbiamo sviluppato un logo dell\u2019Iniziativa, tramite un pubblico invito a ideare, a titolo gratuito, e lo dico per rimarcare lo spirito di apertura e collaborazione di chi ha aderito, una proposta di logo. Tra i vari elaborati giunti, abbiamo scelto quella della Signora Annia Arosa in quanto esprime al meglio un concetto chiave dell\u2019Iniziativa: quello del dialogo paritetico &#8211; rappresentato dalle due nuvolette equidistanti inserite nel cerchio rosso.<\/P><br \/>\n<P>14) Un\u2019iniziativa a tutto campo non pu\u00f2 prescindere, anzi presuppone, un dialogo politico a tutti i livelli: dal nostro impegno per la stabilizzazione nelle aree di crisi, alla collaborazione regionale e multilaterale, dalla promozione dei diritti umani al dialogo interparlamentare e via dicendo. Lo stesso vale per il ruolo della nostra societ\u00e0 civile, espresso dall\u2019impegno delle nostre ONG. Tutto questo acquister\u00e0 maggior valore se sapremo valorizzare adeguatamente il ruolo e l\u2019apporto che possono dare le comunit\u00e0 africane in Italia e italiane in Africa.<\/P><br \/>\n<P>Proprio in questo spirito sar\u00f2 in missione in Africa all\u2019inizio dell\u2019anno: dal 5 all\u20198 gennaio in Ghana e Senegal e, a partire dal 13 gennaio, in Sierra Leone. Il Vice Ministro Pistelli, a fine gennaio, si recher\u00e0 ad Addis Abeba per partecipare al Vertice dell\u2019Unione Africana.<\/P><br \/>\n<P>Mi reco in Ghana per ricambiare la visita della Ministra Tetteh, venuta lo scorso 14 novembre a Roma per partecipare alla prima riunione del Board internazionale di \u201cWomen in Diplomacy\u201d. Il Ghana \u00e8 un Paese stabile e democratico con il quale intendiamo approfondire i rapporti politici, economici e culturali. Nel corso delle frequenti occasioni di contatto con le autorit\u00e0 ghanesi e con la Ministra Tetteh in particolare, abbiamo condiviso il nostro interesse a promuovere l\u2019empowerment delle donne, proseguire la lotta alle mutilazioni genitali femminili e ad esprimere posizioni comuni e concertate sulle principali questioni multilaterali.<\/P><br \/>\n<P>Per quanto riguarda il Senegal, con l\u2019elezione del Presidente Sall, questo Paese si \u00e8 confermato stabile e maturo dal punto di vista democratico. Nel corso della visita a Dakar, definir\u00f2 con le autorit\u00e0 senegalesi il Programma Paese 2014-2016 della nostra Cooperazione. Con il Senegal, abbiamo forte interesse a rilanciare la cooperazione culturale e sociale, anche in virt\u00f9 dell\u2019apprezzata presenza di una comunit\u00e0 senegalese numerosa e ben integrata in Italia. La missione sar\u00e0 anche l\u2019opportunit\u00e0 di intraprendere un dialogo sulle principali tematiche multilaterali e sui temi regionali, in particolare sul Mali e sul Sahel.<\/P><br \/>\n<P>Sar\u00f2 poi a Freetown in Sierra Leone il 13 gennaio per partecipare alla Conferenza organizzata dall\u2019ONG Nessuno Tocchi Caino sull\u2019abolizione della pena di morte. Il Presidente Koroma \u00e8 stato confermato nel novembre 2012 a seguito di elezioni ordinate e pacifiche, ha ricevuto il Premio \u201cAbolitionist of the Year 2012\u201d. La Sierra Leone ha compiuto progressi incoraggianti nel processo di democratizzazione dopo il sanguinoso conflitto civile terminato nel 2002 che vanno sostenuti e incoraggiati.<\/P><br \/>\n<P>Vi ringrazio per l\u2019attenzione e per il sostegno che ognuno di voi, per la sua parte, vorr\u00e0 dare a questo nostro rinnovato impegno verso l\u2019Africa in cui molto crediamo.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Saluto e ringrazio per la loro partecipazione a questo evento il Ministro Bray e la Ministra Kyenge. 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