{"id":22408,"date":"2013-12-18T14:35:43","date_gmt":"2013-12-18T13:35:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/12\/20131218_apert_confamb-2\/"},"modified":"2013-12-18T14:35:43","modified_gmt":"2013-12-18T13:35:43","slug":"20131218_apert_confamb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2013\/12\/20131218_apert_confamb\/","title":{"rendered":"Intervento del Ministro Bonino alla X Conferenza degli Ambasciatori d\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p><P><EM>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/I><\/EM><\/P><br \/>\n<P><EM><\/EM><\/P><br \/>\n<P><STRONG><EM><\/EM><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG><EM><\/EM><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Signor Presidente del Consiglio, Cari Ambasciatori, gentili ospiti,<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>sono molto lieta di darvi il benvenuto oggi a questa decima Conferenza degli Ambasciatori d\u2019Italia nel mondo.<\/P><br \/>\n<P>Quando l\u2019anno scorso ho assistito alla sessione inaugurale della Conferenza, alla presenza del Signor Presidente della Repubblica, non avrei certo immaginato che mi sarei trovata oggi a fare gli onori di casa.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Come sapete, l\u2019evento di quest\u2019anno \u00e8 dedicato <STRONG>all\u2019attrazione degli investimenti e all\u2019internazionalizzazione delle imprese italiane all\u2019estero<\/STRONG> quali fattori essenziali per la crescita del Paese e al ruolo fondamentale della Farnesina e della rete diplomatica nella strategia volta a promuoverli. Questo tema fu presentato da me in Parlamento il 15 maggio scorso, all&#8217;interno di quella &#8220;diplomazia della crescita&#8221; cui volli dare risalto quale corollario essenziale delle linee di politica estera dell&#8217;azione di governo.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Collegamento del tema della conferenza al contesto piu\u2019 ampio della politica estera<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Prima di affrontare tale tema di prioritario interesse per l\u2019azione del Governo e di questo Ministero, ritengo che sia utile inquadrarlo nel contesto pi\u00f9 ampio della politica estera italiana e delle sue priorit\u00e0 geografiche e tematiche. Penso infatti che ogni strategia volta all\u2019\u201cattrazione\u201d possa essere efficace solo se riusciamo a dare <STRONG>un\u2019immagine \u201cvincente\u201d<\/STRONG> dell\u2019Italia nel mondo. Un\u2019immagine che, al di la&#8217; del nostro rilievo economico e finanziario, pur fondamentale, deve poter trasmettere in modo evidente il nostro ruolo di <STRONG>azionista significativo e responsabile del sistema globale<\/STRONG>. Consapevoli delle nostre potenzialit\u00e0, cos\u00ec come dei nostri limiti, dobbiamo poter competere senza inseguire la tentazione di difenderci chiudendoci in noi stessi. Seguire &#8220;sirene&#8221; di questo tipo sarebbe per noi esiziale.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P><STRONG>L&#8217;Europa<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Il nostro primo ambito di riferimento rimane l&#8217;Europa con le responsabilit\u00e0&#8217; che ci impone anche il prossimo calendario con la <STRONG>Presidenza<\/STRONG><STRONG> del Consiglio dell\u2019Unione Europea, <\/STRONG>pur al netto delle modifiche introdotte dal Trattato di Lisbona.<\/P><br \/>\n<P>Da profonda europeista e federalista quale sono, assisto con dispiacere all\u2019appannamento dell\u2019immagine dell\u2019Unione Europea. I progressi nei meccanismi della governance<\/I> economica introdotti nell\u2019ultimo biennio come risposta alla crisi economica e finanziaria devono essere ora accompagnati da interventi che ne rafforzino il radicamento democratico. Bisogna <STRONG>reagire alla disaffezione<\/STRONG> verso il progetto europeo e all\u2019emergenza di nazionalismi e populismi conseguenza dell\u2019identificazione dell\u2019Unione Europea sempre pi\u00f9 come generatrice di vincoli e sempre meno come fonte di opportunit\u00e0. A ci\u00f2 si aggiunge la circostanza che l\u2019UE \u00e8 stata spesso usata come unico <STRONG>capro espiatorio<\/STRONG> per misure sgradite ma necessarie. <STRONG>Ci sono due modi per guardare all&#8217; Europa: retrocedere o avanzare. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Come sapete, io \u2013 insieme al Presidente Letta e all\u2019intera compagine governativa \u2013 sostengo la tesi per cui <STRONG>\u00e8 necessaria pi\u00f9 Europa<\/STRONG> \u2013 e non meno \u2013 per fronteggiare le sfide<STRONG> <\/STRONG>poste da un mondo che vede un numero crescente di attori affacciarsi sullo scenario mondiale. E\u2019 stata proprio l\u2019impossibilit\u00e0 per gli europei di agire con gli stessi strumenti di uno Stato federale come gli Stati Uniti ad impedire una \u201csoft recovery\u201d come quella d\u2019Oltreoceano. <\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Ritengo per\u00f2 che proprio questa crisi di fiducia e di identit\u00e0 possa essere lo stimolo per prendere iniziative forti, e per questo la ricerca di un percorso per <STRONG>approfondire e migliorare la qualit\u00e0 democratica dell\u2019integrazione europea<\/STRONG> sar\u00e0 al centro dell\u2019agenda della Presidenza italiana del Consiglio dell\u2019UE per un\u2019Europa della crescita, dei cittadini e autorevole e rispettata nel mondo.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Occorre innanzitutto consolidare la legittimit\u00e0 dell\u2019Unione favorendo una maggiore \u201crappresentanza percepita\u201d da parte dei cittadini, attraverso realizzazioni concrete. Per questo motivo il Governo italiano si \u00e8 adoperato con successo per portare i temi della lotta alla disoccupazione giovanile e della crescita economica al centro dell\u2019agenda dell\u2019UE. L\u2019organizzazione a Roma del prossimo <STRONG>vertice sulla disoccupazione giovanile<\/STRONG> rappresenta una conferma di tale sforzo. Considerazioni analoghe valgono per l\u2019impegno dell\u2019Italia a portare il tema della <STRONG>gestione dei flussi migratori<\/STRONG> attraverso il Mediterraneo al centro dell\u2019agenda europea. Era un tema questo in cui la UE era da sempre apparsa poca reattiva; il nostro sforzo, che ancora continua, e&#8217; quello di evidenziarne la valenza tanto dal punto vista umanitario che da quello della stabilit\u00e0 e della sicurezza. Nei Vertici di ottobre ed in quello di domani, il tema vi compare con chiarezza.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>E\u2019 anche necessario trovare un punto di sintesi alta tra i numerosi stimoli al rinnovamento dell\u2019Unione che provengono dalla societ\u00e0 civile, dalle Istituzioni e dagli Stati Membri. Tale punto di sintesi potrebbe tradursi \u2013 se ci riusciamo &#8211; in una <STRONG>Dichiarazione solenne sul futuro dell\u2019Europa<\/STRONG>, da approvare al termine del semestre italiano di Presidenza quando avremo un nuovo Parlamento, una nuova Commissione e un nuovo Presidente del Consiglio Europeo. <\/P><br \/>\n<P>La dichiarazione dovrebbe contenere indicazioni concrete e strumenti per costruire un\u2019\u201dEuropa migliore\u201d, pi\u00f9 integrata e democratica in settori chiave come l\u2019UEM e il mercato unico, pi\u00f9 competitiva e orientata alla crescita e all\u2019occupazione, pi\u00f9 solidale e vicina ai bisogni dei cittadini, <STRONG>meno \u201cintrusiva\u201d in settori che possono essere pi\u00f9 opportunamente gestiti al livello nazionale sulla base del principio di sussidiariet\u00e0.<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Un\u2019 Unione Europea pi\u00f9 inclusiva \u00e8 anche un\u2019 Unione Europea pi\u00f9 ampia. <STRONG>Per questo continueremo a sostenere il cammino europeo, con i suoi precisi requisiti e vincoli oltre che con le sue opportunit\u00e0, dei Paesi dei Balcani e della Turchia.<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Mediterraneo e Medio Oriente<\/I><\/STRONG><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>L\u2019altro naturale ambito d\u2019azione dell\u2019Italia \u00e8 rappresentato dal <STRONG>Mediterraneo e dal Medio Oriente<\/STRONG>, un\u2019area che \u00e8 stata ed \u00e8 ancora teatro di profonde trasformazioni, talvolta drammatiche, le quali, qualunque sia stato o sar\u00e0 il loro esito, hanno tracciato un percorso ormai irreversibile. Il nostro Paese deve poter svolgere un ruolo di rilievo in questa parte del mondo a noi cos\u00ec culturalmente e geograficamente vicina, anche orientando la politica europea, nell\u2019assistere i Paesi della regione nel loro lungo e complesso percorso verso una stabilit\u00e0 sostenibile. Stabilit\u00e0 sostenibile che, come insegna la storia, non pu\u00f2 essere separata dalla democrazia o, quanto meno, da un sistema di governance <\/I>responsabile, trasparente e partecipativo.<\/P><br \/>\n<P>Abbiamo visto con chiarezza in questi mesi come <STRONG>posizioni italiane inizialmente \u201cfuori dal coro\u201d siano state poi pi\u00f9 largamente condivise a livello internazionale<\/STRONG>. E\u2019 stato il caso del perseguimento di una soluzione diplomatica per la <STRONG>crisi siriana<\/STRONG>, a fronte della possibilit\u00e0 di un intervento militare che avrebbe potuto avere implicazioni potenzialmente esplosive per tutta la regione, visto che il conflitto siriano \u00e8 alimentato anche dalle linee di scontro e rottura che attraversano la stessa famiglia sunnita. Ma non ci siamo fermati alla sola azione di scongiurare la guerra ! Ci siamo mossi con determinazione anche per contribuire all&#8217;azione di distruzione dell&#8217;arsenale chimico. Abbiamo svolto insomma politica estera con quello che ne consegue: assumendoci le nostre responsabilit\u00e0&#8217;. Vogliamo essere parte della soluzione sul dramma siriano. A cominciare dall&#8217;appuntamento di Ginevra II. <\/P><br \/>\n<P>In quel contesto, peraltro dai drammatici risvolti umanitari che abbracciano altri Paesi della regione siamo in condizione di far sentire la nostra voce a sostegno della stabilita\u2019, come nel caso della nostra qualificata ed importante presenza in Libano, da ultimo ulteriormente accresciuta con il nostro sostegno alla ricostituzione delle forze armate di quel Paese.<\/P><br \/>\n<P>Lo stesso \u00e8 avvenuto nei <STRONG>rapporti con l\u2019Iran<\/STRONG>: siamo stati infatti i primi a cogliere l\u2019importanza dell\u2019elezione del Presidente Rohani: con la visita del Vice Ministro Pistelli a Teheran in agosto, con gli incontri a settembre a New York &#8211; a margine dell&#8217;Assemblea Generale &#8211; del Presidente Letta con Rohani e della sottoscritta con il mio omologo Zarif. Da ultimo, con il passaggio di Zarif a Roma il 19 novembre e con la mia prevista visita a Teheran fra tre giorni. Siamo convinti che va sostenuto il coinvolgimento dell\u2019Iran nella soluzione della crisi siriana. Una posizione poi seguita anche da molti altri Stati: come ho ricordato in un\u2019intervista di qualche tempo fa, durante l\u2019Assemblea Generale il Presidente Rohani \u00e8 stato l\u2019interlocutore pi\u00f9 gettonato per gli incontri bilaterali, con una serie fittissima di appuntamenti! E il recente accordo, interinale ma anche potenzialmente epocale, di <STRONG>Ginevra<\/STRONG> non ha fatto che avallare questa nostra intuizione, aprendo una finestra di opportunit\u00e0 che dobbiamo vegliare affinch\u00e9 rimanga aperta e produttiva di conseguenze benefiche. Avendo molto chiaro questo obiettivo abbiamo con evidenza contributo l\u2019altro ieri a Bruxelles a conclusioni del CAE che fossero piu\u2019 chiaramente orientate in questa direzione. Dobbiamo insomma lavorare, insieme agli altri maggiori partners europei e agli Stati Uniti, affinch\u00e9, in particolare <STRONG>in Israele e nel Golfo<\/STRONG>, prevalgano l\u2019apertura sia pure prudente e lo spirito costruttivo. E\u2019 nell\u2019interesse di tutti coloro che puntano alla soluzione dei problemi, che sono i naturali interlocutori di una <STRONG>diplomazia dell\u2019amicizia e della collaborazione<\/STRONG> come quella italiana.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Stati Uniti<\/I><\/STRONG><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>In questi, come in alcuni altri dossier, abbiamo espresso talvolta posizioni diverse rispetto al nostro principale partner, gli Stati Uniti. Ci\u00f2 \u00e8 stato da taluni interpretato come frutto di una volont\u00e0 di rinnegare quell\u2019atlantismo che nel suo connubio virtuoso con l\u2019europeismo ha tracciato il nostro percorso di politica estera sin dal dopoguerra. Niente di pi\u00f9 lontano dalla realt\u00e0. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>I migliori amici sono<\/STRONG> infatti, come tutti sanno, <STRONG>quelli che si parlano pi\u00f9 schiettamente<\/STRONG>. E il nostro rapporto con gli USA continua ad essere solido e strettissimo, come hanno dimostrato le numerose visite svoltesi quest\u2019anno e in modo particolare la Sua dell\u2019ottobre scorso a Washington, Signor Presidente del Consiglio. Speriamo, inoltre, che le relazioni transatlantiche possano continuare a consolidarsi ulteriormente nei loro diversi aspetti di sicurezza e di condivisione di valori e di responsabilit\u00e0 anche con il <STRONG>TTIP<\/STRONG>, il partenariato transatlantico in materia di commercio e investimenti, che potrebbe dare impulso alla crescita e all&#8217;occupazione su entrambe le sponde dell&#8217;Atlantico, e intendiamo per questo svolgere un ruolo attivo nella promozione dei suoi negoziati.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Altre partnerships cruciali<\/I><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>In uno scenario globale come quello appena descritto, fortemente dinamico e competitivo, altre partnerships<\/I> risultano cruciali. Rimane solido il rapporto con la <STRONG>Russia<\/STRONG>, come confermato dal Vertice di Trieste del 26 novembre scorso, che ha rappresentato l\u2019occasione per un confronto a tutto campo sulle principali questioni bilaterali, sia politiche che economiche, oltre che sui pi\u00f9 rilevanti temi di politica estera. Le 28 intese sottoscritte a vario titolo in tale occasione, sia a livello governativo che tra imprese private, ne sono la riprova.<\/P><br \/>\n<P>Anche con la <STRONG>Cina<\/STRONG>, l\u2019incontro di ottobre del Comitato Governativo Italia-Cina e la visita in quell\u2019occasione del mio omologo Wang hanno confermato un\u2019evoluzione nei nostri rapporti verso un <STRONG>dialogo strutturato e allargato ai temi globali e regionali<\/STRONG>. Quanto questo sia essenziale lo vediamo confermato dalle minacce d\u2019instabilit\u00e0 e persino di crisi aperta che incombono sul nord est asiatico. Le relazioni bilaterali registrano anch\u2019esse un crescente dinamismo, che stiamo cercando di canalizzare nella direzione di una maggiore presenza di <STRONG>utili e costruttivi investimenti cinesi in Italia<\/STRONG>. Un forte segnale dell\u2019interesse della Cina per il nostro Paese \u00e8 la sua partecipazione ad Expo 2015. Non passer\u00e0 inosservata, visto che Pechino avr\u00e0 uno dei pi\u00f9 estesi padiglioni nazionali dell\u2019intero sito espositivo. Il legame tra Asia e Milano 2015 sar\u00e0 peraltro reso ancora pi\u00f9 forte dal <STRONG>Vertice ASEM<\/STRONG>, che riunir\u00e0 nell\u2019autunno 2014 nel capoluogo lombardo i Capi di Stato o di Governo dei Paesi dell\u2019UE, dell\u2019Asia e dell\u2019Oceania, in una logica di pre-apertura di Expo. <\/P><br \/>\n<P>Un attore destinato a divenire sempre pi\u00f9 rilevante nelle nuove dinamiche globali \u00e8 l\u2019<STRONG>Africa<\/STRONG>, che rappresenta oggi sempre pi\u00f9 un continente di opportunit\u00e0, sia per gli elevati tassi di crescita di numerosi paesi africani, sia per gli innegabili progressi compiuti dal punto di vista della stabilit\u00e0, della sicurezza, della democrazia e della governance, <\/I>oltre che del rispetto dei diritti umani. Il ruolo avuto dai paesi africani nell\u2019adozione consensuale della Risoluzione delle Nazioni Unite che ha bandito le mutilazioni genitali \u00e8 una dimostrazione dell\u2019evoluzione in corso. E\u2019 quindi mia intenzione <STRONG>recuperare il tempo perduto<\/STRONG> e imprimere un\u2019accelerazione alle relazioni con i paesi africani, attraverso iniziative concrete che consentano sia una maggiore interlocuzione politica, sia la creazione di un quadro di riferimento in cui anche le nostre imprese e tutti gli altri attori nazionali possano operare per contribuire concretamente alla <STRONG>crescita sostenibile<\/STRONG> dell\u2019Africa. Uscire insomma da una logica, ampiamente superata, di considerare l&#8217;Africa quale un continente da approcciare con un&#8217;unica politica, invece di modulare gli interventi tenendo conto delle sue diversit\u00e0&#8217;. In gennaio ho in programma due visite in rapida successione in alcuni Paesi della regione.<\/P><br \/>\n<P>Un altro continente sul quale continuiamo a mantenere accesi i nostri riflettori \u00e8 <STRONG>l\u2019America Latina<\/STRONG>. La solidit\u00e0 e le prospettive di crescita dei nostri rapporti sia politici sia economici con i paesi latinoamericani sono emerse chiaramente nel corso della <STRONG>Conferenza Italia-America Latina<\/STRONG>, tenutasi in questa stessa sala la settimana scorsa, alla quale hanno partecipato ben 13 Ministri degli Esteri provenienti da quel continente. E la recente <STRONG>adesione dell\u2019Italia in qualit\u00e0 d\u2019osservatore ai lavori dell\u2019Alleanza del Pacifico<\/STRONG> \u00e8 un riconoscimento dell\u2019impegno del nostro Paese in quell\u2019area e dell\u2019importanza che l\u2019Italia attribuisce ai processi d\u2019integrazione regionale e sub-regionale attualmente in corso in America Latina. <\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Fare politica estera, soprattutto in un momento di risorse scarse, tuttavia, ci impone di scegliere le nostre priorit\u00e0&#8217;. <STRONG>Europa, rapporto transatlantico e rapporti con il nostro complesso vicinato balcanico, del Vicino Oriente e del Nord Africa sono le nostre priorit\u00e0&#8217;.<\/STRONG> Ma non trascureremo certamente il resto, puntando sull&#8217;efficienza di una maggiore selettivit\u00e0&#8217;. A ci\u00f2&#8217; del resto e&#8217; ispirata il <STRONG>riadattamento della rete diplomatico-consolare<\/STRONG>. La nostra attenzione crescente verso aree come quella del Golfo e del Sud est asiatico ha trovato posto in questo esercizio. Le risorse a disposizione, ma anche la legge, ci hanno imposto di scegliere e abbiamo cercato di farlo guardando al domani. Anche se per qualcuno e&#8217; difficile disancorarsi dal legame col passato.<\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/I><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Diritti umani<\/I><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Signor Presidente del Consiglio, l\u2019immagine del nostro Paese nella Comunit\u00e0 Internazionale \u00e8 rafforzata anche dal ruolo attivo che abbiamo nella promozione dei <STRONG>diritti umani. <\/STRONG>Questa \u00e8 una componente strutturale e sistematica della nostra politica estera. L\u2019Italia continua infatti a condurre un\u2019azione convinta in questo ambito ispirandosi a una linea di dialogo ed apertura, che rispetta le diversit\u00e0 rimanendo al contempo fedele al principio dell&#8217;universalit\u00e0 dei diritti umani. <\/P><br \/>\n<P>Su molte delle battaglie per le quali ho combattuto da \u201cmilitante&#8221; ho trovato sempre una solida sponda nel governo italiano, dalla pena di morte alle mutilazioni genitali femminili, passando per i matrimoni precoci forzati. <\/P><br \/>\n<P>Molte di queste battaglie vedono purtroppo come vittime le <STRONG>donne<\/STRONG>. La ratifica in tempi rapidissimi della Convenzione del Consiglio d&#8217;Europa di Istanbul sulla \u201cprevenzione e lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica&#8221;, oltre che del Arms Trade Treaty<\/I>, il trattato per la regolamentazione del commercio di armi che finisce per avere importanti ricadute positive soprattutto per le donne, mostra la nostra determinazione a lavorare per migliori condizioni femminili, anche grazie a un prezioso connubio tra istituzioni e societ\u00e0 civile che mi ha visto operare da entrambe le parti.<\/P><br \/>\n<P>Sostenere i diritti delle donne significa anche lottare per una loro maggiore consapevolezza e affermazione in tutti gli ambiti. Per questo, in vista di Expo 2015, abbiamo deciso di lanciare un progetto \u201c<STRONG>Women for Expo<\/STRONG>\u201d, con l\u2019obiettivo di dare all\u2019esposizione universale milanese una forte connotazione femminile, tenuto conto del ruolo attuale e potenziale delle donne negli ambiti della sostenibilit\u00e0 alimentare, della nutrizione, della salute, oltre che nel settore agricolo e agroalimentare.<\/P><br \/>\n<P>Ovviamente, come ho pi\u00f9 volte sottolineato, il successo della nostra azione e nel rafforzamento della nostra immagine come promotori dei diritti umani dipende anche dalla nostra <STRONG>coerenza e volont\u00e0 di fare anche i compiti a casa<\/STRONG>, per non essere accusati di doppio standard. I record purtroppo negativi dell\u2019Italia in termini di condanne della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo per lunghezza dei processi, violazioni dei diritti della difesa e situazione carceraria, rendono la nostra azione meno credibile. Di concerto con i colleghi dell\u2019Interno e della Giustizia stiamo impegnandoci per recuperare almeno parte del terreno perduto.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Altre sfide globali<\/I><\/STRONG><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Su tutte le sfide globali \u2013 e quella dei diritti umani deve assolutamente continuare a rimanere in prima linea \u2013 l\u2019Italia fa sentire la propria voce e continuer\u00e0 a farlo in uno spirito di cooperazione e consenso. <\/P><br \/>\n<P>La sfida pi\u00f9 ampia, che racchiude tutte le altre, \u00e8 quella del perseguimento di una <STRONG>stabilit\u00e0 diffusa<\/STRONG>. Per questo motivo, nonostante i crescenti vincoli in termini di risorse, continuiamo ad attribuire grande importanza alla nostra partecipazione ad operazioni di gestione delle crisi multinazionali, che oltre a servire anche i nostri interessi di sicurezza concorre a mantenere alta la credibilit\u00e0 dell\u2019Italia e ne accresce il prestigio internazionale. Nell\u2019ambito degli sforzi di cui parlavo all\u2019inizio per dare un\u2019immagine \u201cvincente\u201d del nostro Paese, il nostro impegno in <STRONG>Afghanistan<\/STRONG>, che continuer\u00e0, seppur con modalit\u00e0 diverse, anche dopo il 2014, ha svolto e svolge ancora un ruolo sicuramente rilevante.<\/P><br \/>\n<P>Anche di fronte alle altre sfide globali, dalla sicurezza energetica alla sostenibilit\u00e0 ambientale sino alla lotta al terrorismo e alla criminalit\u00e0 organizzata, l\u2019Italia continua a fare la sua parte. In tema di <STRONG>sicurezza energetica<\/STRONG>, voglio qui menzionare un evento che ha segnato un grande successo della diplomazia italiana, la ratifica il 5 dicembre scorso dell\u2019Accordo Intergovernativo concluso a febbraio con Grecia e Albania per la costruzione del <STRONG>Trans Adriatic Pipeline<\/STRONG>, che permetter\u00e0 l\u2019arrivo in Italia del gas azero attraverso questi due paesi, facendo del nostro paese un hub<\/I> energetico del Sud Europa e del Mediterraneo. Ieri ero a Baku per la cerimonia della firma.<\/P><br \/>\n<P>Al contempo, ci teniamo a coniugare le necessit\u00e0 energetiche con l\u2019interesse prioritario per <STRONG>la salvaguardia ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici<\/STRONG> che mettono a repentaglio la stessa sopravvivenza del nostro pianeta. Contribuiamo attivamente alla leadership<\/I> europea in questo campo. Per questo motivo, anche alla luce di quanto previsto dal Consiglio europeo sull\u2019energia dello scorso maggio, intendiamo investire nell\u2019impiego delle energie rinnovabili e nel costante miglioramento dell\u2019efficienza energetica, cos\u00ec come previsto anche nella Strategia Energetica Nazionale (SEN).<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Portare l\u2019Italia nel mondo, attrarre il mondo in Italia \u2013 Internazionalizzazione e attrazione di investimenti <\/I><\/STRONG><\/I><\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Ho lasciato volutamente per ultimo, dopo averlo evocato all\u2019inizio, uno dei maggiori temi che affronteremo in questa Conferenza: internazionalizzazione delle nostre imprese e attrazione degli investimenti. Su tutti questi temi l\u2019impegno del Ministero \u00e8 forte e costante. Un impegno che deve, per\u00f2, calarsi con consapevolezza nel contesto economico che stiamo attraversando: siamo quasi al sesto anno della crisi economica, e il Paese ha <STRONG>una priorit\u00e0 che sovrasta tutte le altre<\/STRONG>. Quella della <STRONG>crescita.<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Anche la politica estera deve mettersi al servizio di questa esigenza. Ho riassunto tutto questo, dall\u2019inizio del mio incarico come Ministro degli Esteri, nella formula <STRONG>\u201cdiplomazia della crescita\u201d<\/STRONG>, che in sostanza significa lavorare con due obiettivi molto chiari: da un lato <STRONG>portare l\u2019Italia nel mondo, <\/STRONG>sostenendo<STRONG> l\u2019export <\/STRONG>e il percorso di <STRONG>internazionalizzazione <\/STRONG>delle nostre imprese. Dall\u2019altro <STRONG>portare il mondo in Italia, <\/STRONG>attraverso una politica coerente per<STRONG> l\u2019attrazione di investimenti<\/STRONG>.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Sull\u2019export e l\u2019internazionalizzazione, sappiamo che \u00e8 il segreto del nostro successo. Pensiamoci: i tedeschi, per definire i loro prodotti, usano un termine tedesco, \u201cdeutsche qualit\u00e4t<\/I>\u201d. Il nome con cui in Italia noi stessi<\/I> definiamo i nostri prodotti \u00e8 invece un termine inglese, <STRONG>\u201cMade in Italy<\/I>\u201d<\/STRONG>: perch\u00e9 la nostra manifattura ha l\u2019internazionalit\u00e0 nel DNA. I nostri prodotti sono fatti in Italia per andare nel mondo. E questo lo sanno bene \u2013 forse meglio di noi \u2013 i consumatori globali, che alimentano una <STRONG>domanda di Italia<\/STRONG> sempre crescente.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Il punto non \u00e8 dunque dire che \u201cbisogna sostenere l\u2019export\u201d: questo \u00e8 ormai un dato evidente a tutti. Il punto vero \u00e8 capire <STRONG>come farlo oggi<\/I><\/STRONG>, in un mondo che cambia ogni sei mesi e di fronte ad un tessuto produttivo italiano che sta mutando pelle proprio per tenere il passo della globalizzazione. Proprio in quest\u2019ottica ho impostato il lavoro di questi mesi, assieme al Viceministro Calenda, per <STRONG>aggiornare le priorit\u00e0 del nostro lavoro al servizio dell\u2019export<\/STRONG>.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Innanzitutto dobbiamo attrezzarci, come rete, per sostenere <STRONG>quella parte di Made in Italy<\/I> meno immediatamente riconoscibile come tale<\/STRONG>, e quindi quei settori chiave della nostra industria che hanno meno a che fare direttamente con il consumatore finale straniero. Quei settori che operano \u201coltre il lusso\u201d ma che esprimono ugualmente eccellenze assolute del Made in Italy.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>In secondo luogo dobbiamo sostenere lo sforzo di <STRONG>internazionalizzazione delle nostre piccole e medie imprese, <\/STRONG>facilitando la costruzione di reti e filiere produttive che facciano massa critica. E poi ricordando che ci sono tante PMI anche nell\u2019<STRONG>artigianato<\/STRONG> e nell\u2019<STRONG>agricoltura<\/STRONG> pronte ad internazionalizzarsi, e che sta nascendo in Italia una <STRONG>nuova generazione di PMI innovative digitalizzate <\/STRONG>dalla culla, che sono spesso internazionalizzate \u201cper definizione\u201d.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Proprio per questo, nel piano export lanciato qualche mese fa abbiamo immaginato \u2013 oltre <STRONG>all\u2019aumento delle missioni di sistema<\/STRONG> nei mercati esteri, anche un <STRONG>road show<\/I> nei territori italiani<\/STRONG>. Non si tratta di convegni e conferenze, ma di momenti di incontro fra PMI ed esperti di internazionalizzazione, per esplorare le opportunit\u00e0 e aumentare la propensione delle imprese ad andare all\u2019estero. Per far crescere la \u201cdomanda di internazionalizzazione\u201d nelle nostre filiere produttive.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Credo che spetti proprio alla nostra rete, che agisce \u201csul fronte esterno dell\u2019internazionalizzazione\u201d, essere la prima interprete di queste priorit\u00e0, tenendo bene in mente quello che i nostri diplomatici sanno ormai molto bene: non basta accompagnare fisicamente un\u2019impresa in missione in un altro Paese. Conta tutto quello che viene prima e tutto quello che viene dopo la \u201cstretta di mano\u201d all\u2019estero: quindi <STRONG>preparazione e seguiti<\/STRONG>. L\u2019internazionalizzazione non \u00e8 un momento spot, ma un percorso. E quindi abbiamo bisogno di un lavoro sempre pi\u00f9 articolato e di \u201cintelligence\u201d che serva a <STRONG>monitorare<\/STRONG> e capire quali siano le opportunit\u00e0, <STRONG>informare e orientare <\/STRONG>le nostre imprese su queste opportunit\u00e0, per poi <STRONG>agire in loco<\/STRONG> con azioni di <STRONG>advocacy<\/I><\/STRONG> e costruzione di relazioni. Attivit\u00e0 in cui <STRONG>la vicinanza delle istituzioni \u2013 soprattutto su alcuni mercati \u2013 pu\u00f2 veramente fare la differenza<\/STRONG>.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Tutto questo per l\u2019export. Ma chiaramente c\u2019\u00e8 anche il lavoro per portare il mondo in Italia, ossia <STRONG>l\u2019attrazione<\/STRONG>. Una attivit\u00e0 su cui la riflessione e l\u2019azione negli anni non era stata all\u2019altezza delle necessit\u00e0 di una economia grande e complessa come la nostra. Anche perch\u00e9 attrarre investimenti non \u00e8, banalmente, l\u2019opposto di internazionalizzare. \u00c8 un processo molto diverso perch\u00e9 richiede politiche, competenze e misure diverse e pi\u00f9 complesse. E rispetto alle quali siamo ancora poco attrezzati. Non \u00e8 un caso \u2013 credo \u2013 che il nostro Paese attragga <STRONG>solo l\u20191,6% del totale degli investimenti che girano per il mondo<\/STRONG>. <\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Su questo tema il Governo \u00e8 intervenuto con decisione. Il <STRONG>Piano Destinazione Italia<\/STRONG>, approvato venerd\u00ec scorso <STRONG>in via definitiva<\/STRONG> dal Consiglio dei Ministri, rappresenta la prima policy organica sul tema dell\u2019attrattivit\u00e0 di cui si sia mai dotato il nostro Paese.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Destinazione Italia nasce con la consapevolezza che \u2013 in attesa di riforme organiche del fisco, della burocrazia, della giustizia \u2013 fosse comunque importante individuare <STRONG>interventi puntuali, estremamente concreti, che rimuovessero ostacoli, creassero maggiore certezze e semplificassero le procedure <\/STRONG>che frenano gli investimenti italiani ed esteri.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>A partire dall\u2019estate \u2013 e, lasciatemelo dire qui con una punta di orgoglio almeno a voi, <STRONG>su nostra iniziativa<\/STRONG> \u2013 abbiamo lavorato insieme alla Presidenza del Consiglio e al Ministero dello Sviluppo Economico, coordinandoci con tutti gli altri Ministeri e sentendo molti investitori esteri ed esperti. Il risultato \u00e8 stato un <STRONG>piano coerente di 50 misure,<\/STRONG> alcune molto puntuali, altre pi\u00f9 sistematiche, che andavano ad agire su vari aspetti del sistema: <STRONG>giustizia<\/STRONG>, <STRONG>fisco, burocrazia, autorizzazioni<\/STRONG>, e su vari ambiti della nostra economia, come il <STRONG>credito alle imprese o l\u2019immobiliare.<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Il processo \u00e8 stato sostenuto anche da una <STRONG>consultazione pubblica<\/STRONG> durata due mesi e che ha toccato pi\u00f9 di <STRONG>30.000 persone. <\/STRONG>Abbiamo ricevuto moltissimi contributi da parte di cittadini, think tank<\/I>, associazioni di categoria, ci ha permesso di dare forza al nostro esercizio e di <STRONG>individuare le misure da rendere esecutive in via prioritaria<\/STRONG>.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Forti di questo lavoro, siamo arrivati venerd\u00ec scorso all\u2019approvazione di un <STRONG>Decreto Legge \u201cDestinazione Italia\u201d, che d\u00e0 attuazione a diverse delle misure pi\u00f9 urgenti. <\/STRONG>Spetta ora al <STRONG>Parlamento<\/STRONG> percorrere l\u2019ultimo miglio, dando approvazione a Destinazione Italia ed <STRONG>evitando di ridurne la portata con misure che possano andare in direzione differente<\/STRONG>.<\/I> <\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Non entro nel merito delle misure, ma mi fa piacere segnalare che, oltre a quelle per attrarre capitale finanziario abbiamo adottato anche delle <STRONG>norme per facilitare l\u2019ingresso in Italia di capitale umano qualificato<\/STRONG>: investitori, ricercatori, fondatori di startup potranno godere di un <STRONG>fast track per i visti di lungo soggiorno<\/STRONG>. Perch\u00e9 la competitivit\u00e0 di un Paese si fonda, oggi, molto pi\u00f9 sui talenti che riesce ad attrarre che sulle sue materie prime, o sulla sua posizione geografica.<\/P><br \/>\n<P>In questa nuova versione di Destinazione Italia, infine, \u00e8 stata definita la <STRONG>governance<\/STRONG>, ossia il \u201cchi far\u00e0 cosa\u201d nel campo dell\u2019attrazione di investimenti. Le nostre sedi sono pronte come punto di contatto con gli investitori. Ma \u00e8 chiaro che la filiera deve funzionare anche a monte e a valle della rete diplomatica: <STRONG>a monte<\/STRONG> vuol dire che qualcuno in Italia deve preparare dei \u201cpacchetti\u201d di investimento; <STRONG>a valle<\/STRONG> vuol dire che una volta che l\u2019investitore estero si interessa al nostro Paese bisogna \u201caccompagnarlo per mano\u201d fino al momento in cui l\u2019investimento si realizza. A questo lavoro a monte e a valle della filiera diplomatica si dedicher\u00e0 24 ore su 24 sette giorni su sette una divisione ad hoc di Invitalia.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>La rete degli Esteri dovr\u00e0 interpretare sempre pi\u00f9 e sempre meglio questo pezzo della \u201cdiplomazia della crescita\u201d. Per farlo \u00e8 necessario muoversi in due direzioni.<\/P><br \/>\n<P>Primo, <STRONG>riorientare la nostra presenza diplomatica<\/STRONG> dalle aree tradizionalmente occupate dalla vecchia emigrazione italiana \u2013 dunque soprattutto Europa, verso le aree di espansione economica \u2013 soprattutto l\u2019Asia e gli altri Paesi emergenti.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Scorrendo lo sguardo ad altre attivita&#8217; di assoluto rilievo assegnate alla responsabilita\u2019 di questo Ministero rilevo con soddisfazione il fatto che per il secondo anno consecutivo si e&#8217; riusciti a confermare l&#8217;inversione di tendenza nelle risorse assegnate alla <STRONG>Cooperazione allo Sviluppo<\/STRONG>. Si tratta di tutta evidenza di una responsabilita&#8217; che abbiamo anche nei confronti della comunita&#8217; internazionale, tanto nella parte dei progetti sul terreno che in quello dell&#8217;aiuto umanitario. E&#8217; inoltre nella fase di pre-consultazione interministeriale il <STRONG>disegno di legge<\/STRONG> per una nuova articolazione dei soggetti e degli strumenti. Ferma restando la responsabilita&#8217; politica del Ministero in questa materia e\u2019 mio auspicio che si potra&#8217; pervenire ad una piu&#8217; agile ed efficace gestione della fasi relative alla realizzazione dei programmi.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Il <STRONG>settore culturale<\/STRONG> ci vede parimenti confrontati con la nota limitatezza delle risorse. Nell&#8217;attivita&#8217; in questo settore &#8211; in cui siamo evidentemente guardati dall&#8217;esterno con un interesse simmetrico alla crescente domanda di Italia che proviene da fuori &#8211; stiamo altresi\u2019 procedendo ad una significativa <STRONG>razionalizzazione della rete degli Istituti Italiani di cultura<\/\n<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Signor Presidente del Consiglio, Cari Ambasciatori, gentili ospiti, sono molto lieta di darvi il benvenuto oggi a questa decima Conferenza degli Ambasciatori d\u2019Italia nel mondo. 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