{"id":22429,"date":"2013-11-29T11:29:38","date_gmt":"2013-11-29T10:29:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/11\/20131129_interventoagenziainternazionaleperenergia-2\/"},"modified":"2013-11-29T11:29:38","modified_gmt":"2013-11-29T10:29:38","slug":"20131129_interventoagenziainternazionaleperenergia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2013\/11\/20131129_interventoagenziainternazionaleperenergia\/","title":{"rendered":"Speech by Minister Bonino at the presentation of the 2013 World Energy Outlook of the International Energy Agency"},"content":{"rendered":"<p><P>(Please check against actual speech delivered)<\/P><br \/>\n<P>Sono lieta di partecipare oggi a questo incontro in occasione della presentazione in Italia dell\u2019edizione 2013 del World Energy Outlook (WEO), importante appuntamento per tutti gli operatori, pubblici e privati, impegnati a diverso titolo nel settore dell\u2019energia. Ringrazio dunque l\u2019ENI per aver organizzato questo momento di dibattito e mi complimento con il dott. Birol e con tutti gli autori per l\u2019eccellente lavoro che anche in questa edizione l\u2019AIE ha saputo realizzare. <\/P><br \/>\n<P>Le analisi e gli scenari dell\u2019AIE, e soprattutto il WEO, sono un importante quadro di riferimento per i Governi e i policy-maker chiamati a gestire le sfide energetiche, non solo nell\u2019immediato ma anche in un approccio di medio e lungo termine.<\/P><br \/>\n<P>Ci\u00f2 vale in modo particolare per un Paese come l\u2019Italia dove, per le scarse risorse naturali presenti sul territorio nazionale, le questioni energetiche rivestono un ruolo strategico. Proprio per questo vincere la sfida della sicurezza energetica \u00e8 vitale e lo \u00e8 ancor di pi\u00f9 nell\u2019attuale scenario energetico e geopolitico mondiale in costante mutamento. <\/P><br \/>\n<P>E\u2019 per questo che la diplomazia italiana \u00e8 da sempre impegnata nel mantenere stabili le relazioni con i paesi fornitori di fonti energetiche cos\u00ec come con i cosiddetti paesi di transito. <\/P><br \/>\n<P>Ma attenzione: credo che il concetto pi\u00f9 utile e attuale di sicurezza energetica sia sempre meno legato a un mondo a blocchi contrapposti tra esportatori e importatori di energia. Le fonti rinnovabili stanno rendendo gi\u00e0 pi\u00f9 autonoma l\u2019Europa e in particolare l\u2019Italia. Piuttosto, la sicurezza che si dimostrer\u00e0 critica riguarda l\u2019economicit\u00e0 e la sostenibilit\u00e0 degli approvvigionamenti energetici, nell\u2019ambito delle scelte continentali e globali in termini di mitigazione degli effetti ambientali dell\u2019industria energetica.<\/I><\/P><br \/>\n<P>Quello della Farnesina \u00e8 uno sforzo articolato e che, soprattutto oggi, richiede una visione di politica energetica orientata alla diversificazione di fonti, forniture e rotte, cosi\u2019 come allo sviluppo di un mercato e di una politica dell\u2019energia davvero europei, che abbiano come fine ultimo quello di garantire una maggiore integrazione ed efficienza del sistema energetico continentale.<\/I> <\/P><br \/>\n<P>Si tratta di un orientamento strategico che il Ministero degli Affari Esteri e tutta la rete diplomatica perseguono quotidianamente, attraverso la cura dei rapporti con i nostri interlocutori energetici. <\/P><br \/>\n<P>Su queste basi, l&#8217;Italia ha sviluppato nel tempo un modello di interdipendenza \u2013 in sostituzione a un modello di dipendenza pura \u2013 bilanciando l&#8217;offerta di energia con l&#8217;esportazione di altri prodotti, con trasferimenti di tecnologia e con investimenti, al fine di rendere le relazioni bilaterali con questi Paesi pi\u00f9 &#8220;sostenibili&#8221; nel lungo periodo e di migliorarne la capacit\u00e0 produttiva. Questo modello ha consentito al nostro Paese di affrontare, ad esempio, con successo e tempestivit\u00e0 le ripercussioni energetiche del \u201crisveglio arabo\u201d. <\/P><br \/>\n<P>Sul piano della diversificazione, l\u2019Italia sta portando avanti con convinzione il progetto Trans Adriatic Pipeline (il tratto europeo del Corridoio Meridionale che trasporter\u00e0 gas azero fino in Italia attraversando Grecia e Albania). Il TAP \u00e8 anche un successo della diplomazia italiana e dimostra l\u2019 attenzione che oggi il nostro Paese presta alla sicurezza energetica, mettendo pienamente a frutto le potenzialit\u00e0 della propria posizione geografica. <\/P><br \/>\n<P>Il TAP ci permette di divenire un hub<\/I> energetico del Sud Europa e del Mediterraneo, cos\u00ec come previsto all\u2019interno della nostra Strategia Energetica Nazionale. Allo stesso modo, il progetto di South Stream, che l\u2019Italia ritiene complementare al TAP, contribuirebbe ad accrescere la diversificazione delle rotte e a rafforzare la sicurezza energetica nazionale ed europea.<\/P><br \/>\n<P>Le sfide attuali sul piano energetico sono tuttavia tali da richiedere all\u2019Italia un impegno non solo di tipo bilaterale ma anche un\u2019attivit\u00e0 responsabile e dinamica a livello europeo e sul piano pi\u00f9 globale.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019Europa rappresenta un quadro di riferimento indispensabile per noi come per tutti i nostri partner europei. Per assicurare un adeguato livello di indipendenza e sicurezza energetica non occorre solo che ogni Stato diversifichi le proprie rotte e fonti di approvvigionamento ma \u00e8 necessario riportare tale azione in ambito europeo. La realizzazione di un mercato dell\u2019energia integrato e per questo stabile, efficiente, economicamente competitivo \u00e8 un pienamente sostenuto dalla Farnesina e dal Governo. La Commissione europea ha stimato che il risparmio che deriverebbe da una integrazione del mercato dell\u2019energia elettrica \u2013 rispetto a dati di auto-sufficienza nazionali \u2013 ammonterebbe a 35 miliardi di euro l\u2019anno.<\/P><br \/>\n<P>Ovviamente non ci sfugge che creare un mercato dell\u2019energia pienamente integrato a livello europeo implichi un sforzo colossale. Creare infrastrutture interconnesse, proseguire nel \u201cmarket coupling\u201d(sistema attraverso il quale l\u2019utilizzo delle capacit\u00e0 di trasmissione tra diversi paesi \u00e8 determinato contestualmente agli scambi tra i mercati elettrici degli Stati Membri, ndr) ed istituire un quadro regolamentare armonizzato e stabile, non sono obiettivi di facile realizzazione, a cominciare dai costi che la Commissione europea valuta in circa 200 miliardi di euro entro il 2020. Ma se guardiamo a come alcuni Stati membri gi\u00e0 collaborano su norme tecniche \u2013 o sui \u201cgrid codes\u201d \u2013 come pure su di un set comune di accordi commerciali, allora si pu\u00f2 dire che la strada per una maggiore integrazione sia stata gi\u00e0 di fatto imboccata.<\/I><\/P><br \/>\n<P>L\u2019Italia \u00e8 inoltre un attore attivo nei molti fora multilaterali che seguono le tematiche energetiche (AIE, Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico; G8, G20, OCSE). Uno dei nostri obiettivi \u00e8 di coniugare le necessit\u00e0 energetiche con l\u2019interesse per la salvaguardia ambientale e proseguire la leadership europea in questo campo. <\/P><br \/>\n<P>Siamo di fronte a un mondo in profonda trasformazione e dobbiamo essere capaci di dare risposte chiare e soluzioni innovative, con pi\u00f9 coraggio e visione strategica di quanto abbiamo fatto finora. Dobbiamo &#8211; tutti quanti noi \u2013 saper guardare pi\u00f9 lontano, studiando nuovi schemi e impostando nuove politiche. <\/P><br \/>\n<P>Sono almeno due i mutamenti meritevoli di attenzione che rivoluzionano lo scenario energetico globale e quindi anche italiano: lo spostamento verso Cina, India e Medio Oriente del centro di gravit\u00e0 della domanda di energia e la progressiva autosufficienza energetica degli Stati Uniti, grazie allo shale gas <\/I>e allo shale oil, <\/I>e la loro crescente capacit\u00e0 di esportazione di gas e petrolio. <\/P><br \/>\n<P>Si tratta di cambiamenti rilevanti che inducono a una riflessione sulle prospettive concrete per il nostro Paese di farvi fronte. <\/P><br \/>\n<P>Il nuovo panorama energetico mondiale impone di estendere e rafforzare questo modello di interdipendenza mutualmente vantaggioso anche alle relazioni con altri produttori emergenti per noi sempre pi\u00f9 rilevanti.<\/P><br \/>\n<P>Si pensi all\u2019Africa sub-sahariana \u2013 a cui sar\u00e0 dedicato il WEO 2014 e dove le recenti scoperte di idrocarburi in particolare in Mozambico e in Angola rendono il continente africano un potenziale game changer<\/I> nello scacchiere mondiale &#8211; cos\u00ec come al Medio Oriente o come gi\u00e0 detto all\u2019Asia Centrale e al Sud America, dove il Brasile, a cui \u00e8 dedicato il focus energetico del WEO 2013, diventer\u00e0 un grosso esportatore di petrolio e pi\u00f9 in generale uno dei maggiori produttori di energia.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019Italia deve essere per\u00f2 capace di guardare oltre, di guardare cio\u00e8 a quei Paesi, a quelle economie che stanno vivendo una trasformazione importante al proprio interno e non meno nel settore energetico, non solo come produttori ma anche come consumatori di energia. E\u2019 proprio in questi Paesi, quali appunto quelli dell\u2019Africa sub-sahariana, che la Farnesina \u00e8 pronta sempre pi\u00f9 a cogliere le opportunit\u00e0 inesplorate e a utilizzare il margine di manovra ancora presente per esprimere il dinamismo della propria politica estera nel sostegno alle tante imprese italiane attive nel settore energetico e nella promozione di un nuovo modello di sviluppo.<\/P><br \/>\n<P>Un mondo ricco di sfide e cambiamenti significa anche un mondo pieno di opportunit\u00e0 per chi le sa cogliere al momento opportuno. Il ruolo della diplomazia italiana \u00e8 proprio quello di saper cogliere le occasioni che il nuovo scenario globale porta con s\u00e9, cos\u00ec come indicato nel progetto \u201cDestinazione Italia\u201d promosso dal Presidente del Consiglio Enrico Letta. <\/P><br \/>\n<P>A tal proposito, l\u2019Italia sta gi\u00e0 affrontando i temi della sicurezza energetica e della sostenibilit\u00e0 ambientale attraverso l\u2019impiego delle energie rinnovabili e il costante miglioramento dell\u2019efficienza energetica, in linea con quanto previsto dal Consiglio europeo sull\u2019energia dello scorso maggio, con un occhi molto attenti ai nostri comparti industriali e in coerenza con la Strategia Energetica Nazionale lanciata dal Governo che ha preceduto quello in carica.<\/P><br \/>\n<P>Il tessuto industriale italiano odierno \u00e8 ricco di aziende leader a livello internazionale nel settore energetico e non solo nel comparto \u201coil and gas\u201d, ma anche nel settore delle energie rinnovabili, delle reti di trasmissione elettrica e dei sistemi per l\u2019efficienza energetica. Aziende che dispongono di elevate dotazioni di capitale e know how<\/I> che le rendono competitive in molteplici contesti.<\/P><br \/>\n<P>Rimanendo in tema di energie rinnovabili, secondo le analisi del WEO esse rappresenteranno la met\u00e0 della generazione elettrica globale nel 2035. Si tratta di un\u2019evoluzione che deve essere in gran parte ancora compiuta e che proprio per questo riserva al nostro Paese spazi ancora largamente inesplorati in molte regioni del mondo.<\/P><br \/>\n<P>E\u2019 arrivato il momento di fare di queste capacit\u00e0 aziendali e di queste conoscenze tecniche un motore di crescita per la nostra economia e per il Paese tutto. L\ufffd\ufffd\ufffdEXPO di Milano, dedicata al tema \u201cnutrire il pianeta, energia per la vita\u201d, sar\u00e0 una vetrina unica per mettere in evidenza tali eccellenze italiane.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(Please check against actual speech delivered) Sono lieta di partecipare oggi a questo incontro in occasione della presentazione in Italia dell\u2019edizione 2013 del World Energy Outlook (WEO), importante appuntamento per tutti gli operatori, pubblici e privati, impegnati a diverso titolo nel settore dell\u2019energia. 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