{"id":22488,"date":"2013-07-18T13:02:31","date_gmt":"2013-07-18T11:02:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/07\/20130718_iftar_bonino-2\/"},"modified":"2013-07-18T13:02:31","modified_gmt":"2013-07-18T11:02:31","slug":"20130718_iftar_bonino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2013\/07\/20130718_iftar_bonino\/","title":{"rendered":"Intervento del Ministro Emma Bonino Iftar (italian only)"},"content":{"rendered":"<p><P>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/P><br \/>\n<P><I>Ramadan Mubarak<\/I> a tutti voi. Non ci pu\u00f2 essere scenario migliore per questo tradizionale <STRONG>Iftar<\/STRONG>. Villa Madama \u00e8 un\u2019espressione architettonica della tolleranza. E\u2019 infatti dedicata a quella straordinaria donna, \u201cMadama\u201d Margherita, figlia di Carlo V e governatrice dei Paesi Bassi, che cerc\u00f2 di mitigare la politica intollerante del fratello Filippo II con gli strumenti del dialogo, della comprensione dell\u2019altro e della mediazione. <\/P><br \/>\n<P>Anche questo incontro \u00e8 ispirato ai principi di <STRONG>apertura al dialogo, rispetto reciproco <\/STRONG>e<STRONG> libert\u00e0<\/STRONG>. Del resto, senza apertura al dialogo e rispetto reciproco, non ci pu\u00f2 mai essere libert\u00e0. E se sappiamo rispettare e comprendere il punto di vista altrui, accettando le differenze, trasformiamo le diffidenze in opportunit\u00e0. <\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>L\u2019Iftar a Villa Madama vuole allora essere una testimonianza della nostra vicinanza ai vostri Paesi e a tutte le comunit\u00e0 musulmane, inclusa quella che vive e lavora in Italia, rafforzando e arricchendo il nostro Paese. Ma oggi vogliamo anche cogliere l\u2019occasione per ribadire l\u2019importanza del pluralismo e per sottolineare la volont\u00e0 di lavorare insieme con pazienza e determinazione per costruire <STRONG>ponti di dialogo e di comprensione della diversit\u00e0. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Il nostro terreno comune sono i valori universali, presenti nella natura di ogni persona e condivisi da tutti quanti operano per la tutela delle libert\u00e0 fondamentali. Una di esse \u00e8 certamente la libert\u00e0 religiosa, che va riconosciuta a individui, gruppi e minoranze, e va esercitata con senso di responsabilit\u00e0. Perch\u00e9 non conosco libert\u00e0 senza responsabilit\u00e0: chi esprime la propria libert\u00e0 di culto, deve essere cosciente che questo diritto reca in s\u00e9 il dovere di rispettare chi professa una fede diversa dalla propria e chi non ne professa alcuna. La religiosit\u00e0 \u00e8 infatti qualcosa che attiene alla sfera privata della persona umana e nessuno pu\u00f2 essere discriminato o perseguito per il fatto stesso di non credere o di credere in altro dalle religioni rivelate.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>l&#8217;Italia \u00e8 immersa nel Mediterraneo: nel corso della storia, ha profittato delle sue opportunit\u00e0; ha scontato le sue tensioni; ha vissuto in presa diretta le sue vicende. Millenni di incontri, scambi e reciproche contaminazioni ci hanno consentito di sviluppare una propensione a comprendere i vicini di religione islamica. Per questa ragione, non abbiamo mai creduto a chi prevedeva scontri di civilt\u00e0 o sosteneva l\u2019incompatibilit\u00e0 tra l\u2019Islam e la democrazia. Abbiamo sempre saputo che non pu\u00f2 essere la fede religiosa a negare l\u2019accesso alle libert\u00e0 e che non esiste popolo che per cultura o tradizione sia ostile ai benefici del pluralismo. E abbiamo sempre rigettato l\u2019assurda tesi secondo cui la democrazia sarebbe un prodotto o un privilegio esclusivo di alcuni, al quale altri dovrebbero solo passivamente adeguarsi. Anche perch\u00e9 la Storia ci dice che cos\u00ec non \u00e8.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>La sponda sud del Mediterraneo vive processi politici complessi e profondamente diversi da Paese a Paese. Non c\u2019\u00e8 una traiettoria univoca, si avanza con progressi e successivi ripiegamenti. Le vicende egiziane scandiscono questa oscillazione. L\u2019instaurazione di un\u2019autentica dialettica democratica \u00e8 pi\u00f9 che mai cruciale e urgente per avviare la transizione inclusiva. <\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Ma su un punto non si torner\u00e0 pi\u00f9 indietro: il mondo arabo-musulmano \u00e8 entrato in una fase di cambiamento in cui la gente non ha pi\u00f9 paura di rivendicare le proprie libert\u00e0. E\u2019 caduto il muro di silenzio eretto da regimi autocratici e dal terrore della repressione. Ora, occorre costruire un nuovo edificio, partendo da nuove regole del gioco inclusive e pluralistiche, e dal rispetto delle libert\u00e0 fondamentali, inclusa quella di religione, che \u00e8 elemento imprescindibile di ogni Stato di diritto. <\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Dialogo e tolleranza reciproca facilitano inoltre la composizione di linee di frattura confessionali. Possono evitare che esse degenerino in tragedie sanguinose, come quella che sconvolge da troppo tempo la <STRONG>Siria<\/STRONG>. L&#8217;Italia continua a sostenere una soluzione politica lungo il percorso preconizzato dal tentativo russo-americano di convocare una nuova conferenza internazionale a Ginevra. Resto convinta che tutti i pi\u00f9 influenti attori regionali debbano essere agganciati al processo diplomatico. <\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Per testimoniare la forte sensibilit\u00e0 dell\u2019Italia alla tragedia umanitaria in corso e l\u2019attenzione ai rischi di frammentazione politica nella regione, sono andata ad Amman con il Commissario europeo Georgieva. La <STRONG>Giordania<\/STRONG> ha compiuto notevoli sforzi per contenere l\u2019impatto della crisi. Ma non possiamo lasciare alla sola generosit\u00e0 del Regno hashemita la risposta all\u2019emergenza umanitaria. E ci\u00f2 vale anche per altri Paesi colpiti dallo spill-over della crisi, Libano<I> in primis<\/I> e poi Turchia e Iraq.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>L\u2019allentamento delle tensioni regionali passa anche dalla ripresa del <STRONG>processo di pace israelo-palestinese<\/STRONG>. Sosteniamo con determinazione l\u2019iniziativa del Segretario di Stato americano Kerry. E\u2019 l\u2019ultima occasione per realizzare la prospettiva dei \u201c<STRONG>due popoli, due democrazie<\/STRONG>\u201d e per coronare l\u2019aspirazione del popolo palestinese ad avere il proprio Stato. Questo, ne sono convinta, \u00e8 un obiettivo realizzabile solo attraverso il percorso negoziale che il <STRONG>Presidente Abbas<\/STRONG> ha perseguito negli ultimi anni, meritandosi l&#8217;apprezzamento e il rispetto della comunit\u00e0 internazionale. Ribadiamo questi concetti in ogni occasione; l\u2019ha fatto anche il Presidente del Consiglio Letta nelle sue ultime visite in Israele e Palestina.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>la contrapposizione non \u00e8 tra cristiani e islamici o tra laici e religiosi, ma tra persone di pace e fanatici intolleranti. Fateci caso: gli integralisti di ogni religione e di ogni latitudine hanno spesso in comune il rifiuto ossessivo di accettare un rapporto di pari dignit\u00e0 con le donne, che essi vorrebbero segregate, emarginate, discriminate, e con le minoranze, di cui respingono e temono le diversit\u00e0. Quando la religione, o una sua interpretazione distorta, diventa arma di lotta politica, a esser mortificata \u00e8 anzitutto la dignit\u00e0 stessa dei credenti.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>In vari Paesi &#8211; del mondo musulmano come di quello cristiano &#8211; \u00e8 in gioco la scelta tra una visione della societ\u00e0 aperta che rispetta le donne e include le minoranze, e un\u2019altra chiusa, integralista e maschilista, centrata sul dominio egemonico delle maggioranze e sul rifiuto dell\u2019eterogeneit\u00e0. Ma una societ\u00e0 che consente la sottomissione sociale delle donne o la loro marginalizzazione \u00e8 una societ\u00e0 che cancella i fondamentali diritti di tutti, non solo delle donne. Le donne musulmane che sono scese nelle piazze e per le strade lottano per le libert\u00e0 di tutti. E l\u2019Italia non perde occasione per fare sentire loro il nostro sostegno. <\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>E una societ\u00e0 che non tutela e rispetta le manifestazioni pluralistiche, come le minoranze religiose, mette a rischio la sua sopravvivenza. Per le minoranze, la tirannia della maggioranza non \u00e8 meno pericolosa di quella di un dittatore. Tanto pi\u00f9 quando l\u2019intolleranza si manifesta con quegli inaccettabili episodi di violenza, fisica o verbale, che abbiamo registrato di recente anche in Italia. Non dobbiamo mai abbassare la guardia in tema di diritti delle minoranze religiose. Perch\u00e9 quando la loro protezione \u00e8 disattesa, dall\u2019ordinamento giuridico o nella vita quotidiana, le conseguenze sono il conflitto, il degrado sociale e l\u2019instabilit\u00e0.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>apprezziamo gli sforzi dell\u2019<STRONG>Organizzazione per la Cooperazione Islamica <\/STRONG>per promuovere la conoscenza dell&#8217;Islam, che spesso manca nei Paesi occidentali, e per sostenere la solidariet\u00e0 e il dialogo tra popoli. L&#8217;Italia ha nominato presso l\u2019OIC un rappresentante speciale, nella persona del nostro <STRONG>Console Generale a Gedda<\/STRONG>. Sottolineo inoltre l\u2019importanza che anche l\u2019Unione Europea e le Nazioni Unite mantengano con l\u2019Organizzazione un dialogo costante e costruttivo. <\/P><br \/>\n<P>Concludo con una promessa e un auspicio. L\u2019anno prossimo ripeteremo questo incontro, che \u00e8 diventato una consuetudine di dialogo tra amici. Mi auguro per\u00f2 di rivederci prima e sempre pi\u00f9 frequentemente. Perch\u00e9 il dialogo interculturale non pu\u00f2 ridursi a una ricorrenza stagionale. Esso \u00e8 una necessit\u00e0 continua e vitale, da cui dipende gran parte del nostro futuro.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Ramadan Mubarak a tutti voi. Non ci pu\u00f2 essere scenario migliore per questo tradizionale Iftar. Villa Madama \u00e8 un\u2019espressione architettonica della tolleranza. 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