{"id":22506,"date":"2013-06-13T12:40:15","date_gmt":"2013-06-13T10:40:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/06\/20130613_bonino_diplomazia_culturale-2\/"},"modified":"2013-06-13T12:40:15","modified_gmt":"2013-06-13T10:40:15","slug":"20130613_bonino_diplomazia_culturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2013\/06\/20130613_bonino_diplomazia_culturale\/","title":{"rendered":"Minister Bonino\u2019s speech at the International Symposium on Cultural Diplomacy (in Italian only)"},"content":{"rendered":"<p><P>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/I><\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Presidente dell\u2019Institute for Cultural Diplomacy<\/I>,<\/P><br \/>\n<P>Presidente della Societ\u00e0 Dante Alighieri,<\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>sono lieta di partecipare a questo primo simposio internazionale<\/I> perch\u00e9 il tema della cultura \u00e8 centrale nell\u2019azione della diplomazia. Non solo come aspetto di promozione dei valori, ma anche perch\u00e9 la politica estera \u00e8 pi\u00f9 efficace quando \u00e8 mossa da una <STRONG>visione radicata culturalmente <\/STRONG>in chi \u00e8 chiamata ad attuarla. E\u2019 di corto respiro la politica estera istintiva, che si limita a reagire alle sfide del momento. Quando invece la visione \u00e8 impiantata nell\u2019habitus<\/I> mentale e culturale di politici, diplomatici, operatori economici, associazioni e cittadini tutti, allora \u00e8 pi\u00f9 probabile che si realizzi e che abbia tenuta nel tempo. <\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Ricordo una frase attribuita a <STRONG>Jean Monnet<\/STRONG>, che<STRONG> <\/STRONG>si sente ripetere nei corridoi delle istituzioni europee. Si racconta che a chi gli domandava se fosse soddisfatto del lavoro di integrazione europea, Monnet rispondesse: \u201cse dovessi ricominciare, comincerei questa volta dalla cultura\u201d. A prescindere dalla sua verit\u00e0 storica, questa frase esplicita il concetto che l\u2019integrazione, avviata con l\u2019Europa del carbone e dell\u2019acciaio e proseguita con l\u2019Europa delle merci e dei capitali, sarebbe stata pi\u00f9 coesa se fosse stata mossa dall\u2019Europa della cultura. In un momento critico per il futuro del continente, in cui le fondamenta dell\u2019Unione sono scosse da populismi, nazionalismi e da violazioni del principio di legalit\u00e0 e dei diritti dell\u2019individuo, occorre tornare a riflettere sul collante che, pi\u00f9 di ogni altro, lega i popoli europei. <STRONG>La cultura <\/STRONG>appunto.<STRONG> <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Ecco perch\u00e9 affrontare in Europa il tema della <STRONG>diplomazia culturale<\/STRONG> significa riflettere su ci\u00f2 che siamo e su cosa vogliamo diventare. Quando si guarda allo specchio, l\u2019Europa non solo vi riconosce tradizioni, lingue, religioni, costumi diversi, ma acquista piena coscienza di quali sono la sua essenza e le sue possibilit\u00e0: comprende che \u00e8 illusorio individuare in 500 milioni di persone un\u2019omogeneit\u00e0 culturale, un\u2019identit\u00e0 collettiva tipicamente europea. Lo dico &#8211; per inciso &#8211; anche in risposta a coloro che sostengono l\u2019argomento dell\u2019identit\u00e0 collettiva per opporsi al processo di adesione della <STRONG>Turchia<\/STRONG> all\u2019Unione Europea\u2026con le ripercussioni negative alle quali abbiamo assistito in questi giorni.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Se la <STRONG>cultura europea<\/STRONG> \u00e8 ispirata e forgiata dalla <STRONG>diversit\u00e0 <\/STRONG>e dalla<STRONG> pluralit\u00e0<\/STRONG>, il sistema pi\u00f9 capace di coglierne l\u2019essenza e di tradurla in istituzioni non pu\u00f2 che essere quello <STRONG>federale<\/STRONG>. Non conosco altra forma istituzionale al mondo in grado di tenere insieme in democrazia, Stato di diritto e diversit\u00e0 persone di lingue e storie diverse. La prospettiva federale non \u00e8 allora un\u2019utopia, ma la via pi\u00f9 realistica per assicurare coesione a una realt\u00e0 cos\u00ec molteplice. <STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P><STRONG>La coscienza della sua diversit\u00e0 \u00e8 la marcia in pi\u00f9 dell\u2019Europa<\/STRONG>. Sono convinta che il momento in cui una civilt\u00e0 raggiunge le vette pi\u00f9 alte sia quando riconosce a ogni individuo il diritto di scegliere la propria identit\u00e0, anche in contrasto con quella della comunit\u00e0 alla quale appartiene. L\u2019identit\u00e0 attiene alla sfera volontaria del singolo. Questa \u00e8 anche una delle conclusioni del <STRONG>gruppo di eminenti personalit\u00e0<\/STRONG> costituito dal Consiglio d\u2019Europa e del quale ho fatto parte. L\u2019Europa \u00e8 del resto frutto dello spirito libero di milioni di persone che si sono opposte a chi voleva imporre <STRONG>l\u2019uniformit\u00e0,<\/STRONG> abolendo variet\u00e0 e dissenso. <\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Questo patrimonio di pluralit\u00e0 e diversit\u00e0 assicura universalit\u00e0 all\u2019Europa, le permette di essere ponte con altre culture e di operare per la cooperazione internazionale e la pace. Questa capacit\u00e0 &#8211; che \u00e8 il tema del primo panel<\/I> di domani &#8211; \u00e8 la forza della nostra diplomazia culturale, che non cerca mai di imporre le proprie idee, ma di comprendere l\u2019altro con un approccio improntato a <STRONG>persuasione e rispetto<\/STRONG>. L\u2019apertura al dialogo non deve per\u00f2 farci recedere dalla volont\u00e0 di promuovere la pluralit\u00e0 nelle aree del mondo dove gli individui sono ancora sottoposti a intimidazioni e persecuzioni per le loro idee, il loro credo o il loro genere. D\u2019altra parte, dobbiamo essere consapevoli delle diversit\u00e0 dei nostri partner, che richiedono politiche differenziate e non &#8211; come sta facendo l\u2019Europa con i diversi Paesi della sponda sud del Mediterraneo &#8211; un solo e unico modello di intervento. <\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Per gli sforzi che necessita e per gli attori che coinvolge, la diplomazia culturale non pu\u00f2 essere strumento esclusivo della politica, ma deve essere di tutti i cittadini che vogliano esercitarla, facendola propria e adottandola come espressione di dialogo interculturale. Per questo accolgo con favore le iniziative dell\u2019Institute for Cultural Diplomacy<\/I>. D\u2019altra parte, non \u00e8 un caso che <STRONG>l\u2019EXPO di Milano 2015<\/STRONG>, il pi\u00f9 grande evento internazionale che si terr\u00e0 in Italia nei prossimi anni, sia stata concepita come una festa di integrazione culturale dei popoli. <\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>L\u2019EXPO e altre manifestazioni culturali possono contribuire <STRONG>al rilancio dell\u2019economia<\/STRONG>, la prima priorit\u00e0 della politica estera italiana. La cultura italiana, che ha alimentato l\u2019umanit\u00e0 con le sue bellezze e le sue produzioni, pu\u00f2 aiutare il Paese a ritrovare il dinamismo smarrito. L\u2019Italia possiede il pi\u00f9 ricco patrimonio culturale al mondo: 3.400 musei, 2.100 aree e parchi archeologici e 47 siti UNESCO. Un patrimonio, troppo spesso trascurato e talvolta deturpato, che invece dovremmo valorizzare di pi\u00f9 per sostenere il turismo e lo sviluppo. Occorre uno sforzo maggiore da parte di tutti. Il Ministero degli Esteri intende rafforzare il proprio impegno, a partire dal foro internazionale per noi strategico: l\u2019<STRONG>UNESCO<\/STRONG>. Una conferma \u00e8 la candidatura italiana al comitato UNESCO che vigila sul rispetto della normativa internazionale contro la lotta al traffico illecito di beni culturali. Mi fa piacere che tale tema sia trattato in un altro panel<\/I> di questo convegno.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Le potenzialit\u00e0 della creativit\u00e0, della cultura e della lingua italiane sono enormi. Ma dobbiamo evitare di ripetere gli errori del passato. L\u2019Italia sconta ancora il ritardo con cui ci siamo accorti che in Asia, Africa e America Latina miliardi di uomini e donne si sono affacciati nel mercato globale. Centinaia di milioni di consumatori, intellettuali, ricercatori, appassionati di musica, arte, design guardano all\u2019Italia e alla nostra cultura come fonte di ispirazione e di arricchimento. Tale tema sar\u00e0 approfondito nel secondo panel <\/I>di domani. Consentitemi per\u00f2 di fornire un contributo. <\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Per rispondere alla crescente domanda di Italia, occorre lavorare insieme e liberarci da vecchi interessi corporativi e da approcci burocratici. Tale spirito va condiviso con le istituzioni competenti e, in particolare, con il Ministero dei beni e delle attivit\u00e0 culturali, con il Ministero dello sviluppo economico e il commercio con l&#8217;estero e con le strutture culturali esistenti, come la <STRONG>Societ\u00e0 Dante Alighieri<\/STRONG>. So bene che c\u2019\u00e8 una questione di risorse, ma questo limite deve indurci a esplorare nuove forme di collaborazione, perch\u00e9 se \u00e8 vero che la cultura ha bisogno dell\u2019economia, \u00e8 ancor pi\u00f9 vero che l\u2019economia ha bisogno della cultura per dare solidit\u00e0 e continuit\u00e0 alla sua proiezione all\u2019estero.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Concludo con un\u2019osservazione. Nessun Paese europeo &#8211; n\u00e9 quello pi\u00f9 grande n\u00e9 quello con il pi\u00f9 ricco patrimonio culturale &#8211; pu\u00f2 pretendere di vincere da solo le grandi sfide della diplomazia culturale. Per costruire un fronte unico a difesa dei valori di libert\u00e0, diversit\u00e0 e pluralit\u00e0, occorre un\u2019azione di ampio respiro che solo un soggetto realmente globale, come gli <STRONG>Stati Uniti d\u2019Europa,<\/STRONG> potr\u00e0 efficacemente assicurare. Non mi dilungo oltre, anche perch\u00e9 un discorso prima di pranzo non deve mai durare pi\u00f9 di alcuni sorsi di spumante. Grazie.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Presidente dell\u2019Institute for Cultural Diplomacy, Presidente della Societ\u00e0 Dante Alighieri, Signore e Signori, sono lieta di partecipare a questo primo simposio internazionale perch\u00e9 il tema della cultura \u00e8 centrale nell\u2019azione della diplomazia. 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