{"id":22582,"date":"2013-01-19T09:52:50","date_gmt":"2013-01-19T08:52:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/01\/20130119_senatocomunicazioni-2\/"},"modified":"2013-01-19T09:52:50","modified_gmt":"2013-01-19T08:52:50","slug":"20130119_senatocomunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2013\/01\/20130119_senatocomunicazioni\/","title":{"rendered":"COMUNICAZIONI DEL GOVERNO SULLO STATO DELLE MISSIONI IN CORSO E DEGLI INTERVENTI DI COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO E A SOSTEGNO DEI PROCESSI DI PACE DI STABILIZZAZIONE"},"content":{"rendered":"<p><P><STRONG>COMMISSIONI RIUNITE E CONGIUNTE<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>3a (Affari esteri, emigrazione) e 4a (Difesa) del Senato della Repubblica e<\/P><br \/>\n<P>III (Affari esteri e comunitari) e IV (Difesa) della Camera dei deputati<\/P><br \/>\n<P>COMUNICAZIONI DEL GOVERNO SULLO STATO DELLE MISSIONI IN CORSO E DEGLI INTERVENTI DI COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO E A SOSTEGNO DEI PROCESSI DI PACE DI STABILIZZAZIONE<\/P><br \/>\n<P>13a seduta: mercoled\u00ec 16 gennaio 2013<\/P><br \/>\n<P>Presidenza del presidente della 3a Commissione del Senato della Repubblica DINI<\/P><STRONG>I N D I C E<\/STRONG><br \/>\n<P><STRONG>Comunicazioni del Governo <\/STRONG><STRONG>sullo stato delle missioni in corso e degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace di stabilizzazione<\/STRONG><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>PRESIDENTE<\/P><br \/>\n<P>BARBATO Francesco (IdV), deputato<\/I><\/P><br \/>\n<P>BONINO (PD), senatrice<\/I><\/P><br \/>\n<P>BONIVER (PdL), deputata<\/I><\/P><br \/>\n<P>DI PAOLA, ministro della difesa<\/I><\/P><br \/>\n<P>MANTICA (FDI-CDN), senatore<\/I><\/P><br \/>\n<P>MECACCI (PD), deputato<\/I><\/P><br \/>\n<P>NEGRI (PD), senatrice<\/I><\/P><br \/>\n<P>PERDUCA (PD), senatore,<\/I><\/P><br \/>\n<P>RAMPONI (PdL), senatore<\/I><\/P><br \/>\n<P>TEMPESTINI (PD), deputato<\/I><\/P><br \/>\n<P>TERZI DI SANT&#8217;AGATA, ministro degli affari esteri<\/I><\/P><br \/>\n<P>TORRI (LNP), senatore<\/I><\/P><br \/>\n<P>Intervengono<\/I> il ministro degli affari esteri Terzi Di Sant&#8217;Agata, il ministro della difesa Di Paola, i sottosegretari di Stato per gli affari esteri Marta Dassu&#8217; e De Mistura e per la difesa Magri.<\/I><\/P><br \/>\n<P><\/I><\/P><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><br \/>\n<P>PROCEDURE INFORMATIVE<\/I><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Comunicazioni del Governo <\/STRONG><STRONG>sullo stato delle missioni in corso e degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace di stabilizzazione<\/STRONG><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><\/I><\/P><br \/>\n<P>PRESIDENTE. L&#8217;ordine del giorno reca le comunicazioni del Governo sullo stato delle missioni in corso e degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace di stabilizzazione. <\/P><br \/>\n<P>Comunico che, ai sensi dell\u2019articolo 33, comma 4, del Regolamento, sono state chieste l\u2019attivazione dell\u2019impianto audiovisivo e del segnale audio e che la Presidenza del Senato ha preventivamente fatto conoscere il proprio assenso. Se non si fanno osservazioni, tale forma di pubblicit\u00e0 \u00e8 dunque adottata per il prosieguo dei lavori.<\/P><br \/>\n<P>Diamo il benvenuto agli onorevoli Ministri per questa audizione, che era gi\u00e0 stata programmata. Ringrazio i Ministri per aver dato la loro disponibilit\u00e0 a riferire sullo stato delle missioni in corso e degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione. Questa audizione si svolge in ossequio ad un&#8217;espressa previsione normativa, che avevamo inserito su iniziativa di diversi colleghi, per garantire una puntuale informazione al Parlamento. Si tratta di una previsione che accompagna la scelta, fortemente voluta dal Parlamento, di dare una cadenza annuale al provvedimento di autorizzazione e rifinanziamento delle missioni stesse. La scorsa settimana le Commissioni affari esteri e difesa del Senato hanno concluso l&#8217;esame del provvedimento che riguarda i primi nove mesi di quest&#8217;anno e che sar\u00e0 posto all&#8217;attenzione dell&#8217;Aula nella tarda mattinata di oggi.<\/P><br \/>\n<P>In quell&#8217;occasione da pi\u00f9 parti \u2011 ricordo in particolare le puntuali questioni poste dalla vice presidente Bonino e dal senatore Mantica \u2011 erano state sollevate richieste di approfondimento circa la missione europea in Sahel. I recenti sviluppi della situazione in Mali e le prospettive di una missione europea (materia che penso sar\u00e0 discussa domani al Consiglio dei Ministri degli affari esteri dell&#8217;Unione europea) richiedono, credo, un approfondimento e un&#8217;adeguata informativa da parte dei Ministri. Siamo consapevoli, certo, che l&#8217;oggetto principale delle comunicazioni del Governo \u00e8 l&#8217;esame delle missioni all&#8217;estero dall&#8217;ottobre 2012 (data in cui i Ministri vennero a riferire l&#8217;ultima volta in Parlamento) ad oggi. Tuttavia, le urgenze poste dall&#8217;attualit\u00e0 impongono un confronto parlamentare in questa sede. Sono sicuro che i Ministri vorranno fornire i chiarimenti necessari, e in parte \u2011 come ho detto \u2011 gi\u00e0 richiesti nella precedente seduta delle Commissioni affari esteri e difesa del Senato, quanto alla situazione in Mali, come anche rispetto agli sviluppi della situazione in Libia, stante la temporanea sospensione delle attivit\u00e0 del consolato di Bengasi a seguito del grave attentato di sabato scorso. <\/P><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><br \/>\n<P>Do ora la parola agli onorevoli Ministri.<\/P><br \/>\n<P>TERZI DI SANT&#8217;AGATA, ministro degli affari esteri<\/I>. Signor presidente Dini, signor presidente Carrara, signori vice presidenti Narducci e Garofani, sono veramente lieto di essere qui di fronte agli onorevoli senatori e deputati e ringrazio per questa opportunit\u00e0 che risponde ad un&#8217;esigenza, avvertita ripetutamente dal Parlamento, di dare continuit\u00e0 e periodicit\u00e0 costanti alle illustrazioni delle nostre attivit\u00e0 all&#8217;estero (missioni di pace, componente militare e civile).<\/P><br \/>\n<P>Vorrei ribadire in<\/I> primis<\/I> alcune osservazioni di carattere generale sulle linee di fondo che ispirano il decreto missioni, che verte nella sua grande prevalenza sui finanziamenti alla componente militare, ma nel quale abbiamo ottenuto che anche in questa versione ci potesse essere un significativo spazio per gli interventi destinati alla cooperazione civile e a sostegno delle attivit\u00e0 di tipo diplomatico, di missione e di presenza politica nei Paesi dove operano missioni di pace, che sono comunque cruciali per la sicurezza nazionale. Abbiamo ottenuto che ci fosse la possibilit\u00e0 di una piccola quota di finanziamento, che in questa versione del decreto \u00e8 pari ad 81milioni di euro. <\/P><br \/>\n<P>Per tutto il mandato di questo Governo alla Farnesina abbiamo sempre sottolineato la stretta interdipendenza fra sicurezza, stabilit\u00e0 e crescita economica e guardiamo quindi anche a questo aspetto di valore economico che noi attribuiamo alla presenza all&#8217;estero sul piano della sicurezza. Il quadro che abbiamo dinanzi, gli sviluppi nel Mediterraneo e nel Nord Africa, l&#8217;instabilit\u00e0 di un&#8217;intera area geografica che va dal Corno d&#8217;Africa alla Somalia e le sfide poste dall&#8217;evoluzione dello scenario afgano ci inducono a non abbassare in alcun modo la guardia ed anzi ad accentuare tutta la presenza che possiamo esprimere all&#8217;estero sul piano della sicurezza.<\/P><br \/>\n<P>I nostri interventi nelle aree di crisi \u2011 \u00e8 questo un secondo aspetto che vorrei sottolineare \u2011 sono ispirati da una precisa visione di come fare peace keeping<\/I> e di come essere presenti nelle operazioni di pace, mettendo l&#8217;enfasi \u2011 lo vedremo soprattutto con l&#8217;avvio concreto di una nuova fase di transizione in Afghanistan \u2011 sull&#8217;assistenza alle popolazioni civili, sull&#8217;institution<\/I> building<\/I> e sul collegamento tra l&#8217;adempimento di un mandato militare e il sostegno all&#8217;economia e alla ricostruzione. \u00c8 questo secondo aspetto che torno a sottolineare in questa sede, quello del finanziamento delle operazioni di pace, perch\u00e9 si tratta a mio avviso di un investimento veramente strategico per la nostra credibilit\u00e0 internazionale ed anche per le nostre relazioni bilaterali con i Paesi che vogliamo assistere nella loro fase di stabilizzazione.<\/P><br \/>\n<P>Venendo ai casi specifici, il presidente Dini si \u00e8 riferito alla situazione in Mali, che \u00e8 quella di pi\u00f9 evidente attualit\u00e0 e che si caratterizza, come \u00e8 ampiamente noto con quello che appare sulla stampa quotidiana (ma vorrei fornire anche alcune indicazioni pi\u00f9 precise su questo punto), con un attacco molto consistente di gruppi estremisti ed integralisti del nord del Mali alle citt\u00e0 di Konna e Douentza nei giorni scorsi. Tale attacco ha suscitato una condanna unanime da parte della comunit\u00e0 internazionale ed ha anche rappresentato, sul piano strategico sul terreno, un salto di qualit\u00e0 nella capacit\u00e0 di questi gruppi non solo di avvicinarsi al controllo di Bamako, ma anche di radicarsi in modo forse irreversibile nella realt\u00e0 maliana, se non si adotteranno le opportune operazioni di contrasto e di intervento.<\/P><br \/>\n<P>L&#8217;accelerazione \u00e8 riconducibile alla decisione di Ansar Eddine di ritirarsi, una decina di giorni fa, dal tavolo del negoziato e quindi di riunirsi agli altri gruppi armati. Si tratta di una decisione che era inattesa anche dagli stessi Paesi della Regione. Nei miei contatti con diversi interlocutori, fra i quali anche il Ministro degli affari esteri algerino, avevo tratto la sensazione che invece questa fase di dialogo delle scorse settimane e degli scorsi mesi potesse maturare e consolidare una spaccatura all&#8217;interno dei quattro movimenti attivi nell&#8217;Azawad. Questo invece non \u00e8 avvenuto, anche per una situazione locale in cui la componente Tuareg, che \u00e8 stata trascurata dalla comunit\u00e0 internazionale per decenni (forse l&#8217;importanza delle sue rivendicazioni era stata sottostimata quanto alla capacit\u00e0 dirompente che ad un certo punto queste avrebbero potuto avere), da diversi mesi si \u00e8 spostata a favore di un&#8217;alleanza con i movimenti integralisti.<\/P><br \/>\n<P>In questi ultimi giorni, l&#8217;avvio di un dialogo non \u00e8 sfociato in un vero processo di riconciliazione e di intesa nazionale. Di conseguenza \u00e8 stata intrapresa la strada dell&#8217;unificazione di questi gruppi e si \u00e8 interrotto il cessate il fuoco annunciato all&#8217;inizio di dicembre. La Francia ha risposto immediatamente, insieme ad altri Paesi africani, all&#8217;appello, anche questo inatteso, ma determinato dal precipitare della situazione sul terreno, proveniente dal presidente Traor\u00e9. Mi raccontava l&#8217;inviato speciale delle Nazioni Unite Romano Prodi che proprio quel giorno egli era a Bamako, impegnato in incontri con la dirigenza locale; si parlava ancora della possibilit\u00e0 di sviluppare il dialogo fra le componenti del nord del Mali. Solo poche ore dopo la sua partenza da Bamako \u00e8 partita questa richiesta di assistenza da parte di Traor\u00e9, dovuta chiaramente al degradarsi degli sviluppi sul terreno. L&#8217;operazione militare che stiamo vedendo, guidata dalla Francia, \u00e8 pienamente in linea con la risoluzione del Consiglio di sicurezza n. 2085 del 20 dicembre 2012. Il Consiglio di sicurezza, in due fasi distinte (da ultimo ancora ieri), ha ribadito la necessit\u00e0 di questo intervento. Significative le dichiarazioni molto esplicite del Ministro degli esteri russo, ma anche del Governo cinese e di tutti i Paesi africani che hanno particolare voce in capitolo in questa vicenda: ben otto sono i Paesi che stanno gi\u00e0 fornendo assistenza militare sul piano bilaterale, per poi creare un quadro che dovrebbe rapidamente tradursi in una vera forza di pace africana ECOWAS, anche questa gi\u00e0 prevista dalla risoluzione 2085, ma che adesso si pone in termini di assai maggiore urgenza di intervento. Ancora nelle scorse settimane si pensava che ci fosse tempo fino al prossimo autunno per mettere insieme questa forza, invece il precipitare della situazione la rende straordinariamente urgente. <\/P><br \/>\n<P>Questo \u00e8 il contesto africano. ECOWAS e Unione Africana si sono espresse chiaramente. Il prossimo 25 gennaio ad Addis Abeba si svolger\u00e0 un&#8217;importante conferenza dei Paesi contributori di forze e il prossimo 19 gennaio si terr\u00e0 un vertice ECOWAS ad Abidjan, in cui verranno stabiliti i dettagli operativi per l&#8217;entrata in azione della missione africana Afisma.<\/P><br \/>\n<P>Vorrei cogliere l&#8217;opportunit\u00e0 per informare le Commissioni che il Governo intenderebbe muoversi essenzialmente secondo tre linee. Sul piano politico intendiamo ribadire con chiarezza il pieno sostegno italiano all&#8217;intervento nel quadro della risoluzione 2085. Tale intervento \u00e8 bilaterale ma si pu\u00f2 gi\u00e0 definire multinazionale perch\u00e9 riguarda ormai molti Paesi africani e una serie di Paesi europei ed occidentali. Seguiremo una linea che \u00e8 gi\u00e0 stata anticipata dall&#8217;Alto rappresentante Ashton il giorno dell&#8217;avvio dell&#8217;intervento e che io stesso ho espresso al ministro degli esteri Fabius nella telefonata con la quale lui ha voluto anticiparci &#8211; credo che il Ministro della difesa dar\u00e0 indicazioni analoghe riguardo ai suoi contatti con il Ministro degli esteri francese &#8211; l&#8217;intervento e le dinamiche che avevano portato a questa decisione francese. <\/P><br \/>\n<P>In secondo luogo, analogamente a quanto si sta facendo sul piano europeo da parte di diversi Paesi (ma vedremo domani alla riunione del Consiglio affari esteri (CAE) dei Ministri degli esteri quale sar\u00e0 la situazione di tutti i 27 Paesi), occorre offrire un concreto sostegno logistico all&#8217;operazione, soprattutto ai Paesi africani che hanno difficolt\u00e0 a trasferire truppe sul teatro operativo, e di questo ho gi\u00e0 parlato con il ministro Di Paola e con il Presidente del Consiglio. Siamo certamente interessati a raccogliere indicazioni in questa sede sulle intenzioni del Governo. <\/P><br \/>\n<P>In terzo luogo, alla riunione straordinaria del Consiglio affari esteri di domani intendo sottolineare l&#8217;assoluta urgenza di dare avvio alla missione Eutm: 250 uomini formatori che dovrebbero recarsi a Bamako per favorire la creazione di una capacit\u00e0 militare maliana, che allo stato delle cose si \u00e8 rivelata assolutamente insufficiente. Avrete sicuramente letto diverse analisi e diversi reportage<\/I> (quindi fonti pubbliche) che descrivono come l&#8217;esercito maliano non sia stato in grado da molti mesi, e ancora di meno nelle ultime settimane, di far fronte a una sfida alla quale avrebbe dovuto essere preparato grazie all&#8217;attivit\u00e0 di formazione che gi\u00e0 da diversi anni alcuni Paesi occidentali hanno destinato alle forze maliane. Ma sicuramente il colpo di Stato di Sanogo e le incertezze politiche a Bamako hanno influito su questa incapacit\u00e0 e anche mancanza di volont\u00e0 dei quadri maliani di confrontarsi con la sfida posta dagli integralisti. <\/P><br \/>\n<P>Al CAE di domani parteciper\u00e0 anche il ministro degli esteri Coulibaly, quindi sar\u00e0 anche l&#8217;occasione per guardare alle prospettive del rilancio del dialogo politico e del negoziato con i gruppi disposti a mantenere l&#8217;unit\u00e0 del Paese. <\/P><br \/>\n<P>L&#8217;emergenza umanitaria \u00e8 molto forte: 19 milioni di persone sono a rischio alimentare nel Sahel e 350.000 sono i rifugiati e gli sfollati. \u00c8 pertanto molto importante guardare a una rapida soluzione di questa crisi e soprattutto evitare che si radichi una realt\u00e0 di presenza endemica di forze terroristiche sul territorio che devono essere invece contrastate in modo duro e fermo sin dall&#8217;inizio. <\/P><br \/>\n<P>Passando alla Libia, ci sono stati contatti ai massimi livelli politici. Il presidente Magarief la settimana scorsa ha incontrato il presidente Napolitano e il Presidente del Consiglio. Ho avuto con lui una lunga conversazione, soprattutto in occasione di un business forum <\/I>organizzato con un gruppo molto rilevante di imprenditori italiani. Il tema della sicurezza in tali incontri \u00e8 emerso costantemente, nel senso di un&#8217;analisi da parte libica della situazione in Cirenaica e anche di una disponibilit\u00e0 e di una volont\u00e0 italiane a proseguire sulla strada di un contributo forte e attivo al rafforzamento delle condizioni di sicurezza a tutto campo nel Paese, al rafforzamento del controllo dei confini, all&#8217;incoraggiamento politico, all&#8217;azione delle istituzioni internazionali (Nazioni Unite e Unione europea), al consolidamento della sicurezza nel Paese. <\/P><br \/>\n<P>L&#8217;episodio che ha coinvolto il nostro console generale a Bengasi \u00e8 stato grave al punto che i vertici dello Stato libico hanno cancellato le loro visite all&#8217;estero, tranne quella in corso in Qatar in quei giorni, ma c&#8217;\u00e8 stata anche una dimostrazione di grande amicizia e di grande collaborazione da parte libica nei nostri confronti, non soltanto per le espressioni di enorme rincrescimento che mi sono state rivolte sia dal presidente Magarief che dal ministro degli esteri Abdelaziz nelle telefonate seguite di poche ore all&#8217;incidente, sia nelle modalit\u00e0 concrete di risposta sul piano della sicurezza e sullo spiegamento di mezzi che i libici hanno subito dato per la protezione dei nostri uffici. Ci\u00f2 nonostante, abbiamo ritenuto di far tornare tutto il personale italiano a Bengasi in Italia (sono arrivati ieri sera), e stiamo procedendo a un reassessment<\/I> delle condizioni di sicurezza nell&#8217;intera Libia e nell&#8217;intera Regione. <\/P><br \/>\n<P>Nell&#8217;occasione odierna vorrei rivolgere un appello al Parlamento e agli illustri parlamentari presenti sull&#8217;esigenza di dotare le nostre strutture governative all&#8217;estero di condizioni credibili di operativit\u00e0 in un ambito di sicurezza rafforzata. Noi abbiamo diversi uffici esposti in aree molto difficili, fra l&#8217;altro proprio nelle zone nelle quali la nostra presenza \u00e8 vitale per poter contribuire alla collaborazione economica, oltre che politica, fra i Paesi. Quello di Bengasi \u00e8 l&#8217;unico ufficio europeo che rilasci visti Schengen; la chiusura di tale struttura blocca un canale di comunicazione di affari, politico e di rapporti umani fra la Cirenaica e l&#8217;intera Unione europea. Questo \u00e8 un aspetto rilevante e ancora una volta cade sul problema dei finanziamenti dedicati alla sicurezza. Non si tratta di grandi cifre, ma l&#8217;appello che rivolgo \u00e8 di attribuire alle condizioni ragionevoli di sicurezza per il nostro personale una priorit\u00e0 molto alta per il bilancio pubblico e per gli impegni nella spesa pubblica. <\/P><br \/>\n<P>Il rapporto con la Libia \u00e8 molto importante e si \u00e8 sviluppato in modo estremamente positivo negli ultimi mesi con la mia visita a Tripoli, prima della missione del presidente Magarief: abbiamo sempre registrato un grande apprezzamento da parte dei libici a tutti i livelli per quanto l&#8217;Italia sta facendo e credo che questo sia stato anche il riscontro avuto dalla Camera e dal Senato nell&#8217;incontro che si \u00e8 svolto con queste Commissioni. <\/P><br \/>\n<P>Anche per la crisi siriana continuiamo a rispondere con interventi di emergenza umanitaria, in particolare per le categorie pi\u00f9 deboli della popolazione siriana (donne e bambini) con un approccio inclusivo. <\/P><br \/>\n<P>All&#8217;azione realizzata attraverso gli organismi internazionali abbiamo affiancato iniziative di assistenza diretta e abbiamo incluso anche le fasce della popolazione pi\u00f9 esposte nelle zone liberate della Siria, dove spesso gli aiuti non riescono ad arrivare a causa dell\u2019attivit\u00e0 di interdizione del regime. <\/P><br \/>\n<P>Abbiamo operato anche nei Paesi limitrofi per sostenere le strutture di accoglimento dei rifugiati, il cui numero si avvicina o si avviciner\u00e0 molto rapidamente al milione. <\/P><br \/>\n<P>Tutti avvertiamo un grande senso di frustrazione e l&#8217;urgenza di fermare i massacri, ma la soluzione della crisi, ancora una volta, non pu\u00f2 che essere ricercata sul piano politico e per favorire l&#8217;unitariet\u00e0 delle opposizioni il Governo italiano, come sapete, ha riconosciuto la Coalizione nazionale siriana quale unico rappresentante legittimo del popolo siriano. <\/P><br \/>\n<P>Negli ultimi giorni abbiamo visto un&#8217;intensificata azione dell&#8217;inviato speciale Brahimi e tentativi di rilancio della road map,<\/I> ma il tentativo di rilanciare il dialogo con l&#8217;opposizione che non preveda la completa uscita di scena di Assad lascia abbastanza perplessi, dato che senza aver risolto il problema della presenza di Assad nel Paese non ha per il momento alcuna chance,<\/I> se si guarda alle posizioni espresse da al-Khatib e da tutti i leader<\/I> della Coalizione nazionale siriana. <\/P><br \/>\n<P>Tuttavia riteniamo sia necessario continuare a prepararci al dopo-Assad ed \u00e8 per questo che ospiteremo la prossima riunione ministeriale del Gruppo degli amici della Siria a Roma, la cui data non \u00e8 ancora decisa. \u00c8 una disponibilit\u00e0 che abbiamo espresso e credo sar\u00e0 uno snodo importante per rafforzare la governance<\/I> dell&#8217;opposizione e anche quella di tutta l&#8217;azione umanitaria. <\/P><br \/>\n<P>Vorrei menzionare molto rapidamente il processo di pace in Medio Oriente. Esso \u00e8 di importanza chiave, visto che abbiamo la missione Unifil, e costituisce appunto un aspetto di garanzia molto significativo nel contesto regionale. <\/P><br \/>\n<P>Noi europei auspichiamo e premeremo con la nuova amministrazione americana affinch\u00e9 si rilanci un&#8217;iniziativa concreta, proattiva di riavvio del processo di pace. Ne ho parlato a met\u00e0 dello scorso dicembre con il senatore Kerry, all\u2019epoca non ancora investito del nuovo incarico, e l&#8217;ho trovato assolutamente consapevole dell&#8217;esigenza di creare una dinamica nuova nel processo di pace. <\/P><br \/>\n<P>I margini per la soluzione dei due Stati divengono sempre pi\u00f9 ristretti. Hamas indubbiamente ha continuato a rafforzarsi e l&#8217;autorit\u00e0 palestinese, malgrado il successo alle Nazioni Unite, sta subendo duri colpi soprattutto a causa della crisi finanziaria. Lo scorso novembre abbiamo organizzato alla Farnesina una country presentation <\/I>sulle opportunit\u00e0 economiche offerte dall&#8217;economia palestinese ma senza un miglioramento del quadro politico \u00e8 difficile pensare un futuro pi\u00f9 positivo per la stabilit\u00e0 economica della Palestina. <\/P><br \/>\n<P>Come ho detto, il ruolo di Unifil 2 in Libano \u00e8 ancora pi\u00f9 strategico dopo lo scoppio della crisi siriana, perch\u00e9 rappresenta un fattore ineludibile di deterrenza. L&#8217;Italia quindi contribuir\u00e0 a svolgere questo ruolo nella missione sotto il comando generale Serra, con i suoi oltre 1.100 militari che vi prendono parte. <\/P><br \/>\n<P>Un breve accenno all&#8217;Iran: con la caduta di Assad, semmai ci sar\u00e0, Teheran perder\u00e0 un alleato strategico. \u00c8 questa consapevolezza che in questo momento rende ancora pi\u00f9 difficile una soluzione politica della questione siriana, perch\u00e9 credo non vi sia una soluzione nella quale qualcuno possa vincere completamente e qualcun altro possa perdere completamente. Credo quindi sia necessario mantenere una prospettiva di coinvolgimento dell&#8217;Iran, oltre che della Russia, in una soluzione politica della crisi siriana.<\/P><br \/>\n<P>Per quanto riguarda il negoziato nucleare, l&#8217;adozione delle nuove sanzioni europee ha contribuito a tale dinamica. La nostra posizione \u00e8 basata sul principio del doppio binario (e quindi anche delle sanzioni) come pressione per convincere la leadership<\/I> iraniana a ritornare al tavolo del negoziato.<\/P><br \/>\n<P>Non mi trattengo oltre sull&#8217;Afghanistan perch\u00e9 \u00e8 sicuramente un aspetto sul quale si soffermer\u00e0 il ministro Di Paola. Vorrei soltanto notare che vi \u00e8 stato uno sviluppo importante con la visita del presidente Karzai a Washington e che si stanno sempre pi\u00f9 definendo i negoziati per quanto riguarda una futura presenza americana, sul piano militare, post-transizione. I risultati in Afghanistan devono rimanere irreversibili ed \u00e8 in questo senso che l&#8217;Italia \u00e8 impegnata con la cifra, che abbiamo gi\u00e0 promesso e di cui abbiamo anticipato la consistenza, di 120 milioni di euro l&#8217;anno per il triennio 2015-2017.<\/P><br \/>\n<P>Seguiamo anche con particolare attenzione gli sviluppi in Somalia. Dopo la mia visita a Mogadiscio lo scorso ottobre abbiamo attivato un tavolo interministeriale per fornire concreto aiuto alle autorit\u00e0 somale, in particolare nel rafforzamento della sicurezza e del settore giustizia, al quale tengono molto. Stiamo anche svolgendo alcune attivit\u00e0 per mettere il nuovo Governo somalo in grado di gestire un bilancio e creare una amministrazione finanziaria, che fino adesso \u00e8 stata completamente assente, altro aspetto di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi con il vice primo ministro e ministro degli affari esteri somalo, signora Fawzia, in occasione della sua visita a Roma. <\/P><br \/>\n<P>Mi fermerei qui e per quanto riguarda i Balcani occidentali e aspetti in altri Paesi, come il Pakistan, Myanmar e Sudan, credo sia pi\u00f9 corretto essere disponibile alle domande per non prendere troppo tempo.<\/P><br \/>\n<P>DI PAOLA, ministro della difesa<\/I>. Signor Presidente, onorevoli deputati e senatori, mi concentrer\u00f2 sugli aspetti pi\u00f9 prettamente militari della esposizione del ministro Terzi Sant\u2019Agata e sar\u00f2 breve per consentire a voi di porre domande &#8211; giacch\u00e9 credo sia la parte per voi pi\u00f9 interessante &#8211; soprattutto tenendo conto che la situazione sta evolvendo. Stiamo infatti facendo il punto della situazione al 31 dicembre 2012 mentre oggi \u00e8 in discussione nell\u2019Aula del Senato il decreto 2013. Come dicevo, la situazione sta evolvendo e quindi \u00e8 giusto avere da voi indicazioni e sentimenti su come muoversi in una situazione in evoluzione. <\/P><br \/>\n<P>Per quanto riguarda il terzo quadrimestre del 2012, in Afghanistan sta continuando la progressiva riduzione delle forze, ancorch\u00e9 nel decreto che sar\u00e0 discusso nell\u2019Aula del Senato sia prevista per il 2013 una presenza media di 3.000 unit\u00e0, che sar\u00e0 per\u00f2 al di sotto di quel valore medio alla fine del 2013. Ci\u00f2 \u00e8 legato al fatto che stiamo mettendo in teatro a Kabul il quartier generale della forza di reazione rapida di Solbiate Olona comandata dal generale Battisti, come probabilmente qualcuno di voi avr\u00e0 appreso da una delle varie interviste dei giorni scorsi. Questo determiner\u00e0 nella prima parte dell&#8217;anno un aumento di unit\u00e0, che sar\u00e0 poi seguito da una progressiva riduzione. <\/P><br \/>\n<P>Nel settore Ovest nel 2012 abbiamo continuato la riduzione delle nostre unit\u00e0, in particolare con la chiusura della task force South East,<\/I> quella che era impegnata nella parte pi\u00f9 estrema del nostro settore e quindi nelle province di Gulistan, Bala Baluk e Bakwa. Pertanto oggi il nostro dispositivo \u00e8 soprattutto concentrato sull&#8217;asse che va da Herat fino a Farah e Shindand, dove sono la task force <\/I>di Herat, task force center <\/I>di Shindand e task force south <\/I>di Farah. Questo progressivo trasferimento della responsabilit\u00e0 alle forze afgane sta avvenendo e voi sapete che alla fine, proprio negli ultimi giorni del 2012, il presidente Karzai ha formalizzato l&#8217;avvio della tranche<\/I> 4, che prevede il trasferimento alle forze di sicurezza afgane della maggior parte dei distretti e, in particolare, di tutti i distretti della regione Ovest. Quindi tutti i distretti della regione di cui gli italiani hanno la responsabilit\u00e0 passeranno, nel corso del 2013 e di una parte del 2014 (la tranche<\/I> 4), sotto la responsabilit\u00e0 degli afgani e noi saremo sempre pi\u00f9 in fase di supporto.<\/P><br \/>\n<P>Per quanto riguarda il post 2014, si tratta di responsabilit\u00e0 che dovranno assumersi il nuovo Governo e il nuovo Parlamento. Oggi incontrer\u00f2 il segretario alla difesa uscente degli Stati Uniti, Panetta, con il quale avr\u00f2 anche occasione di approfondire quali sono gli orientamenti statunitensi, alla luce del fatto che sui giornali si legge &#8220;di tutto e di pi\u00f9&#8221;: in effetti, non \u00e8 chiarissimo quali saranno gli orientamenti statunitensi. Sulla base di quegli orientamenti, poi, saranno assunte le opportune decisioni dal nuovo Governo e dal nuovo Parlamento.<\/P><br \/>\n<P>Per quanto riguarda il Libano, nel corso del 2012 c&#8217;\u00e8 stato il turnover<\/I> tra la brigata Ariete e la brigata Friuli, che \u00e8 quella attualmente impegnata in teatro. Per il resto, la situazione \u00e8 abbastanza stabile e statica nell&#8217;area Sud del Libano, dove c&#8217;\u00e8 la responsabilit\u00e0 della missione Unifil. Nel Nord del Libano continuano invece le instabilit\u00e0 connesse ai riflessi della crisi siriana.<\/P><br \/>\n<P>Nei Balcani, a fine settembre, c&#8217;\u00e8 stato il ritiro del nostro Operational<\/I> reserve<\/I> battalion<\/I>, il battaglione di riserva operativa, che era stato schierato a marzo per sei mesi. La nostra forza nei Balcani si \u00e8 stabilizzata e si stabilizzer\u00e0 per tutto il 2013 \u2011 almeno questa \u00e8 la previsione \u2011 intorno alle500 unit\u00e0. Continuiamo ad avere la responsabilit\u00e0 della sorveglianza dei siti sensibili di De\u010dani e Pe\u0107 (siti storici della chiesa ortodossa), fino a quando non ci sar\u00e0 il cosiddetto processo di unfixing<\/I>, cio\u00e8 il trasferimento della responsabilit\u00e0 della sorveglianza di questi siti alle forze di polizia kosovare. \u00c8 un processo che tecnicamente potrebbe essere gi\u00e0 attuato all&#8217;inizio del 2013: ci\u00f2 che ancora frena o comunque rallenta questo processo sono le sensibilit\u00e0 politiche connesse al discorso di questi due siti particolarmente importanti (Pe\u0107 e De\u010dani).<\/P><br \/>\n<P>Per quanto concerne l&#8217;Oceano indiano, abbiamo sempre assicurato una presenza di unit\u00e0 navali e in questo momento abbiamo la nave &#8220;San Marco&#8221;, con l&#8217;ammiraglio Natale, che \u00e8 la flag<\/I> ship<\/I> (la nave bandiera) e che quindi ha anche il comando della componente &#8220;Ocean shield&#8221;, cio\u00e8 della componente NATO che, insieme all&#8217;operazione &#8220;Atalanta&#8221;, contribuisce alla sorveglianza dell&#8217;Oceano indiano in funzione antiprateria. Fondamentale, al di l\u00e0 dell&#8217;episodio che ci riguarda direttamente, \u00e8 la presenza dei nuclei di protezione militare a bordo delle unit\u00e0 navali; da quando questa pratica \u00e8 stata attivata &#8211; non solo da noi, ma anche da altri Paesi (ognuno con le modalit\u00e0 che ha ritenuto opportune) &#8211; il rateo di attacchi positivi \u00e8 crollato fortemente. Oggi sono in corso solo vecchi rapimenti; si tratta di cinque navi, con circa 130 marittimi attualmente ostaggio dei pirati, e sono vecchie navi che sono state piratate. Da quando i nuclei di protezione militare sono diventati efficaci ed effettivi sulla maggior parte delle unit\u00e0 mercantili, non ci sono stati episodi positivi di cattura di navi.<\/P><br \/>\n<P>In Somalia siamo impegnati, nell&#8217;ambito della missione Eutm Somalia, che si svolge in Uganda, nell&#8217;addestramento delle forze armate somale. Noi facciamo parte di questa missione, a guida irlandese, con un contingente di una decina di istruttori: \u00e8 un impegno che prevediamo di continuare anche nel 2013. La missione, da parte europea, \u00e8 stata estesa fino al 2014: infatti l&#8217;Unione europea ha deciso di estendere la missione di addestramento delle forze somale fino a quell&#8217;anno. Il nuovo concetto prevede che, quando le condizioni di sicurezza miglioreranno a Mogadiscio, la missione di addestramento si sposter\u00e0 dall&#8217;Uganda (oggi \u00e8 a Bihanga) a Mogadiscio. Questo dipender\u00e0 dalle condizioni di sicurezza a Mogadiscio. In correlazione con il discorso somalo, ancorch\u00e9 non strettamente collegato alla missione Eutm, \u00e8 l&#8217;addestramento delle forze di polizia somale, che da pochi giorni \u00e8 iniziato a Gibuti da parte dei Carabinieri. \u00c8 stato scelto Gibuti perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 vicino all&#8217;area (fa parte del Corno d&#8217;Africa); ad oggi non ci sono ancora le condizioni (cos\u00ec come non ci sono per Eutm) per svolgere l&#8217;addestramento delle forze di polizia somale in Somalia. \u00c8 stato scelto pertanto Gibuti; voi sapete che nel decreto di quest&#8217;anno c&#8217;\u00e8 <\/I>questa new entry<\/I> (Gibuti), dove in questo momento si sta svolgendo l&#8217;addestramento delle forze di polizia somale.<\/P><br \/>\n<P>Passando alla Libia, in questo momento abbiamo degli addestramenti di forze di polizia libiche che sono stati svolti al Coespu di Vicenza da parte di Carabinieri. A Cesano \u00e8 iniziato l&#8217;addestramento di una settantina di addestratori dell&#8217;esercito libico; si tratta quindi di un addestramento di addestratori, in connessione anche con la cessione alla Libia di una ventina di mezzi &#8220;Puma&#8221; (blindati leggeri). L&#8217;addestramento \u00e8 quindi finalizzato all&#8217;utilizzo di questi mezzi e, pi\u00f9 in generale, alla formazione di addestratori che poi a suo tempo, in Libia, addestreranno il personale libico.<\/P><br \/>\n<P>La situazione in Libia \u00e8 stata illustrata dal ministro Terzi. Ci sono vari contatti in corso a livello bilaterale tra l&#8217;Italia e la Libia per potenziare lo sviluppo sia addestrativo, sia anche della sicurezza delle frontiere Sud. Per\u00f2 in questo momento il quadro della controparte libica \u00e8 ancora non del tutto stabile, quindi non abbiamo ancora degli interlocutori che fanno seguito alle cose che ci diciamo e agli impegni che potenzialmente si prendono: si tratta di un quadro ancora fluido. C&#8217;\u00e8 una grande disponibilit\u00e0 italiana: nel decreto di quest&#8217;anno avete visto un impegno consistente, sia intermini di soldi che di uomini. Questo dipender\u00e0 da quanto riusciremo fisicamente a stringere degli accordi, relativi in particolare alla presenza di nostri addestratori in Libia sulla base delle condizioni di sicurezza, anche giuridica, in cui opereranno queste persone.<\/P><br \/>\n<P>Passando all&#8217;area calda del Mali, in questo momento la missione europea, che si chiama Eutm Mali e che \u2011 come ha detto il ministro Terzi \u2011 aveva tempi di sviluppo piuttosto lenti, subir\u00e0 un&#8217;accelerazione fortissima. Domani sicuramente vi sar\u00e0 la spinta della Francia in tal senso, ma anche la baronessa Ashton sono sicuro che dir\u00e0 che dobbiamo muoverci. Si tratta di inviare circa 200\u2011250 istruttori e forze di supporto europee nell&#8217;Ovest del Paese, che \u00e8 la parte pi\u00f9 sicura, per addestrare le forze maliane. Al<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"COMMISSIONI RIUNITE E CONGIUNTE 3a (Affari esteri, emigrazione) e 4a (Difesa) del Senato della Repubblica e III (Affari esteri e comunitari) e IV (Difesa) della Camera dei deputati COMUNICAZIONI DEL GOVERNO SULLO STATO DELLE MISSIONI IN CORSO E DEGLI INTERVENTI DI COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO E A SOSTEGNO DEI PROCESSI DI PACE DI STABILIZZAZIONE 13a seduta: [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[31,43,9,6],"class_list":["post-22582","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","tag-africa","tag-diritti-umani","tag-europa","tag-mediterraneo-e-medio-oriente"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22582","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22582"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22582\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22582"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22582"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22582"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}