{"id":22587,"date":"2013-01-11T15:13:44","date_gmt":"2013-01-11T14:13:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/01\/20130111_seminario_america_latina-2\/"},"modified":"2013-01-11T15:13:44","modified_gmt":"2013-01-11T14:13:44","slug":"20130111_seminario_america_latina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2013\/01\/20130111_seminario_america_latina\/","title":{"rendered":"Intervento del Ministro Terzi al seminario \u201cIl Partenariato Strategico America Latina-UE e le sfide della globalizzazione: le PMI come motore della crescita comune\u201d"},"content":{"rendered":"<p><P><EM>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/STRONG><\/STRONG><\/EM><\/P><br \/>\n<P>Presidente Benita Ferrero-Waldner,<\/P><br \/>\n<P>Presidente Roberto Formigoni,<\/P><br \/>\n<P>sono lieto di intervenire in questo seminario organizzato dalla Regione Lombardia, con il supporto del Ministero degli Esteri e della Fondazione UE-LAC. Ringrazio molto il Segretario Generale della Rete Italia America Latina, Senatore Gilberto Bonalumi, e i rappresentanti degli enti e delle associazioni che hanno collaborato all\u2019evento: Eupolislombardia, Assolombarda, Promos e Camera di Commercio di Milano.<\/P><br \/>\n<P>La mia presenza e quella del Sottosegretario Marta Dass\u00f9 testimoniano la grande attenzione che il Ministero degli Esteri rivolge al Partenariato strategico tra l\u2019America Latina e l\u2019Unione Europea. Ma \u00e8 anche indicativa di quanto il sostegno ai processi di internazionalizzazione delle imprese abbia assunto una dimensione centrale e prioritaria nella politica estera italiana. <\/P><br \/>\n<P>C\u2019\u00e8 una corsa globale per creare valore e occupazione: per anni l\u2019Italia e l\u2019Europa hanno fatto parte del gruppo di testa. Grazie alla produttivit\u00e0 delle nostre imprese, siamo stati tra coloro che dettavano i principali scatti in avanti dell\u2019economia mondiale. Non dimentichiamo che l\u2019Italia, anche grazie al perno fondamentale dell\u2019industria lombarda, \u00e8 ancora la quinta potenza manifatturiera al mondo e la seconda in Europa. <\/P><br \/>\n<P>Ma non sono venuto qui a cunt\u00e0 s\u00f9 la st\u00f2ria del mago<\/I>, come si dice in milanese. Nell\u2019ultimo periodo siamo stati costretti a tirare il fiato a causa di alcuni squilibri strutturali e di una crisi congiunturale. Questo \u00e8 il momento della verit\u00e0, quello in cui il gruppo di testa rischia di sfilacciarsi. Chi rallenta sar\u00e0 inesorabilmente risucchiato dalle seconde linee e finir\u00e0 per perdere quote di produzione e lavoro. Per continuare a tenere il passo dei pi\u00f9 veloci, bisogna tornare a sprigionare le pi\u00f9 vitali energie produttive, ma occorre anche sfruttare lo slancio generato da due cambiamenti paradigmatici. <\/P><br \/>\n<P>Il primo cambiamento riguarda il peso crescente dei Paesi emergenti e in via di sviluppo: dal 2001 al 2012 il loro PIL \u00e8 aumentato dal 38% al 50% di quello mondiale. Nel 2020 un nuovo, parallelo G7 superer\u00e0 il PIL dei sette originari Paesi pi\u00f9 industrializzati e due dei maggiori Paesi emergenti &#8211; Brasile e Messico &#8211; sono in America Latina. Tanti altri Paesi di dimensioni minori registrano alti tassi di crescita nella regione. Questa non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019area di fragilit\u00e0, ma un subcontinente di dinamismo e opportunit\u00e0, enormi risorse naturali e grandi progetti infrastrutturali. <\/P><br \/>\n<P>Gli stessi scambi commerciali tra i Paesi latinoamericani sono decuplicati negli ultimi due decenni grazie ai processi di integrazione regionale. Nuove prospettive potr\u00e0 aprire la conclusione di un Accordo di Associazione tra l\u2019Unione Europea e il Mercosur. Tale auspicato evento, non ancora a portata di mano, creerebbe l\u2019area di libero scambio pi\u00f9 grande del mondo, con pi\u00f9 di 750 milioni di consumatori. <\/P><br \/>\n<P>L\u2019Europa \u00e8 gi\u00e0 oggi la principale fonte di investimenti diretti nell\u2019America Latina e il suo secondo partner commerciale. Ma deve fare i conti con la concorrenza internazionale Per vincere la competizione in America Latina, l\u2019Unione Europea non pu\u00f2 non puntare sull\u2019Italia, partner naturale della regione per radici storiche, flussi migratori, comunanza di valori e affinit\u00e0 culturali. <\/P><br \/>\n<P>In passato, l\u2019Italia non ha sempre colto tutte le potenzialit\u00e0 offerte da tali stretti legami e dalla complementariet\u00e0 tra i sistemi economici. Negli ultimi anni, l\u2019approccio \u00e8 per\u00f2 cambiato. I risultati sono stati eloquenti. Gli investimenti italiani in America Latina sono aumentati dal 3% al 16% del totale di quelli europei nella regione. Nel 2011, la regione ha assorbito quasi la met\u00e0 del valore delle commesse infrastrutturali delle nostre imprese. I pi\u00f9 grandi gruppi italiani sono presenti nel settore energetico, incluso quello delle rinnovabili, e delle nuove tecnologie. <\/P><br \/>\n<P>La cooperazione ambientale ha registrato un\u2019intensificazione. Gli accordi conclusi in Brasile dal Ministero dell\u2019Ambiente italiano aprono nuove prospettive in settori innovativi, come quelli dell\u2019agricoltura ecosostenibile, della microgenerazione con fonti rinnovabili e dei biocombustibili. Nuove tecnologie italiane consentono di ridurre in modo considerevole gli scarti di canna da zucchero nei processi di produzione di bio-etanolo. <\/P><br \/>\n<P>Esistono margini di miglioramento in altri settori. Anzitutto in quello delle piccole e medie imprese, che possono contribuire a diversificare e a modernizzare economie ancora troppo dipendenti dallo sfruttamento di risorse naturali. Sono le stesse dirigenze dei Paesi sud americani a chiedere alle nostre piccole e medie imprese di collaborare con le loro. Abbiamo registrato tali aspettative nei miei incontri a Roma e nelle missioni svolte dal Sottosegretario Marta Dass\u00f9 in Argentina, Messico, Per\u00f9, Colombia, Brasile e Cile. <\/P><br \/>\n<P>La strada \u00e8 gi\u00e0 segnata da tanti esempi di successo. Ne vorrei citare due in particolare. La mappatura dei 700 stabilimenti italiani attivi in Brasile ha evidenziato la propensione delle nostre piccole e medie imprese a posizionarsi in settori di alta gamma e high-tech. La stessa tendenza si registra in Messico, un Paese con il quale abbiamo di recente firmato un accordo per facilitare l\u2019esportazione dell\u2019esperienza italiana nelle piccole e medie imprese. La collaborazione italo-messicana pu\u00f2 diventare un modello di riferimento. Nell\u2019ultimo decennio 1.400 PMI italiane hanno avviato diverse iniziative in quel Paese, costituendo veri e propri distretti italiani. <\/P><br \/>\n<P>Queste considerazioni mi portano al secondo cambiamento paradigmatico con il quale dobbiamo confrontarci: il nuovo modo di fare impresa. <\/P><br \/>\n<P>Oggi i prodotti sono il risultato di una catena globale del valore, frutto di intermediazioni che travalicano frontiere. Pi\u00f9 della met\u00e0 del commercio mondiale dei manufatti e i tre quarti del commercio di servizi sono prodotti intermedi. Non basta puntare solo sul prezzo pi\u00f9 basso o sul costo del lavoro a buon mercato. Nella competizione globale ci sar\u00e0 sempre un produttore in grado di fare proposte pi\u00f9 economiche delle nostre; ma risulter\u00e0 vincente il Sistema Paese che immette nel prodotto la miglior combinazione di valore e di elementi immateriali, come la creativit\u00e0 e l\u2019innovazione. <\/P><br \/>\n<P>Da questa osservazione si pu\u00f2 trarre una duplice conclusione. <\/P><br \/>\n<P>Questo \u00e8 stato definito il decennio dell\u2019America Latina, perch\u00e9 essa offre al mondo ci\u00f2 di cui ha bisogno: cibo, acqua, energia e tante opportunit\u00e0 di investimento; ma &#8211; una volta risolti i problemi di governance<\/I> economica &#8211; anche l\u2019Europa pu\u00f2 tornare a essere protagonista di questo decennio, perch\u00e9 restiamo all\u2019avanguardia nella capacit\u00e0 di progettare e di creare valore. <\/P><br \/>\n<P>La complementariet\u00e0 tra i sistemi produttivi di Europa e America Latina deve spingerci a ricercare intese, sinergie, obiettivi comuni. E\u2019 essenziale allearsi per crescere e collaborare per competere. Le istituzioni possono favorire le joint-ventures tra imprese europee e sud americane sia con un\u2019attivit\u00e0 di scouting<\/I> delle opportunit\u00e0, sia vigilando sulla tutela dei contratti e degli investimenti. <\/P><br \/>\n<P>\u00c8 allora importante l\u2019obiettivo di questo seminario: proporre al Vertice imprenditoriale di Santiago del Cile, che preceder\u00e0 il primo Summit dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi UE-CELAC, <\/I>un percorso di collaborazione economica tra le due regioni. Una proposta &#8211; come indica il documento conclusivo del seminario &#8211; basata sul modello delle PMI, dell\u2019innovazione e dello sviluppo delle smart cities<\/I>. Se tale modello sar\u00e0 accolto, esso potr\u00e0 dischiudere nuove opportunit\u00e0 per il sistema produttivo italiano. Perch\u00e9, quando il riferimento sono la progettualit\u00e0, la green economy<\/I> e le smart cities,<\/I> le piccole e medie imprese italiane sono competitive ovunque. <\/P><br \/>\n<P>L\u2019EXPO di Milano sar\u00e0 l\u2019occasione per mettere le eccellenze italiane a disposizione di un modello di vita pi\u00f9 sostenibile. Gi\u00e0 14 dei 18 Paesi latinoamericani hanno aderito alla manifestazione. Intendiamo affermare insieme il principio che l\u2019innovazione e lo sviluppo economico devono essere al servizio della persona e dell\u2019ambiente. <\/STRONG>Incoraggiamo la partecipazione degli altri 4 Paesi, a partire dal Messico che ha gi\u00e0 manifestato interesse all\u2019adesione.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019EXPO 2015 rifletter\u00e0 i valori che ci hanno portati a mettere creativit\u00e0 e conoscenza al servizio anche delle nostre citt\u00e0. Queste sono il simbolo del saper progettare. Milano \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 autorevole: citt\u00e0 cosmopolita e moderna che seduce tutti con la sua bellezza. E\u2019 Milano, con la sua formidabile unione di dinamismo e splendore, a dire al mondo chi sono gli italiani, cosa possono fare, dove pu\u00f2 arrivare il loro genio. Con questo Seminario Milano orienta al futuro anche il Partenariato strategico UE-LAC.<\/P><br \/>\n<P>Sostenere un modello di sviluppo fondato sulle piccole e medie imprese e le smart cities<\/I> in una realt\u00e0 vasta e complessa, come quella dell\u2019America Latina, pu\u00f2 avere il sapore di una sfida. \u00c8 una sfida &#8211; io credo &#8211; che sar\u00e0 per\u00f2 raccolta dalle leadership del subcontinente. L\u00ec le piccole e le medie imprese non sono viste solo come agenti utili a modernizzare la struttura produttiva, ma anche come strumenti per espandere il ceto medio e ridurre le disuguaglianze. D\u2019altra parte, migliorare i servizi e la qualit\u00e0 della vita nelle citt\u00e0 aiuta a contrastare povert\u00e0 e emarginazione sociale, e crea le premesse per un\u2019ulteriore crescita del PIL. <\/P>Con le sue istituzioni centrali e locali, e con il patrimonio di 4 milioni di piccole e medie imprese, l\u2019Italia \u00e8 pronta a contribuire al raggiungimento di tali ambiziosi obiettivi. In questo modo, infonderemo nuovo dinamismo alle nostre economie, individueremo metodi di produzione pi\u00f9 rispettosi dell\u2019ambiente e faremo avanzare il dialogo strategico tra le nostre due regioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Presidente Benita Ferrero-Waldner, Presidente Roberto Formigoni, sono lieto di intervenire in questo seminario organizzato dalla Regione Lombardia, con il supporto del Ministero degli Esteri e della Fondazione UE-LAC. 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