{"id":22598,"date":"2012-12-11T10:59:32","date_gmt":"2012-12-11T09:59:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/12\/20121211_italiaperu-2\/"},"modified":"2012-12-11T10:59:32","modified_gmt":"2012-12-11T09:59:32","slug":"20121211_italiaperu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2012\/12\/20121211_italiaperu\/","title":{"rendered":"Intervento del Sottosegretario Dass\u00f9 &#8211; Apertura del Foro Economico Italia-Per\u00f9"},"content":{"rendered":"<p><UL><br \/>\n<LI>Questa visita in Per\u00f9 completa un ciclo di missioni in America Latina che nell\u2019arco dei dodici mesi ha interessato l\u2019Argentina, il Brasile, la Colombia, il Messico e il Cile. Nell\u2019ambito della delega che mi \u00e8 stata affidata, ho ritenuto infatti di dare una particolare enfasi ai rapporti con il cosiddetto \u201ccono Sud\u201d, nella convinzione che il rafforzamento di questi rapporti sia un chiaro interesse dell\u2019Italia.\u00a0<\/LI><br \/>\n<LI>La congiuntura economica internazionale, come tutti sappiamo, \u00e8 ancora complicata. La disoccupazione nei Paesi occidentali rimane alta, i mercati finanziari e i prezzi delle materie prime sono volatili e il volume degli scambi commerciali stenta a risollevarsi. L\u2019Europa, in particolare, si trova a fronteggiare la pi\u00f9 grave crisi economica della sua storia recente e guarda ai tassi di sviluppo dell\u2019America Latina con interesse. Per noi, superare la crisi vuol dire soprattutto concordare un nuovo sistema di governance economica e politica che consenta all\u2019Europa di lasciarsi alle spalle la crisi del debito e riprendere a crescere. Per l\u2019America Latina \u2013 che ha appreso la lezione del \u201cdecennio perduto\u201d degli anni Ottanta &#8211; la sfida \u00e8 invece quella di consolidare i risultati ottenuti finora e non perdere l\u2019occasione storica di ridurre drasticamente la povert\u00e0 e le disuguaglianze sociali.\u00a0<\/LI><br \/>\n<LI>L\u2019Italia ha sentito fortemente la crisi. Il governo Monti ha compiuto un notevole sforzo per realizzare in breve tempo una serie di riforme indispensabili per restituire competitivit\u00e0 al Paese e recuperare la fiducia dei mercati. Allo stesso tempo, ha svolto un\u2019intesa azione diplomatica in ambito europeo, facendosi portatore di una visione dell\u2019Unione Europea che sappia coniugare il rigore di bilancio con politiche comuni per la crescita, concentrando in particolare l\u2019attenzione sul completamento del mercato unico.<\/LI><br \/>\n<LI>Le riforme, in ambito nazionale ed europeo, hanno gi\u00e0 prodotto risultati, ma gli effetti pi\u00f9 importanti saranno quelli di lungo periodo. Come noto, il governo che rappresento ha una vita assai breve davanti a se&#8217;. Ma sono convinta che l&#8217;agenda di riforme avviata da Mario Monti restera&#8217; l&#8217; agenda dell&#8217; Italia. La previsione e&#8217; che la ripresa comincera&#8217; solidamente alla meta&#8217; del 2013. Nel frattempo, il rallentamento della domanda interna dovr\u00e0 necessariamente essere compensato con una maggiore presenza sui mercati esteri, con un preciso focus su quelli emergenti a pi\u00f9 alto potenziale di crescita.\u00a0<\/LI><br \/>\n<LI>Ecco perch\u00e9 l\u2019America Latina. L\u2019Europa \u00e8 gi\u00e0 oggi la principale fonte di investimenti diretti in questa regione, la cui capacit\u00e0 di attrazione \u00e8 cresciuta rapidamente: ampia disponibilit\u00e0 di risorse naturali, grandi progetti infrastrutturali, una classe media in rapida espansione, che porta con s\u00e9 una crescente capacit\u00e0 di consumo. Una parte significativa di questi flussi si concentra nel settore manifatturiero e nell\u2019alta tecnologia \u2013 a differenza di molti investimenti provenienti da Pacifico \u2013 contribuendo in questo modo alla creazione di posti di lavoro qualificati e a contrastare la \u201cprimarizzazione\u201d strisciante di alcune economie dell\u2019area.\u00a0<\/LI><br \/>\n<LI>Gli investimenti italiani in America Latina, che alle soglie del 2000 erano solo il 3% del totale degli IDE europei, oggi coprono il 16% del totale. I settori delle infrastrutture, dell\u2019energia e delle PMI sono senz\u2019altro quelli che offrono le opportunit\u00e0 pi\u00f9 interessanti, anche perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che si trovano i colli di bottiglia che frenano lo sviluppo delle economie sudamericane ed \u00e8 l\u00ec che le nostre imprese possono fornire uno specifico valore aggiunto, grazie all\u2019esperienza e alla tecnologia di cui dispongono.\u00a0<\/LI><br \/>\n<LI>La regione, secondo i dati dell\u2019ultimo rapporto ANCE, qui autorevolmente rappresentata, ha assorbito il 48% del totale delle commesse infrastrutturali delle imprese italiane nel 2011. In campo energetico, i nostri investimenti \u2013 in un continente che possiede un enorme potenziale per lo sfruttamento delle rinnovabili \u2013 fanno da volano all\u2019introduzione delle tecnologie pi\u00f9 avanzate. Quanto alle PMI, l\u2019esperienza delle imprese italiane, radicate sul territorio e principale fonte di occupazione del Paese, pu\u00f2 essere di grandissima utilit\u00e0 per il Sud America, che e&#8217; penalizzata da un basso livello di produttivit\u00e0 delle sue imprese piccole e medie. Vorrei sottolineare, con l\u2019occasione, che la regione Lombardia, partner strategico della Fondazione UE-Lac, ha da tempo avviato iniziative in questo settore; verranno illustrate in occasione della riunione che si terr\u00e0 a Milano l\u201911 gennaio prossimo, dedicata proprio alle PMI come motore comune della crescita in Europa e in Sud America, cui parteciperanno anche i rappresentanti delle pi\u00f9 importanti banche di sviluppo dell\u2019area.\u00a0<\/LI><br \/>\n<LI>Un ulteriore motivo di attrazione per il sistema produttivo italiano \u00e8 il processo di integrazione regionale in corso. Dal 1990 i flussi commerciali interni alla regione sono decuplicati. Con il progredire di questo processo cambieranno in modo significativo i movimenti di merci, capitali e persone, aprendo opportunit\u00e0 senza precedenti per gli investitori esteri.\u00a0<\/LI><br \/>\n<LI>E\u2019 chiaro che le nostre imprese, nel cercare le condizioni ideali per l\u2019investimento e l\u2019integrazione produttiva, guardano soprattutto alle economie che presentano situazioni di complementariet\u00e0 rispetto alla nostra, che offrono un sufficiente grado di apertura e un quadro economico, normativo e regolamentare incoraggiante. I Paesi dell\u2019Alleanza del Pacifico, nata proprio qui a Lima, presentano queste condizioni, oltre ad essere sempre pi\u00f9 integrati tra loro ed offrire, come ulteriore valore aggiunto, una spiccata propensione anche verso i mercati asiatici.\u00a0<\/LI><br \/>\n<LI>Ecco perch\u00e9 siamo qui. Questa visita segue missioni congiunte in Messico, Cile e Colombia, nelle quali la presenza di folte delegazioni imprenditoriali ha testimoniato il grande interesse della nostra comunit\u00e0 d\u2019affari verso la creazione di una partnership economica stabile.\u00a0<\/LI><br \/>\n<LI>Non \u00e8 compito mio spiegare le potenzialita&#8217; del Per\u00f9 \u2013 altri lo faranno ben pi\u00f9 autorevolmente nel corso di questo seminario \u2013 ma \u00e8 chiaro che il vostro Paese rientra perfettamente nel quadro che ho descritto, un quadro che spiega perch\u00e9 l\u2019Italia vuole essere maggiormente presente in quest\u2019area, diplomaticamente e con il suo sistema produttivo: forti tassi di crescita, una stabilit\u00e0 monetaria e finanziaria sostenibile, conti pubblici in ordine, un mercato interessante e in generale una propensione liberista che potr\u00e0 consentire il progressivo superamento delle problematiche ancora riscontrate dalle nostre imprese.\u00a0<\/LI><br \/>\n<LI>Guardiamo con grande interesse al Quadro Macroeconomico Multi-annuale 2012\u20132014, che conferma l\u2019intenzione di sviluppare le condizioni necessarie per dare maggior impulso agli investimenti privati, e al Piano strategico di Esportazioni, che punta molto sull\u2019export di prodotti a maggiore valore aggiunto ed \u00e8 basato sulla riqualificazione industriale e sull&#8217;impiego di moderne tecnologie. Esso pu\u00f2 dunque certamente beneficiare della competenza delle aziende italiane nella produzione di impianti e macchinari avanzati per usi industriali.\u00a0<\/LI><br \/>\n<LI>L\u2019entrata in vigore del Trattato di Libero Commercio Per\u00f9-UE costituir\u00e0 uno strumento di ulteriore stimolo per i nostri rapporti commerciali. Lo scorso anno l\u2019Italia \u00e8 stata il 10\u00b0Paese acquirente e il 14\u00b0 fornitore, con un volume di scambi blaterale di 1,37 miliardi di euro. E\u2019 una buona base, ma possiamo fare di meglio, per non parlare degli investimenti. Siamo gi\u00e0 presenti in Per\u00f9 con i grandi gruppi, molti dei quali presenti oggi, ma puntiamo a una presenza molto pi\u00f9 capillare.\u00a0<\/LI><br \/>\n<LI>Nel ringraziare i collegi peruviani per l\u2019organizzazione di questo incontro, e salutando in particolare il Ministro del commercio estero, formulo a tutti voi gli auguri di buon lavoro. <\/LI><\/UL><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Questa visita in Per\u00f9 completa un ciclo di missioni in America Latina che nell\u2019arco dei dodici mesi ha interessato l\u2019Argentina, il Brasile, la Colombia, il Messico e il Cile. 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