{"id":22692,"date":"2012-08-03T11:32:46","date_gmt":"2012-08-03T09:32:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/08\/20120803_interventoterzi-2\/"},"modified":"2012-08-03T11:32:46","modified_gmt":"2012-08-03T09:32:46","slug":"20120803_interventoterzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2012\/08\/20120803_interventoterzi\/","title":{"rendered":"Speech detail"},"content":{"rendered":"<p><P><EM>(valid only the actual speech delivered)<\/EM><\/P><br \/>\n<P>Signora Vice Presidente del Senato, Sen. Emma Bonino,<\/P><br \/>\n<P>Segretario del Partito radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Demba Traor\u00e9,<\/P><br \/>\n<P>Presidente di Nessuno tocchi Caino, On.le Marco Pannella,<\/P><br \/>\n<P>Segretario di Nessuno tocchi Caino, On.le Sergio D\u2019Elia,<\/P><br \/>\n<P>Onorevole Elisabetta Zamparutti,<\/P><br \/>\n<P>ho accolto con piacere il vostro invito a partecipare alla presentazione del rapporto 2012 di Nessuno tocchi Caino. La promozione della campagna internazionale per l\u2019abolizione della pena di morte, o perlomeno, per la sua moratoria \u00e8 uno dei temi centrali e tratti qualificanti della politica estera italiana. Il ruolo di traino dell\u2019Italia per l\u2019avanzamento di questo principio di civilt\u00e0 \u00e8 riconosciuto a livello globale. In questa delicata materia non siamo disposti a fare sconti al realismo. E siamo apprezzati per esprimere sempre le nostre posizioni con chiarezza e fermezza, anche ai nostri pi\u00f9 solidi alleati. <\/P><br \/>\n<P>In questa missione di modernit\u00e0 facciamo leva sulla piena convergenza di sforzi e sensibilit\u00e0 del Governo, del Parlamento e della societ\u00e0 civile italiana. Ringrazio molto Nessuno tocchi Caino e il partito Radicale Nonviolento per il loro continuo e intenso impegno. Sono fondamentali le vostre iniziative, come quella organizzata l\u2019anno scorso a Kigali da Nessuno tocchi Caino: la <STRONG>Conferenza Regionale<\/STRONG> per l\u2019abolizione e\/o la moratoria della pena di morte, alla quale hanno partecipato numerosi ministri, parlamentari ed esponenti della societ\u00e0 civile. Siamo pienamente coinvolti per dare seguiti concreti alla Conferenza. Il Ministero degli Esteri sta collaborando con Nessuno tocchi Caino per sensibilizzare alla moratoria i Governi di alcuni Paesi africani (Ciad, Repubblica Centroafricana, Swaziland, Zimbabwe).<\/P><br \/>\n<P>I dati del rapporto 2012 ci incoraggiano ad andare avanti in questa nostra battaglia di civilt\u00e0. Indicano una riduzione significativa delle esecuzioni e confermano la <STRONG>tendenza irreversibile verso l\u2019abolizione <\/STRONG>della pena di morte nel mondo. Sono 155 i Paesi che hanno deciso di abolire per legge o nella pratica la pena di morte. Questa favorevole tendenza consolida i risultati di primaria importanza che abbiamo raggiunto insieme in questi anni.<\/P><br \/>\n<P><I>In primis<\/I>, le <STRONG>tre Risoluzioni <\/STRONG>sulla moratoria della pena di morte<STRONG> adottate dall\u2019Assemblea delle Nazioni Unite. <\/STRONG>Risoluzioni che hanno registrato il costante aumento dei voti favorevoli e la diminuzione di quelli contrari. Dai 104 voti favorevoli nel 2007 si \u00e8 passati ai 106 l\u2019anno successivo sino ai 109 del 2010, con un calo speculare &#8211; da 54 a 41 &#8211; dei voti contrari. Nel negoziato alle Nazioni Unite per l\u2019adozione di una nuova risoluzione a dicembre, sosteniamo un testo capace di aggregare il maggior numero di Stati, con l\u2019obiettivo di un ulteriore aumento dei voti favorevoli e una diminuzione di quelli contrari.<\/P><br \/>\n<P>Un altro indice del successo della nostra azione sono gli <STRONG>elementi nuovi <\/STRONG>contenuti nelle ultime Risoluzioni. Ad esempio, l\u2019invito a rispettare gli standard minimi delle Nazioni Unite, che proibiscono di eseguire condanne a morte nei confronti di <STRONG>minori e disabili mentali<\/STRONG>. Nella nuova proposta di Risoluzione dell\u2019Unione Europea abbiamo chiesto un ulteriore rafforzamento del testo, con l\u2019abrogazione della pena capitale nei confronti dei minori e il divieto di estradizione in Paesi dove vi e&#8217; il rischio di una sua applicazione. E\u2019 inoltre per noi motivo di ulteriore incoraggiamento il fatto che sono aumentati i Paesi sponsor della Risoluzione: dal 2010 sono 90, e speriamo che quest\u2019anno se ne aggiungano altri. <\/P><br \/>\n<P>Un ulteriore risultato, frutto della nostra capacit\u00e0 di lavorare in perfetta sintonia, l\u2019abbiamo ottenuto l\u2019anno scorso, quando il Ministero degli Esteri, Nessuno Tocchi Caino e alcuni parlamentari &#8211; tra i quali l\u2019Onorevole Elisabetta Zamparutti &#8211; sono riusciti a dissuadere una nota societ\u00e0 farmaceutica dal produrre in Italia e esportare negli Stati Uniti un farmaco, il <STRONG>sodio thiopental<\/STRONG>, utilizzabile per le iniezioni letali. L\u2019iniziativa ha rallentato il ritmo delle esecuzioni, costringendo alcuni Stati americani a rinviare l\u2019esecuzione delle sentenze. La Commissione europea ha poi incluso il <STRONG>sodio thiopental<\/STRONG> nella lista di sostanze soggette all\u2019autorizzazione all\u2019esportazione.<\/P><br \/>\n<P>In questi otto mesi, sono personalmente intervenuto pi\u00f9 volte per sensibilizzare i Governi all\u2019abolizione o alla moratoria della pena di morte. L\u2019ho fatto pubblicamente alla ministeriale OSCE di dicembre, chiedendo alle autorit\u00e0 del <STRONG>Belarus<\/STRONG> &#8211; l\u2019unico Paese europeo ad applicare la pena di morte &#8211; di revocare le condanne alla pena capitale per le due persone accusate dell&#8217;attentato a Minsk. Il mio appello e quello dell\u2019Unione Europea non sono riusciti a sospendere la sentenza, che \u00e8 stata purtroppo eseguita; ma abbiamo scosso le coscienze. E ho ribadito l\u2019assurdit\u00e0 di <I>uccidere le persone che hanno ucciso altre persone per dimostrare che le persone non si devono uccidere.<\/I> <\/P><br \/>\n<P>Ho riaffermato altre volte in questi mesi la posizione del nostro Paese contro la pena di morte; ad esempio, per manifestare la nostra netta contrariet\u00e0 alle condanne a morte emesse nei mesi scorsi dalle autorit\u00e0 giudiziarie iraniane nei confronti di quattro blogger. E ho ribadito la nostra posizione in occasione di un recente incontro con i Capi Missione del continente africano accreditati a Roma. Con alcuni partner europei, ho inoltre attirato l\u2019attenzione dell\u2019Alto Rappresentante dell\u2019Unione Europea sulle condanne capitali in Arabia Saudita, Botswana e Singapore. <\/P><br \/>\n<P>Una considerazione a parte meritano le evoluzioni dell\u2019ultimo anno nei Paesi delle primavere arabe. I processi di transizione democratica nella sponda sud del Mediterraneo aprono spazi in cui poter sviluppare la tendenza abolizionista. Occorre per\u00f2 trovare le formule adatte e dosare la pressione, caso per caso, per propiziare l\u2019avvicinamento delle nuove leadership arabe alle posizioni contrarie alla pena di morte. <\/P><br \/>\n<P>Motivo di angoscia e profondo sdegno sono le notizie che arrivano dalla <STRONG>Siria<\/STRONG>. Non solo perch\u00e9 la tragedia ha gi\u00e0 mietuto ventimila vittime, ma anche perch\u00e9 &#8211; come rileva il vostro rapporto &#8211; le esecuzioni capitali sono tenute nascoste e gli stessi familiari non sanno se i loro cari sono morti sotto tortura o giustiziati dal regime.<\/P><br \/>\n<P>In Libia ed Egitto, con l\u2019avvio della transizione democratica \u00e8 possibile nutrire speranze per un futuro abolizionista. Ma forse non nell\u2019immediato. I due Paesi sembrano al momento considerare la pena capitale uno strumento di deterrenza nei confronti della criminalit\u00e0 e un utile argine ai tentativi di destabilizzazione dei movimenti estremisti. Credo che in Libia la decisione sulla moratoria o sull\u2019abolizione della pena di morte potr\u00e0 essere assunta solo dal nuovo governo politico. Mentre in Egitto non si sono finora registrati progressi rispetto a quando il Paese, nel 2010, nell\u2019Esame Periodico Universale (UPR) del Consiglio Diritti Umani, respinse tutte le raccomandazioni per l\u2019adozione di una moratoria delle esecuzioni, la commutazione delle condanne capitali e la riduzione del numero di reati punibili con la pena capitale. Continuer\u00f2 a sollevare il tema negli incontri con i leader dei due Paesi.<\/P><br \/>\n<P>La situazione \u00e8 molto pi\u00f9 incoraggiante in <STRONG>Tunisia <\/STRONG>e in <STRONG>Marocco<\/STRONG>, gi\u00e0 avviati nel percorso abolizionista. In Tunisia si applica dal 1991 la moratoria di fatto. Ho sensibilizzato la nuova leadership tunisina all\u2019esigenza di incardinare nella futura Costituzione l\u2019abolizione della pena di morte. Abbiamo formulato un\u2019esplicita raccomandazione in tal senso anche in occasione dell\u2019ultimo Esame Periodico Universale. La <STRONG>Tunisia<\/STRONG> si \u00e8 riservata di rispondere alla nostra raccomandazione entro la sessione di settembre del Consiglio dei Diritti Umani.<\/P><br \/>\n<P>In <STRONG>Marocco<\/STRONG>, dove la pena di morte \u00e8 ancora prevista per alcuni reati e la nuova Costituzione non l\u2019ha formalmente abolita, \u00e8 in vigore una moratoria di fatto dal 1993. Abbiamo registrato con favore la riunione dell&#8217;Assemblea Generale della <STRONG>Coalizione mondiale contro la pena di morte<\/STRONG> svoltasi a Rabat il mese scorso. Abbiamo in particolare rilevato l\u2019intervento del rappresentante del governo marocchino, che ha affermato che il Marocco \u00e8 sulla via della graduale abolizione della pena di morte. Ci attendiamo molto anche dal Primo Congresso Regionale contro la pena di morte, che si terr\u00e0 in Marocco a ottobre.<\/P><br \/>\n<P>Concludo con un\u2019ultima osservazione. Abbiamo ottenuto in questi anni risultati importanti, ma il traguardo \u00e8 ancora lontano. Sono pi\u00f9 di quaranta i Paesi nel mondo che applicano la pena di morte. Sono ancora tante, troppe, le esecuzioni capitali nel mondo. Finch\u00e9 esister\u00e0 un solo condannato a morte, esister\u00e0 la nostra ferma opposizione a tale pratica. E a quanti sostengono che la pena di morte \u00e8 necessaria per prevenire e reprimere i delitti pi\u00f9 efferati, continueremo a rispondere che non si \u00e8 tanto pi\u00f9 sicuri quanto pi\u00f9 crudele \u00e8 la sanzione. Al contrario, la pena capitale non garantisce alcuna dissuasione dal crimine. <\/P><br \/>\n<P>Questa convinzione forgia il nostro patrimonio giuridico e la nostra identit\u00e0; e trova da secoli autorevoli sostenitori: da Cesare Beccaria alle battaglie di Marco Pannella per la non violenza e in favore della giustizia. Questa tradizione ci spinge a continuare nella nostra azione, consapevoli che non sempre i risultati potranno essere immediati. Ma come scriveva il poeta Costantino Kafavis a proposito della sua contrariet\u00e0 alla pena di morte: \u201cappena se ne presenta l&#8217;occasione, lo dichiaro, non perch\u00e9 creda che per il fatto che lo dico io domani gli Stati la aboliranno, ma perch\u00e9 sono convinto che, parlando, contribuisco alla vittoria della mia opinione. Le mie parole non andranno perdute.\u201d Anche io &#8211; come tutti voi &#8211; sono pronto a cogliere ogni occasione per ribadire le mie ferme convinzioni, i miei profondi valori. Le mie parole sono le vostre, e le mie battaglie, le nostre battaglie, non andranno perdute.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(valid only the actual speech delivered) Signora Vice Presidente del Senato, Sen. 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