{"id":22724,"date":"2012-07-02T13:55:52","date_gmt":"2012-07-02T11:55:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/07\/20120702_dassug20-2\/"},"modified":"2012-07-02T13:55:52","modified_gmt":"2012-07-02T11:55:52","slug":"20120702_dassug20","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2012\/07\/20120702_dassug20\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervento"},"content":{"rendered":"<p><P><I>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/I><\/P><br \/>\n<P>Sono molto lieta di aprire oggi, con un brevissimo intervento, la sessione della Vostra Conferenza dedicata all\u2019esperienza del G-20. Ringrazio la Fondazione economia di Tor Vergata, il professor Paganetto in particolare, per avere costruito negli anni un foro economico cos\u00ec autorevole e interessante. <\/P><br \/>\n<P>Lasciatemi partire da un\u2019osservazione generale. E\u2019 vero che il G-20 \u00e8 diventato una sorta di \u201csteering committee\u201d dell\u2019economia globale ma permane il problema di fondo: il G-20 ha funzionato come \u201ccellula di crisi\u201d nel 2008-2009, non \u00e8 poi riuscito a diventare un vero e proprio \u201cforo di costruzione\u201d di una nuova governance economica globale. Lo spirito cooperativo iniziale si \u00e8 affievolito nel tempo: il risultato \u00e8 che quel processo di \u201crebalancing\u201d di ruoli e responsabilit\u00e0, ormai indispensabile in tutti i principali settori del multilateralismo economico, stenta a decollare.<\/P><br \/>\n<P>Stiamo peraltro attraversando una fase in cui questi due aspetti &#8211; \u201cforo di crisi\u201d e \u201cforo di costruzione\u201d &#8211; si trovano a convivere.. Solo quando ciascuno degli attori principali assumer\u00e0 le proprie responsabilit\u00e0, e solo quando esister\u00e0 una visione comune \u2013 condivisa \u2013 delle \u201ccose da fare\u201d, la governance economica globale avr\u00e0 una chance vera. E riusciremo a completare la transizione verso un assetto del multilateralismo economico che vada oltre \u201cBretton Woods\u201d. Per ora non \u00e8 cos\u00ec.<\/P><br \/>\n<P>Due esempi sono cruciali. Non siamo riusciti a costruire una nuova architettura finanziaria (come ci eravamo ripromessi nel 2009). Esiste un serio rischio di ritorno al protezionismo: naturalmente \u00e8 un fenomeno non cos\u00ec esplicito, \u00e8 un protezionismo \u201ccreeping\u201d (il Doha round \u00e8 di fatto fallito ma esistono accordi bilaterali e regionali), eppure il rischio esiste .E da questo punto di vista, promuovere un accordo di libero scambio Usa-Ue \u2013 tema centrale nella visione italiana \u2013 sarebbe molto rilevante.<\/P><br \/>\n<P>Guardiamo un momento, per capire la situazione del G-20, agli attori essenziali: la ripresa americana \u00e8 fragile e condiziona la campagna elettorale; l\u2019 Europa \u00e8 sul banco degli imputati perch\u00e9 impedisce \u2013 questa la tesi \u2013 la ripresa globale, insistendo sul rigore fiscale a scapito della crescita; i Brics vivono le prime vere difficolt\u00e0 in parte perch\u00e9 la domanda globale \u00e8 in diminuzione in parte per ragioni endogene. La Cina \u00e8 alle prese con quella che potrebbe essere definita la middle income trap, Brasile e India vivono un rallentamento.<\/P><br \/>\n<P>Se la situazione \u00e8 questa, \u00e8 importante che da Los Cabos sia uscito un \u201cAction plan for growth\u201d. Ed \u00e8 particolarmente importante, per l\u2019Italia, il riferimento alla necessit\u00e0 di una maggiore integrazione economica e fiscale che consenta la riduzione degli oneri di finanziamento dei debiti sovrani. Resta il problema di attuare ci\u00f2 che \u00e8 stato solo enunciato. E di attuarlo in modo cooperativo<\/P><br \/>\n<P>Lasciatemi concludere con due osservazioni ulteriori sui risultati di Los Cabos.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Los Cabos \u00e8 stato un Vertice rilevante soprattutto per il messaggio dato all\u2019Europa<\/STRONG>. Dal punto di vista di Obama, dare un messaggio di fiducia all\u2019Europa era una priorit\u00e0 importante, anche di politica interna americana: la mediazione del presidente degli Stati Uniti \u00e8 stata efficace. E ha in effetti impedito che il \u201cfinger pointing\u201d nei confronti dell\u2019Europa diventasse eccessivo. I documenti conclusivi del Vertice (la Dichiarazione finale ed il Los Cabos Action Plan on Growth and Jobs), sono entrambi improntati ad un\u2019unitariet\u00e0 di intenti dei G20 a combattere una crisi il cui epicentro oggi \u00e8 in Europa, ma che ha origini oltre Atlantico, e ripercussioni evidenti nei principali Paesi emergenti. Conta il messaggio di continuit\u00e0 sui temi della \u201cgrowth agenda\u201d, con un bilanciamento fra politiche di consolidamento fiscale e misure per la crescita. Los Cabos \u00e8 stato in questo senso un inizio delle discussioni che ci hanno portato al Consiglio Europeo che inizia oggi a Bruxelles. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Un secondo risultato \u00e8 stato l\u2019annuncio dei contributi dei BRICS all\u2019aumento delle risorse del FMI,<\/STRONG> che ha consentito di sormontare l\u2019obiettivo che nell\u2019aprile scorso i Ministri delle Finanze del G20 si erano prefissi, superando i 456 miliardi a fronte degli oltre 430 previsti inizialmente. \u00c8 stato un traguardo importante, ma che sar\u00e0 concretizzato solo se si combiner\u00e0 al completamento della riforma della governance del Fondo (modifica delle quote, riforma del Board etc).<\/P><br \/>\n<P>In conclusione, nell\u2019affrontare l\u2019agenda globale, va scongiurato il rischio di un \u201cG-Zero\u201d, per usare un\u2019espressione pessimistica ormai in voga: di una mancanza di leadership. <\/P><br \/>\n<P>Gli interessi comuni fra economie avanzate ed emergenti sono numerosi: siamo d\u2019accordo sulla necessit\u00e0 di prevenire nuove crisi economiche, raggiungendo un assetto pi\u00f9 bilanciato fra i diversi \u201cmotori della crescita\u201d. I segnali di allerta del Fondo Monetario su una revisione al ribasso delle stime di crescita dimostrano che il decoupling \u00e8 una illusione. La soluzione dovr\u00e0 essere globale e cooperativa. O non sar\u00e0, per nessuno, una soluzione.<\/P><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Sono molto lieta di aprire oggi, con un brevissimo intervento, la sessione della Vostra Conferenza dedicata all\u2019esperienza del G-20. Ringrazio la Fondazione economia di Tor Vergata, il professor Paganetto in particolare, per avere costruito negli anni un foro economico cos\u00ec autorevole e interessante. Lasciatemi partire da un\u2019osservazione generale. 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