{"id":22760,"date":"2012-05-25T16:39:58","date_gmt":"2012-05-25T14:39:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/05\/20120525_intterafr-2\/"},"modified":"2012-05-25T16:39:58","modified_gmt":"2012-05-25T14:39:58","slug":"20120525_intterafr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2012\/05\/20120525_intterafr\/","title":{"rendered":"Speech by Minister Terzi on the occasion of Africa Day (Italian only)"},"content":{"rendered":"<p><P><EM>(valid only the actual speech delivered)<\/EM><\/P><br \/>\n<P>Signor Presidente,<\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>desidero innanzitutto ringraziare il Signor Presidente della Repubblica per l\u2019alto onore che ci riserva con la sua partecipazione cos\u00ec significativa a questo incontro annuale sull\u2019Africa. <\/P><br \/>\n<P>Rivolgo il mio saluto a tutti i presenti, e in particolare al Vice Presidente del Senato, Senatore Bonino, al Vice Presidente della Camera dei Deputati, Onorevole Buttiglione, al Ministro Riccardi, al Giudice costituzionale Mazzella, ai Sottosegretari Dass\u00f9 e de Mistura, all\u2019Onorevole Boniver, agli Ambasciatori e ai componenti del corpo diplomatico africano accreditati presso il Quirinale. <\/P><br \/>\n<P>Vorrei cogliere questa circostanza per riconoscere il lavoro e l\u2019appassionato contributo di quanti operano nell\u2019Istituto Italiano per l\u2019Africa e l\u2019Oriente. L\u2019ISIAO pu\u00f2 e deve rapidamente superare questa complessa fase di riassetto organizzativo e finanziario; deve riprendere in pieno e rilanciare la sua cos\u00ec meritevole attivit\u00e0 di studio, di ricerca e di promozione dei rapporti fra l\u2019Italia e i Paesi dell\u2019Africa e dell\u2019Oriente.<\/P><br \/>\n<P>Signor Presidente,<\/P><br \/>\n<P>ricorre oggi il 49\u00b0 anniversario della nascita dell\u2019Organizzazione dell\u2019Unit\u00e0 Africana. Dieci anni orsono, la creazione dell\u2019Unione Africana ha fornito all\u2019intero continente una solida cornice per avviare un percorso lungamente auspicato di integrazione politica ed economica, basato su principi condivisi. Anche grazie a questa scelta, l\u2019Africa ha rapidamente accresciuto il proprio ruolo nella governance globale. Ne \u00e8 la prova la sua partecipazione al G20 e al segmento New Alliance del G8.<\/P><br \/>\n<P>La sicurezza e la prosperit\u00e0 del continente europeo non possono prescindere dalla cooperazione con quello africano. Per condurre un\u2019efficace lotta al terrorismo, ai cambiamenti climatici, alla pirateria, alla criminalit\u00e0 organizzata, nonch\u00e8 per riformare l\u2019architettura globale e in particolare quella delle Nazioni Unite, l\u2019Africa \u00e8 un \u201cpartner\u201d indispensabile<\/STRONG>. <\/STRONG>Nei Paesi del continente africano ricerchiamo e troviamo importanti interazioni per fare avanzare l\u2019agenda dei diritti umani: mi riferisco, ad esempio, alle campagne in cui l\u2019Italia \u00e8 in prima linea per l\u2019abolizione della pena di morte e per combattere la piaga dei bambini soldato e delle mutilazioni genitali femminili. <\/P><br \/>\n<P>L\u2019Africa \u00e8 per noi fonte di grande ottimismo. Guardando alle dinamiche africane, incontrando i leaders politici africani &#8211; democratici, pluralisti e con un alto senso dello Stato -, visitando i Paesi dell\u2019Africa in cui si \u00e8 consolidata l\u2019economia di mercato e crescono le classi medie, si avverte un forte messaggio di fiducia<\/STRONG>. Ecco perch\u00e9 ha colto nel segno il titolo di una recente copertina dell\u2019Economist, che ha definito l\u2019Africa come lo \u201chopeful continent\u201d. L\u2019Africa \u00e8 diventato un continente di opportunit\u00e0<\/STRONG>, un continente nel quale le nostre economie e le nostre societ\u00e0 civili possono interagire in un partenariato paritario e mutualmente vantaggioso. <\/P><br \/>\n<P>I risultati conseguiti dai Paesi africani sono molto promettenti. Sei di loro corrispondono alle dieci economie pi\u00f9 dinamiche al mondo, con tassi di crescita fra il 7,6% e l\u201911%. Nelle mie recenti visite in Etiopia<\/STRONG>, all\u2019Unione Africana<\/STRONG> e in Mozambico<\/STRONG> ho constatato la grande vitalit\u00e0 di iniziative economiche e lo spessore dell\u2019impegno africano alla soluzione dei problemi che ostacolano la pace e la sicurezza regionale. Mi \u00e8 parsa evidente una grande volont\u00e0, sempre pi\u00f9 orientata allo sviluppo di rapporti imperniati su un pieno partenariato, pi\u00f9 che sulla tradizionale cooperazione, che trova in ogni caso l\u2019Italia fra i suoi pi\u00f9 convinti sostenitori dello sviluppo sociale e del raggiungimento degli obiettivi del millennio: in particolare, per quanto riguarda la lotta alla povert\u00e0, la promozione della salute materna e dell\u2019infanzia.<\/P><br \/>\n<P>E\u2019 quindi realistico pensare all\u2019Africa come a una grande area permeabile alle spinte positive della globalizzazione e finalmente partecipe di un processo di sviluppo del pianeta. Un\u2019Africa che possa essere saldamente legata<\/STRONG> all\u2019Europa<\/STRONG> da intensi e paritari scambi economici e commerciali, e non pi\u00f9 solo dalla geografia. E la saldatura pu\u00f2 essere assicurata da quei Paesi, come il nostro, che da sempre guardano al continente africano con sentimenti di naturale simpatia e calorosa apertura. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Come ha osservato il Presidente della Liberia e Premio Nobel, Ellen Johnson Sirleaf:<\/STRONG> We have to first secure the peace, we have to make our nation secure, people must feel safe and confident. <\/I>La pace e la sicurezza sono il prerequisito per soddisfare le esigenze e le aspirazioni dei popoli. <\/P><br \/>\n<P>Ho ravvisato questa profonda consapevolezza nei miei colloqui con la dirigenza dell\u2019Unione Africana e dell\u2019IGAD, che ho incontrato ad Addis Abeba il 3 maggio. Una convinzione testimoniata in concreto dal significativo e crescente contributo delle organizzazioni africane alla soluzione delle crisi regionali. I Paesi africani affrontano queste sfide nel nome di una ownership<\/I> che non \u00e8 responsabilit\u00e0 in solitudine, ma coscienza dei propri mezzi, nel convincimento che la priorit\u00e0 assoluta sia scongiurare l\u2019enorme costo umano e finanziario dei conflitti. <\/I><\/P><br \/>\n<P>Per il Governo italiano la sicurezza dell\u2019Africa \u00e8 fondamentale. E non mi riferisco solo ai Paesi del Nord Africa<\/STRONG>, in favore dei quali non lesiniamo sforzi diretti a consolidarne la stabilit\u00e0 e a favorirne la ripresa economica dopo la primavera araba. Un elemento emerso in tutti gli incontri con i nuovi leaders arabi \u00e9 la forte \u201cdomanda di Italia\u201d. Il successo riscosso dalle visite del Presidente del Consiglio in Libia ed Egitto e la straordinaria risonanza della visita ufficiale che Lei, Signor Presidente, ha svolto in Tunisia il 16 e 17 maggio scorsi hanno coronato una stagione di contatti frequenti e approfonditi con tutti i Paesi dell\u2019Africa mediterranea. Quella Sua, Signor Presidente, \u00e8 stata la prima visita di un Capo di Stato europeo nella nuova Tunisia<\/STRONG>, colta dalle Autorit\u00e0 e dall&#8217;opinione pubblica tunisine come un fondamentale impulso ai valori di democrazia e di libert\u00e0.<\/P><br \/>\n<P>Rivolgiamo attenzione crescente anche al Sahel, un\u2019ampia area, attraversata da forti tensioni. L\u2019Italia \u00e8 impegnata a favorire forme di dialogo, a rafforzare le capacit\u00e0 di controllo del territorio, soprattutto delle frontiere. Un\u2019altra area d\u2019instabilit\u00e0 endemica dove si concentra l\u2019azione italiana \u00e8 il Corno d\u2019Africa<\/STRONG>. Antichi rancori hanno scavato solchi profondi. Da ultimo, le tensioni tra Sudan e Sud Sudan<\/STRONG>. L\u2019Italia fu testimone degli Accordi di Pace nel 2005 e non assiste indifferente all\u2019acuirsi della crisi. Occorre che entrambi i Paesi diano piena attuazione alla risoluzione 2046 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e si affidino con spirito costruttivo alla mediazione dell\u2019Unione Africana. <\/P><br \/>\n<P>La crisi pi\u00f9 drammatica rimane quella somala. Il Governo italiano ribadisce il proprio impegno per la Somalia<\/STRONG>,<\/STRONG> un\u2019intera generazione di giovani al di sotto dei trent\u2019anni non conosce il significato delle parole pace e convivenza civile. Abbiamo sostenuto il processo di transizione nato sotto gli auspici delle Nazioni Unite. Abbiamo contribuito a rafforzare le Istituzioni Federali Transitorie, che il 20 agosto dovranno lasciare il posto a uno Stato somalo con nuovi basi istituzionali e politiche. L\u2019Italia ha un approccio onnicomprensivo: all\u2019aiuto umanitario si accompagnano non solo il sostegno finanziario alle Forze di sicurezza somale e ad AMISOM, ma anche la partecipazione alla Missione di formazione di forze di sicurezza somale, EUTM. Il successo pu\u00f2 essere a portata di mano: l\u2019insorgenza degli Shabaab non \u00e8 pi\u00f9 solo contenuta, \u00e8 ora decisamente respinta. Fra pochi giorni avr\u00e0 luogo la Conferenza di Istanbul. Il 2-3 luglio ospiteremo a Roma la riunione del Gruppo Internazionale di Contatto. Mi aspetto da questi appuntamenti progressi concreti e un impulso decisivo alla fase finale della transizione somala.<\/P><br \/>\n<P>Parlare di Somalia evoca inevitabilmente una delle minacce pi\u00f9 insidiose alla sicurezza internazionale. Mi riferisco alla pirateria<\/STRONG>, che trae origine dalla situazione di anarchia presente lungo ampi tratti delle coste somale. Colpendo le rotte nell\u2019Oceano Indiano, essa tocca non solo tutti i Paesi rivieraschi, ma anche l\u2019intera comunit\u00e0 internazionale. Occorre una risposta forte, coordinata e coesa a livello mondiale. Servono regole marittime certe, universalmente riconosciute e rispettate da tutti i Paesi impegnati in questa difficile sfida. Vorrei ribadire in questa sede il principio fondamentale per tutte le nazioni impegnate nel contrasto alla pirateria: quello della giurisdizione esclusiva dello Stato di bandiera e dell\u2019immunit\u00e0 funzionale dei militari impegnati in operazioni anti pirateria.<\/P><br \/>\n<P>Signor Presidente,<\/P><br \/>\n<P>L\u2019Italia crede che la migliore garanzia per la pace sia lo sviluppo. Per questo sentiamo la responsabilit\u00e0 di contribuire alla crescita economica e sociale dell\u2019Africa. Lo dimostra l\u2019Iniziativa per la Sicurezza Alimentare lanciata nel 2009 all\u2019Aquila dal G8 a presidenza italiana. Abbiamo posto al centro dell\u2019agenda internazionale la sicurezza alimentare. La lungimiranza di questa impostazione \u00e8 stata confermata al G8 di Camp David, dove il Presidente Obama ha lanciato, come seguito dell\u2019Iniziativa dell\u2019Aquila, la \u201cNew Alliance\u201d, focalizzata sulla sicurezza alimentare in Africa.<\/P><br \/>\n<P>Anche all\u2019interno dell\u2019Unione Europea<\/STRONG>, l\u2019Italia sostiene un approccio globale, che abbandoni la logica donatore-beneficiario. Il Quadro finanziario pluriennale 2014-2020 allocher\u00e0 pi\u00f9 di 70 miliardi di euro all\u2019azione esterna della UE. L\u2019Italia insiste per la creazione di uno specifico Programma Panafricano, che dovr\u00e0 finanziare attivit\u00e0 a dimensione regionale, continentale e globale per l\u2019Africa. <\/P><br \/>\n<P>Desidero sottolineare la logica di fondo dell\u2019azione italiana. Non solo assistenza, ma volont\u00e0 di costruire una convergenza profonda di valori<\/STRONG>. Nel rispetto delle diversit\u00e0 culturali, l\u2019Italia crede che possa esserci libert\u00e0 dal bisogno solo garantendo l\u2019universalit\u00e0 dei diritti. I diritti umani<\/STRONG> sono per noi tema irrinunciabile. La libert\u00e0 di religione \u00e8 oggi motivo di preoccupazione. Numerosi e gravi episodi di violenza settaria hanno colpito minoranze religiose, prevalentemente cristiane, in varie regioni dell&#8217;Africa. Condanniamo questi episodi efferati. E sosteniamo il dialogo interculturale ed interreligioso, senza il quale una pace vera e duratura non \u00e8 possibile.<\/P><br \/>\n<P>Signor Presidente, Signori Ambasciatori,<\/P><br \/>\n<P>Nelson Mandela, rivolgendosi nel 1998 ai leaders africani riuniti nell\u2019Organizzazione dell\u2019Unit\u00e0 Africana, disse: Vi diamo la responsabilit\u00e0 di condurre i nostri popoli e l\u2019intero continente nel nuovo mondo del prossimo secolo \u2013 che deve essere un secolo africano \u2013 durante il quale tutto il nostro popolo sar\u00e0 liberato dall\u2019amarezza nata dalla marginalizzazione e dal degrado del nostro fiero continente africano. <\/I>Gli sviluppi degli ultimi anni stanno dimostrando quanto profetiche fossero quelle parole. Questo \u00e8 il secolo africano. <\/P><br \/>\n<P>Grazie.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(valid only the actual speech delivered) Signor Presidente, Signore e Signori, desidero innanzitutto ringraziare il Signor Presidente della Repubblica per l\u2019alto onore che ci riserva con la sua partecipazione cos\u00ec significativa a questo incontro annuale sull\u2019Africa. 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