{"id":22781,"date":"2012-04-19T07:42:57","date_gmt":"2012-04-19T05:42:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/04\/20120419_interventodassu_convegno-2\/"},"modified":"2012-04-19T07:42:57","modified_gmt":"2012-04-19T05:42:57","slug":"20120419_interventodassu_convegno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2012\/04\/20120419_interventodassu_convegno\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervento"},"content":{"rendered":"<p><P>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/P><br \/>\n<P>Signor Presidente della Repubblica,<\/P><br \/>\n<P>Signor Presidente del Senato della Repubblica, <\/P><br \/>\n<P>Signor Segretario Generale della Lega Araba, <\/P><br \/>\n<P>Signor Presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo<\/P><br \/>\n<P>Signor Presidente Emerito della Repubblica Libanese<\/P><br \/>\n<P>Signor Presidente della Fondazione Alcide De Gasperi, <\/P><br \/>\n<P>Senatori e Onorevoli,<\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>Desidero innanzi tutto ringraziare, a nome del Min. Terzi che purtroppo ha dovuto rinunciare per impegni non previsti e non rinviabili, per l\u2019invito a questo colloquio. Il tema della stabilit\u00e0 nei paesi del Mediterraneo ha una rilevanza fondamentale per la politica europea. Ed \u00e8 interessante che ne discutano insieme Italia e Germania. Negli ultimi due anni abbiamo affrontato e discusso soprattutto la crisi dell\u2019euro-zona. E siamo riusciti, anche grazie alla cooperazione fra Italia e Germania, a mettere sul tavolo una riforma importante della governance economica europea, con il fiscal compact e il meccanismo di stabilit\u00e0 finanziaria. Ne stiamo discutendo proprio in questi giorni in Senato. La concentrazione sulla crisi dell\u2019euro-zona era naturalmente inevitabile. Ci si pu\u00f2 chiedere tuttavia se la sua gestione non sia stata troppo lenta, non solo dal punto di vista economico ma anche perch\u00e9 attorno all\u2019Europa stava cominciando quella che abbiamo inizialmente e un po\u2019 superficialmente definito Arab Spring e che sarebbe forse meglio definire il grande risveglio arabo, the Arab Awakening. Dai moti di Tunisia in poi, nel dicembre del 2010, dal sacrificio per la dignit\u00e0 di uno e poi di tanti giovani della regione, l\u2019apparente immobilit\u00e0 dei regimi arabi \u00e8 stata scossa profondamente. Tutto ci\u00f2 ha conseguenze economiche, sociali e geopolitiche con cui anche l\u2019Europa si trover\u00e0 a fare i conti nei prossimi decenni. E sottolineo cos\u00ec i miei due punti di partenza: l\u2019Europa deve riuscire ad affrontare insieme non solo le proprie crisi interne ma anche le sfide esterne.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019introversione \u00e8 un lusso che non possiamo pi\u00f9 permetterci. In particolare verso una regione, il Mediterraneo, che unisce in ogni caso le due sponde, nel bene e nel male- attraverso un circolo vizioso di conflitti, squilibri migratori, squilibri di sviluppo. Per ragioni demografiche, energetiche, il Mediterraneo tender\u00e0 comunque a saldare i destini delle due sponde.<\/P><br \/>\n<P>Secondo punto di partenza: quando usiamo la parola stabilit\u00e0 dobbiamo fare attenzione. Per troppo tempo gli europei hanno sacrificato molti principi, troppi, sull\u2019altare di una presunta stabilit\u00e0. L\u2019unica stabilit\u00e0 possibile, in effetti, \u00e8 quella che riconosce la dignit\u00e0 e i diritti delle nuove generazioni arabe, dei giovani e delle donne. Questa \u00e8 la stabilit\u00e0 a cui aspirare.<\/P><br \/>\n<P>\u2026\u2026\u2026.<\/P><br \/>\n<P>Oggi, a un anno dalle rivoluzioni arabe, la situazione sembra pi\u00f9 difficile, pi\u00f9 preoccupante, pi\u00f9 travagliata di quanto avessimo sperato: la crisi profonda della Siria \u00e8 il simbolo di una transizione difficile. Su un piano diverso, la complicata evoluzione politica interna dell\u2019Egitto, attore regionale chiave, o della Libia del dopo-guerra, indicano l\u2019esistenza di tensioni non risolte. Questo, tuttavia, non deve farci perdere di vista la lezione della storia, il dato strutturale, di lunga durata, come direbbe Braudel. Nel Mediterraneo il dato strutturale, \u201cdi lunga durata\u201d, \u00e8 sicuramente quello dello scambio pacifico, dell\u2019interrelazione mutualmente vantaggiosa. Europa e Mediterraneo devono trovare un nuovo equilibrio, nel rispetto delle differenze, anche religiose.<\/P><br \/>\n<P>Si misurer\u00e0 anche su questo il futuro del rapporto fra le due sponde.<\/P><br \/>\n<P>\u2026.<\/P><br \/>\n<P>Le rivoluzioni arabe del 2011 hanno portato al centro della politica europea verso il Mediterraneo, dopo decenni di realpolitik, democrazia, sviluppo e diritti umani. La lista delle challenging issues \u00e8 conosciuta ormai: dalla governance, al futuro dell\u2019Islam politico, alle questioni economiche e sociali. Non \u00e8 una lista semplice, per essere onesta. Secondo l\u2019ultimo rapporto OCSE sulla \u201cArab World Competitiveness\u201d, la regione avr\u00e0 bisogno di creare 25 milioni di posti di lavoro nel prossimo decennio solo per tenere la disoccupazione ai livelli attuali, superiori al 10%. <\/P><br \/>\n<P>E arrivo cos\u00ec al mio terzo punto: se guardiamo alle sfide mediterranee dal punto di vista economico e sociale, la crescita \u00e8 un problema chiave per l\u2019intera regione mediterranea, inclusa la parte Sud dell\u2019Europa. Questo dato, lo dicevo all\u2019inizio, riduce gli strumenti di intervento esterni dell\u2019Europa (torner\u00f2 poi sul problema del bilancio per la politica di Vicinato) ma al tempo stesso impone di avere idee nuove. Ad esempio, il segretario della Lega Araba, che oggi \u00e8 qui con noi e che saluto, ha sottolineato di recente l\u2019importanza dell\u2019integrazione economica regionale, non solo fra Europa e Mediterraneo ma tra gli stessi paesi arabi.<\/P><br \/>\n<P>E\u2019 indispensabile, io credo, un\u2019Agenda di riforme per le economie arabe, fondate sull\u2019apertura commerciale e sull\u2019aumento degli investimenti. Questo \u00e8 stato un punto essenziale sottolineato dal Presidente del Consiglio, Mario Monti, nel suo recente viaggio in Egitto.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019Italia si muove in questa linea. Grazie anche all\u2019impulso del nostro paese, sono in preparazione nuovi Piani d\u2019Azione della UE (per ora con Tunisia e Marocco), volti a consolidare i \u201cPartenariati privilegiati\u201d. Amministrazioni pi\u00f9 efficienti, libert\u00e0 di impresa, di sicurezza sul lavoro, protezione della propriet\u00e0 intellettuale sono tutte aree di collaborazione. L\u2019Italia sta insistendo per impostare rapidamente i negoziati per accordi di libero scambio (DCFTA) con Tunisia, Marocco, Egitto e Giordania. E\u2019 a favore di un dialogo pi\u00f9 strutturato su migrazione, mobilit\u00e0 e sicurezza, da ricondurre anch\u2019esso all\u2019interno dei partenariati. L\u2019Europa deve mirare a un piano d\u2019azione pi\u00f9 ambizioso nel Mediterraneo. Quanto realizzato fin\u2019ora \u00e8 importante ma non sufficiente rispetto alla vastit\u00e0 dei cambiamenti in corso. <\/P><br \/>\n<P>E, in effetti, il Consiglio Europeo ha incaricato la Commissione e il SEAE di preparare entro l\u2019anno una road map per i rapporti con i partner del Mediterraneo, che inquadri organicamente l\u2019insieme delle iniziative e che guidi la politica europea nel Vicinato Meridionale. <\/P><br \/>\n<P>L\u2019Europa deve superare definitivamente l\u2019attuale frammentazione degli interventi, determinata spesso da \u201cagende nazionali\u201d. Occorre un\u2019iniziativa di maggiore respiro, attraverso un approccio integrato tra Istituzioni Finanziarie Internazionali, Commissione Europea (tramite ENPI e NIF), Unione per il Mediterraneo, BERS, BEI, cooperazioni nazionali. <\/P><br \/>\n<P>Di non minore rilevanza per i nostri interessi \u00e8 la discussione sulle risorse. Al Vicinato meridionale devono andare finanziamenti adeguati. Sotto questo profilo \u00e8 di grande rilevanza il negoziato sul quadro finanziario pluriennale 2014-2020. La Commissione Europea ha proposto 18 miliardi in 7 anni \u2013 si tratta di una base minima &#8211; da destinare in gran parte (almeno i due terzi) ai partner della riva sud del Mediterraneo. E\u2019 un obiettivo su cui l\u2019Italia si sta battendo insieme a Francia e Spagna.<\/P><br \/>\n<P>Vengo cos\u00ec al mio ultimo punto, sulle dinamiche politiche e geopolitiche. Esistono, insieme all\u2019appoggio per i cambiamenti in atto, preoccupazioni rilevanti: la crisi della Siria,a un anno dall\u2019inizio di un ciclo drammatico di proteste e repressione, \u00e8 affidata, per la sua soluzione ai fragili spazi del Piano Annan, con i rischi di cui potr\u00e0 parlarci il Presidente emerito del Libano. Esistono in Europa altre fonti di preoccupazione. Sia per la sorte delle comunit\u00e0 cristiane (\u00e8 il caso della minoranza copta in Egitto) sia per i diritti delle donne: protagoniste delle rivoluzioni arabe, rischiano in certi casi di diventarne le vittime. <\/P><br \/>\n<P>In breve: non \u00e8 facile, e forse non aiuta, essere superficialmente ottimisti sulla fase attuale della transizione. Ma non per le ragioni che spesso si dicono, legate a un\u2019automatica diffidenza verso l\u2019Islam politico, si pensi al modello turco. Contano, piuttosto, altri fattori, tra cui il rimescolamento di equilibri geopolitici che non si sono ancora assestati. Guardiamo, ad esempio, alla crescita del ruolo regionale di Arabia Saudita e Qatar, che si proietta sulle dinamiche della crisi siriana, che tocca la Giordania e si proietta ai confini della Turchia. Guardiamo agli spostamenti della politica estera egiziana, alle difficolt\u00e0 di Israele e dei territori palestinesi, al ruolo in ascesa di Ankara, al grande divide tra Sunniti e Sciiti, che \u00e8 parte della rivalit\u00e0 tra Ryiad e Teheran, alle difficolt\u00e0 della Libia del dopo-guerra. <\/P><br \/>\n<P>Ecco, se guardiamo a queste dinamiche, un dato sembra abbastanza chiaro. Per la prima volta da decenni, l\u2019influenza degli attori esterni, Stati Uniti inclusi, \u00e8 in decisa diminuzione, mentre aumenta il peso degli attori nella regione, inclusa la Lega Araba. Se questo dato \u00e8 vero, e io credo lo sia, uno dei problemi dell\u2019Europa \u00e8 di concepire modalit\u00e0 di intervento che le permettano di costruire dei partner iati veri, fondati sulla ownership degli attori locali.<\/P><br \/>\n<P>Il declino dell\u2019influenza occidentale, in altri termini, non deve diventare una giustificazione per l\u2019inazione. Deve spingere a concepire una vera interazione. Quella che l\u2019Italia, sia sul piano bilaterale che come parte dell\u2019Ue, intende appunto costruire.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Signor Presidente della Repubblica, Signor Presidente del Senato della Repubblica, Signor Segretario Generale della Lega Araba, Signor Presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo Signor Presidente Emerito della Repubblica Libanese Signor Presidente della Fondazione Alcide De Gasperi, Senatori e Onorevoli, Signore e Signori, Desidero innanzi tutto ringraziare, [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[9,6,399],"class_list":["post-22781","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","tag-europa","tag-mediterraneo-e-medio-oriente","tag-vice-ministri-e-sottosegretari-precedenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22781","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22781"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22781\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22781"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22781"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22781"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}