{"id":22836,"date":"2012-02-17T08:59:05","date_gmt":"2012-02-17T07:59:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/02\/20120217_interventoministro_africadonne-2\/"},"modified":"2012-02-17T08:59:05","modified_gmt":"2012-02-17T07:59:05","slug":"20120217_interventoministro_africadonne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2012\/02\/20120217_interventoministro_africadonne\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervento"},"content":{"rendered":"<p><P><EM>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/EM><\/P><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><br \/>\n<P>Onorevole Presidente della Camera dei Deputati,<\/P><br \/>\n<P>Onorevole Presidente della Commissione Giustizia,<\/P><br \/>\n<P>Onorevoli e Senatori,<\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>Desidero innanzi tutto ringraziare il Presidente Fini e la Presidente Bongiorno per l\u2019invito a partecipare a questo convegno, cos\u00ec ricco di spunti di riflessione.<\/P><br \/>\n<P>E\u2019 difficile aggiungere ulteriori commenti a quelle degli autorevoli oratori che mi hanno preceduto. Prover\u00f2 tuttavia a presentare alcune considerazioni, tratte dalla mia esperienza personale e dal mio lavoro quotidiano.<\/P><br \/>\n<P>Vorrei innanzi tutto esprimere la grande soddisfazione con la quale ho accolto il conferimento del Premio Nobel per la Pace alla Signora Ellen Johson Sirleaf, Presidente della Repubblica di Liberia, alla sua connazionale Leymah Gbowee ed alla yemenita Tawakkel Karman. Come sapete, il Ministero degli Affari Esteri aveva sostenuto attivamente la campagna per il conferimento del Premio Nobel per la Pace alle donne africane. Il riconoscimento a queste tre donne straordinarie \u00e8 il coronamento di un\u2019intuizione, che si inserisce in un\u2019azione a tutto campo dell\u2019Italia in favore della promozione del ruolo della donna.<\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>Sono stato molto colpito dalle parole Tawakkol Karman, che ho incontrato qualche giorno fa in occasione della sua visita in Italia: \u201cle donne devono smettere di sentirsi parte del problema e diventare parte della soluzione\u201d. Non si potrebbe esprimere in maniera pi\u00f9 efficace il senso profondo dell\u2019azione che la diplomazia italiana persegue con coerenza e convinzione a favore della promozione del ruolo delle donne, soprattutto in Africa. <\/P><br \/>\n<P>Quando si parla di donne africane, non si possono trascurare le ripercussioni che su di esse hanno le situazioni di crisi e di conflitto. L\u2019Italia \u00e8 in prima linea in questo campo. Ha attivamente sostenuto la Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su \u201cDonne, pace e sicurezza\u201d, dedicata all\u2019impatto della guerra sulla condizione delle donne e al contributo delle donne nella risoluzione dei conflitti e per una pace giusta e durevole. <\/P><br \/>\n<P>Abbiamo concorso attivamente all\u2019adozione di tre ulteriori risoluzioni del 2008 e 2009 (le n. 1820, 1888 e 1889). Le prime due riconoscono per la prima volta il nesso tra sicurezza internazionale e contrasto all\u2019uso della violenza sessuale come strumento di guerra. La risoluzione 1889 riconosce che \u201cle donne sono la soluzione\u201d: essa invita gli Stati a sostenere la <I>leadership<\/I> femminile nelle azioni per la risoluzione dei conflitti e per la ricostruzione post-conflitto.<\/P><br \/>\n<P>Con l\u2019attivo coinvolgimento della societ\u00e0 civile, l\u2019Italia si \u00e8 dotata di un Piano Nazionale triennale per assicurare i seguiti delle risoluzioni delle Nazioni Unite. Tra le azioni concrete previste, l\u2019aumento del numero delle donne nei contingenti di pace delle nostre Forze Armate, il rafforzamento della partecipazione delle donne ai processi di pace, la protezione dei diritti delle donne nelle situazioni di conflitto o post-conflitto, la lotta contro il fenomeno raccapricciante delle bambine e dei bambini soldato. La Commissione Nazionale Indipendente per i diritti umani, la cui istituzione \u00e8 attualmente all\u2019esame del Parlamento, sar\u00e0 uno strumento essenziale anche per intensificare le nostre azioni a tutela e promozione della donna.<\/P><br \/>\n<P>Vorrei inoltre evidenziare l\u2019azione dell\u2019Italia nella lotta contro le mutilazioni genitali femminili. Da tempo, la Farnesina sostiene la campagna per l\u2019adozione di una risoluzione dell\u2019Assemblea delle Nazioni Unite per mettere al bando una pratica cos\u00ec grave, che offende profondamente la dignit\u00e0 della persona. E\u2019 un\u2019iniziativa che travalica i suoi obiettivi di carattere sanitario. Nel rispetto delle specificit\u00e0 giuridiche e religiose dei vari popoli, la risoluzione mira a riaffermare il rispetto di uno dei diritti umani pi\u00f9 basilari, il diritto fondamentale all&#8217;integrit\u00e0 fisica. E\u2019 una battaglia che deve essere vinta e che lo sar\u00e0. E\u2019 soltanto una questione di tempi, che auspichiamo possano essere i pi\u00f9 brevi possibili, grazie anche al sostegno dell\u2019Unione Africana.<\/P><br \/>\n<P>Su un piano ancora pi\u00f9 concreto, le politiche di cooperazione allo sviluppo attuate dall\u2019Italia pongono da sempre l\u2019<I>empowerment<\/I> femminile come una priorit\u00e0 essenziale. L\u2019Italia sostiene inoltre le azioni delle organizzazioni internazionali che tutelano la dignit\u00e0 della donna e ne promuovono il ruolo nella societ\u00e0, nell\u2019economia e nella politica. L\u2019Africa &#8211; e in particolare l\u2019Africa occidentale &#8211; \u00e8 la regione del mondo in cui si concentra la maggior parte di programmi di promozione della donna sostenuti dall\u2019Italia (con un investimento di almeno 30 milioni di euro negli ultimi 3 anni). Per dare il senso di quello che facciamo, cito, a titolo di esempio, le azioni per la salute della famiglia, in particolare delle donne e dei bambini nelle situazioni di conflitto e di post-conflitto. I diritti della donna debbono essere affermati non solo nell\u2019ambito familiare, ma soprattutto nell\u2019ambito economico e sociale. L\u2019Italia promuove per esempio l\u2019imprenditorialit\u00e0 femminile nei Paesi in via di sviluppo (ed in particolare in quelli africani), attraverso articolati programmi di microcredito e di appoggio allo sviluppo delle piccole e medie imprese.<\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>vorrei concludere con un omaggio sentito all\u2019opera di una donna straordinaria come la Signora Johnson Sirleaf. Prima donna ad essere eletta Presidente di uno Stato africano, ha saputo affermarsi come una leader politica autorevole e rispettata. Ho ancora sotto gli occhi le immagini terribili della guerra civile che ha a lungo insanguinato la Liberia e che ha causato nelle donne ferite ancora pi\u00f9 profonde di quelle inferte ad un Paese gi\u00e0 martoriato dalla violenza. Negli ultimi anni, i progressi della Liberia sono stati evidenti, in tutti i campi: dalla crescita economica al costante progresso nelle classifiche internazionali in materia di lotta alla corruzione ed alle diseguaglianze. Per questi eccezionali risultati, il mondo intero \u00e8 debitore alla Presidente Johnson Sirleaf.<\/P><br \/>\n<P>La scelta di investire nelle donne non \u00e8 una moda occasionale n\u00e9 risponde solo ad un afflato di giustizia, che pure \u00e8 importante coltivare. E\u2019 anche un preciso interesse del nostro Paese e dell\u2019intera comunit\u00e0 internazionale. Come ho personalmente &#8211; e pi\u00f9 volte &#8211; sottolineato, la promozione del ruolo della donna nella societ\u00e0, nell\u2019economia e nella politica, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, \u00e8 un mezzo insostituibile per perseguire la pace e la stabilit\u00e0 internazionali. Un mondo senza squilibri tra donne e uomini, oltre ad essere pi\u00f9 giusto, \u00e8 anche un luogo pi\u00f9 sicuro. Dove prevalgono i valori della convivenza civile e della tolleranza, la pace non \u00e8 lontana. <\/P><br \/>\n<P>Grazie.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) \u00a0 Onorevole Presidente della Camera dei Deputati, Onorevole Presidente della Commissione Giustizia, Onorevoli e Senatori, Signore e Signori, Desidero innanzi tutto ringraziare il Presidente Fini e la Presidente Bongiorno per l\u2019invito a partecipare a questo convegno, cos\u00ec ricco di spunti di riflessione. 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