{"id":23304,"date":"2017-06-07T10:05:10","date_gmt":"2017-06-07T08:05:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/06\/giro-la-sfida-italiana-non-sbagliare\/"},"modified":"2017-06-07T10:05:10","modified_gmt":"2017-06-07T08:05:10","slug":"giro-la-sfida-italiana-non-sbagliare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2017\/06\/giro-la-sfida-italiana-non-sbagliare\/","title":{"rendered":"Giro: \u00abLa sfida italiana: non sbagliare con i figli e i nipoti degli immigrati\u00bb (Il Secolo XIX)"},"content":{"rendered":"<p>\u00abSIAMO SPAVENTATI, ma saremo anche in grado di prendere le contromisure adeguate. Il terrorismo in Europa non \u00e8 un fatto nuovo: gli attentati sono iniziati dagli anni Ottanta, nel 2005 c&#8217;\u00e8 stata la strage nella metropolitana di Londra. Ogni volta che c&#8217;\u00e8 una crisi nel mondo, l&#8217;effetto si riverbera con questi attacchi\u00bb. \u00c8 l&#8217;analisi di Mario Giro<strong>,<\/strong> viceministro agli Esteri e grande conoscitore di queste dinamiche, autore del libro \u201cNoi terroristi, storie vere dal Nordafrica a Charlie Hebdo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>All&#8217;inizio le critiche sono piovute sul Belgio, poi ci si \u00e8 accorti che anche altri Paesi europei avevano problemi con le comunit\u00e0 islamiche. <\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 cos\u00ec e le critiche al Belgio sono state assolutamente ingenerose. Il problema \u00e8 comune a molta parte dell&#8217;Europa, l\u00e0 dove si sono creati ghetti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;effetto Londonistan&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, dove nel tempo si sono create delle vere e proprie enclave islamiche, allora si sono creati i presupporti di ampie porzioni di territorio dove non c&#8217;\u00e8 alcun senso di cittadinanza e possono rappresentare una copertura, un ambiente protetto per i fanatici e gli integralisti. \u00c8 la stessa dinamica della mafia di casa nostra\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quindi, in qualche modo, noi conosciamo il perimetro del problema.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, quelle di aree che sono fuori dal controllo dello Stato e in cui vige l&#8217;omert\u00e0, che copre la legge della violenza e della prevaricazione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In Italia, nei confronti delle comunit\u00e0 islamiche, fino a oggi non \u00e8 stato compiuto lo stesso errore. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, anche grazie alle dinamiche temporali. In Francia gli algerini sono iniziati ad arrivare negli anni Venti, da noi i primi immigrati negli anni Ottanta. Sessant&#8217;anni hanno fatto la differenza, ora tocca a noi non sbagliare con le seconde e le terze generazioni. Ed evitare assolutamente che si creino anche qui ghetti e banlieue\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le possibili reazioni contro il terrorismo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNoi scontiamo un grave errore di analisi. C&#8217;\u00e8 la sinistra per cui le radici del terrorismo stanno nella povert\u00e0, nell&#8217;emarginazione, nella mancata integrazione. Per la destra \u00e8 tutta colpa dell&#8217;Islam e dell&#8217;immigrazione. Sono sbagliate entrambe, il fenomeno \u00e8 molto pi\u00f9 complesso. E&#8217; in atto una sfida tutta interna all&#8217;Islam, quelle forze vogliono che ce ne andiamo dal Medio Oriente per avere poi il controllo su un miliardo e mezzo di musulmani\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E usano i radicalizzati&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, usano la propaganda contro l&#8217;Occidente nelle fasce di popolazione dov&#8217;\u00e8 pi\u00f9 facile attecchisca e poi le utilizzano, le dirigono per i loro scopi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il fenomeno dell&#8217;immigrazione in Italia ha come contraltare le polemiche sull&#8217;accoglienza. Proprio ieri un&#8217;inchiesta pubblicata dal Secolo XIX ha evidenziato le distorsioni dell&#8217;affidamento di questa partita a enti e associazioni non qualificate.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono assolutamente d&#8217;accordo. Ci sentiamo chiedere da alcuni: perch\u00e9 avete affidato l&#8217;accoglienza al Terzo settore? Ebbene: non \u00e8 esatto. L&#8217;accoglienza \u00e8 solo in parte nelle mani del Terzo settore, cio\u00e8 di associazioni che da sempre si occupano di disabili, di disagio, di persone in difficolt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 chi vuoi realizzare affari. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abEsatto. Troppe le cooperative o le associazioni spuntate solo per business, che facevano tutt&#8217;altro ma hanno fiutato l&#8217;occasione. Non hanno le caratteristiche giuste. Cos\u00ec i migranti, alla fine, si trovano sul marciapiede per fare la questua invece di fare le attivit\u00e0 che dovrebbero: corsi di italiano, apprendere un mestiere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Non possono per\u00f2 per legge essere obbligati&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, ma proprio per questo serve personale che li sappia coinvolgere e magari un po&#8217; &#8220;costringere&#8221;. Dobbiamo comprendere che ci si deve rivolgere solo al Terzo settore, quello autentico, senza fini di lucro e con tanta specializzazione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel quartiere genovese di Coronata c&#8217;\u00e8 un centro di questo tipo, che lei ha visitato nei giorni scorsi, eppure si \u00e8 scatenata una protesta dei migranti che rifiutavano le attivit\u00e0 ufficiali. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, ci sono stato. E&#8217; stata una ribellione non spontanea di alcune persone che sono state strumentalizzate dagli anarco-insurrezionalisti locali e da chi voleva usarle per spacciare. Non sopportavano il controllo. Tutto \u00e8 gi\u00e0 rientrato e sono state la capacit\u00e0 e l&#8217;esperienza di un centro di questo genere ad affrontare e risolvere rapidamente questa crisi\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abSIAMO SPAVENTATI, ma saremo anche in grado di prendere le contromisure adeguate. 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