{"id":23403,"date":"2016-09-21T09:23:27","date_gmt":"2016-09-21T07:23:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/09\/giro-se-l-unione-europea-e-in-crisi\/"},"modified":"2016-09-21T09:23:27","modified_gmt":"2016-09-21T07:23:27","slug":"giro-se-l-unione-europea-e-in-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/09\/giro-se-l-unione-europea-e-in-crisi\/","title":{"rendered":"Giro &#8211; \u00abSe l`Unione europea \u00e8 in crisi la colpa \u00e8 dei paesi fondatori\u00bb (il Manifesto)"},"content":{"rendered":"<p>Va dritto al sodo come al solito Mario Giro. Il viceministro degli Esteri ha avuto modo anche di recente di toccare con mano il malessere che vive l&#8217;Europa e non ha dubbi sulle sue cause: \u00abLa responsabilit\u00e0 \u00e8 dei paesi fondatori dell&#8217;Unione europea: mancano di motivazioni, di spinta. E&#8217; come se la Brexit avesse sanzionato un sentimento comune, quello che l&#8217;Europa non serve pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Viceministro, sull&#8217;immigrazione l&#8217;Europa ha lasciato sola l&#8217;Italia? <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00ab<\/strong>Bisogna capirci su cosa si intende per Europa. Se si intende la Commissione, Juncker pur depotenziandolo ha proposto, almeno a parole, il nostro migration compact. L&#8217;aspettiamo adesso alla prova della concretizzazione. Se per Europa intendiamo invece il Consiglio europeo allora \u00e8 cos\u00ec, ci ha abbandonati. Faccio questa distinzione perch\u00e9 ritengo che la Commissione in questo momento debba avere pi\u00f9 coraggio e dar prova di esistenza, lasciando al Consiglio le sue responsabilit\u00e0<strong>\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Renzi accusa Juncker di parlare e basta. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00ab<\/strong>Sei mesi fa con il migration compact avevamo chiesto alla Mogherini di trattare insieme investimenti, gestione dei flussi e sicurezza. Loro hanno separato gli ultimi due dagli investimenti, per\u00f2 alla fine hanno presentato un piano che prevede investimenti per 30 miliardi di euro. Se sono 30 va bene per\u00f2 vogliamo vederli, tenuto conto anche di come sono andati i ricollocamenti, che praticamente non funzionano<strong>\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 forse un problema di interessi diversi? Nel senso che i flussi che arrivano dall&#8217;Africa sono un problema italiano, mentre il resto dell&#8217;Europa \u00e8 interessato alla rotta balcanica che \u00e8 chiusa. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00ab<\/strong>Apparentemente \u00e8 cos\u00ec ma non possono lasciare con il cerino in mano noi e la Grecia per i flussi da sud, preoccupandosi solo di quelli che arrivano dalla Turchia. Purtroppo il male \u00e8 pi\u00f9 profondo: c&#8217;\u00e8 un ritirarsi in s\u00e9 di tutti i paesi. Sono stato al consiglio per lo sviluppo e le posso assicurare che il clima \u00e8 molto negativo, i paesi curano gli affari loro, nessun vuole discutere niente<strong>\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Ma \u00e8 solo un problema elettorale, la paura dei populismi? <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00ab<\/strong>Quello sicuramente \u00e8 un problema importante perch\u00e9 siamo tutti, e in particolare Francia e Germania, sotto ricatto elettorale. Ma se si pensa che rincorrendo la destra si riesce a non perdere, si fa il solito errore. Detto questo c&#8217;\u00e8 una questione pi\u00f9 profonda e riguarda una forte demotivazione, la rassegnazione di fronte ai problemi. L\u2019impotenza politica che stiamo vivendo da alcuni anni non riguarda solo l&#8217;Europa, basta vedere quello che sta succedendo negli Stati uniti<strong>\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Non crede che ci sia anche un problema con i paesi dell&#8217;est, con il blocco di Visegrad? <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00ab<\/strong>I paesi di Visegrad fanno quello che vedono fare agli altri, il vero problema sono i paesi fondatori, tra i quali ci siamo anche noi. Il male \u00e8 l\u00ec. Germania, Francia, Benelux, sono loro che mancano di motivazioni, mancano di spinta. Non ci sarebbe Visegrad che tenga se i sei paesi fondatori pi\u00f9 Grecia, Portogallo e Spagna spingessero in una unica direzione. E&#8217; una facile scorciatoia accusare i paesi baltici, i paesi di Visegrad: loro non fanno che adattarsi al clima che sentono. Noi, la Germania, la Francia, il Belgio, l&#8217;Olanda dobbiamo ammettere che viviamo una crisi seria, come se la Brexit fosse venuta a sanzionare un sentimento profondo e diffuso, quello che l&#8217;Europa non serve<strong>\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Come si inverte questa tendenza? <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00ab<\/strong>Noi stiamo facendo la nostra parte. L&#8217;Italia mi sembra l&#8217;unico paese che alza la voce in Europa, propone cose concrete, dicendosi pronta a farle da sola. In questo modo stiamo riorientando la cooperazione allo sviluppo. Da soli ovviamente non muoviamo tutta l&#8217;Europa, ma il campanello d&#8217;allarme lo abbiamo lanciato tanto tempo fa<strong>\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>A proposito di fare la propria parte: lei \u00e8 tra i promotori dell&#8217;Africa Act. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00ab<\/strong>\u00c8 uno dei modi con cui noi continuiamo a insistere sull&#8217;Africa, orientando risorse verso i paesi di origine delle migrazioni. Il concetto \u00e8 sempre lo stesso: prendere sul serio questi paesi come partner. Mettere sul piatto risorse finanziarie all&#8217;altezza della situazione in modo da poter gestire in comune i flussi, senn\u00f2 non andiamo da nessuna parte<strong>\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;investimento iniziale per\u00f2 \u00e8 di soli 20 milioni di euro. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00ab<\/strong>Quella \u00e8 solo una parte perch\u00e9 poi bisogna considerare la cooperazione allo sviluppo e la parte che riguarda il piano straordinario Made in Italy<strong>\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>E&#8217; convinto anche lei, come il ministro Gentiloni, che in Europa circoli l&#8217;idea che l&#8217;emergenza migranti sia finita dopo la firma dell&#8217;accordo con la Turchia? <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00ab<\/strong>Alcuni hanno questa impressione, ma non \u00e8 vero per niente. Innanzi tutto purtroppo la guerra in Siria continua, poi i flussi sono molto complessi, le crisi innumerevoli. Se qualcuno si illude che se chiudi una finestra e lasci la porta aperta non avrai problemi, alla fine li avrai<strong>\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;accordo con Ankara per\u00f2 sembra sempre pi\u00f9 precario. Secondo lei che futuro ha? <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00ab<\/strong>Non so dire. Anche a noi conviene che quell&#8217;accordo tenga, ovviamente, per\u00f2 non vedo il parlamento europeo volare tanto presto sulla liberalizzazione dei visti<strong>\u00bb<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Va dritto al sodo come al solito Mario Giro. Il viceministro degli Esteri ha avuto modo anche di recente di toccare con mano il malessere che vive l&#8217;Europa e non ha dubbi sulle sue cause: \u00abLa responsabilit\u00e0 \u00e8 dei paesi fondatori dell&#8217;Unione europea: mancano di motivazioni, di spinta. 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