{"id":23702,"date":"2014-10-07T07:48:12","date_gmt":"2014-10-07T05:48:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/10\/20141007_giroelezbrasile-2\/"},"modified":"2014-10-07T07:48:12","modified_gmt":"2014-10-07T05:48:12","slug":"20141007_giroelezbrasile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2014\/10\/20141007_giroelezbrasile\/","title":{"rendered":"Giro: \u00abDue visioni diverse per il Brasile che vuole tornare a volare\u00bb (www.ilsole24ore.com)"},"content":{"rendered":"<p><P>Tutto pu\u00f2 cambiare in Brasile. Le elezioni presidenziali del 5 ottobre possono segnare la fine di un ciclo economico e politico durato quasi vent&#8217;anni. Il Paese \u00e8 entrato in recessione tecnica e l&#8217;attuale Presidente Rousseff \u00e8 data al primo turno in pareggio con il candidato rivale pi\u00f9 accreditato, un&#8217;altra donna Marina Silva. Dopo le manifestazioni di piazza dello scorso anno, gi\u00e0 da alcuni mesi l&#8217;entourage della presidente si era ormai rassegnato alla possibilit\u00e0 del ballottaggio, escludendo la vittoria al primo turno. Ora il partito di Lula rischia un esito impensabile fino a poche settimane fa. L&#8217;accidentale scomparsa di Edoardo Campos, candidato proveniente da un piccolo partito (PSB), ha trasformato Marina Silva, prima destinata a rimanere numero 2, nella sfidante pi\u00f9 pericolosa per Dilma.<\/P><br \/>\n<P>Il Brasile potrebbe avere la sua prima presidente di colore, nata raccoglitrice povera che ha imparato a leggere e scrivere solo a 15 anni, poi leader dei contadini del caucci\u00f9. Una storia personale simbolica, con una forte carica umana. Marina \u00e8 un candidato telegenico, talento indispensabile per un Paese dove i risultati delle elezioni sono fortemente influenzati dai dibattiti televisivi. La Silva \u00e8 evangelica mentre, sin dalla sua origine, la leadership del PT \u00e8 legata al cattolicesimo di base della teologia della liberazione. L&#8217;elezione segnerebbe politicamente la forza degli evangelici, rappresentati trasversalmente in tutte le formazioni partitiche. Marina incarna per molti brasiliani la novit\u00e0 e l&#8217;alternativa al PT e, al tempo stesso, un riavvicinamento allo spirito del \u201cprimo Lula\u201d, di cui essa stessa fu ministro. A spingerla nei sondaggi non \u00e8 solo l&#8217;emozione legata alla scomparsa di Campos nell&#8217;incidente dell&#8217;aereo su cui avrebbe dovuto esserci anche lei, ma anche la disaffezione per gli ultimi anni del PT, percepito come un partito-sistema, inquinato dalla gestione del potere e afflitto da gravi accuse di corruzione (\u201cmensal\u00e3o\u201d).<\/P><br \/>\n<P>Marina vuole rappresentare una svolta di cambiamento fuori dai partiti tradizionali. Incarna quasi un populismo gentile che viene dal basso: \u201cvoglio ci\u00f2 che \u00e8 buono \u2013dice- e scarto ci\u00f2 che \u00e8 cattivo\u201d. Marina non ha partito. Ci\u00f2 che i critici definiscono la sua maggiore debolezza, ossia l&#8217;assenza di apparato e struttura, diventa agli occhi di un elettorato disilluso un punto di forza: non \u00e8 legata a nessun interesse. A chi sostiene che l&#8217;assenza di quadri la rendono impotente, Marina risponde che former\u00e0 una squadra di \u201cministri perbene\u201d provenienti da tutte le forze. Altri sostengono che l&#8217;assenza di un partito con rappresentanza parlamentare la rende ostaggio dall&#8217;abituale trasformismo del parlamento brasiliano. Ma molti le riconoscono una robusta abilit\u00e0 negoziale \u2013che mancherebbe alla Dilma- grazie al suo passato sindacale e all&#8217;esperienza in Senato.<\/P><br \/>\n<P>Con l&#8217;idea di un governo \u201csem r\u00f3tulos\u201d (senza etichette), Marina Silva fa intravedere il superamento delle annose divisioni all&#8217;interno della sinistra brasiliana. La creazione di un&#8217;area unitaria a sinistra \u00e8 un&#8217;idea che Lula stesso da tempo condivide. L&#8217;ex-Presidente \u2013sempre popolarissimo- \u00e8 ormai convinto della necessit\u00e0 di \u201candare oltre il PT\u201d, appesantito dagli scandali e consumato da anni di potere, per puntare su una \u201cnuova sinistra\u201d con elementi pi\u00f9 giovani per un ricambio di classe dirigente. Lula tra l&#8217;altro \u00e8 rimasto colpito dalla novit\u00e0 Matteo Renzi e immagina un&#8217;operazione dal sapore renziano che tenta di ridefinire il centro-sinistra brasiliano per intercettare anche le domande della nuova classe media. La riconferma della Rousseff darebbe al PT quattro anni di tempo per portare a termine tale disegno da una posizione di forza. Una sua eventuale sconfitta determinerebbe un&#8217;accelerazione di tale processo ad opera di Marina Silva, quindi fuori dal controllo dell&#8217;attuale leadership. Sul risultato finale delle prossime elezioni brasiliane, la partita rimarr\u00e0 aperta fino all&#8217;ultimo istante. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che la prossima donna presidente si trover\u00e0 a chiudere un ciclo politico ed affrontare tre sfide: far ripatire la crescita del paese, iniziare la riforma istituzionale che freni la frammentazione partitica e avviare la ricomposizione a sinistra.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tutto pu\u00f2 cambiare in Brasile. Le elezioni presidenziali del 5 ottobre possono segnare la fine di un ciclo economico e politico durato quasi vent&#8217;anni. Il Paese \u00e8 entrato in recessione tecnica e l&#8217;attuale Presidente Rousseff \u00e8 data al primo turno in pareggio con il candidato rivale pi\u00f9 accreditato, un&#8217;altra donna Marina Silva. 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