{"id":23810,"date":"2014-06-27T10:29:45","date_gmt":"2014-06-27T08:29:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/06\/20140627_pistelli_coop-2\/"},"modified":"2014-06-27T10:29:45","modified_gmt":"2014-06-27T08:29:45","slug":"20140627_pistelli_coop","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2014\/06\/20140627_pistelli_coop\/","title":{"rendered":"Pistelli: \u00abIn agenda la crescita ma anche lotta alle povert\u00e0\u00bb (l\u2019Unit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p><P>Una svolta rispetto al passato, un investimento sul futuro. \u00c8 la nuova legge sulla Cooperazione approvata nei giorni scorsi dal Senato. L\u2019Unit\u00e0 ne discute con il vice ministro degli Esteri, Lapo Pistelli che tra le deleghe affidategli ha anche quella sulla Cooperazione internazionale. Un investimento, quello sulla cooperazione, da declinare in chiave europea. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Qual \u00e8 il valore del vertice europeo apertosi a Bruxelles? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abIl vertice ha un triplice valore. Innanzitutto, tira le conclusioni del semestre di presidenza greca, sul quale esprimiamo un giudizio molto positivo. Nonostante la campagna elettorale europea abbia fatto correre il rischio di un deragliamento dei toni e dei contenuti, Atene ha gestito con ordine un\u2019agenda difficile e ci lascia una buona eredit\u00e0. In seconda battuta, \u00e8 l\u2019Italia che entra in scena e racconta ufficialmente le proprie priorit\u00e0, dopo avere svolto nelle ultime settimane un lavoro capillare di disseminazione dei propri contenuti. Da ultimo, ma non per ultimo, prosegue la delicata discussione sulle scelte dei prossimi vertici istituzionali; scelte che abbiamo voluto far discendere dal programma dei prossimi anni e non viceversa. Quindi priorit\u00e0 alla crescita, allo sviluppo, al protagonismo positivo dell\u2019Europa per girare finalmente e decisamente pagina rispetto a un\u2019Europa troppo austera e incapace di far immedesimare in se stessa le aspirazioni dei cittadini. E in questo cambio di verso, la Cooperazione pu\u00f2 essere uno dei campi in cui l\u2019Europa offre al mondo la migliore immagine di s\u00e9\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>In questa chiave, quale segno assume la nuova legge sulla Cooperazione approvata dall\u2019Aula di Palazzo Madama? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abCredo che la valutazione vada divisa in due punti: il lato pi\u00f9 prettamente politico e i contenuti di merito. Sul piano politico, sono rimasto anche personalmente sorpreso dall\u2019ampiezza e natura della maggioranza registratasi nel voto finale: zero contrari, 15 astenuti &#8211; Lega e alcuni senatori di Sel &#8211; 201 favorevoli, incluso il Movimento 5 Stelle. \u00c8 la prima volta in 27 anni che la riforma della cooperazione taglia questo traguardo con una volont\u00e0 politica cos\u00ec trasversale. \u00c8 questo il segno di un testo lungamente discusso con forze politiche e societ\u00e0 civile, che ha anche innovato il rapporto fra maggioranza e opposizione. Lo testimonia il dialogo costruttivo con i grillini\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>E nel merito? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abCon questa legge, l\u2019Italia colma un ritardo accumulato con gli altri partner europei: nasce un piccolo &#8220;Consiglio dei ministri&#8221; appositamente dedicato alla cooperazione; ci sar\u00e0 un vice ministro obbligatorio, cio\u00e8 un &#8220;junior minister&#8221;, garante della coerenza delle politiche e titolare della regia complessiva. Inoltre, il Parlamento sar\u00e0 regolarmente consultato, assieme alla societ\u00e0 civile, che si riunir\u00e0 in un Consiglio nazionale della Cooperazione. Nasce l\u2019Agenzia, braccio operativo degli interventi, e, probabilmente, inseriremo alla Camera anche la Banca per lo sviluppo. Insomma, passiamo da una buona legge, figlia per\u00f2 di un tempo in bianco e nero, con il mondo ancora diviso in due blocchi, alla Cooperazione del XXI secolo\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ma questa nuova idea di Cooperazione come s\u2019inquadra nelle dinamiche internazionali, in particolare in quelle europee? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abIl voto al Senato \u00e8 il miglior viatico per l\u2019avvio del semestre di presidenza italiana dell\u2019Unione Europea. I114 e 15 luglio ci sar\u00e0 a Firenze un Consiglio informale sviluppo, che discuter\u00e0 della nuova agenda dello sviluppo, del ruolo dei privati e del nesso fra migrazioni e sviluppo. La societ\u00e0 civile sar\u00e0 coinvolta il pomeriggio del 15 in un dialogo aperto con le istituzioni, assieme a numerosi ospiti internazionali. Mi auguro, e a questo stiamo lavorando, che la Camera riesca a chiudere definitivamente l\u2019esame del provvedimento entro la pausa estiva, anche perch\u00e9 serviranno sei mesi per implementare concretamente le nuove disposizioni di legge, ad esempio, creare l\u2019Agenzia. Non dimentichiamo, infine, che questa accelerazione ci permetterebbe di iniziare al meglio il 2015, l\u2019anno di Expo e del negoziato finale alle Nazioni Unite. Si tratta di una sfida che rivela un\u2019ambizione inedita: sradicare la povert\u00e0 su scala universale entro il 2030, scrivendo tutti insieme una grammatica comune dello sviluppo. Per un traguardo del genere, un semestre di successo a guida italiana e una nuova legge sulla Cooperazione sono ovviamente componenti essenziali\u00bb. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una svolta rispetto al passato, un investimento sul futuro. \u00c8 la nuova legge sulla Cooperazione approvata nei giorni scorsi dal Senato. 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