{"id":23819,"date":"2014-06-20T11:21:12","date_gmt":"2014-06-20T09:21:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/06\/20140620_girosiria-2\/"},"modified":"2014-06-20T11:21:12","modified_gmt":"2014-06-20T09:21:12","slug":"20140620_girosiria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2014\/06\/20140620_girosiria\/","title":{"rendered":"Giro: \u00abSira via dall&#8217;incubo solo con il dialogo\u00bb (Avvenire)"},"content":{"rendered":"<p><P>La sofferenza del popolo siriano \u00e8 divenuta insopportabile. Troppi veti incrociati, inattendibili complicazioni politiche, impotenze e rinvii: \u00e8 ora di dire basta e provare a fare qualcosa. La triste gara dell\u2019ipocrisia della comunit\u00e0 internazionale \u00e8 fin troppo evidente. Politicamente la crisi di Siria \u00e8 un rompicapo ma questo non \u00e8 una giustificazione sufficiente a rassegnarsi. La storia e l\u2019esperienza insegnano: non ci sono crisi facili, cos\u00ec come non ci sono conflitti irrisolvibili. La verit\u00e0 \u00e8 un\u2019altra: in Occidente, in Russia e negli altri Paesi mediorientali coinvolti, si pensa di poter prendere tempo sulla Siria, che si tratti cio\u00e8 di una crisi minore, di un conflitto tollerabile perch\u00e9 ormai \u201ca bassa intensit\u00e0\u201d. Se ci fosse sentore di immediato pericolo per gli interessi nazionali di uno dei protagonisti a vario titolo coinvolti, si utilizzerebbe ben altra attenzione. Ma di Siria \u2013 almeno finch\u00e9 non contagi direttamente altre aree \u2013 per ora si pu\u00f2 fare a meno. Tra tutti gli errori commessi, questo \u00e8 il pi\u00f9 tragico. <\/P><br \/>\n<P>Gli altri errori sono ormai innegabili: non si \u00e8 voluto prendere sul serio la voce dell\u2019opposizione non violenta quando si era in tempo; si \u00e8 scelto di sostenere la ribellione del Cns che si \u00e8 rivelato fin da subito un partner debole e diviso; si \u00e8 perso tempo in gesticolazioni guerresche piuttosto vuote; non si \u00e8 voluto negoziare realmente con Mosca n\u00e9 con l\u2019Iran. Ora constatiamo le conseguenze di tali errori. Come ogni conflitto di questo tipo, la Siria \u201cgenera mostri\u201d che gi\u00e0 stiamo vedendo e che ci ritroveremo ad affrontare in seguito. La guerra intestina tra fazioni ribelli sempre pi\u00f9 estreme \u00e8 un cattivo segnale che esaspera la crisi interna dell\u2019islam politico e crea soggetti ogni volta peggiori. Lasciare spazio a tali degenerazioni significa alimentare odio in giovani generazioni islamiche traviate da una religione manipolata all\u2019estremo e deluse dalle aspettative della \u201cprimavera araba\u201d. Lo abbiamo gi\u00e0 visto con l\u2019Afghanistan, la guerra Iran-Iraq e le guerre del Golfo, l\u2019Algeria, oggi in Mali del nord: ogni conflitto lasciato a se stesso (o addirittura mantenuto in vita) ne genera uno successivo. Ogni focolaio \u00e8 pericoloso e va spento al pi\u00f9 presto. Se grazie all\u2019intervento del Papa si \u00e8 evitato di compiere l\u2019errore pi\u00f9 grave (scatenare una guerra e aggiungere violenza a violenza) ci\u00f2 non significa che non occorra una forte volont\u00e0 politica per far cessare gli scontri. <\/P><br \/>\n<P>Ma l\u2019errore peggiore \u00e8 pensare di poter vivere senza Siria. La Siria \u00e8 un messaggio e tutto ci lega alla Siria. La Siria \u00e8 terra delle pi\u00f9 antiche civilt\u00e0; l\u00ec \u00e8 stato coltivato per la prima volta il grano, sono nate le prime lingue e scritture. La Siria \u00e8 stata una provincia di Roma per sette secoli e vi si trovano ancora strade romane com\u2019erano veramente: rialzate come un nastro che scorre nella campagna. In Siria resiste un mosaico antico di religioni e culture minoritarie che non esistono pi\u00f9 altrove. Dovremmo interrogarci, ad esempio, sull\u2019esistenza dei cristiani di Siria, eredi di un\u2019antichissima tradizione che rischia di scomparire per sempre, dopo essere stata quasi spazzata via dall\u2019Iraq. Non dimentichiamo che sono ancora prigionieri nella zona di Aleppo due vescovi e vari preti. Pi\u00f9 recentemente la Siria rappresenta, nel bene o nel male, una delle poche terre dove ha resistito la coabitazione tra religioni e culture mediterranee diverse. La Siria \u00e8 una culla della civilt\u00e0: oggi non \u00e8 pi\u00f9 banale ripeterlo. Lasciarla affondare \u00e8 recidere le nostre radici. L\u2019Italia ha una sua storia con la Siria, non si tratta di un Paese a noi estraneo. Se gi\u00e0 possiamo andare orgogliosi del fatto che il Libano contiguo non sia stato travolto dalla guerra siriana grazie anche alla presenza dei nostri soldati, non \u00e8 impossibile immaginare di spingere l\u2019Europa a prendere in comune un\u2019iniziativa. \u00c8 necessario far ripartire il dialogo, magari iniziando dagli attori fin qui esclusi, e poi mettere in campo un\u2019autorevole operazione di pace sul terreno che protegga la popolazione civile e crei condizioni politica nuove. D\u2019altronde la guerra \u00e8 in tragico e sostanziale stallo e a morire oggi sono soprattutto i civili. Ci\u00f2 \u00e8 intollerabile ed \u00e8 ora di dire basta.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La sofferenza del popolo siriano \u00e8 divenuta insopportabile. 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