{"id":24439,"date":"2012-10-01T08:21:04","date_gmt":"2012-10-01T06:21:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/10\/20121001_intervista_americaoggi-2\/"},"modified":"2012-10-01T08:21:04","modified_gmt":"2012-10-01T06:21:04","slug":"20121001_intervista_americaoggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/en\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/10\/20121001_intervista_americaoggi\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervista"},"content":{"rendered":"<p><P>New York<\/P><br \/>\n<P>Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata non ha bisogno di presentazioni quando viene a New York. Anche da ministro degli Esteri, il diplomatico bergamasco riconosce subito coloro con cui ha promosso l&#8217;Italia in America quando era ambasciatore sia all&#8217;Onu che a Washington. Al Consolato di Park Avenue gli viene consegnato un premio dal cav. Joseph Sciame a nome della comunit\u00e0 e striigendo la mano al prof. Anthony Tamburri del Calandra, esclama: &#8220;Ecco qui le forze combattenti della nostra cultura&#8221;. Il console generale Natalia Quintavalle lo introduce come &#8220;il nostro ambasciatore Terzi, per questa relazione speciale che ha con la comunit\u00e0 italiana in America&#8221;. <\/P><br \/>\n<P>Terzi ha appena terminato una maratona diplomatica avendo a fianco il premier Mario Monti per i lavori dell&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;Onu e si \u00e8 notato al Palazzo di Vetro il contropiede della politica estera dell&#8217;Italia di quel ministro &#8220;super tecnico&#8221; con la velocissima squadra dell&#8217;ambasciatore Cesare Ragaglini. <\/P><br \/>\n<P>Venerd\u00ec pomeriggio Terzi ci ha concesso questa intervista: <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Nel discorso all&#8217;Assemblea Generale, Monti dopo aver detto che questa \u00e8 la crisi peggiore della storia dell&#8217;Unione Europea, ha citato Jean Monnet: il processo di integrazione europeo &#8220;sar\u00e0 costruito attraverso le crisi&#8221;. Ma questa crisi che abbassa drammaticamente il tenore di vita sta compromettendo la voglia d&#8217;Europa degli europei. Come si pu\u00f2 costruire &#8220;pi\u00f9 Europa&#8221; quando le misure anticrisi sembrano moltiplicare l&#8217;opinione dei cittadini che pensano che ce ne sia &#8220;troppa&#8221; di Europa? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>&#8220;E&#8217; un grande piacere poter parlare anche ai lettori di America Oggi e a tutti gli italiani in America. I temi europei sono in primissima evidenza alle Nazioni Unite. Lo sono stati durante la visita del presidente del Consiglio e al Palazzo di Vetro nel suo discorso all&#8217;Assemblea Generale. Ma anche negli incontri numerosi che ci sono stati con la realt\u00e0 dei &#8216;think tank&#8217; e la realt\u00e0 finanziaria di New York. Pi\u00f9 Europa, questo \u00e8 il messaggio che il governo italiano sta dando in ogni occasione e non \u00e8 limitato al governo italiano ma \u00e8 un messaggio profondamente sentito in un ampio gruppo di Paesi dell&#8217;eurozona ma anche al di l\u00e0 dell&#8217;eurozona. Qui a New York il messaggio \u00e8 stato portato da 11 ministri degli Esteri, il cosiddetto \u201cGruppo sul futuro dell&#8217;Europa\u201d, che si \u00e8 mosso su una iniziativa originaria del ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle, vi partecipano i Paesi fondatori quindi l&#8217;Italia in primis insieme poi ad altri Paesi che hanno aderito all&#8217;Ue in fasi successive e il messaggio che questo gruppo ha dato \u00e8 che questo \u00e8 il momento. Alla fine di un percorso dell&#8217;eurozona che sembra essersi rasserenato dopo le decisioni importanti dell&#8217;ECB, la decisione della Corte suprema tedesca, e della nuova situazione politica in Olanda, ecco alla fine di questa fase significativa, \u00e8 il momento per concentrarci nuovamente su una maggiore integrazione per tutta l&#8217;ampia gamma di questioni che riguardano l&#8217;unione economica e monetaria ma anche per le questioni pi\u00f9 tipicamente politiche. E nel messaggio che \u00e8 stato trasmesso da questi 11 ministri degli Esteri ai presidenti Barroso e Van Rompuy, a margine dell&#8217;Assemblea Generale, erano contenuti degli elementi di ispirazione italiana di consolidamento dell&#8217;integrazione sul piano della politica estera, di sicurezza e di difesa, il rafforzamento del ruolo del Parlamento Europeo, di una maggiore legittimazione anche della Commissione europea nei confronti dell&#8217;opinione pubblica e dell&#8217;elettorato e di una serie di misure concrete che possono essere attuate sia all&#8217;interno del regime esistente del trattato di Lisbona sia anche a termine attraverso degli emendamenti che potessero essere consentiti in aggiunta e modifica dell&#8217;attuale trattato. Quindi pi\u00f9 Europa per un&#8217;Europa migliore e per una maggiore comprensione delle opinioni pubbliche. Una maggiore comprensione che per\u00f2 in Italia si sta gi\u00e0 dimostrando, per la capacit\u00e0 di ampie fasce dell&#8217;opinione pubblica di comprendere la necessit\u00e0 di misure economiche difficili per un salto di qualit\u00e0 nella governane economica e anche per un ritorno alle politiche di crescita&#8221;. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Monti ha avuto diversi incontri a New York. Sembra che averlo a capo del governo tranquillizzi molto Berlino, la Casa Bianca e l&#8217;economia globale. Monti ha detto che non prevede e non si augura un suo governo bis ma che, anche dopo le elezioni, se sar\u00e0 necessario, si far\u00e0 trovare pronto. Oltre a restare anche lei pronto come ministro degli Esteri, ci dica la verit\u00e0, lei auspica un Monti Bis? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>&#8220;Io auspico una prosecuzione della politica e della strategia d&#8217;insieme portata avanti da questo governo in un quadro europeo e anche, diciamoci la verit\u00e0, in uno sforzo di modificare il rapporto fra i nostri concittadini italiani e la politica. Questo rapporto deve ritornare ad avere una sua fiducia vissuta e profonda. Deve essere un rapporto costruttivo, trasparente e onesto, basato sulla fiducia. Sono convinto che il governo Monti in questi dieci mesi ha cercato anche di fare evolvere il modo in cui si gestisce la cosa pubblica. L&#8217;attenzione in tutti i suoi particolari alla correttezza del denaro e al rispetto del contribuente. Sono convinto che ci sia anche uno sforzo in questo governo di riportare un rapporto di fiducia fra il cittadino e lo Stato&#8221;. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Quindi se non proprio un Monti bis,un &#8220;Monti mentalit\u00e0 bis&#8221;?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>&#8220;Direi che sono importanti le politiche al di l\u00e0 delle persone.&#8221;<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Passiamo alla crisi della Siria. Lei ha escluso ogni possibilit\u00e0 di soluzione libica, ma proprio in queste ore il governo Usa ha dichiarato che i siriani hanno spostato alcune armi chimiche. Se dovesse perderne il controllo o solo minacciarne l&#8217;uso, anche in questo caso bisognerebbe escludere l&#8217;intervento militare? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>&#8220;Ci sono delle posizioni molto chiare e che sono state espresse da Paesi membri del Consiglio di Sicurezza sulla linea rossa che esiste attorno all&#8217;arsenale chimico siriano. Io non ho una conoscenza diretta di quello che sia avvenuto in questo arsenale ma so con certezza che l&#8217;utilizzo o anche semplicemente il dispiegamento significativo di questo arsenale verrebbe considerato come una misura che produrrebbe delle reazioni immediate. Quindi la grande tragedia siriana non deve assolutamente oltrepassare questa soglia di criticit\u00e0. Deve essere innanzitutto affrontata con una grande sensibilit\u00e0 e capacit\u00e0 di risposta alla grande crisi umanitaria che ha proporzioni devastanti: 300 mila rifugiati in Giordania, Turchia e Libano, due milioni di rifugiati interni, difficolt\u00e0 di immense tendopoli ad affrontare l&#8217;inverno, rischi di movimenti ampi di popolazione nella regione e anche negli stati del Mediterraneo. Quindi la risposta alle esigenze umanitarie oltre che un imperativo morale e anche una necessit\u00e0 e un interesse dei nostri Paesi. E poi la risposta politica, dobbiamo lavorare affinch\u00e9 le opposizioni molteplici opposizioni trovino una loro identit\u00e0 e possano porsi come una vera alternativa al regime e che possa dare fiducia alle minoranze, che sappia farsi comprendere e comunicare in modo rassicurante nell&#8217;interesse di tutti. E&#8217; coerente con quella linea di fondo della politica estera italiana che abbiamo portato anche ai lavori dell&#8217;Onu, con un importante sessione sull&#8217;educazione e i diritti umani come modalit\u00e0 di tutela e di promozione della libert\u00e0 e in particolare come tutela anche delle minoranze e della libert\u00e0 religiosa&#8221;. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Il presidente Obama ha ribadito all&#8217;Onu che il valore democratico della libert\u00e0 d&#8217;espressione \u00e8 assoluto. Ma l&#8217;egiziano Morsi e l&#8217;iraniano Ahmadinejad, sulla libert\u00e0 d&#8217;espressione, hanno detto che deve andare di pari passo con la responsabilit\u00e0, cio\u00e8 il rispetto della persona e delle religioni. L&#8217;Italia a quale interpretazione \u00e8 pi\u00f9 vicina? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>&#8220;Noi abbiamo una posizione costituzionalmente garantita per quanto riguarda la libert\u00e0 di pensiero, di culto, la tutela della dignit\u00e0 dell\u2019uomo. La tutela della dignit\u00e0 anche nei valori del credere e del non credere di una persona costituisce un tutt&#8217;uno, e oltre che esserlo costituzionalmente, \u00e8 garantita anche sul piano legale, pensiamo che il nostro codice penale contiene una disposizione precisa in materia di reato di blasfemia che viene punito. Quindi pur esistendo una linea sottile fra libert\u00e0 di espressione e tutela di questa libert\u00e0 ma al tempo stesso di repressione di tutti i comportamenti che siano ingiuriosi ed offensivi per le fedi altrui, esiste indubbiamente una linea sottile che \u00e8 oggetto di disposizioni non tutte coincidenti anche tra gli stessi Paesi occidentali e anche all&#8217;interno dell&#8217;Ue, ma per l&#8217;Italia la risposta mi pare che sia chiara&#8221;.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Libert\u00e0 di religione: ne avete discusso ieri in una sessione presieduta dall&#8217;Italia e la Giordania, a cui hanno partecipato ministri di 15 Paesi e moltissime ong. Pi\u00f9 che da un video americano blasfemo, la libert\u00e0 di espressione religiosa non viene messa in pericolo in quei Paesi dove i cristiani rischiano attacchi ogni volta che si recano in chiesa? O in quei Paesi dove \u00e8 vietato costruire una chiesa, una sinagoga, un tempio?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Il governo italiano, da diversi mesi, ha dato pi\u00f9 alta visibilit\u00e0 e un ruolo pi\u00f9 immediato al tema della libert\u00e0 religiosa e della protezione delle minoranze. Non \u00e8 nuovo, \u00e8 nella tradizione e nel dna della politica estera italiana da diversi anni, ma abbiamo dato con i fenomeni che abbiamo visto in molti Paesi del Mediteranneo ma non solo, basti pensare anche al golfo di Guinea, ha acquistato una attualit\u00e0 crescente ed \u00e8 per questo che io ho insistito negli organismi comunitari affinch\u00e9 questa strategia di tutela delle minoranze e delle fedi venisse bene incardinata nella strategia di politica estera e di sicurezza dell&#8217;Ue. L&#8217;iniziativa che abbiamo promosso ieri alle Nazioni Unite insieme al ministro degli Esteri Giordano Nasser Judeh, ha avuto una risposta molto ampia e forte raccogliendo dei consensi incondizionati. E da queste iniziative intendiamo continuare attraverso un impegno pi\u00f9 organizzato strategicamente quando si tratta di approvare delle risoluzioni dell&#8217;Assemblea Generale e del Consiglio dei diritti umani, risoluzioni che non siano pi\u00f9 frammentate su singoli temi ma che possano costituire un vero corpus juris per la comunit\u00e0 internazionale. Al tempo stesso vorremmo muoverci con l&#8217;organizzazione di un forum fatto assieme alla Germania che raccolga societ\u00e0 civile, governi, personalit\u00e0 dell&#8217;universit\u00e0, esperti, per mettere meglio a punto le iniziative che possono essere portate avanti anche dalle associazioni di volontariato e ong che si interessano di cooperazione allo sviluppo perch\u00e9 credo che nella gestione dei percorsi educativi che spesso sono propri alla nostra cooperazione allo sviluppo dei Paesi europei, sia proprio qui la radice sulla quale dobbiamo lavorare. E&#8217; l\u2019educazione dei giovani sin dalla prima infanzia, al rispetto dell&#8217;altro alla tolleranza, e come qualcuno ha detto, all&#8217;accoglimento della fede altrui&#8221;.<\/P><br \/>\n<P>I collaboratori di Terzi devono interrompere l&#8217;intervista, si \u00e8 in ritardo per l&#8217;appuntamento con la comunit\u00e0 in Consolato e poi all&#8217;Istituto di Cultura per la presentazione del libro della giornalista Susanna Pesenti &#8220;Dag Hanunarskjold. La pace possibile&#8221;, di cui il ministro ha scritto la prefazione. Ci rimangono nel taccuino le domande sul 2013 e la comunit\u00e0 italiana, sulla crisi dei Comites. <\/P><br \/>\n<P>Nel discorso al Consolato Terzi parla di questi temi e difende anche l&#8217;operato dei Comites. Eppure, dopo gli ulteriori rinvii delle elezioni, si pensava che a Roma non importasse pi\u00f9 dei comitati delle comunit\u00e0 sparsi per il mondo. Mentre a Park Avenue si brinda, avviciniamo di nuovo il ministro Terzi. <\/P><br \/>\n<P>Alla luce dell&#8217;ulteriore rinvio delle elezioni dei Comites, li ritenete ancora necessari?<\/P>&#8220;Assolutamente s\u00ec. Ero appena arrivato alla guida della Farnesina quando l&#8217;ultimo rinvio \u00e8 stato deciso troppo in fretta&#8230; Abbiamo rimediato assicurando dei fondi per garantire il lavoro di istituzioni che reputo fondamentali. Ho riaffermato a Roma che si deve tenere in altissima considerazione l&#8217;attivit\u00e0 svolta, e qui sottolineo che si tratta di lavoro di volontariato e grande spirito di sacrificio per l&#8217;Italia. I nostri connazionali nei Comites sono un servizio insostituibile per gli interessi delle nostre comunit\u00e0&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"New York Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata non ha bisogno di presentazioni quando viene a New York. 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