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Accordo di libero scambio UE-Vietnam

I negoziati per un accordo su commercio e investimenti tra l’UE e il Vietnam (uno dei Paesi  più dinamici del sud-est asiatico) sono stati avviati nel giugno 2012 e si sono conclusi ufficialmente nel 2015, dopo quattordici round. A  seguito del parere della Corte di giustizia dell’UE che ha escluso dalla competenza esclusiva UE gli investimenti esteri diversi da quelli diretti e la risoluzione delle controversie fra Stato e investitori, la Commissione ha proceduto alla divisione dell’accordo in due accordi distinti (Accordo di Libero Scambio/ALS e Accordo di Protezione degli Investimenti/IPA). L’IPA, la cui base giuridica è mista, dovrà essere ratificato dai parlamenti nazionali per poter entrare in vigore.

L’ALS è entrato in vigore il 1° agosto 2020, dopo l’approvazione del Consiglio e del Parlamento europeo.

Si tratta del terzo accordo concluso con un Paese asiatico (dopo la Corea del sud e Singapore), e nonostante sia stato negoziato con un Paese in via di sviluppo ha natura simmetrica (ovvero con impegni equilibrati delle due Parti). Ha, quindi, il pregio di rappresentare un benchmark abbastanza elevato anche per futuri accordi con altri paesi asiatici “emergenti o emersi”.

L’ALS tra UE e Vietnam prevede un tasso di liberalizzazione del 99% delle linee tariffarie, con periodi transitori più lunghi per il Vietnam (massimo 10 anni) rispetto a quelli dell’UE (massimo 7 anni). Nel caso dell’Italia, la sola abolizione dei dazi (che in Vietnam si aggirano in media sul 9,1%), dovrebbe determinare un aumento del 3,1% dell’export verso il Vietnam e del 2,3% dei flussi di importazioni.

Per i prodotti industriali esportati in Vietnam, l’azzeramento dei dazi avverrà con staging diversi a seconda dei prodotti: 10 anni per le autovetture, 7 anni per macchinari, apparecchiature, prodotti chimici e farmaceutici, dazio zero all’entrata in vigore nel caso dei prodotti tessili.

Nell’accordo sono inclusi i “beni rigenerati”, considerati alla stregua dei prodotti nuovi, il che aprirà nuove opportunità per il commercio di beni ad alto valore, come i dispositivi medicali e la componentistica auto (soprattutto per i veicoli commerciali).

Gradualità nella liberalizzazione è prevista anche per i prodotti agroalimentari (che pagavano in Vietnam dazi fino al 50%): 7 anni per carne di maiale congelata, cioccolata, pasta, preparazioni alimentari, vini e liquori; 5 anni per prodotti lattiero-caseari, prodotti da forno e pasticceria; 10 anni per birra, pollame e pasta con ripieno di carne.

Per quanto riguarda le importazioni nell’UE, l’abbattimento daziario per i prodotti industriali sensibili (tessili e calzature) avverrà all’entrata in vigore o a 3 anni (voci meno sensibili) fino a 5-7 anni (prodotti più sensibili). Il tessile è stato tutelato mantenendo la regola di origine della doppia trasformazione, con la sola eccezione del cumulo con i prodotti originari della Corea del sud, altro partner di ALS con l’UE.

Alcune sensibilità agricole dell’UE (in particolare riso, zucchero, tonno in scatola e pollame) sono protette con contingenti tariffari (TRQ).

L’accordo prevede anche la rimozione dei dazi all’export applicati dal Vietnam, con l’eccezione di 57 linee tariffarie cui sarà comunque fissato un tetto del 20%.

Risultati positivi sono stati raggiunti nel mercato dei servizi, dove è stato concordato il principio di non-discriminazione, ossia l’applicazione delle stesse regole a operatori stranieri e nazionali, con riferimento a servizi marittimi internazionali, servizi di distribuzione, servizi postali, servizi di telecomunicazione, servizi ambientali, servizi bancari.

Nel settore degli appalti pubblici sono stati raggiunti risultati molto ambiziosi, con ampia copertura a livello centrale (infrastrutture, strade e porti, ecc.) e inclusione delle municipalità di Hanoi e Ho Chi Minh City, che da sole rappresentano circa il 50% degli appalti a livello sub-centrale, compresi i dipartimenti della sanità.

Ugualmente positivo il risultato relativo alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale, con piena protezione dei marchi, brevetti, copyright e diritti di design.

Per quanto riguarda le Indicazioni Geografiche, è prevista la piena protezione attraverso l’accordo, accompagnata da divieto di evocazione ed obbligo di origine, con tutela amministrativa  per tutte le 169 IIGG inserite nella lista UE (di cui 38 italiane). Le uniche eccezioni (per l’Italia) riguardano la coesistenza tra Parmigiano Reggiano e il termine generico “parmesan” e tra Asiago, Fontina e Gorgonzola con gli usi antecedenti, seppure con divieto di evocazione e obbligo di origine. L’accordo consentirà inoltre l’inclusione di nuove IIGG in futuro.

Nel campo delle barriere non tariffarie, il Vietnam si è impegnato ad aderire agli standard internazionali nella predisposizione delle proprie regolamentazioni; a semplificare le procedure doganali; a riconoscere il principio di regionalizzazione nel settore SPS per l’esportazione di prodotti animali e vegetali.

 

Infine, UE e Vietnam hanno concordato una estesa lista di impegni in materia di sviluppo sostenibile, tra cui l’attuazione degli standard lavorativi dell’OIL, la ratifica delle Convenzioni OIL e degli accordi ambientali multilaterali; l’obbligo a non derogare alle norme ambientali e del lavoro al fine di attrarre investimenti e incrementare gli scambi (in altre parole, il divieto di dumping sociale ed ambientale); la promozione della responsabilità sociale di impresa; uno specifico articolo sul cambiamento climatico e impegni relativi alla conservazione e gestione sostenibile della biodiversità, del settore forestale e ittico; meccanismi di coinvolgimento della società civile nell’attuazione del capitolo.

 

Maggiori informazioni sull’Accordo

 

 

Contatti:

Ufficio IX DGUE

Politica commerciale comune

E-mail:  dgue-09@esteri.it

 

Per informazioni relative all’attuazione dell’accordo e problemi di accesso al mercato:

Ufficio X DGUE

E-mail:  dgue-10@esteri.it