{"id":112665,"date":"2024-02-16T11:39:15","date_gmt":"2024-02-16T10:39:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?page_id=112665"},"modified":"2026-01-20T16:10:53","modified_gmt":"2026-01-20T15:10:53","slug":"litalia-e-lartico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo\/aree_geografiche\/europa\/artico\/litalia-e-lartico\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia e l\u2019Artico"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Italia vanta una\u00a0<strong>storia ultracentenaria in Artico<\/strong>, risalente alla spedizione del Duca degli Abruzzi del 1899 ed alle missioni di Umberto Nobile del 1926 e del 1928. In quelle spedizioni il supporto della Regia Marina \u00e8 stato significativo, sia per le attivit\u00e0 idrografiche che per quelle di soccorso. Il legame dell\u2019Italia con l\u2019Artico \u00e8 proseguito nel tempo, attraverso l\u2019azione di esploratori e scienziati, tra questi l\u2019antropologo Silvio Zavatti, che si \u00e8 dedicato allo studio dei popoli del Nord e in particolare agli Inuit, e Guido Monzino, che nel 1971 ha raggiunto il Polo Nord su slitte trainate da cani. L\u2019avvio nel 1990 di attivit\u00e0 di ricerca da parte dell\u2019<strong>Universit\u00e0 di Roma\u00a0<\/strong>presso l\u2019Osservatorio Atmosferico Artico di Pituffik (ex Thule) in Groenlandia e l\u2019apertura nel 1997 da parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche (<strong>CNR<\/strong>) della Base \u201cDirigibile Italia\u201d alle Isole Svalbard rappresentano l\u2019inizio dell\u2019attuale presenza italiana in Artico. Oltre al\u00a0<strong>CNR<\/strong>, anche gli altri istituti di ricerca italiani, in particolare l\u2019Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l\u2019energia e lo sviluppo economico sostenibile (<strong>ENEA<\/strong>), l\u2019Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (<strong>INGV<\/strong>) e l\u2019Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (<strong>OGS<\/strong>) hanno negli anni operato nella regione, delineando una consolidata presenza di elevato livello scientifico.<\/p>\n<p>Tale apprezzato contributo alla ricerca in Artico, assieme all\u2019interesse economico di alcune importanti imprese, ha costituito la base della richiesta formulata al Consiglio Artico per ottenere lo status di Paese osservatore, accettata nel 2013. Per preparare tale richiesta, fu istituito presso la Farnesina il\u00a0<strong>Tavolo Artico<\/strong>, un foro di coordinamento tra Ministeri, enti ed imprese, che tuttora si riunisce regolarmente e costituisce la sede principale di riflessione ed interazione tra gli attori istituzionali ed industriali italiani interessati all\u2019Artico. Proprio nel quadro del Tavolo Artico, \u00e8 stato quindi elaborato nel 2015-2016 un documento di indirizzo, denominato \u201cVerso una strategia italiana per l\u2019Artico \u2013 linee guida nazionali\u201d. Il documento riassume le origini, l\u2019evoluzione e gli obiettivi della presenza italiana in Artico, evidenziando l\u2019impegno politico, la dimensione ambientale ed umana, le attivit\u00e0 scientifiche, la cooperazione economica. Alla Strategia italiana in Artico la\u00a0<strong>Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati<\/strong>\u00a0ha dedicato, nel 2016-2017, un\u2019indagine conoscitiva, con le audizioni di rappresentanti istituzionali italiani e dell\u2019Unione Europea, ambasciatori stranieri, esponenti del mondo scientifico e delle imprese.<\/p>\n<p>Nelle conclusioni di tale indagine, viene ribadito che \u201cla partecipazione dell\u2019Italia alle dimensioni di cooperazione politica in Artico rappresenta una priorit\u00e0 strategica alla luce dei mutamenti in atto nella regione, causati dai cambiamenti climatici e dall\u2019interazione stretta che in Artico si registra tra i maggiori attori internazionali\u201d. Inoltre, viene evidenziato che \u201cnell\u2019impegno per il rafforzamento delle risorse destinate alla ricerca, appare urgente che il nostro Paese riconosca la specificit\u00e0 della ricerca in Artico individuando strumenti istituzionali e finanziari dedicati, necessari per irrobustire i canali di cooperazione scientifica internazionale e valorizzare l\u2019eccellenza italiana nel settore\u201d. La stessa Commissione Affari Esteri ha quindi promosso, nella legge di bilancio per il 2018, la costituzione del\u00a0<strong>Comitato Scientifico per l\u2019Artico<\/strong>\u00a0(<strong>CSA<\/strong>) e l\u2019istituzione del\u00a0<strong>Programma di Ricerche in Artico<\/strong>\u00a0(<strong>PRA<\/strong>), con l\u2019obiettivo di fornire un ulteriore sostegno agli enti di ricerca e definire un quadro coerente per un rafforzato impegno della comunit\u00e0 scientifica italiana. Al PRA \u00e8 stato dedicato un evento nel quadro del Centenario del CNR il 9 febbraio 2023 e le iniziative finanziate sono riportate nell\u2019apposito sito web\u00a0<a href=\"http:\/\/www.programmaricercaartico.it\/\">www.programmaricercaartico.it<\/a>.<\/p>\n<p>Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha completato durante il 2025 il nuovo documento strategico nazionale sull\u2019Artico che, a distanza di circa un decennio, attualizza le politiche nazionali nell\u2019attuale fase di crescente rilevanza globale della regione. Il lavoro ha potuto contare sul contributo delle principali amministrazioni competenti sulla tematica, in particolare il Ministero dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca tramite il CNR ed il Ministero della Difesa. Il documento, reso pubblico nel gennaio 2026 e denominato <strong>La Politica Artica Italiana. L\u2019Italia e l\u2019Artico: i valori della cooperazione in una regione in rapida trasformazione<\/strong>, racconta il nostro pluriennale impegno e delinea una serie di obiettivi per una pi\u00f9 incisiva azione dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>La Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati ha avviato nel 2025 una <strong>nuova indagine conoscitiva sulle Dinamiche geopolitiche nella regione dell\u2019Artico <\/strong>e ha istituito un <strong>Comitato Permanente sulla politica estera per l\u2019Artico<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel suo approccio alle questioni artiche, l\u2019Italia segue alcuni\u00a0<strong>principi di base<\/strong>, in linea con gli impegni connessi alla partecipazione\u00a0<strong>al<\/strong>\u00a0Consiglio Artico in qualit\u00e0 di\u00a0<strong>Stato Osservatore<\/strong>: rispetto della sovranit\u00e0 degli Stati artici e delle regole del diritto internazionale applicabili all\u2019Artico, in primo luogo il diritto del mare; promozione della tutela delle tradizioni e delle culture locali e dei popoli indigeni, nonch\u00e9 della collaborazione internazionale, multilaterale e bilaterale, sui temi artici; contributo allo sviluppo economico dell\u2019Artico, con il coinvolgimento del mondo imprenditoriale, nel quadro dei pi\u00f9 elevati standard di protezione ambientale e dei principi dello sviluppo sostenibile; protezione dell\u2019ambiente marino e sicurezza della navigazione. In tale ottica, sono stati designati referenti per ognuno dei sei gruppi di lavoro permanenti del Consiglio Artico, nonch\u00e9 per alcuni gruppi di esperti.<\/p>\n<p>La validit\u00e0 dell\u2019apporto dell\u2019Italia al Consiglio Artico, con un approccio corale che valorizza il contributo di Ministeri (MUR<strong>,\u00a0<\/strong>MASE<strong>,\u00a0<\/strong>Difesa attraverso la Marina Militare per il tramite dell\u2019Istituto Idrografico della Marina, MIT, attraverso il Comando Generale delle Capitanerie di Porto), enti di ricerca (in particolare CNR<strong>,\u00a0<\/strong>ENEA<strong>,\u00a0<\/strong>INGV\u00a0<strong>e\u00a0<\/strong>OGS), Universit\u00e0 ed istituti di formazione, nonch\u00e9 delle principali imprese italiane interessate all\u2019Artico, viene evidenziata nel rapporto inviato periodicamente al Consiglio Artico sul proprio contributo quale Stato Osservatore. L\u2019Italia partecipa anche ad altri contesti internazionali dedicati all\u2019Artico, sia di natura istituzionale, in primo luogo l\u2019Arctic Science Ministerial Meeting, la cui terza riunione si \u00e8 tenuta a Tokyo nel maggio 2021, sia di natura congressuale, come ad esempio Arctic Circle. Da segnalare anche il contributo nell\u2019ambito dell\u2019IMO (International Maritime Organization) per la definizione della normativa applicabile alle navi che operano in acque polari (Polar Code).<\/p>\n<p>La\u00a0<strong>ricerca scientifica<\/strong>\u00a0costituisce quindi il motore primo della presenza italiana in Artico, a partire dal decisivo impulso costituito negli anni Ottanta dall\u2019aggregazione di una \u201ccomunit\u00e0 polare\u201d intorno al Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA). Vennero cos\u00ec avviate negli anni Novanta le attivit\u00e0 nella\u00a0<strong>Base \u201cDirigibile Italia\u201d alle Isole Svalbard<\/strong>\u00a0(CNR), nonch\u00e9 a Pituffik (ex Thule) in Groenlandia nell\u2019ambito dell\u2019osservatorio internazionale\u00a0<strong>THAAO<\/strong>\u00a0(Universit\u00e0 \u201cSapienza\u201d di Roma, ENEA e INGV). Molte sono le ricerche che da allora sono state svolte e numerose sono attualmente in corso, spesso nel quadro di collaborazioni internazionali e di programmi dell\u2019Unione Europea. La nuova\u00a0<strong>nave di ricerca polare \u201cLaura Bassi\u201d\u00a0dell\u2019OGS, impiegata principalmente in Antartide, ha svolto nel 2021 la sua prima campagna in Artico, permettendo la realizzazione di tre progetti finanziati dal PRA (la \u201cLaura Bassi\u201d ha sostituito la \u201cOGS Explora\u201d,<\/strong>\u00a0che aveva condotto cinque campagne in Artico, oltre a quelle in Antartide). Tra le pi\u00f9 importanti iniziative vanno inoltre ricordate, anche per il loro carattere corale dato dalla partecipazione di tutti i principali enti di ricerca, le campagne annuali di geofisica marina avviate nel 2017 dalla\u00a0<strong>Marina Militare<\/strong>, per il tramite dell\u2019<strong>Istituto Idrografico<\/strong>, nel quadro del programma pluriennale denominato\u00a0<strong>\u201cHigh North\u201d<\/strong>, giunto al suo terzo triennio (2023-2025).<\/p>\n<p>In Artico operano alcune importanti\u00a0<strong>imprese italiane<\/strong>, che sono pienamente coinvolte nei lavori del Tavolo Artico, al fine di assicurare ogni possibile sinergia tra le varie componenti del sistema paese. Esse sono portatrici, nelle loro attivit\u00e0 nella regione, di un elevato livello di tecnologia, per assicurare il massimo rispetto di un contesto ambientale di particolare delicatezza. Mirano altres\u00ec a coinvolgere nelle loro iniziative le popolazioni locali ed indigene, depositarie di un prezioso patrimonio di conoscenze legate al territorio ed alle sue tradizioni. Tra queste imprese si possono citare:\u00a0<strong>ENI<\/strong>, che nella piattaforma off-shore di Goliat, nel mare di Barents (Norvegia), e in Alaska, nel North Slope, applica standard operativi e soluzioni tecnologiche all\u2019avanguardia, adatte a condizioni operative estreme mettendo in pratica \u2013 con l\u2019attivo coinvolgimento delle popolazioni indigene \u2013 innovativi sistemi di prevenzione degli oil-spill;\u00a0<strong>e-Geos<\/strong>, che commercializza i dati del sistema satellitare Cosmo-SkyMed e collabora con diverse societ\u00e0 norvegesi e con l\u2019Istituto Meteorologico finlandese;\u00a0<strong>Fincantieri<\/strong>, attiva in Norvegia, Stati Uniti e Canada nella costruzione di navi atte alla navigazione polare. Il CNR e l\u2019ENI hanno firmato nel marzo del 2019 un Memorandum per l\u2019istituzione di quattro centri di ricerca nell\u2019Italia meridionale rivolti in particolare ai giovani ricercatori, di cui uno, a Lecce, dedicato all\u2019Artico ed ai cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>Infine, una dimensione di rilievo \u00e8 quella della\u00a0<strong>divulgazione in Italia delle tematiche artiche\u00a0e della valorizzazione all\u2019estero dell\u2019impegno italiano in Artico<\/strong>. Nel dicembre 2014 \u00e8 stata organizzata presso la Venice International University la conferenza internazionale \u201cMutamenti Climatici nell\u2019Artico\u201d e nel 2016 alla Farnesina si \u00e8 tenuta una conferenza internazionale dal titolo \u201cThe Arctic Council and the Italian Perspective \u2013 The 20th Anniversary of the Ottawa Declaration\u201d. Nel novembre 2016 \u00e8 stata inaugurata a Genova presso il Palazzo Ducale la\u00a0<strong>mostra del CNR \u201cArtico: un viaggio interattivo al Polo Nord\u201d<\/strong>, poi portata in diverse citt\u00e0 italiane e, a febbraio 2020, nella sede del CNR a Roma. Nel novembre 2018 il Milan Center for Food Law and Policy ha organizzato a Genova il Forum \u201cNew Arctic, Old Mediterranean \u2013 together for an extraordinary destiny\u201d. Nell\u2019aprile 2019 l\u2019Istituto Idrografico della Marina Militare ha allestito a Genova l\u2019esposizione \u201cLa Marina Italiana al Polo Nord\u201d. Nell\u2019ottobre 2022 il Comando Truppe Alpine dell\u2019Esercito Italiano ha organizzato a Bolzano un convegno dal titolo \u201cArtico: il nuovo\u00a0<em>grande gioco<\/em>\u00a0mondiale\u201d, mentre nel novembre dell\u2019anno successivo al Centro Studi Americani di Roma si \u00e8 tenuto un workshop dal titolo \u201cThe future of the Arctic: conflict or cooperation?\u201d. Il 25 febbraio 2025 l\u2019Osservatorio Artico, magazine on line in italiano dedicato all\u2019Artico, ha organizzato a Bologna la quarta edizione del simposio intitolato \u201cItalia chiama Artico\u201d.<\/p>\n<p>Di particolare rilievo l\u2019istituzione presso l\u2019Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari di Venezia nel 2019 di un <strong>Dottorato in Scienze Polari<\/strong>, divenuto nel 2023 Dottorato di Interesse Nazionale. Degno di menzione anche il fatto che a Fermo ha sede un <strong>Museo Polare<\/strong>, collegato all\u2019Istituto Geografo Polare \u201cSilvio Zavatti\u201d, che pubblica la rivista \u201c<strong>Il Polo<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>La\u00a0<strong>SIOI<\/strong>\u00a0(Societ\u00e0 Italiana per l\u2019Organizzazione Internazionale) tiene dal 2016 un Master in \u201cPolitiche di sostenibilit\u00e0 ambientale ed economica: dalla Regione Artica alla dimensione globale\u201d e dal 2018 organizza ogni anno il simposio internazionale \u201cArctic Connections\u201d, in collaborazione con la Reale Ambasciata di Norvegia a Roma e l\u2019Universit\u00e0 di Bod\u00f8. Dal settembre dello stesso anno \u00e8 membro della rete UArctic \u2013 University of the Arctic, quale primo Istituto di un Paese del Mediterraneo ad esservi ammesso, rete a cui ha recentemente aderito anche l\u2019Istituto di Scienze Polari del CNR. Quanto ad iniziative pi\u00f9 specificamente dedicate ai giovani, ha organizzato nel 2017 una simulazione dei lavori del Consiglio Artico denominata \u201cOne Arctic\u201d e nel 2019 Zero Hackathon \u201cOcean and Polar Connections\u201d. Nell\u2019aprile 2023, la SIOI \u00e8 stata \u201cabroad partner\u201d nell\u2019High North Dialogue di Bod\u00f8, nel cui ambito ha proposto una sessione dal titolo \u201cThe High North Seen from a Southern Perspective\u201d.<\/p>\n<p>Sempre sul piano internazionale, ad\u00a0<strong>Arctic Circle l\u2019Italia partecipa sin dal 2018 grazie anche all\u2019<\/strong>ausilio dell\u2019Ambasciata ad Oslo. Oltre a diverse break-out sessions nel corso delle successive edizioni, curate da esperti di CNR, ENEA, INGV, Istituto Idrografico della Marina, Eni, e-Geos e Fincantieri, nel 2018 l\u2019Inviato speciale del MAECI per l\u2019Artico ha effettuato una presentazione in plenaria sul tema \u201cItaly\u2019s engagement in the Arctic\u201d, tema a cui nel 2024 \u00e8 stato invece dedicato lo spazio di un intero panel italiano. Ulteriori interventi di notevole importanza per quanto concerne l\u2019impegno italiano in Artico sono stati condotti dall\u2019Inviato Speciale per l\u2019Artico nell\u2019ambito delle edizioni del 2025 dell\u2019Arctic Circle Forum tenutasi a Nuova Delhi, dell\u2019Arctic Spirit di Rovaniemi, dell\u2019EU Arctic Forum di Kittila e dell\u2019Arctic Encounter di Anchorage.<\/p>\n<p>Nel 2026, sar\u00e0 proprio l\u2019Italia ad ospitare la prossima edizione dell\u2019Arctic Circle Forum, formato che rientra tra le iniziative legate all\u2019Arctic Circle Assembly di Reykjavik. L\u2019evento, dal titolo <strong>\u2019\u2019Arctic Circle Rome Forum &#8211; Polar Dialogue. From Glaciers to Seas\u201d<\/strong>, si terr\u00e0 il 3-4 marzo presso la sede del CNR, organizzato dal Ministero dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca (MUR) in collaborazione con il MAECI. Per il lancio di tale Forum, la delegazione italiana all\u2019Arctic Circle Assembly, tenutasi dal 16 al 18 ottobre 2025, \u00e8 stata guidata per la prima volta a livello governativo dal Sottosegretario alla Difesa Sen. Isabella Rauti, intervenuta nella plenaria a conclusione della conferenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Italia vanta una\u00a0storia ultracentenaria in Artico, risalente alla spedizione del Duca degli Abruzzi del 1899 ed alle missioni di Umberto Nobile del 1926 e del 1928. In quelle spedizioni il supporto della Regia Marina \u00e8 stato significativo, sia per le attivit\u00e0 idrografiche che per quelle di soccorso. 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