{"id":118924,"date":"2024-06-19T12:24:28","date_gmt":"2024-06-19T10:24:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?page_id=118924"},"modified":"2025-12-19T12:18:20","modified_gmt":"2025-12-19T11:18:20","slug":"litalia-e-lunesco","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/diplomazia-culturale-e-diplomazia-scientifica\/cultura\/cooperculturale\/litalia-e-lunesco\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia e l\u2019UNESCO"},"content":{"rendered":"<p>Il nostro Paese vanta uno straordinario patrimonio culturale e naturalistico, che ci presenta agli occhi del mondo come superpotenza della bellezza e della cultura. All\u2019enorme ricchezza di beni culturali e ambientali si aggiunge una vasta gamma di tradizioni, pratiche artigianali, espressioni artistiche e industrie culturali. Le attivit\u00e0 legate ai programmi e alle convenzioni dell\u2019UNESCO contribuiscono a\u00a0<strong>tutelare le molteplici forme del nostro patrimonio<\/strong>, ma anche ad incoraggiare\u00a0<strong>modalit\u00e0 innovative e sostenibili di gestione, fruizione e produzione creativa<\/strong>, sensibilizzando e coinvolgendo l\u2019intera societ\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I siti del Patrimonio mondiale dell\u2019Umanit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>La \u201cConvenzione per la tutela del Patrimonio culturale e naturale\u201d, adottata dall\u2019UNESCO nel 1972, ha istituito la\u00a0<em>World Heritage List,\u00a0<\/em>una lista che include beni culturali e naturali dei vari paesi del mondo, riconosciuti di eccezionale interesse e di valore universale per l\u2019intera umanit\u00e0. Possono essere iscritti nella lista beni culturali, naturali, misti e paesaggi culturali; la selezione dei siti da iscrivere \u00e8 effettuata annualmente dal\u00a0<strong>Comitato del Patrimonio Mondiale (<em>World Heritage Committee<\/em>)<\/strong>. La Convenzione attribuisce agli Stati membri i compiti di identificare i siti potenziali, proteggere e conservare i siti candidati e quelli gi\u00e0 iscritti, sensibilizzare i cittadini attraverso programmi di educazione e informazione.<\/p>\n<p>Ad oggi l\u2019UNESCO ha iscritto nella\u00a0<em>World Heritage<\/em>\u00a0List un totale di 1248 siti (972 siti culturali, 235 naturali e 41 misti) presenti in 170 paesi Paesi del mondo. L\u2019Italia \u00e8 il paese che detiene il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell\u2019umanit\u00e0: 61 siti.<\/p>\n<p>Per l\u2019Italia, di questi 61 siti 6 sono siti naturali (Isole Eolie, Monte San Giorgio, Dolomiti, Monte Etna, Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d\u2019Europa, Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell\u2019Appennino Settentrionale) e, nell\u2019ambito dei rimanenti 55 siti del Patrimonio Mondiale, 8 sono paesaggi culturali: Costiera Amalfitana, Portovenere, Cinque Terre e Isole (Palmaria, Tino e Tinetto), Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula, Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, Val d\u2019Orcia, Ville e giardini medicei in Toscana, Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato, Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/whc.unesco.org\/en\/statesparties\/it\">whc.unesco.org<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unesco.it\/it\/iniziative-dellunesco\/patrimonio-mondiale\/\">unesco.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Patrimonio Culturale Immateriale<\/strong><\/p>\n<p>Dal 2007 l\u2019Italia ha aderito alla \u201cConvenzione per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale\u201d, adottata dall\u2019Unesco nel 2003. La definizione di \u201cpatrimonio culturale immateriale\u201d comprende uno straordinario insieme di tradizioni vive, usanze, conoscenze e prassi che vengono trasmesse di generazione in generazione: il linguaggio e altre espressioni e tradizioni orali, le arti performative, pratiche sociali, riti e feste, artigianato tradizionale, conoscenze e pratiche riguardanti la natura e l\u2019universo. La conservazione di questo patrimonio \u00e8 fondamentale per preservare di fronte alla globalizzazione le infinite sfumature della diversit\u00e0 culturale, aiutando il rispetto reciproco e il dialogo interculturale.<\/p>\n<p>Ad oggi l\u2019UNESCO ha riconosciuto come Patrimonio Immateriale 849 elementi in 157 paesi del mondo.<\/p>\n<p>Gli elementi italiani iscritti nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale sono 20.<\/p>\n<p>Tra di essi, 10 sono elementi nazionali:<\/p>\n<ul>\n<li>L\u2019Opera dei Pupi siciliani (2008);<\/li>\n<li>Il Canto a tenore sardo (2008);<\/li>\n<li>Il Saper fare liutario di Cremona (2012);<\/li>\n<li>Le Feste delle Grandi Macchine a Spalla (La Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi, la Faradda dei Candelieri di Sassari, il trasporto della Macchina di Santa Rosa a Viterbo; 2013);<\/li>\n<li>La Vite ad alberello di Pantelleria (2014);<\/li>\n<li>L\u2019Arte del \u201cpizzaiuolo\u201d napoletano (2017);<\/li>\n<li>La Perdonanza Celestiniana (2019);<\/li>\n<li>La Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali (2021);<\/li>\n<li>La pratica del canto lirico in Italia (2023);<\/li>\n<li>La cucina italiana, tra sostenibilit\u00e0 e diversit\u00e0 bioculturale (2025).<\/li>\n<\/ul>\n<p>7 sono elementi transnazionali:<\/p>\n<ul>\n<li>La Dieta mediterranea (2013);<\/li>\n<li>La Falconeria (2016);<\/li>\n<li>L\u2019Arte dei muretti a secco (2018);<\/li>\n<li>L\u2019Alpinismo (2019);<\/li>\n<li>La Transumanza (2019);<\/li>\n<li>L\u2019Arte delle perle di vetro (2020);<\/li>\n<li>L\u2019Arte musicale dei suonatori di corno da caccia (2020);<\/li>\n<li>La tradizione dell\u2019allevamento dei Cavalli Lipizzani (2022);<\/li>\n<li>Irrigazione tradizionale: conoscenza, tecnica e organizzazione (2023);<\/li>\n<li>L\u2019Arte campanaria tradizionale (2024).<\/li>\n<\/ul>\n<p>A questi elementi si aggiunge un elemento iscritto nel Registro delle buone pratiche di salvaguardia:<\/p>\n<ul>\n<li>Tocat\u00ec, un programma condiviso per la salvaguardia di giochi e sport tradizionali (2022).<\/li>\n<\/ul>\n<p><a href=\"https:\/\/ich.unesco.org\/en\/state\/italy-IT?info=elements-on-the-lists\">ich.unesco.org<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unesco.it\/it\/iniziative-dellunesco\/patrimonio-culturale-immateriale\/\">unesco.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Memoria del Mondo<\/strong><\/p>\n<p>Il Programma Memoria del Mondo \u00e8 nato nel 1992, dall\u2019esigenza di fronteggiare i gravi processi di deterioramento e le difficolt\u00e0 di accesso che coinvolgono le collezioni librarie e archivistiche di molte aree del mondo, a causa di conflitti sociali o bellici, saccheggi, commercio illegale, fattori climatici, inadeguatezza dei luoghi di conservazione e scarsit\u00e0 delle risorse finanziarie. Il Programma \u00e8 volto a promuovere la salvaguardia del patrimonio documentario attraverso le pi\u00f9 aggiornate tecniche di conservazione e ad assicurare l\u2019accesso universale e la consapevolezza della sua rilevanza anche attraverso l\u2019uso di copie realizzate mediante le nuove tecnologie, nel rispetto delle legislazioni nazionali, dei diritti d\u2019autore e di propriet\u00e0 e delle diverse sensibilit\u00e0 culturali. Nell\u2019ambito del programma \u00e8 stato creato un Registro della Memoria del Mondo, nel quale sono iscritti beni documentari riconosciuti come di valore universale e da salvaguardare: manoscritti, volumi, collezioni di libri e documenti, ma anche di immagini, registrazioni e filmati.<\/p>\n<p>Nel Registro sono inclusi 13 beni italiani. 9 di essi sono nazionali:<\/p>\n<ul>\n<li>Biblioteca Malatestiana di Cesena (2005);<\/li>\n<li>Archivio Storico Diocesano di Lucca (2011);<\/li>\n<li>Archivio storico dell\u2019Istituto LUCE (2013);<\/li>\n<li>Codice Purpureo di Rossano Calabro (2015);<\/li>\n<li>Collezione dei calendari lunari di Barbanera (2015);<\/li>\n<li>Archivio Processuale del Disastro della Diga del Vajont (2023);<\/li>\n<li>Fondo Apodissario degli Antichi Banchi Pubblici Napoletani (1573-1809) (2023);<\/li>\n<li>Archivio Luigi Sturzo (1890-1959) (2025);<\/li>\n<li>Architetture reali e scavi archeologici nell\u2019Archivio di Stato di Napoli (1792-1955) (2025).<\/li>\n<\/ul>\n<p>4 sono elementi transnazionali:<\/p>\n<ul>\n<li>la Collezione della Biblioteca Corviniana (2005);<\/li>\n<li>l\u2019Opera di Frate Bernardino de Sahagun (1499-1590) (2015);<\/li>\n<li>Antonio Carlos Gomes (2017);<\/li>\n<li>Manoscritto della Vita Sanctorum Marini et Leonis (2025).<\/li>\n<\/ul>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unesco.org\/en\/memory-world\">unesco.org<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unesco.it\/it\/iniziative-dellunesco\/memoria-del-mondo\/\">unesco.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Citt\u00e0 Creative<\/strong><\/p>\n<p>La Rete delle Citt\u00e0 Creative dell\u2019Unesco \u00e8 stata creata nel 2004 per promuovere la cooperazione internazionale tra le citt\u00e0 che hanno identificato la creativit\u00e0 e l\u2019industria culturale come elemento strategico per lo sviluppo urbano sostenibile. La rete annovera attualmente 295 citt\u00e0 in paesi di tutto il mondo ed \u00e8 divisa in sette settori creativi: Musica, Letteratura, Artigianato e Arte Popolare, Design, Media Arts, Gastronomia, Cinema.<\/p>\n<p>Le Citt\u00e0 Creative si impegnano a sviluppare partenariati con soggetti pubblici e privati, condividere le buone pratiche e collaborare attivamente con gli altri membri della rete per raggiungere alcuni obiettivi comuni: rafforzare l\u2019offerta di attivit\u00e0, prodotti e servizi culturali; sviluppare centri di creativit\u00e0 innovativi e ampliare le opportunit\u00e0 per i professionisti di settore; accrescere la partecipazione alla vita culturale, in particolare per i soggetti e gruppi pi\u00f9 vulnerabili e marginalizzati; integrare pienamente la cultura e la creativit\u00e0 nei piani di sviluppo sostenibile. In forza di tutto ci\u00f2, le Citt\u00e0 Creative forniscono anche un contributo fondamentale al raggiungimento degli obiettivi dell\u2019Agenda ONU 2030.<\/p>\n<p>Le citt\u00e0 italiane attualmente iscritte nella rete delle Citt\u00e0 creative sono 16:<\/p>\n<ul>\n<li>Bologna (musica, 2006);<\/li>\n<li>Fabriano (artigianato e arte popolare, 2013);<\/li>\n<li>Roma (cinema, 2015);<\/li>\n<li>Parma (gastronomia, 2015);<\/li>\n<li>Torino (design, 2016);<\/li>\n<li>Milano (letteratura, 2017);<\/li>\n<li>Pesaro (musica, 2017);<\/li>\n<li>Carrara (artigianato e arte popolare, 2017);<\/li>\n<li>Alba (gastronomia, 2017);<\/li>\n<li>Biella (artigianato, 2019);<\/li>\n<li>Bergamo (gastronomia, 2019);<\/li>\n<li>Como (artigianato e arte popolare, 2021);<\/li>\n<li>Modena (media arts, 2021);<\/li>\n<li>Bolzano (musica, 2023);<\/li>\n<li>La Spezia (design, 2025);<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Faenza artigianato e arte popolare, 2025).<\/li>\n<\/ul>\n<p><a href=\"https:\/\/en.unesco.org\/creative-cities\/creative-cities-map\">unesco.org<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unesco.it\/it\/iniziative-dellunesco\/citta-creative\/\">unesco.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Learning Cities<\/strong><\/p>\n<p>In un mondo in rapida evoluzione, \u201cimparare per tutta la vita\u201d, acquisire nuove conoscenze, abilit\u00e0 e attitudini consente un migliore adattamento ai cambiamenti sociali e ambientali. In base a tale presupposto l\u2019UNESCO ha istituito nel 2015 la\u00a0<em>Global network of Learning Cities<\/em>, una rete di comunit\u00e0 e citt\u00e0 che si adoperano per promuovere l\u2019apprendimento permanente, sostenendo l\u2019istruzione dalla scuola di base agli studi universitari e rivitalizzando l\u2019apprendimento nelle famiglie, nelle comunit\u00e0 e nei luoghi di lavoro, anche attraverso l\u2019uso delle nuove tecnologie. Per incoraggiare e premiare le citt\u00e0 che raggiungono risultati eccezionali nella realizzazione di tali obiettivi \u00e8 stato istituito\u00a0<em>l\u2019UNESCO Learning City Award<\/em>.<\/p>\n<p>Le citt\u00e0 italiane incluse nella rete sono 7:<\/p>\n<ul>\n<li>Torino (2016);<\/li>\n<li>Fermo (2018);<\/li>\n<li>Palermo (2019);<\/li>\n<li>Lucca (2020);<\/li>\n<li>Trieste (2020);<\/li>\n<li>Reggio Calabria (2022);<\/li>\n<li>Brescia (2025);<\/li>\n<li>Cividale del Friuli (2025).<\/li>\n<\/ul>\n<p><a href=\"https:\/\/uil.unesco.org\/lifelong-learning\/learning-cities\">uil.unesco.org<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unesco.it\/it\/iniziative-dellunesco\/learning-cities-3\/\">unesco.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cattedre UNESCO e UNITWIN<\/strong><\/p>\n<p>Il Programma UNITWIN\/UNESCO Chairs, lanciato nel 1992, promuove la collaborazione internazionale tra universit\u00e0 di tutto il mondo, che, attraverso la rete, condividono risorse umane e materiali per affrontare insieme le sfide pi\u00f9 urgenti e contribuire allo sviluppo della societ\u00e0. Mettendo a disposizione esperti e mediatori tra il mondo accademico e la societ\u00e0 civile, la Rete delle Cattedre contribuisce a informare i decisori politici, elabora iniziative didattiche e progetti di ricerca innovativi, arricchisce i programmi universitari gi\u00e0 esistenti e si impegna nel promuovere e tutelare la diversit\u00e0 culturale. Una Cattedra UNESCO viene istituita per un periodo di quattro anni tramite un accordo sottoscritto dal Direttore Generale dell\u2019UNESCO e dal Rettore dell\u2019universit\u00e0 o dell\u2019istituto di ricerca. Universit\u00e0 e istituti di ricerca distribuiti in vari paesi possono inoltre mettersi in rete, in numero da 3 a 10, e stabilire un partenariato con l\u2019UNESCO attraverso il Programma UNITWIN Cooperation. Sia le Cattedre che i Programmi di cooperazione UNITWIN vengono attivati nelle aree di competenza dell\u2019UNESCO: educazione, scienze naturali e sociali, cultura e comunicazione. Attualmente sono attivi 1000 Cattedre e 45 Programmi UNITWIN in 125 paesi.<\/p>\n<p>In Italia sono presenti 43 cattedre UNESCO e una Rete UNITWIN, relative a molteplici settori, tra i quali: biotecnologie, diritti umani, sviluppo umano, cultura della pace, cooperazione internazionale, sviluppo sostenibile, bioetica, inclusione dei migranti, risorse naturali, prevenzione e gestione dei rischi ambientali, alimentazione, salute, educazione, patrimonio culturale immateriale, paesaggio, patrimonio culturale e governo del territorio, pianificazione urbana e salute.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unesco.org\/en\/unitwin\">unesco.org<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unesco.it\/it\/iniziative-dellunesco\/cattedre-unesco\/\">unesco.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Scuole Associate all\u2019UNESCO<\/strong><\/p>\n<p>La Rete delle Scuole Associate all\u2019UNESCO (<em>UNESCO Associated Schools Network<\/em>, ASPnet) riunisce scuole di ogni ordine e grado di tutto il mondo, sia statali che paritarie, aventi il comune obiettivo di rafforzare l\u2019educazione dei giovani alla pace, al dialogo interculturale, al rispetto dei diritti umani e allo sviluppo sostenibile. Le scuole associate, circa 11500 in 180 paesi, si adoperano per integrare nei propri piani di studio e nelle proprie attivit\u00e0 i principi fondamentali dell\u2019UNESCO, promuovendo metodi di insegnamento innovativi, approcci partecipativi di apprendimento, costruzione di capacit\u00e0, scambi di conoscenze, esperienze e buone pratiche con scuole, individui, comunit\u00e0, decisori politici e con l\u2019intera societ\u00e0. La Rete mira a rendere gli studenti capaci di affrontare le sfide presenti e future in modo costruttivo e creativo, per creare societ\u00e0 sostenibili e resilienti, nelle quali i cittadini siano capaci di prendere decisioni informate e responsabili. L\u2019UNESCO ha pubblicato un manuale per aiutare gli insegnanti ad affrontare in modo adeguato il tema dello sviluppo sostenibile, \u201cEducation for Sustainable Development Goals-Learning Objectives\u201d, e una Guida per i Membri della Rete delle Scuole Associate.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unesco.org\/en\/aspnet\">unesco.org<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unesco.it\/it\/iniziative-dellunesco\/scuole-associate\/\">unesco.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Riserve della Biosfera\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il Programma \u201cL\u2019Uomo e la Biosfera\u201d (Man and the Biosphere, MAB), avviato nel 1971, \u00e8 un programma scientifico intergovernativo volto a promuovere un rapporto equilibrato tra l\u2019uomo e l\u2019ambiente, combinando la tutela degli ecosistemi e della biodiversit\u00e0 con l\u2019adozione di strategie di sviluppo economico che siano sostenibili dal punto di vista ambientale ed efficaci dal punto di vista sociale e culturale. Il cardine del programma \u00e8 rappresentato dalla rete delle Riserve della Biosfera, che comprendono ecosistemi terrestri, marini\/costieri o una combinazione degli stessi. Attraverso attivit\u00e0 di cooperazione e ricerca interdisciplinare, le Riserve sperimentano nuove forme di interazione tra ecosistemi e societ\u00e0, fornendo modelli innovativi ed efficaci di sviluppo sostenibile.<\/p>\n<p>Attualmente la Rete include 784 Riserve della Biosfera (incluse 25 transfrontaliere) in 142 paesi. In Italia sono presenti 21 Riserve: le ultime ad aver ottenuto il riconoscimento sono la Riserva dei Colli Euganei (2024) e la Riserva transfrontaliera delle Alpi Giulie (2024), nata dalla fusione di due Riserve MAB, una slovena e italiana, designate rispettivamente nel 2003 e nel 2019.<\/p>\n<p>Per maggiori informazioni \u00e8 possibile consultare il<a href=\"https:\/\/www.minambiente.it\/pagina\/il-programma-uomo-e-biosfera-mab\">\u00a0sito\u00a0<\/a>del Ministero dell\u2019Ambiente e della Sicurezza Energetica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unesco.org\/en\/mab?hub=66369\">unesco.org<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unesco.it\/it\/iniziative-dellunesco\/mab-3\/\">unesco.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Geoparchi<\/strong><\/p>\n<p>La rete mondiale dei Geoparchi \u00e8 stata costituita nel 2004 da 17 geoparchi europei e 8 cinesi, per promuovere lo scambio di buone pratiche e lo sviluppo di progetti in comune tra aree riconosciute di rilevanza internazionale per il loro patrimonio geologico.<\/p>\n<p>Nel 2015 l\u2019UNESCO ha lanciato la nuova iniziativa UNESCO Global Geoparks (Global Geoparks Network, GGN), volta a promuovere la gestione dei Geoparchi secondo un concetto olistico di protezione, educazione e sviluppo sostenibile. Nei Geoparchi UNESCO la tutela della geo-diversit\u00e0 si combina con strategie di sviluppo sostenibile e con l\u2019impegno a coinvolgere le comunit\u00e0 locali, sensibilizzandole al rispetto dell\u2019ambiente, all\u2019uso equilibrato delle risorse e alla valorizzazione dei legami tra il patrimonio geologico e le altre forme di patrimonio naturale e culturale.<\/p>\n<p>Attualmente la Rete include 229 Geoparchi in 50 paesi del mondo.<\/p>\n<p>In Italia sono presenti 12 Geoparchi mondiali, dei quali 9 iscritti nel 2015, quando l\u2019iniziativa UNESCO Global Geoparks \u00e8 stata lanciata, ma gi\u00e0 presenti nella Rete Mondiale:<\/p>\n<ul>\n<li>Rocca di Cerere (2008);<\/li>\n<li>Madonie (2004);<\/li>\n<li>Beigua (2005);<\/li>\n<li>Adamello Brenta (2008);<\/li>\n<li>Cilento, Vallo di Diano e Alburni (2010);<\/li>\n<li>Parco minerario toscano (2010);<\/li>\n<li>Alpi Apuane (2011);<\/li>\n<li>Sesia-Val Grande (2013);<\/li>\n<li>Pollino (2015);<\/li>\n<li>Aspromonte (2021);<\/li>\n<li>Majella (2021);<\/li>\n<li>Alta Murgia (2024).<\/li>\n<\/ul>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unesco.org\/en\/iggp\/geoparks\/about?hub=67817\">unesco.org<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unesco.it\/it\/iniziative-dellunesco\/geoparchi-2\/\">unesco.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il nostro Paese vanta uno straordinario patrimonio culturale e naturalistico, che ci presenta agli occhi del mondo come superpotenza della bellezza e della cultura. 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