{"id":120940,"date":"2024-07-24T09:33:13","date_gmt":"2024-07-24T07:33:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?page_id=120940"},"modified":"2024-07-24T09:34:11","modified_gmt":"2024-07-24T07:34:11","slug":"accordo-di-libero-scambio-ue-nuova-zelanda","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo\/politica_europea\/politica-commerciale-internazionale\/la-politica-commerciale-europea-nel-2013-2014-e-gli-accordi-fta\/accordo-di-libero-scambio-ue-nuova-zelanda\/","title":{"rendered":"Accordo di libero scambio UE-Nuova Zelanda"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;accordo di libero scambio (ALS) tra l&#8217;Unione europea e la Nuova Zelanda \u00e8 entrato in vigore il 1\u00b0 maggio 2024. L&#8217;accordo crea significative opportunit\u00e0 economiche per le aziende, gli agricoltori e i consumatori di entrambe le Parti, oltre a rafforzare i legami dell&#8217;UE con un alleato strategico nella regione, economicamente dinamica, dell\u2019Indo-Pacifico.<\/p>\n<p>L&#8217;UE rappresenta il terzo partner commerciale della Nuova Zelanda con cui, negli ultimi anni, ha registrato un costante incremento dell\u2019interscambio di beni. Secondo una valutazione d&#8217;impatto commissionata da Bruxelles, con l\u2019entrata in vigore dell&#8217;accordo gli scambi commerciali tra la Nuova Zelanda e l&#8217;UE dovrebbero aumentare del 30% e la sola eliminazione dei dazi doganali farebbe risparmiare alle imprese 140 milioni di euro l&#8217;anno. Anche i flussi di investimenti dell&#8217;UE in Nuova Zelanda potrebbero aumentare di oltre l&#8217;80%.<\/p>\n<p>Sin dall\u2019entrata in vigore, l\u2019ALS elimina i dazi sui prodotti industriali (che arrivavano fino al 10% in Nuova Zelanda), tra cui automobili e componentistica auto, macchinari, prodotti chimici, prodotti farmaceutici, calzature e abbigliamento, prodotti tessili.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il settore agroalimentare, di grande interesse per il nostro Paese, l&#8217;accordo rimuove, all&#8217;entrata in vigore, tutte le tariffe sulle esportazioni dell&#8217;UE verso la Nuova Zelanda, compresi i principali prodotti di esportazione europei come carni suine, vini e spumanti, cioccolato, prodotti dolciari, prodotti lattiero-caseari, alimenti per animali. Al tempo stesso, tenendo conto della sensibilit\u00e0 di alcuni settori agricoli dell&#8217;UE, l&#8217;accordo prevede un accesso limitato e controllato (attraverso contingenti tariffari attentamente calibrati) dalla Nuova Zelanda per prodotti come carne bovina, formaggi, burro o latte in polvere. Significativa anche l&#8217;inclusione, nell&#8217;intesa, di un capitolo dedicato ai sistemi alimentari sostenibili, che rafforza la cooperazione su temi quali il benessere degli animali, l&#8217;uso di pesticidi e fertilizzanti.<\/p>\n<p>L&#8217;accordo contempla la possibilit\u00e0 di risolvere eventuali pratiche commerciali sleali tra le Parti attraverso gli strumenti di difesa commerciale (antidumping, anti-sovvenzioni, salvaguardie globali). L&#8217;intesa prevede anche un meccanismo di salvaguardia bilaterale, che consente all&#8217;UE e alla Nuova Zelanda di imporre misure temporanee nel caso in cui un aumento significativo delle importazioni in regime preferenziale causi, o rischi di causare, un grave pregiudizio alle industrie nazionali.<\/p>\n<p>Tra i punti di particolare sensibilit\u00e0 per l&#8217;Italia, la Nuova Zelanda si impegna a proteggere l&#8217;intera lista di Indicazioni Geografiche presentata dall&#8217;UE per vini e bevande spiritose e IIGG europee iconiche nel settore agroalimentare, con la possibilit\u00e0 di aggiungere nuove IIGG in futuro. Il totale di IIGG italiane tutelate \u00e8 pari a 579. In relazione all&#8217;uso del termine &#8220;parmesan&#8221;, esso rimarr\u00e0 consentito solo per i produttori che sono sul mercato neozelandese da oltre 5 anni e a patto di non confondere il consumatore sull&#8217;origine del prodotto. L\u2019operativit\u00e0 della protezione delle IIGG scatta all&#8217;entrata in vigore dell&#8217;accordo.<\/p>\n<p>Oltre alla liberalizzazione tariffaria, l\u2019ALS prevede ulteriori possibilit\u00e0 di facilitazione degli scambi, come il divieto di dazi e tasse all&#8217;esportazione, l&#8217;esenzione dai dazi per le merci riparate e rigenerate e il riconoscimento del marchio \u201cMade in EU\u201d.<\/p>\n<p>Per poter beneficiare dell\u2019accordo, i prodotti esportati dall\u2019UE devono essere considerati originari dell\u2019Unione europea, ossia ottenuti interamente nell&#8217;UE (o prodotti nell&#8217;UE esclusivamente da materiali originari dell&#8217;UE o della Nuova Zelanda) oppure fabbricati nell&#8217;UE anche incorporando materiali non originari dell&#8217;UE o della Nuova Zelanda, a condizione che tali materiali siano stati sottoposti a una lavorazione o trasformazione sufficiente all&#8217;interno dell&#8217;UE.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le misure non tariffarie, l\u2019accordo contiene capitoli sulle questioni sanitarie e fitosanitarie (SPS) e sugli ostacoli tecnici al commercio (TBT) che mirano a facilitare il commercio e l&#8217;accesso al mercato, salvaguardando al contempo adeguati livelli di protezione. In ambito SPS, ad esempio, \u00e8 prevista la cooperazione sulla resistenza antimicrobica e si riafferma il principio di precauzione.<\/p>\n<p>L&#8217;accordo di libero scambio comprende anche disposizioni esaurienti in materia di propriet\u00e0 intellettuale, che coprono design industriale, copyright, diritto di rivendita per autori di grafica, arti plastiche e indicazioni geografiche.<\/p>\n<p>L\u2019accordo di libero scambio mira altres\u00ec a promuovere gli investimenti tra UE e Nuova Zelanda, garantendo agli investitori dell\u2019UE nel territorio della controparte lo stesso trattamento degli investitori neozelandesi. UE e Nuova Zelanda hanno assunto inoltre una serie di impegni che vanno al di l\u00e0 della normale pratica commerciale: a parte qualche limitata eccezione, non verranno, infatti, imposte condizioni specifiche che limiterebbero la possibilit\u00e0 di investimento n\u00e9 requisiti di nazionalit\u00e0 per specifiche posizioni chiave in societ\u00e0 di propriet\u00e0 dell\u2019altra Parte.<\/p>\n<p>In merito agli appalti pubblici, le Parti apriranno i propri mercati con impegni che vanno al di l\u00e0 di quanto gi\u00e0 previsto dall\u2019accordo sugli appalti pubblici in ambito OMC, consentendo la partecipazione agli offerenti della controparte a condizioni di parit\u00e0 con i propri operatori.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il commercio dei servizi, le disposizioni dell&#8217;accordo garantiscono ai fornitori di servizi europei parit\u00e0 di condizioni con quelli neozelandesi in settori quali i servizi di consegna, le telecomunicazioni, il trasporto marittimo e i servizi finanziari, con previsioni in materia di movimento dei professionisti (e relativi familiari) per motivi di lavoro.<\/p>\n<p>Riguardo al commercio digitale, l\u2019accordo offre certezza giuridica alle imprese e un ambiente sicuro per i consumatori, facilita il flusso di dati transfrontaliero, vieta i requisiti ingiustificati di localizzazione dei dati, preservando al contempo lo spazio politico dell&#8217;UE in materia di protezione dei dati personali.<\/p>\n<p>L&#8217;ALS tra UE e Nuova Zelanda \u00e8 anche il primo accordo commerciale dell&#8217;Unione Europea ad aver integrato il nuovo approccio dell&#8217;Unione al commercio e allo sviluppo sostenibile, con impegni vincolanti al rispetto degli standard internazionali in materia di lavoro e ambiente, incluso l&#8217;Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e i principi e diritti fondamentali dell&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL). All\u2019interno del capitolo sul commercio e lo sviluppo sostenibile figurano una disposizione sull&#8217;uguaglianza di genere; un articolo sulla riforma dei sussidi ai combustibili fossili; la previsione della rimozione dei dazi sui \u201cbeni verdi\u201d e della liberalizzazione dei servizi ambientali; disposizioni sull&#8217;economia circolare, la deforestazione, il meccanismo di fissazione del prezzo per le emissioni di CO2 e la protezione dell&#8217;ambiente marino.<\/p>\n<p>Da ultimo, l\u2019accordo riconosce l&#8217;importanza che tutti gli abitanti della Nuova Zelanda, compresa la popolazione M\u0101ori, possano beneficiare delle opportunit\u00e0 commerciali e di investimento offerte dall&#8217;ALS. Per l&#8217;UE si tratta del primo accordo commerciale ad includere un capitolo dedicato alle popolazioni indigene.<\/p>\n<p>Per maggiori informazioni sull\u2019Accordo:\u00a0 <a href=\"https:\/\/policy.trade.ec.europa.eu\/eu-trade-relationships-country-and-region\/countries-and-regions\/new-zealand\/eu-new-zealand-agreement_en\">EU-New Zealand (europa.eu)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;accordo di libero scambio (ALS) tra l&#8217;Unione europea e la Nuova Zelanda \u00e8 entrato in vigore il 1\u00b0 maggio 2024. L&#8217;accordo crea significative opportunit\u00e0 economiche per le aziende, gli agricoltori e i consumatori di entrambe le Parti, oltre a rafforzare i legami dell&#8217;UE con un alleato strategico nella regione, economicamente dinamica, dell\u2019Indo-Pacifico. 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