{"id":29161,"date":"2021-07-02T13:35:39","date_gmt":"2021-07-02T11:35:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?page_id=29161"},"modified":"2026-01-19T10:32:51","modified_gmt":"2026-01-19T09:32:51","slug":"il_mae","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/ministero\/il_mae\/","title":{"rendered":"Storia del MAECI: Il Ministero dall&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia ad oggi"},"content":{"rendered":"<p>Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale \u00e8 l\u2019organo di attuazione della politica estera del Governo e i suoi compiti sono attualmente disciplinati dall\u2019 articolo 12 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.<\/p>\n<p>A precorrere l\u2019attuale Ministero vi \u00e8 stata la Segreteria di Stato degli affari esteri del Regno di Sardegna. E\u2019 solo con la proclamazione dello Statuto albertino del 1848 che si apr\u00ec un nuovo periodo per la Segreteria, la quale cominci\u00f2 a assumere la denominazione di \u201cMinistero degli Affari Esteri\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nuova posizione dell\u2019Italia in campo internazionale<\/strong><\/p>\n<p>Nel corso degli anni e con il consolidarsi dell\u2019unificazione italiana, il Dicastero dovette progressivamente adeguarsi e pass\u00f2 attraverso vari riordinamenti, legati all\u2019evoluzione del Paese: determinante fu la riorganizzazione dell\u2019amministrazione sancita dalla legge Cavour del 1853, basata su un modello gerarchico-piramidale. Ma \u00e8 soprattutto con la conclusione della I guerra mondiale che si avvert\u00ec la necessit\u00e0 di riorganizzare l\u2019amministrazione dello Stato in generale e con essa anche quella del Ministero degli Esteri, i cui compiti furono ampliati in conseguenza della nuova posizione dell\u2019Italia in campo internazionale.<\/p>\n<p>La riorganizzazione fu intrapresa dal Ministro Sforza, che, nel 1920, struttur\u00f2 il Ministero su base territoriale &#8211; ovvero incentrando le competenze dei vari uffici sui paesi che essi seguivano &#8211; perch\u00e9 ritenuta il migliore strumento per seguire i rapporti politici internazionali.<\/p>\n<p>Fu anche valorizzato il ruolo del vertice amministrativo del Ministero, specie la carica di Segretario generale, sia attraverso la creazione di un gruppo di uffici posti alle sue dirette dipendenze, sia attraverso l\u2019utilizzo della presidenza di una serie di commissioni destinate ad operare in settori di particolare rilievo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le \u201cmicro riforme\u201d degli anni \u201920 e \u201830<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019avvento del fascismo oper\u00f2 una serie di \u201cmicroriforme\u201d, la pi\u00f9 importante delle quali fu la soppressione della carica di Segretario generale, soppressione che venne mantenuta fino all\u2019agosto 1943. La tendenza accentratrice dei tre Ministri fascisti (Mussolini, Grandi e Ciano) faceva, infatti, apparire come intollerabile che la trattazione degli affari di maggiore importanza o riservati risentissero dell\u2019influenza di una persona diversa dal Ministro.<\/p>\n<p>Nel Ministero venne, inoltre, introdotta la ripartizione per materie, sostituendo cos\u00ec quella geografica voluta da Sforza.<\/p>\n<p>La struttura ministeriale fu nuovamente modificata con l\u2019ingresso a Palazzo Chigi, allora sede degli affari esteri, di Ciano: questi volle porre l\u2019accento sulla direzione politica delle relazioni esterne del paese e stimol\u00f2 il progressivo accentrarsi nel Gabinetto del Ministro delle attivit\u00e0 di maggiore rilievo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il nuovo ordinamento dopo la II Guerra Mondiale<\/strong><\/p>\n<p>Dopo l\u2019armistizio dell\u20198 settembre \u201943 l\u2019intero sistema amministrativo, e quindi anche il Ministero degli Affari Esteri, fu investito da una profonda crisi. I pochi funzionari che raggiunsero il governo del re a Brindisi riuscirono a rimettere per\u00f2 in piedi un\u2019organizzazione. Nel febbraio del \u201944 il Ministero si trasfer\u00ec a Salerno e, nel mese di giugno, dopo la liberazione di Roma, torn\u00f2 nella sua sede di Palazzo Chigi.<\/p>\n<p>Non appena insediatosi, si pose il problema della riorganizzazione dei servizi: il 15 luglio 1944 Badoglio firm\u00f2 un decreto ministeriale che fissava l\u2019ordinamento del Ministero.<\/p>\n<p>In seguito, vennero apportate ulteriori modifiche all\u2019organizzazione dell\u2019amministrazione centrale, quali, ad esempio, la ripartizione tra i vari uffici degli affari gi\u00e0 di competenza del Ministero dell\u2019Africa italiana, ovvero l\u2019istituzione della direzione generale per la cooperazione internazionale, come conseguenza della politica estera italiana e del rilievo assunto dagli istituti di collaborazione economica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Trasferimento alla Farnesina e recenti riforme<\/strong><\/p>\n<p>Nel frattempo, nel 1959, si ebbe anche il trasferimento degli uffici del Ministero nella loro attuale sede, il palazzo della Farnesina.<\/p>\n<p>Nel 1967, \u00e8 stato emanato il decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, un vero e proprio corpus di norme regolatore della struttura, del funzionamento, del personale della Farnesina, con una struttura rispondente ad una logica per materia, anzich\u00e9 a quella della divisione per aree geografiche.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo \u00e8 stato, di recente, modificato e aggiornato. Nel 2003, per fornire risposte adeguate alle moderne esigenze di politica estera del Paese, la legge 23 aprile 2003, n. 109, ha introdotto sostanziali modifiche al decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, mentre con il decreto del 18 febbraio \u00e8 stata riformata l\u2019articolazione interna degli uffici, affiancando alle tradizionali direzioni generali competenti per materia delle nuove direzioni competenti per area geografica, nonch\u00e9 creando una nuova direzione competente per le questioni amministrative e la gestione del bilancio del Dicastero.<\/p>\n<p>Le strutture dell\u2019Amministrazione hanno subito un\u2019ulteriore riorganizzazione con decreto del Presidente della Repubblica 19 dicembre 2007, n. 258 e con Decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 2010, n.95.<\/p>\n<p>Con la Legge 11 agosto 2014, n. 125, che ha riformato integralmente il precedente assetto istituzionale della cooperazione allo sviluppo ed istituito la nuova Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), il Ministero ha assunto la denominazione di &#8220;Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale&#8221;.<\/p>\n<p>Un&#8217;ulteriore profonda trasformazione e riorganizzazione interna della Farnesina, ispirata a criteri di semplificazione e innovazione, con una rinnovata attenzione ai servizi ai cittadini e alle imprese, \u00e8 stata inoltre impressa con Decreto del Presidente della Repubblica 3 settembre 2025, n. 160.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale \u00e8 l\u2019organo di attuazione della politica estera del Governo e i suoi compiti sono attualmente disciplinati dall\u2019 articolo 12 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. 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