{"id":30663,"date":"2021-07-21T11:54:25","date_gmt":"2021-07-21T09:54:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?page_id=30663"},"modified":"2022-01-24T11:39:48","modified_gmt":"2022-01-24T10:39:48","slug":"unione_europea","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo\/politica_europea\/unione_europea\/","title":{"rendered":"L&#8217;UE"},"content":{"rendered":"<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>Oggi la casa comune europea poggia su fondamenta solide. Il Parlamento, eletto a suffragio universale, garantisce legittimit\u00e0 democratica al sistema istituzionale dell&#8217;Unione. L&#8217;euro ha preso il posto delle monete nazionali in 17 degli attuali stati membri dell&#8217;Ue, la libera circolazione delle persone \u00e8 ormai una realt\u00e0 consolidata e politiche comuni e coordinate vengono portate avanti in settori strategici come la politica estera, la difesa, la competitivit\u00e0, la sicurezza, l&#8217;ambiente, l&#8217;agricoltura e la coesione economica e sociale.<br \/>\nAl nocciolo originario dei sei Paesi fondatori (Francia, Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo) se ne sono aggiunti, in diverse tappe, altri ventuno, si&#8217; che attualmente i Paesi membri dell&#8217;UE sono ben ventisette. Danimarca, Irlanda e Regno Unito hanno fatto il loro ingresso nell&#8217;allora Cee il primo gennaio del 1973, la Grecia nel 1981, la Spagna e il Portogallo nel 1986, l&#8217;Austria, la Finlandia e la Svezia nel 1995. Dopo la crescita progressiva da 6 a 15 membri, l&#8217;Unione europea ha realizzato il 1\u00b0 maggio 2004 il pi\u00f9 grande allargamento della sua storia, in termini di ampiezza e di diversit\u00e0. Sono stati ben 10, infatti, i Paesi entrati a far parte della Ue: Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia e Ungheria.<br \/>\nAd essi si sono aggiunti Bulgaria Croazia e Romania. \u00a0 Cenni storici Dalle origini all&#8217;Atto\u00a0 Unico Il cammino per arrivare all&#8217;attuale configurazione della casa comune europea \u00e8 stato lungo, contrassegnato da ampie pause di riflessione sul processo di crescita e da ostacoli non sempre facili da superare. Nel 1941 Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi avevano tracciato il profilo di un&#8217;Europa federale nel Manifesto di Ventotene. Fu per\u00f2 solo dopo la guerra che la costruzione europea cominci\u00f2 a muovere i primi passi sotto la spinta della necessit\u00e0 politica di rimuovere le cause di scontro tra i principali Paesi del Vecchio Continente rimasti al di qua della Cortina di ferro.<br \/>\nNel 1949 nacque cos\u00ec il Consiglio d&#8217;Europa, organismo fondato da Francia, Regno Unito, Belgio e Irlanda con una funzione esclusivamente consultiva, rimasto sempre al di fuori del quadro istituzionale della Comunit\u00e0 europea. Il progetto di Jean Monnet che diede vita alla Ceca (Comunit\u00e0 europea del carbone e dell&#8217;acciaio) fu invece presentato a Parigi dal Ministro degli Esteri francese Robert Schuman il 9 maggio del 1950, giornata diventata poi Festa dell&#8217;Europa.<br \/>\nQuasi un anno dopo, il 18 aprile del 1951, avvenne la posa della prima pietra della costruzione comunitaria: i sei Paesi fondatori sottoscrissero il Trattato istitutivo della Ceca in base al quale, a Lussemburgo, venne creata un&#8217;Alta Autorit\u00e0 sovranazionale indipendente con il compito di far rispettare regole comuni fissate per la produzione e il commercio di carbone e acciaio. Poco dopo arriv\u00f2 anche la prima battuta d&#8217;arresto. Nel &#8217;52, su iniziativa della Francia, i Sei firmarono a Parigi il Trattato per la Comunit\u00e0 europea di difesa (Ced) che per\u00f2 non entr\u00f2 mai in vigore a causa della mancata ratifica da parte del Parlamento francese. Le Conferenze di Messina (1955) e quella di Venezia (1956), seguite dalla firma a Roma, nel &#8217;57, dei Trattati istitutivi della Comunit\u00e0 economica europea (Cee) e della Comunit\u00e0 Europea per l&#8217;energia atomica (Euratom), ridiedero slancio all&#8217;idea di un&#8217;Europa sempre pi\u00f9 integrata. Successivamente, nel corso degli anni &#8217;60, il processo di integrazione comp\u00ec passi in avanti attraverso la realizzazione dell&#8217;unione doganale e la firma del Trattato che unific\u00f2 gli esecutivi delle tre Comunit\u00e0 e stabil\u00ec il principio dell&#8217;unit\u00e0 di bilancio.<br \/>\nNel 1972, per rafforzare il coordinamento tra le politiche di gestione del cambio dei Paesi europei e garantire stabilit\u00e0 fissando margini di fluttuazione al fine di salvare il meccanismo dei prezzi di sostegno della politica agricola comune (Pac), prese corpo il cosiddetto &#8220;serpente monetario&#8221;. Nel &#8217;79 il serpente monetario si trasform\u00f2 in un vero e proprio accordo di cambio e assunse la denominazione di Sistema monetario europeo (Sme). Nello stesso anno, il Parlamento europeo venne eletto per la prima volta a suffragio universale. Nel febbraio 1984 il progetto di Trattato sull&#8217;Unione europea sostenuto da Spinelli (una vera e propria prima bozza di Costituzione europea) venne approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo. Nel 1985 fu firmato l&#8217;accordo di Schengen da parte di Francia, Germania e i Paesi del Benelux per facilitare l&#8217;eliminazione dei controlli alle frontiere interne, superando le resistenze incontrate nel promuovere la libera circolazione delle persone e la cooperazione giudiziaria all&#8217;interno del quadro istituzionale della Comunit\u00e0.<br \/>\nNel dicembre dello stesso anno, il Consiglio europeo a Lussemburgo decise di modificare il Trattato di Roma e di dare nuovo impulso al processo di integrazione europea elaborando un Atto unico europeo, firmato a L&#8217;Aia nel febbraio 1986. Oltre a realizzare importanti riforme istituzionali, l&#8217;Atto Unico europeo permise il proseguimento del cammino verso il completamento del mercato unico. Per tradurre in realt\u00e0 entro il 1992 gli obiettivi fissati con l&#8217;Atto Unico, nel 1987 Jacques Delors, nella veste di presidente della Commissione europea, present\u00f2 un ambizioso programma normativo ed operativo per assicurare l&#8217;eliminazione di ogni residuo ostacolo alla libera circolazione di persone, beni, capitali e servizi. La creazione dello spazio economico unificato apr\u00ec la strada alla successiva introduzione della moneta unica. A Maastricht la Comunit\u00e0 diventa Unione Sotto la spinta dei grandi mutamenti intervenuti sulla scena internazionale alla fine degli anni &#8217;80 con la caduta del muro di Berlino, la strada che condusse alla moneta unica e all&#8217;attuale assetto istituzionale fu imboccata dai Paesi membri della Cee nel 1990 con l&#8217;entrata in vigore della prima fase dell&#8217;Unione economica e monetaria e con l&#8217;avvio, al Consiglio europeo di Roma, delle Conferenze intergovernative sull&#8217;Unione economica e monetaria e sull&#8217;Unione politica che si sarebbero poi concluse a Maastricht nel &#8217;92 con la firma dell&#8217;omonimo Trattato.<br \/>\nIstituendo un&#8217;Unione europea (Ue), destinata &#8220;a segnare una nuova tappa nel processo di creazione di un&#8217;Unione sempre pi\u00f9 stretta tra i popoli dell&#8217;Europa, in cui le decisioni siano prese il pi\u00f9 vicino possibile ai cittadini&#8221;, Maastricht ha impresso un&#8217;autentica svolta al processo di integrazione europea. Quella che fino ad allora era stata comunemente indicata come Cee (Comunit\u00e0 economica europea) divent\u00f2 Comunit\u00e0 europea (Ce), andando a costituire il primo pilastro dell\u2019Unione Europea.<br \/>\nIl Trattato di Maastricht ha inoltre introdotto nuove politiche e forme di cooperazione: la cooperazione nel settore della politica estera e di sicurezza (c.d. \u201csecondo pilastro\u201d) e nel settore della giustizia ed affari interni (c.d. \u201cterzo pilastro\u201d). Con Maastricht quindi l&#8217;Unione si espande e si rafforza in attesa di ampliarsi agli altri Stati del Continente. La costruzione comunitaria, attraverso i Trattati di Amsterdam e Nizza, ha poi compiuto altri importanti passi in avanti. L&#8217;accordo di Schengen \u00e8 stato incorporato nel quadro normativo dell&#8217;Unione, \u00e8 stato dato nuovo impulso alla cooperazione tra le forze di polizia, nel campo giudiziario e nella difesa, \u00e8 stata resa pi\u00f9 semplice la possibilit\u00e0 di cooperazioni rafforzate tra gruppi ristretti di Paesi Ue ed \u00e8 stata istituita la figura di Alto Rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune (il cosiddetto Mr. Pesc), incarico inizialmente ricoperto da Javier Solana, ex Ministro degli Esteri spagnolo ed ex Segretario Generale della NATO.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;abolizione dei controlli alle frontiere interne dell&#8217;UE (1998-&#8217;99) e l&#8217;introduzione effettiva, il 1 gennaio 2002, della moneta unica, il successivo passo \u00e8 stato compiuto con la definizione di un Trattato Costituzionale necessario per assicurare il buon funzionamento di un&#8217;Unione , allargatasi dal 1 maggio 2004 a ben 25 Paesi, fino agli attuali 27 membri.\u00a0 Tale Trattato Costituzionale europeo, firmato a Roma il 29 ottobre 2004, non \u00e8 tuttavia entrato in vigore. Il processo di ratifica da parte degli Stati membri si \u00e8 infatti interrotto a seguito dell\u2019esito negativo dei referendum popolari del 2005 in Francia e nei Paesi Bassi.<\/p>\n<p><strong>Istituzioni<\/strong><strong>\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il Consiglio europeo Un ruolo fondamentale nello sviluppo dell&#8217;integrazione europea \u00e8 svolto dal Consiglio europeo, che a seguito delle innovazioni introdotte con il Trattato di Lisbona \u00e8 formalmente inserito nel novero delle istituzioni dell\u2019Unione. Esso riunisce almeno due volte a semestre i capi di Stato e di Governo dei Paesi membri e ha il compito di garantire l&#8217;impulso necessario allo sviluppo dell&#8217;Unione e di definirne gli orientamenti politici generali. E\u2019 dotato di un Presidente stabile, che viene eletto dallo stesso Consiglio europeo (a maggioranza qualificata) per un periodo di due anni e mezzo, rinnovabile una sola volta, con il compito di presiedere e preparare le riunioni (in cooperazione con il Presidente della Commissione europea e in base ai lavori del Consiglio Affari Generali) e di rappresentare l\u2019Unione all\u2019esterno per le materie relative alla politica estera e di sicurezza comune (fatte salve le attribuzioni dell\u2019Alto Rappresentante dell\u2019Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza).<br \/>\nIl triangolo istituzionale Il Consiglio dell&#8217;Unione europea, il Parlamento europeo e la Commissione europea costituiscono il cosiddetto &#8216;triangolo istituzionale&#8217;\u00a0 all&#8217;interno del quale si sviluppa, secondo quanto stabilito dai Trattati, il processo legislativo e decisionale dell&#8217;Ue. Un processo attraverso il quale l&#8217;Unione interviene sulle materie che rientrano tra le competenze indicate dai Trattati e sempre nel rispetto del principio della sussidiariet\u00e0, cio\u00e8 facendo a livello dell\u2019Unione solo quello che non pu\u00f2 essere adeguatamente realizzato a livello di singoli Stati membri.Solo la Commissione ha il potere di iniziativa legislativa. Ogni sua proposta deve per\u00f2 passare al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio dell\u2019Ue per essere trasformata in atto giuridico.<br \/>\nPer decidere un\u2019azione sul piano legislativo si segue principalmente la procedura legislativa ordinaria, che attribuisce congiuntamente al Parlamento europeo e al Consiglio dell\u2019Unione la veste di legislatori. Nei casi espressamente previsti dai trattati, si applica invece la procedura legislativa speciale, che attribuisce la funzione decisionale esclusivamente al Parlamento europeo o al Consiglio dell\u2019Unione, con la partecipazione rispettivamente dell\u2019uno o dell\u2019altro. Il Consiglio dell&#8217;Unione europea, solitamente composto dai ministri competenti degli Stati membri, si articola in dieci formazioni, di cui due espressamente previste dal Trattato sull\u2019Unione europea (Affari Generali e Affari Esteri) e le altre corrispondenti alle aree tematiche cos\u00ec come definite a seguito del Consiglio europeo di Siviglia del giugno 2002. Il calendario dei lavori del Consiglio dell&#8217;Unione \u00e8 fissato dalla presidenza di turno, che \u2013 con l\u2019eccezione del Consiglio Affari Esteri &#8211; per sei mesi spetta a uno dei tre Paesi membri che compongono il gruppo di Stati membri incaricati di assicurare la presidenza del Consiglio per un periodo continuativo di diciotto mesi secondo un sistema di rotazione paritaria.<br \/>\nIl Consiglio si riunisce a Bruxelles e, nei mesi di aprile, giugno e ottobre, in Lussemburgo.\u00a0 Il Parlameneto europeo,\u00a0eletto per la durata di cinque anni dai cittadini dei Paesi membri, realizza il coinvolgimento dei popoli dell&#8217;Unione nel processo decisionale. Esso ha ottenuto nel corso degli anni poteri sempre pi\u00f9 significativi: insieme al Consiglio, svolge la funzione legislativa dell&#8217;Unione\u00a0 e adotta, in via definitiva, il bilancio comunitario. Esso partecipa inoltre alla procedura di nomina della Commissione europea. La Commissione europea, composta per un periodo di cinque anni da 27 personalit\u00e0 indicate dai diversi Paesi membri, ma operanti in completa autonomia rispetto alle autorit\u00e0 nazionali &#8211; rappresenta il motore della macchina dell\u2019Unione. Ad essa spetta presentare proposte legislative, nonch\u00e9 svolgere la funzione esecutiva, difendere gli interessi generali dell&#8217;Unione ed essere la &#8220;guardiana&#8221; dei Trattati, vigilando sull\u2019applicazione del diritto dell\u2019Unione sotto il controllo della Corte di Giustizia dell\u2019UE.<br \/>\nA seguito delle innovazioni introdotte dal Trattato di Lisbona, ne fa parte, con funzioni di Vice Presidente, l\u2019Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza. La Corte di Giustizia e la Corte dei Conti \u00a0 La Corte di Giustizia\u00a0ha sede a Lussemburgo e assicura il rispetto e, in via esclusiva, l&#8217;interpretazione del diritto comunitario. La Corte \u00e8 assistita dal Tribunale di primo grado, istituito nel 1989, che si occupa in particolare del contenzioso amministrativo delle istituzioni europee e delle controversie suscitate dalle regole di concorrenza comunitarie. La Corte dei Conti\u00a0europea esercita competenze analoghe agli omonimi organismi nazionali. Ha infatti il compito di verificare la legittimit\u00e0 delle entrate e delle spese dell&#8217;Unione e la sana gestione finanziaria del bilancio dell&#8217;Ue.<\/p>\n<p><strong>Organi e Agenzie<\/strong><\/p>\n<p>La volont\u00e0 di favorire la crescita e lo sviluppo economico dell&#8217;Unione, di rafforzare un dialogo strutturato tra cittadini europei, amministrazioni locali e istituzioni dell&#8217;Unione ha favorito l&#8217;arricchimento della struttura istituzionale originaria. La Banca Centrale Europea (Bce), insieme alle banche centrali dei Paesi che hanno adottato l&#8217;euro (cosiddetto &#8220;Eurosistema&#8221;), \u00e8 responsabile della politica monetaria e garante del corretto funzionamento dei sistemi di pagamento transfrontalieri, effettua le operazioni di cambio, detiene e gestisce le riserve ufficiali di cambio dei Paesi della zona euro e provvede a creare moneta. La Bce, che ha sede a Francoforte, ha come obiettivo principale quello di mantenere la stabilit\u00e0 dei prezzi nella zona euro, preservando in tal modo il potere d&#8217;acquisto dell&#8217;euro. La struttura e le funzioni di questo organismo indipendente e sovranazionale sono state stabilite con il Trattato di Maastricht. La Banca Europea per gli Investimenti (Bei) \u00e8 invece il vero e proprio braccio finanziario dell&#8217;Unione: la principale finalit\u00e0 della sua attivit\u00e0 \u00e8 quella di sostenere progetti di investimento per favorire lo sviluppo equilibrato degli Stati membri.<br \/>\nIl Consiglio dei governatori della Bei \u00e8 composto dai Ministri dell&#8217;Economia dei Paesi dell&#8217;Unione. Il compito di rappresentare davanti alla Commissione, al Consiglio e al Parlamento gli interessi delle parti sociali e della societ\u00e0 civile spetta al Comitato economico e sociale, mentre il Comitato delle regioni, composto dai rappresentanti delle regioni dei Paesi dell&#8217;Unione, vigila sul rispetto dell&#8217;identit\u00e0 e delle prerogative degli enti locali. Questo Comitato, nell&#8217;ambito del processo decisionale comunitario, deve essere obbligatoriamente consultato in settori come la politica regionale, l&#8217;ambiente e l&#8217;istruzione.<br \/>\nDal 1995, \u00e8 stata istituita la figura del Mediatore europeo (Ombudsman) a cui possono rivolgersi tutti i cittadini, ma anche le istituzioni e le aziende residenti nell&#8217;Unione che si ritengano vittime di un atto di cattiva amministrazione da parte di istituzioni e organi comunitari. Dagli anni &#8217;70 sul territorio comunitario operano anche 29 Agenzie o organismi assimilabili alle Agenzie (3 delle quali, l\u2019Agenzia dell\u2019Unione Europea dei Diritti Fondamentali, l\u2019Agenzia Europea delle Sostanze Chimiche e l\u2019Istituto Europeo per l\u2019Uguaglianza di Genere, attualmente in fase di costituzione, diverranno pienamente operative nel corso dei prossimi mesi).<br \/>\nLe Agenzie\u00a0 svolgono compiti specifici definiti al momento della loro creazione. La loro costituzione risponde tanto al desiderio di decentrare determinate competenze degli organismi comunitari, quanto all&#8217;esigenza di far fronte a nuovi compiti di natura tecnica o scientifica. Le prime &#8211; il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale e la Fondazione per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro &#8211; sono sorte negli anni &#8217;70. Negli anni &#8217;90, durante il processo di completamento del mercato interno, ha iniziato la propria attivit\u00e0 una seconda generazione di agenzie, che hanno dato vita all&#8217;attuale modello comunitario. Queste agenzie operano in molti settori: dalla salvaguardia dell&#8217;ambiente alla sicurezza del lavoro, dal monitoraggio dei diritti umani e delle tossicodipendenze\u00a0 alla garanzia della sicurezza alimentare, marittima e aerea. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla descrizione presente nella sezione \u201cOpportunit\u00e0\u201d alla voce \u201cOpportunit\u00e0 di lavoro nelle Agenzie ed Organismi UE\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Introduzione Oggi la casa comune europea poggia su fondamenta solide. Il Parlamento, eletto a suffragio universale, garantisce legittimit\u00e0 democratica al sistema istituzionale dell&#8217;Unione. 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