{"id":30684,"date":"2021-07-21T12:15:37","date_gmt":"2021-07-21T10:15:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?page_id=30684"},"modified":"2022-09-15T10:09:24","modified_gmt":"2022-09-15T08:09:24","slug":"sicurezza_comune","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo\/politica_europea\/dimensione-esterna\/sicurezza_comune\/","title":{"rendered":"PESC\/PSDC"},"content":{"rendered":"<p><strong>La Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC)<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1987 fu istituzionalizzata per la prima volta una Cooperazione politica europea (CPE), gi\u00e0 Informalmente avviata dagli Stati membri nel 1970. Essa prevedeva essenzialmente meccanismi di consultazione tra gli Stati membri sulle questioni di politica estera di interesse generale.<br \/>\nAll\u2019inizio degli anni \u201990, sotto la spinta del cambiamento geopolitico del continente europeo (riunificazione tedesca, crollo dell\u2019Unione Sovietica, fine del Patto di Varsavia) e dell\u2019acuirsi di tensioni nazionalistiche nell\u2019area dei Balcani, tensioni che sfociarono nella disintegrazione della Jugoslavia, gli Stati membri decisero di fissare l\u2019obiettivo di una \u201cpolitica estera comune\u201d sulla base delle disposizioni contenute nel Trattato di Maastricht (1993), successivamente modificato ad Amsterdam, Nizza e Lisbona. Oggi, l\u2019Unione \u00e8 in grado di condurre una propria Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC), disciplinata dal titolo V del Trattato sull\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>In ambito PESC, l\u2019UE opera per assicurare un elevato livello di cooperazione in tutti i settori delle relazioni internazionali al fine di:<\/p>\n<ul>\n<li>salvaguardare i suoi valori, i suoi interessi fondamentali, la sua sicurezza, la sua indipendenza e la sua integrit\u00e0;<\/li>\n<li>consolidare e sostenere la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti dell\u2019uomo e i principi del diritto internazionale;<\/li>\n<li>preservare la pace, prevenire i conflitti e rafforzare la sicurezza internazionale, conformemente agli obiettivi e ai principi della Carta delle Nazioni Unite, nonch\u00e9 ai principi dell\u2019Atto finale di Helsinki e agli obiettivi della Carta di Parigi, compresi quelli relativi alle frontiere esterne;<\/li>\n<li>favorire lo sviluppo sostenibile dei paesi in via di sviluppo sul piano economico, sociale e ambientale, con l\u2019obiettivo primo di eliminare la povert\u00e0;<\/li>\n<li>incoraggiare l\u2019integrazione di tutti i paesi nell\u2019economia mondiale, anche attraverso la progressiva abolizione delle restrizioni agli scambi internazionali;<\/li>\n<li>contribuire all\u2019elaborazione di misure internazionali volte a preservare e migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019ambiente e la gestione sostenibile delle risorse naturali mondiali, al fine di assicurare lo sviluppo sostenibile;<\/li>\n<li>aiutare le popolazioni, i paesi e le regioni colpiti da calamit\u00e0 naturali o provocate dall\u2019uomo;<\/li>\n<li>promuovere un sistema internazionale basato su una cooperazione multilaterale rafforzata e il buon governo mondiale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il Consiglio europeo individua gli interessi e obiettivi strategici dell\u2019Unione sulla base dei principi e degli obiettivi di cui sopra. Sulla base degli orientamenti generali e delle linee strategiche definiti dal Consiglio Europeo, il Consiglio elabora la politica estera e di sicurezza comune e prende le decisioni necessarie per definire ed attuare tale politica. In particolare, il Consiglio pu\u00f2 avviare azioni UE di gestione delle crisi, sia civili che militari, per realizzare gli obiettivi dell&#8217;UE in materia di pace e sicurezza. Pu\u00f2 inoltre adottare misure intese ad attuare la politica estera e di sicurezza dell&#8217;UE, comprese eventuali sanzioni.<\/p>\n<p>L\u2019Alto Rappresentante, che presiede il Consiglio in formazione \u201cAffari Esteri\u201d ed \u00e8 al contempo Vice Presidente della Commissione, contribuisce all\u2019elaborazione della politica estera e di sicurezza comune e assicura l\u2019attuazione delle decisioni adottate dal Consiglio Europeo e dal Consiglio. Nell\u2019esecuzione delle sue funzioni, l\u2019Alto Rappresentante si avvale del Sevizio Europeo per l\u2019Azione Esterna, che lavora in collaborazione con i servizi diplomatici degli Stati membri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Strategia Europea in materia di Sicurezza<\/strong><\/p>\n<p>La Strategia Europea in materia di Sicurezza (\u201cUn\u2019Europa sicura in un mondo migliore\u201d), varata nel dicembre 2003, prende le mosse da alcune premesse di fondo, per poi individuare una serie di minacce con cui l\u2019Europa \u00e8 chiamata a confrontarsi. Partendo infatti dal presupposto che nessun paese \u00e8 in grado, da solo, di affrontare i problemi complessi di oggi e che l\u2019Unione Europea \u00e8 inevitabilmente un attore globale, vengono individuate alcune minacce per la sicurezza del continente, quali terrorismo, proliferazione delle armi di distruzione di massa, conflitti regionali, fallimento degli stati e criminalit\u00e0 organizzata. Sulla base di questo scenario, in un\u2019ottica di difesa della propria sicurezza e di promozione dei propri valori, l\u2019Unione ha individuato tre obiettivi strategici:<\/p>\n<ul>\n<li>Affrontare le minacce: la fine della guerra fredda e il contesto della globalizzazione hanno comportato un\u2019evoluzione del concetto tradizionale di autodifesa, non pi\u00f9 basata sul pericolo di un\u2019invasione, ma su minacce meno visibili, spesso lontane,\u00a0le quali che richiedono che la prima linea di difesa sia spesso all\u2019estero. La prevenzione dei conflitti e delle minacce assume un carattere prioritario. Poich\u00e9 nessuna delle minacce \u00e8 pi\u00f9 puramente militare, n\u00e9 pu\u00f2 essere affrontata con mezzi solamente militari, occorre una combinazione di strumenti militari, civili e politici.<\/li>\n<li>Costruire sicurezza nelle nostre vicinanze ed in particolare nei Balcani, nel Mediterraneo, in Medio Oriente e nel Caucaso.<\/li>\n<li>Un ordine internazionale basato su un multilateralismo efficace nel quadro fondamentale della Carta delle Nazioni Unite e nel rispetto di istituzioni quali l\u2019OMC, la NATO e l\u2019OSCE.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Politica di Sicurezza e Difesa Comune (PSDC)<\/strong><\/p>\n<p>La Politica di Sicurezza e Difesa Comune (PSDC), gi\u00e0 Politica Europea di Sicurezza e Difesa (PESD) e denominata PSDC dal Trattato di Lisbona, costituisce parte integrante della PESC. Essa \u00e8 cio\u00e8 uno strumento della politica estera dell\u2019Unione ed \u00e8 finalizzata al mantenimento della pace, alla prevenzione dei conflitti\u00a0ed al rafforzamento della sicurezza internazionale.<\/p>\n<p>Secondo quanto previsto dal vigente Trattato sull\u2019Unione Europea, essa riguarda tutti i settori della politica estera e tutte le questioni relative alla sicurezza dell\u2019Unione e comprende la graduale definizione di una politica di difesa comune.<\/p>\n<p>Le esigenze di miglioramento della capacit\u00e0 di reazione e di maggiore coerenza nell\u2019azione esterna dell\u2019UE, con particolare attenzione anche al rapporto costi-efficacia, rendono necessaria la realizzazione del c.d. \u201capproccio integrato\u201d nella gestione delle crisi, incentrato su una pi\u00f9 stretta interazione tra componenti civili e militari.<\/p>\n<p>Nel giro di pochi anni, la PSDC si \u00e8 evoluta in maniera significativa. Dalle prime operazioni civili e militari europee lanciate nel 2003 ad oggi, la UE ha dimostrato di essere un protagonista della scena internazionale anche in questo campo. Alla possibilit\u00e0 di parlare con una voce sola in politica estera, l\u2019Unione ha progressivamente unito la capacit\u00e0 di agire e di intervenire in maniera unitaria nella gestione delle crisi.<\/p>\n<p>Rispetto ai Trattati vigenti, sono significative le innovazioni che il Trattato di Lisbona ha introdotto in relazione alla politica della difesa.<\/p>\n<p>In particolare, \u00e8 stato ampliato il novero delle missioni nelle quali l\u2019Unione pu\u00f2 ricorrere a mezzi militari e civili, ed \u00e8 previsto che il Consiglio \u2013 all\u2019unanimit\u00e0 \u2013 possa affidare ad un gruppo di Stati membri la loro realizzazione (articolo 44 TUE).<\/p>\n<p>Viene inoltre eliminato il divieto di dare vita a cooperazioni rafforzate ed \u00e8 contemplata la possibilit\u00e0 che gli Stati membri che desiderano assumere impegni pi\u00f9 vincolanti in questo ambito realizzino fra loro una \u201ccooperazione strutturata permanente\u201d, previa decisione adottata a maggioranza qualificata dal Consiglio. A differenza di quanto previsto in generale per le cooperazioni rafforzate, il Trattato di Lisbona non prevede un numero minimo di Paesi partecipanti alla cooperazione strutturata permanente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Bussola Strategica per rafforzare la sicurezza e la difesa dell\u2019UE<\/strong><\/p>\n<p>Nel marzo 2022, l\u2019UE si \u00e8 dotata di un ambizioso piano d&#8217;azione per rafforzare la politica di sicurezza e di difesa dell&#8217;UE entro il 2030: la cosiddetta \u201cBussola Strategica\u201d.<\/p>\n<p>La Bussola Strategica offre per la prima volta un\u2019analisi condivisa a 27 del contesto strategico in cui l&#8217;UE si trova ad operare, nonch\u00e9 delle minacce e sfide che essa deve affrontare. Il documento definisce impegni specifici, con un calendario di attuazione molto preciso, per migliorare la capacit\u00e0 dell&#8217;UE di agire con decisione in situazioni di crisi, di difendere la propria sicurezza e i suoi cittadini. La Bussola copre tutti gli aspetti della politica di sicurezza e di difesa ed \u00e8 strutturata attorno a quattro pilastri: azione, investimenti, partner e sicurezza.<\/p>\n<p>Base giuridica<\/p>\n<p>Trattato UE: Titolo V (Articoli dal 21 al 46)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC) Nel 1987 fu istituzionalizzata per la prima volta una Cooperazione politica europea (CPE), gi\u00e0 Informalmente avviata dagli Stati membri nel 1970. Essa prevedeva essenzialmente meccanismi di consultazione tra gli Stati membri sulle questioni di politica estera di interesse generale. 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