{"id":31006,"date":"2021-07-22T13:16:42","date_gmt":"2021-07-22T11:16:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?page_id=31006"},"modified":"2024-02-20T12:08:01","modified_gmt":"2024-02-20T11:08:01","slug":"g7","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo\/organizzazioni_internazionali\/g7\/","title":{"rendered":"G7"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cos\u2019\u00e8 il G7?<\/strong><\/p>\n<p>Il G7 \u00e8 un foro di dialogo informale che riunisce sette Paesi altamente industrializzati (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti, cui si aggiunge l\u2019Unione Europea) uniti da una serie di principi e valori comuni: libert\u00e0 e democrazia, <em>rule of law<\/em>, rispetto dei diritti umani.<\/p>\n<p><strong>Come nasce?<\/strong><\/p>\n<p>Il G7 nasce nella prima met\u00e0 degli anni 70 del secolo scorso, a seguito della crisi del sistema di Bretton Woods e della crisi energetica del 1973, come foro informale di coordinamento in materia economica e finanziaria. Il primo Vertice dei Capi di Stato e di Governo, in formato ancora G6, risale al 1975; il formato attuale nasce nel 1976, con l\u2019ingresso del Canada.<\/p>\n<p><strong>Come funziona?<\/strong><\/p>\n<p>Il G7 ha natura informale: non esiste un segretariato (come avviene invece nelle Organizzazioni Internazionali) n\u00e9 altre strutture permanenti ad esso dedicate. La preparazione del Vertice viene coordinata dalla Presidenza di turno, che si assume il compito di organizzare e ospitare le riunioni preparatorie nonch\u00e9 le varie riunioni a livello Ministeriale.<\/p>\n<p><strong>Cosa fa?<\/strong><\/p>\n<p>Nato come foro di dialogo e coordinamento in materia economica e finanziaria, il G7 ha esteso la sua attivit\u00e0 fino a ricomprendere diversi altri settori dell\u2019attivit\u00e0 internazionale come l\u2019aiuto allo sviluppo e il contributo alla pace e alla sicurezza globali. Va ricordato che i Paesi del G7 versano annualmente oltre il 70% dell\u2019aiuto pubblico allo sviluppo mondiale, per una cifra superiore ai 100 miliardi di dollari (dati OCSE 2020:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.oecd.org\/dac\/financing-sustainable-development\/development-finance-data\/ODA-2020-detailed-summary.pdf\">https:\/\/www.oecd.org\/dac\/financing-sustainable-development\/development-finance-data\/ODA-2020-detailed-summary.pdf<\/a>). Negli ultimi anni, l\u2019attenzione del G7 si \u00e8 focalizzata su temi come l\u2019energia sostenibile, la lotta al cambiamento climatico, la sicurezza alimentare, la salute, l\u2019eguaglianza di genere.<\/p>\n<p><strong>Come lo fa?<\/strong><\/p>\n<p>Le posizioni assunte dai Capi di Stato e di Governo del G7 in occasione dei Vertici forniscono un contributo significativo alla\u00a0<em>governance<\/em>\u00a0globale e ai processi decisionali delle Organizzazioni Internazionali. Esse conducono inoltre, in diversi casi, alla realizzazione di iniziative settoriali, spesso aperte alla collaborazione di attori esterni (Paesi terzi e societ\u00e0 civile), che producono effetti di rilievo a livello globale. Fra queste, possiamo ricordare a titolo di esempio il Fondo Globale per combattere\u00a0 AIDS, Tubercolosi e Malaria (Genova 2001:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.theglobalfund.org\/en\/\">http:\/\/www.theglobalfund.org\/en\/<\/a>); la <em>Global Partnership<\/em> contro la diffusione delle armi e dei materiali di distruzione di massa (Kananaskis 2002); l\u2019iniziativa dell\u2019Aquila sulla sicurezza alimentare (L\u2019Aquila 2009) e, da ultimo, le iniziative a sostegno dell\u2019imprenditorialit\u00e0 femminile in Africa (Biarritz 2019).<\/p>\n<p><strong>Chi controlla?<\/strong><\/p>\n<p>Al fine di agevolare la possibilit\u00e0 di verificare l\u2019effettiva azione del G7, nel 2009 \u2013 su iniziativa della Presidenza italiana \u2013 venne creato <em>l\u2019Accountability Working Group<\/em> (AWG), con l\u2019obiettivo di verificare il rispetto degli impegni assunti. Per garantire la trasparenza del processo e il controllo da parte della societ\u00e0 civile, l\u2019AWG pubblica annualmente un rapporto in merito a uno o pi\u00f9 settori di azione del G7; ogni tre anni viene pubblicato un rapporto omnicomprensivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Storia del G7\/G8<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019idea di incontri periodici tra i leader politici mondiali nasce da un\u2019esigenza \u201cemergenziale\u201d legata alle crisi che avevano colpito il sistema economico-finanziario internazionale all\u2019inizio degli anni settanta del secolo scorso: il crollo del sistema di Bretton Woods nel 1971 e la crisi energetica del 1973. Proprio in tale anno, su iniziativa del Segretario al Tesoro statunitense George Schultz, i quattro Paesi pi\u00f9 industrializzati (Francia, Germania, Regno Unito, USA) diedero vita ad un\u00a0forum\u00a0per le questioni di cooperazione economica e monetaria, a livello di Ministri dell\u2019economia. Nel 1974 venne coinvolto anche il Giappone, dando origine alla denominazione G5;\u00a0l\u2019anno successivo, su iniziativa del Presidente francese Val\u00e9ry Giscard d\u2019Estaing venne convocato e ospitato a Rambouillet il primo Vertice in formato G6, con la partecipazione anche dell\u2019Italia: l\u2019obiettivo era discutere di temi economici e finanziari globali nel quadro di quello che venne definito un \u201cSummit economico\u201d tra i Capi di Stato e di Governo delle sei maggiori economie mondiali.<\/p>\n<p>Il formato si allarg\u00f2 ulteriormente con l\u2019ingresso del Canada nel 1976 (G7) e con la partecipazione \u2013 a partire dal 1977 \u2013 della Comunit\u00e0 Economica Europea (poi diventata Unione europea), con un ruolo inizialmente circoscritto agli ambiti di sua competenza esclusiva; a partire dal Summit di Ottawa del 1981 la CEE-UE ha per\u00f2 partecipato a tutte le discussioni dei Vertici, rappresentata dal Presidente della Commissione Europea e dal Presidente del Consiglio Europeo, anche se non esercita la Presidenza di turno del G7.<\/p>\n<p>L\u2019Unione Sovietica venne invitata per la prima volta nel 1991 ai tavoli di discussione paralleli al Vertice G7 di Londra. Successivamente, la neonata Federazione Russa venne gradualmente coinvolta nel processo G7 per arrivare alla prima partecipazione, al Vertice di Napoli del 1994, del Presidente russo Boris Yeltsin, con l\u2019avvio del cosiddetto formato G7+1, le cui riunioni avrebbero dovuto svolgersi alla conclusione di ogni summit. A partire dal Vertice di Denver del 1997 \u2013 su invito degli Stati Uniti e del Regno Unito \u2013 la Russia entr\u00f2 a pieno titolo nel formato del Vertice (G8),\u00a0senza per\u00f2 partecipare alle riunioni dei Ministri dell\u2019economia (c.d.\u00a0<em>finance track<\/em>). Il primo Vertice sotto Presidenza russa si \u00e8 tenuto nel luglio 2006 a San Pietroburgo mentre il secondo, originariamente programmato nel 2014 a Sochi, \u00e8 stato sospeso a causa della crisi ucraina e sostituito da un Vertice G7, senza la Russia, organizzato eccezionalmente a Bruxelles.<\/p>\n<p>L\u2019informalit\u00e0 strutturale del G7 ha condotto a una progressiva dilatazione dei suoi contenuti. Da\u00a0forum\u00a0di coordinamento di politiche economico-finanziarie, il G7\/G8 ha finito con il divenire un consesso \u201cglobale\u201d dedito alla trattazione di tutti i principali temi di politica estera e dello sviluppo. Gi\u00e0 negli anni ottanta si cominciarono a trattare questioni politiche e di sicurezza; a partire dagli anni novanta l\u2019agenda dei Summit si estese a nuove questioni trasversali (commercio, cambiamenti climatici, non proliferazione nucleare). La globalizzazione dell\u2019economia mondiale e la complessit\u00e0 delle nuove sfide (lotta alla povert\u00e0, contrasto al cambiamento climatico, tutela dell\u2019ambiente, gestione ordinata dei flussi migratori) hanno spinto il G7\/G8 a dedicare sempre maggiore attenzione al dialogo con i Paesi in Via di Sviluppo, in particolare con l\u2019Africa.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nell\u2019ultimo decennio del secolo scorso, le crisi economiche e finanziarie che avevano colpito una serie di economie emergenti in America Latina ed Asia avevano convinto i Ministri dell\u2019economia del G7 della necessit\u00e0 di coinvolgere anche altri Paesi nelle discussioni sull\u2019economia e la finanza globale. Su impulso dei Ministri dell\u2019economia di Canada e Stati Uniti, nel 1998 e 1999 si tennero quattro riunioni in formati pi\u00f9 ampi (G22 e G33); nel dicembre del 1999 venne costituito il G20 dei Ministri dell\u2019economia, con l\u2019inclusione \u2013 oltre ai G8 \u2013 di una serie di Paesi emergenti e dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Nel frattempo, analoghe esigenze di inclusione e rappresentativit\u00e0 spingevano il leader britannico Tony Blair, nel 2005, a invitare al Vertice G8 cinque Paesi emergenti con un particolare rilievo politico ed economico: Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica. A partire dal Vertice di Heiligendamm in Germania (2007), veniva istituzionalizzato il cosiddetto \u201cprocesso di Heiligendamm\u201d, che coinvolgeva i G8 pi\u00f9 i 5 Paesi di cui sopra in un dialogo relativo a quattro aree specifiche (innovazione, libert\u00e0 degli investimenti, cooperazione allo sviluppo in particolare con l\u2019Africa, energia e cambiamento climatico).<\/p>\n<p>La crisi economica e finanziaria del 2008 funse da catalizzatore del processo in corso, conducendo l\u2019allora Presidente USA George W. Bush a convocare, nel novembre 2008, il primo Vertice a livello di Capi di Stato e di Governo in formato G20 (che include il G8 pi\u00f9 Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Cina, Corea del Sud, India, Indonesia, Messico, Sudafrica, Turchia e Unione europea, e al quale partecipano anche diverse OO.II.: cfr. <a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/it\/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo\/organizzazioni_internazionali\/g20\/\">pagina del G20<\/a>).<\/p>\n<p>In sintesi, il carattere informale del G7\/G8 ha nel corso degli anni favorito un confronto aperto tra un nucleo di Paesi in sintonia politica (anche se non necessariamente in completo accordo su ogni dossier), rivelandosi un elemento imprescindibile del suo successo. Negli anni pi\u00f9 recenti, l\u2019Agenda G7 si \u00e8 adeguata sempre pi\u00f9 ai mutamenti del contesto internazionale: all\u2019interesse iniziale per i problemi di stabilit\u00e0 finanziaria e di coordinamento macroeconomico si \u00e8 affiancata la sensibilit\u00e0 verso altri temi cruciali, tra cui l\u2019aiuto allo sviluppo, i cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare, la salute globale, l\u2019uguaglianza di genere e il ruolo delle donne, l\u2019innovazione e il lavoro, la lotta al terrorismo internazionale, la\u00a0cybersecurity, la gestione dei flussi migratori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La struttura e l\u2019evoluzione dell\u2019agenda del G7\/G8<\/strong><\/p>\n<p><strong>Struttura e formati<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un foro informale per decisioni rapide<\/strong><\/p>\n<p>Il G7 \u00e8 un foro di dialogo ad alto livello tra i rappresentanti delle economie pi\u00f9 avanzate (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti, cui si aggiunge l\u2019Unione Europea). La sua principale caratteristica \u00e8 l\u2019informalit\u00e0, funzionale alla capacit\u00e0 di discutere e assumere in tempi rapidi posizioni comuni rispetto alle sfide globali di ordine economico\/finanziario, alle crisi regionali o alle questioni ambientali e di sviluppo. Il G7 non dispone di un quartiere generale o di un Segretariato, n\u00e9 di un budget o di staff permanente: la Presidenza \u00e8 assicurata a rotazione da ciascuno dei Paesi membri e coincide con l\u2019anno solare, seguendo l\u2019ordine Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Giappone, Italia e Canada. La Presidenza di turno propone i temi da includere nell\u2019agenda del Vertice e delle riunioni ministeriali, gestisce gli incontri preparatori, predispone le bozze dei documenti finali e del Comunicato del Vertice (che viene approvato dai Capi di Stato e di Governo) e decide il formato di partecipazione\/coinvolgimento delle Organizzazioni Internazionali, di Paesi terzi e della societ\u00e0 civile (c.d.\u00a0<em>outreach<\/em>).<\/p>\n<p>Il processo che porta al Vertice annuale si articola in una serie di riunioni e di incontri informali, cui ogni Paese membro partecipa a diversi livelli. Il G7 \u00e8 stato strutturato sin dalle origini sulla base di una struttura istituzionale incentrata sullo \u201c<em>Sherpa<\/em>\u201d, il \u201c<em>Foreign Affairs Sous-Sherpa<\/em>\u201d(FASS), il \u201c<em>Finance Sous-Sherpa<\/em>\u201d (FSS) e il \u201c<em>Political Director<\/em>\u201d (PD). Lo Sherpa (appellativo ispirato metaforicamente ai portatori d\u2019alta quota delle vette himalayane) \u00e8 il rappresentante personale per il G7 del Capo di Stato o di Governo per tutte le questioni che formano l\u2019agenda del Vertice; \u00e8 responsabile del processo preparatorio del Vertice annuale e coordina la stesura della Dichiarazione Finale. Gli Sherpa comunicano, attraverso regolari contatti, le posizioni e le proposte dei rispettivi Capi di Stato o di Governo &#8211; con cui hanno un dialogo diretto e costante &#8211; sulle principali questioni internazionali. In Italia la carica di Sherpa \u00e8 tradizionalmente ricoperta da un diplomatico di alto rango.<\/p>\n<p>Ogni Presidenza del G7 organizza generalmente tre o quattro riunioni degli Sherpa in preparazione del Vertice e, successivamente, altri incontri dedicati ai seguiti. Lo Sherpa \u00e8 coadiuvato da: un rappresentante del Ministero degli Esteri (Sous-Sherpa Esteri) per la trattazione di una serie di temi trasversali, ambientali, economico-sociali e di sviluppo (individuati di volta in volta in base all\u2019agenda della Presidenza); un rappresentante presso il Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze (Sous-Sherpa Finanze), che si occupa dei temi economico-finanziari dell\u2019agenda del Vertice; un ulteriore rappresentante del Ministero degli Affari Esteri (Direttore Politico) per la trattazione dei temi di politica estera e di sicurezza. Nell\u2019ambito del coordinamento assicurato dagli Sherpa, i Sous-Sherpa Esteri e Finanze e il Direttore Politico svolgono un ruolo essenziale nel negoziato del testo della Dichiarazione Finale; inoltre, i Sous-Sherpa Finanze e i Direttori Politici gestiscono in prima persona i processi che conducono, rispettivamente, alla Ministeriale finanze (<em>finance track<\/em>) e alla Ministeriale esteri, nonch\u00e9 i negoziati sulle relative Dichiarazioni finali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gruppi di lavoro su temi specifici<\/strong><\/p>\n<p>Per assicurare un seguito agli impegni assunti in occasione dei Vertici annuali, oltre che il necessario approfondimento tecnico dei temi trattati, si \u00e8 reso necessario lo sviluppo di appositi meccanismi di coordinamento. Sotto il coordinamento dei Sous-Sherpa Esteri e Finanze e dei Direttori Politici sono stati pertanto costituiti, nel corso degli anni, Gruppi di lavoro composti da esperti per approfondire temi specifici, quali, ad esempio, l\u2019accesso all\u2019acqua, la salute, l\u2019istruzione, la propriet\u00e0 intellettuale, lo sviluppo, l\u2019energia, la non proliferazione e il supporto alle attivit\u00e0 di mantenimento e consolidamento della pace delle Nazioni Unite. I Gruppi ricevono un mandato che pu\u00f2 condurre alla presentazione di un rapporto finale (solitamente in occasione del Vertice) o al negoziato su elementi specifici; essi si riuniscono circa due o tre volte l\u2019anno sotto il coordinamento dalla Presidenza di turno.<\/p>\n<p>Tra i predetti gruppi rientra <em>l\u2019Accountability Working Group<\/em>\u00a0(AWG), creato nel 2009 su iniziativa dell\u2019allora Presidenza italiana per monitorare l\u2019attuazione degli impegni assunti dal G7\/G8.<\/p>\n<p><strong>Riunioni ministeriali<\/strong><\/p>\n<p>Inizialmente, i Capi di Stato e di Governo erano accompagnati nelle riunioni dai Ministri degli Esteri e delle Finanze; a partire dal Vertice di Birmingham del 1998, si \u00e8 deciso di separare le riunioni ministeriali da quelle dei Capi di Stato e di Governo, cos\u00ec da non perdere lo \u201cspirito originale\u201d di Rambouillet (sede del primo Vertice, in formato G6). Da allora in poi, il numero delle riunioni ministeriali &#8211; prevalentemente concentrate nel semestre che precede il Vertice &#8211; \u00e8 sensibilmente aumentato, in risposta all\u2019esigenza di affrontare, con un approccio pi\u00f9 tecnico, le grandi questioni internazionali discusse su linee strategiche pi\u00f9 generali dai Capi di Stato e di Governo.<\/p>\n<p>Le riunioni ministeriali godono di ampio grado di autonomia organizzativa e funzionale rispetto ai Vertici dei Capi di Stato e di Governo, pur nel contesto di una generale coerenza di messaggio e unit\u00e0 di intenti, che \u00e8 compito \u2013 e interesse \u2013 della Presidenza assicurare. Alcune delle conclusioni pi\u00f9 rilevanti delle riunioni ministeriali vengono normalmente riflesse nel documento finale del Vertice annuale dei Capi di Stato e di Governo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia nel G7\/G8<\/strong><\/p>\n<p><strong>I vertici del G7\/G8 a Presidenza italiana<\/strong><\/p>\n<p><strong>22 &#8211; 23 giugno 1980 a Venezia (G7)<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>Presidente del Consiglio: Francesco Cossiga<\/strong><br \/>\nI temi in agenda del primo Vertice italiano del 1980 furono prevalentemente economici: contenimento dell\u2019inflazione, politica monetaria, commercio e questione energetica. Si discusse anche delle relazioni con i Paesi in via di sviluppo, di rifugiati e di sicurezza. Inoltre, la \u201ccrisi degli ostaggi\u201d in Iran e il terrorismo internazionale portarono a due distinte dichiarazioni, una sugli ostaggi diplomatici e una sui dirottamenti. Infine, venne approvato un documento contro l\u2019occupazione dell\u2019Afghanistan da parte delle truppe sovietiche.<\/p>\n<p><strong>8 &#8211; 10 giugno 1987 a Venezia (G7)<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>Presidente del Consiglio: Amintore Fanfani<\/strong><br \/>\nNel vertice di Venezia del 1987, oltre alle tradizionali questioni economiche vennero trattati temi come la pandemia dell\u2019AIDS, il contrasto alla diffusione delle sostanze stupefacenti, le relazioni Est-Ovest, la guerra tra Iran e Iraq e il terrorismo internazionale.<\/p>\n<p><strong>8 &#8211; 10 luglio 1994 a Napoli (G7)<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi<\/strong><br \/>\nIl terzo vertice italiano si tenne a Napoli nel 1994 e vide per la prima volta la partecipazione della Federazione Russa, con il Presidente Yeltsin presente in qualit\u00e0 di osservatore. Gli argomenti discussi furono prevalentemente economici, come l\u2019occupazione e la crescita, il commercio e lo sviluppo. Furono inoltre trattati l\u2019ambiente, la sicurezza nucleare, la transizione democratica dei Paesi dell\u2019ex blocco sovietico, la cooperazione contro il crimine transnazionale e il riciclaggio del denaro sporco.<\/p>\n<p><strong>20 &#8211; 22 luglio 2001 a Genova (G8)<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi<\/strong><br \/>\nIl Vertice di Genova nel 2001 fu il primo presieduto dall\u2019Italia nel formato G8. Il Vertice fu funestato da violenti scontri e incidenti fra manifestanti e forze dell\u2019ordine: nel secondo giorno del Vertice, in una Dichiarazione congiunta gli otto leader espressero rammarico per la morte di un giovane manifestante e una ferma condanna delle violenze avvenute in quei giorni. I temi discussi nella dichiarazione finale compresero la riduzione della povert\u00e0 e del debito dei Paesi in via di sviluppo, le questioni di sicurezza regionale, le opportunit\u00e0 della tecnologia digitale, l\u2019ambiente, la sicurezza alimentare, l\u2019occupazione, la lotta contro la criminalit\u00e0 transnazionale organizzata e la droga. In occasione del Vertice di Genova il G8 lanci\u00f2 il Fondo Globale per combattere\u00a0 AIDS, Tubercolosi e Malaria (<a href=\"http:\/\/www.theglobalfund.org\/en\/\">http:\/\/www.theglobalfund.org\/en\/<\/a>).<\/p>\n<p><strong>8 &#8211; 10 luglio 2009 a L\u2019Aquila (G8)<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi<\/strong><br \/>\nI temi al centro della discussione nel quinto vertice italiano furono la crisi economica internazionale e le varie crisi regionali, la sicurezza alimentare, la lotta ai cambiamenti climatici e la liberalizzazione del commercio mondiale. I formati \u2018allargati\u2019 del Summit dell\u2019Aquila coinvolsero i G5 (Brasile, Cina, India, Messico, Sud Africa); Egitto, Australia, Indonesia, Corea del Sud in qualit\u00e0 di rappresentanti del MEF (<em>Major Economies Forum<\/em>); diversi Paesi Africani e sei Organizzazioni Internazionali. Al Vertice dell\u2019Aquila venne lanciata l\u2019iniziativa dell\u2019Aquila sulla sicurezza alimentare (<em>L\u2019Aquila Food Security Initiative<\/em>, AFSI).<\/p>\n<p><strong>26 \u2013 27 maggio 2017 a Taormina (G7)<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>Presidente del Consiglio: Paolo Gentiloni<\/strong><br \/>\nIn occasione del sesto Vertice ospitato da parte italiana, le discussioni intrattenute dai Leader si sono concentrate sui pi\u00f9 rilevanti temi dell\u2019agenda globale tra cui: lotta al terrorismo, crescita economica e riduzione delle disuguaglianze, commercio internazionale, cambiamenti climatici, migrazioni, sicurezza alimentare, questioni di genere e innovazione, competenze e lavoro nell\u2019era della Nuova Rivoluzione della Produzione. La tradizionale sessione di\u00a0<em>outreach<\/em>\u00a0\u00e8 stata dedicata all\u2019Africa e ha visto la partecipazione dei leader di Etiopia, Kenya, Niger, Nigeria e Tunisia, nonch\u00e9 dei vertici dell\u2019Unione Africana e delle principali Organizzazioni Internazionali.<\/p>\n<p><strong>13 &#8211; 15 giugno 2024 a Borgo Egnazia (G7)<\/strong><br \/>\n<strong>Presidente del Consiglio: Giorgia Meloni<\/strong><br \/>\nVisita il sito ufficiale della Presidenza italiana del G7 all\u2019indirizzo: <a href=\"https:\/\/www.g7italy.it\/\">https:\/\/www.g7italy.it\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cos\u2019\u00e8 il G7? Il G7 \u00e8 un foro di dialogo informale che riunisce sette Paesi altamente industrializzati (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti, cui si aggiunge l\u2019Unione Europea) uniti da una serie di principi e valori comuni: libert\u00e0 e democrazia, rule of law, rispetto dei diritti umani. Come nasce? 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