{"id":31034,"date":"2021-07-22T13:31:07","date_gmt":"2021-07-22T11:31:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?page_id=31034"},"modified":"2025-12-02T11:44:53","modified_gmt":"2025-12-02T10:44:53","slug":"club-di-parigi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo\/organizzazioni_internazionali\/fora-organizzazioni-economiche-internazionali\/club-di-parigi\/","title":{"rendered":"Club di Parigi"},"content":{"rendered":"<p>Il Club di Parigi, con sede nella Capitale francese, \u00e8 un gruppo informale di creditori ufficiali costituito nel\u00a0<strong>1956<\/strong>, attualmente composto da\u00a0<strong>22 membri<\/strong>\u00a0permanenti, facenti parte dei Paesi economicamente avanzati, ai quali si aggiungono partecipanti \u201cad hoc\u201d e osservatori.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>Presidente del Club di Parigi<\/strong>, tradizionalmente un alto funzionario del Ministero del Tesoro francese, \u00e8 coadiuvato da un\u00a0<strong>Segretariato<\/strong>, composto da funzionari dello stesso dicastero francese.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito del Club di Parigi, che si riunisce su base mensile (c.d.\u00a0<em>Tour d\u2019Horizon<\/em>), si discutono le misure di\u00a0<strong>trattamento del debito sovrano<\/strong>, principalmente\u00a0<strong>dei Paesi in via di sviluppo e dei Paesi emergenti<\/strong>, nei confronti degli Stati creditori.<\/p>\n<p>I lavori del Club sono improntati ai\u00a0<strong>principi di solidariet\u00e0, consenso obbligatorio nelle decisioni, condivisione delle informazioni, condizionalit\u00e0, comparabilit\u00e0 di trattamento<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>approccio caso per caso.<\/strong><\/p>\n<p>Le\u00a0<strong>caratteristiche del\u00a0debito<\/strong>\u00a0trattato sono essenzialmente tre: 1)\u00a0<strong>pubblico\u00a0<\/strong>(contratto da uno Stato o da un ente pubblico, oppure garantito da uno Stato); 2) a\u00a0<strong>media-lunga scadenza (<\/strong>i debiti a breve termine \u2013 con scadenza a un anno o meno \u2013 sono generalmente esclusi); 3)\u00a0<strong>precedente alla c.d. \u201ccut off date\u201d<\/strong>\u00a0(di solito corrispondente alla data del primo meeting tra Paese debitore e Paesi creditori).<\/p>\n<p>Il trattamento del debito pu\u00f2 assumere le forme\u00a0<strong>della ristrutturazione, della cancellazione, della conversione\u00a0<\/strong>(in programmi mirati a ridurre la povert\u00e0, in ambito ambientale o altro) o una combinazione di esse.<\/p>\n<p>Le misure di trattamento del debito vengono normalmente concordate prima\u00a0<strong>a livello\u00a0multilaterale<\/strong>, con la firma di un Memorandum of Understanding (non giuridicamente vincolante) tra tutti i Paesi creditori e il Paese debitore, a cui viene successivamente data attuazione\u00a0<strong>a livello bilaterale<\/strong>\u00a0attraverso la firma di accordi (legalmente vincolanti) tra il Paese debitore e il singolo Paese creditore.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni il Club di Parigi ha utilizzato diversi approcci per il\u00a0trattamento del debito, fino ad arrivare a un programma specifico per i Paesi del Terzo mondo, la\u00a0<strong><em>Heavily Indebted Poor Countries Initiative<\/em>\u00a0(HIPC)<\/strong>, promossa nel 1996 dalla Banca Mondiale (BM) e dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e attiva ancora oggi.<\/p>\n<p>Per dare attuazione nazionale generalizzata a tale iniziativa e ad altre, promosse dalla comunit\u00e0 internazionale, nel\u00a0<strong>2000<\/strong>\u00a0\u00e8 stata adottata in Italia la<strong>\u00a0legge 209, recante le \u201cMisure per la riduzione del debito estero dei Paesi a pi\u00f9 basso reddito e maggiormente indebitati\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Altra importante iniziativa<\/strong>, lanciata il\u00a0<strong>15 aprile del 2020<\/strong>\u00a0dai Ministri delle Finanze e dai Governatori delle Banche Centrali del G20, \u00e8 la\u00a0<strong><em>Debt Service Suspension Initiative<\/em>\u00a0(DSSI),\u00a0<\/strong>volta a concedere la\u00a0<strong>sospensione del servizio del debito<\/strong>\u00a0ai paesi pi\u00f9 poveri per aiutarli a fronteggiare le gravi esigenze di liquidit\u00e0 causate dalla pandemia da\u00a0<strong>Covid-19.<\/strong><\/p>\n<p>Dalla sua costituzione, il Club di Parigi ha concluso <strong>483 intese<\/strong>\u00a0di trattamento debitorio a favore di\u00a0<strong>102 Paesi<\/strong>, per ammontare totale di circa\u00a0<strong>616 miliardi di USD<\/strong>.<\/p>\n<p>Il G20 e il Club di Parigi hanno approvato, il 13 novembre 2020, un \u201cquadro comune per il trattamento del debito oltre il DSSI\u201d (<strong><em>Common Framework for debt treatments beyond the DSSI<\/em><\/strong><em>)<\/em>, per rispondere all\u2019esigenza di molti Paesi a basso reddito di affrontare, a seguito della pandemia globale, gli accresciuti\u00a0<strong>problemi di sostenibilit\u00e0 del debito e di liquidit\u00e0 a medio-lungo termine.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A differenza dell\u2019iniziativa DSSI<\/strong>, che prevede solo la moratoria sui pagamenti del debito<strong>,\u00a0<\/strong>il \u201cCommon Framework\u201d (CF)\u00a0<strong>include anche la possibilit\u00e0 di una sua ristrutturazione. Inoltre, \u00e8 prevista la partecipazione dei Paesi creditori non membri del Club.<\/strong><\/p>\n<p>I primi Paesi a richiedere di poter beneficiare dell\u2019iniziativa sono stati il Ciad, l\u2019Etiopia e lo Zambia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Club di Parigi, con sede nella Capitale francese, \u00e8 un gruppo informale di creditori ufficiali costituito nel\u00a01956, attualmente composto da\u00a022 membri\u00a0permanenti, facenti parte dei Paesi economicamente avanzati, ai quali si aggiungono partecipanti \u201cad hoc\u201d e osservatori. 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