{"id":31036,"date":"2021-07-22T13:31:49","date_gmt":"2021-07-22T11:31:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?page_id=31036"},"modified":"2025-12-17T13:06:22","modified_gmt":"2025-12-17T12:06:22","slug":"misure-di-trattamento-del-debito","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/temi\/organizzazioni_internazionali\/fora-organizzazioni-economiche-internazionali\/club-di-parigi\/misure-di-trattamento-del-debito\/","title":{"rendered":"Misure di trattamento del debito"},"content":{"rendered":"<p><strong>Iniziativa HIPC (Heavily Indebted Poor Countries)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cenni generali<\/strong><\/p>\n<p>La \u201cIniziativa HIPC (Heavily Indebted Poor Countries)\u201d fu adottata nel 1996 al Vertice G7 di Lione per assicurare la sostenibilit\u00e0 del debito estero a medio-lungo termine dei Paesi a basso reddito.<\/p>\n<p>Fin dall\u2019inizio il programma si \u00e8 proposto come obiettivo fondamentale quello di offrire una\u00a0<strong>soluzione onnicomprensiva (la cancellazione riguarda tutti i debiti di un Paese, sia quelli nei confronti di Governi creditori, sia verso le istituzioni finanziarie internazionali e i creditori privati)\u00a0<\/strong>per riportare il debito estero di questi Paesi ad un livello sostenibile, eliminando cos\u00ec il peso di impegni pluriennali di bilancio che gli Stati interessati non sarebbero riusciti ad ottemperare.<\/p>\n<p><strong>Non si tratta di una cancellazione totale, ma di una riduzione del debito tenendo conto del suo peso relativo<\/strong>, valutando caso per caso dove e quanto intervenire.<\/p>\n<p>Il vertice G-7 di Colonia del giugno 1999 ha allargato la portata dell\u2019iniziativa originaria, prevedendo la cancellazione del debito dei Paesi HIPC per un ammontare pari a 28,2 miliardi di USD (di cui 14,1 a carico dei creditori multilaterali e 14,1 a carico dei crediti bilaterali), dando vita cos\u00ec a quello che \u00e8 stato successivamente denominato \u201c<strong><em>enhanced HIPC<\/em><\/strong><em>\u201d<\/em>\u00a0(\u201cHIPC rafforzata\u201d).<\/p>\n<p>Nel 2005, i Paesi G8, in occasione del summit di Gleneagles, hanno lanciato una iniziativa complementare alla HIPC, la\u00a0<strong>MDRI (Multilateral Debt Relief Initiative)<\/strong>\u00a0che prevede la cancellazione del 100 percento del debito dei paesi HIPC verso l\u2019IDA, la Banca Africana e il Fondo Monetario Internazionale.<\/p>\n<p>La MDRI intende principalmente assistere i paesi debitori nel raggiungimento degli Obiettivi del Millennio (Millennium Development Goals-MDGs), individuati in ambito Nazioni Unite. Il FMI, accogliendo il suggerimento di numerosi PVS, ha deciso di includere nell\u2019iniziativa anche i Paesi non-HIPC che abbiano un reddito pro-capite annuo inferiore a 380 USD.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, gi\u00e0 fra i promotori dell\u2019Iniziativa HIPC, ha sostenuto sin dall\u2019inizio l\u2019MDRI, dando la piena disponibilit\u00e0 a contribuire al relativo finanziamento.<\/p>\n<p><strong>Per poter accedere all\u2019iniziativa HIPC<\/strong>\u00a0i Paesi debitori devono soddisfare i seguenti criteri:<\/p>\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ol>\n<li>essere idonei ai prestiti del \u201cInternational Development Association \u2013 IDA\u201d della Banca Mondiale (c.d.\u00a0<strong>Paesi IDA-only<\/strong><a name=\"_ftnref1\"><\/a><a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/it\/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo\/organizzazioni_internazionali\/fora-organizzazioni-economiche-internazionali\/club-di-parigi\/misure-di-trattamento-del-debito\/#_ftn1\">[1]<\/a>);<\/li>\n<li>avere un\u00a0<strong>debito ritenuto insostenibile<\/strong>\u00a0in base alle apposite analisi finanziarie effettuate dagli esperti delle IFI;<\/li>\n<li>aver posto in atto una serie di misure in campo economico nel contesto di un\u00a0<strong>programma di riforme<\/strong>\u00a0sostenuto dal Fondo Monetario e dalla Banca Mondiale;<\/li>\n<li>aver elaborato un\u00a0<strong>Piano strategico di riduzione della povert\u00e0 (PRSP)<\/strong>\u00a0(o almeno un \u201cInterim PRSP\u201d, pi\u00f9 breve e succinto), attraverso un processo partecipativo che coinvolga la societ\u00e0 civile, i donatori e gli organismi internazionali.<\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Quando il Paese ha compiuto significativi progressi per soddisfare tali criteri viene dichiarato dal FMI e dalla Banca Mondiale idoneo (raggiungimento del c.d. \u201c<strong>decison point\u201d)<\/strong>. In questa fase la comunit\u00e0 internazionale si impegna a fornire la riduzione debitoria necessaria a riportare gli indicatori del debito ai livelli di sostenibilit\u00e0 ed il paese comincia a beneficiare della cancellazione parziale del debito (c.d.\u00a0<strong>\u201cinterim debt relief\u201d).<\/strong><\/p>\n<p>La cancellazione del rimanente debito viene concessa dai creditori a seguito della dichiarazione del c.d.\u00a0<strong>\u201ccompletion point\u201d,<\/strong>\u00a0per raggiungere il quale il paese deve aver dato positiva attuazione alle riforme chiave concordate al \u201cdecision point\u201d, mantenuto un certo livello di stabilit\u00e0 macroeconomica e attuato positivamente per almeno un anno il PRSP.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo Paese, il 37.mo in ordine di tempo, a raggiungere il \u201cdecision point\u201d \u00e8 stato\u00a0<strong>la Somalia.<\/strong><\/p>\n<p>A seguito alla<strong>\u00a0firma dell\u2019Intesa multilaterale da parte della Somalia con i creditori membri Club di Parigi,\u00a0<\/strong>raggiunta il 31 marzo 2020, si \u00e8 proceduto alla firma dei relativi accordi bilaterali per la cancellazione delle scadenze dovute entro il 31 dicembre 2020.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia,\u00a0<\/strong>da sempre in prima linea a sostegno del consolidamento politico e della ricostruzione economica e finanziaria della Somalia, ha ritenuto opportuno procedere con la negoziazione\u00a0<strong>dell\u2019Accordo bilaterale<\/strong>\u00a0con il Governo somalo, di recente concluso ed\u00a0<strong>entrato in vigore l\u201911 marzo 2021<\/strong>, concedendo al Paese\u00a0<strong>la cancellazione in un\u2019unica soluzione dell\u2019ammontare totale del debito in arretrato<\/strong>\u00a0(costituito dalla somma degli importi in conto capitale pi\u00f9 interessi dei crediti commerciali, gestiti da SACE, e di quelli concessi a titolo di aiuto allo sviluppo dall\u2019attuale Cassa Depositi e Prestiti). L\u2019Italia ha anche svolto un ruolo di primaria importanza nel conseguimento di tale risultato attraverso l\u2019erogazione di un\u00a0<strong>prestito ponte<\/strong>, che ha consentito di portare a termine la cancellazione dei debiti arretrati della Somalia verso il Fondo monetario (operazione indispensabile per permettere l\u2019accesso ai programmi di assistenza del FMI).<\/p>\n<p>Nel <strong>dicembre 2023<\/strong>, la <strong>Somalia <\/strong>ha raggiunto il <strong><em>completion point<\/em><\/strong> dell\u2019iniziativa HIPC. <strong>Eritrea<\/strong> e <strong>Sudan<\/strong> sono potenzialmente idonei a beneficiare dell\u2019alleggerimento del debito, ma non hanno ancora avviato il processo.<\/p>\n<p><u>Siti correlati:<\/u><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.imf.org\/en\/About\/Factsheets\/Sheets\/2016\/08\/01\/16\/11\/Debt-Relief-Under-the-Heavily-Indebted-Poor-Countries-Initiative\">Factsheet \u2013 Debt Relief Under the Heavily Indebted Poor Countries (HIPC) Initiative (imf.org)<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.worldbank.org\/en\/topic\/debt\/brief\/hipc\">Heavily Indebted Poor Countries (HIPC) Initiative (worldbank.org)<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Iniziativa G20 per la Sospensione del servizio del debito<\/strong><\/p>\n<p><strong>(Debt Service Suspension Initiative \u2013 DSSI)<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 stata fra i promotori dell\u2019Iniziativa per la sospensione del servizio del debito (DSSI), lanciata dal G20 nell\u2019aprile 2020, quale risposta alla crisi pandemica.<\/p>\n<p>La DSSI prevede\u00a0<strong>la moratoria temporanea sul pagamento del debito<\/strong>\u00a0<strong>dei Paesi pi\u00f9 poveri e maggiormente indebitati<\/strong>\u00a0(potenzialmente 77 Paesi, ovvero tutti gli IDA<a name=\"_ftnref2\"><\/a><a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/it\/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo\/organizzazioni_internazionali\/fora-organizzazioni-economiche-internazionali\/club-di-parigi\/misure-di-trattamento-del-debito\/#_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0e\/o LDCs- Less Developed Countries<a name=\"_ftnref3\"><\/a><a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/it\/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo\/organizzazioni_internazionali\/fora-organizzazioni-economiche-internazionali\/club-di-parigi\/misure-di-trattamento-del-debito\/#_ftn3\">[3]<\/a>). Per accedere all\u2019iniziativa, il Paese candidato deve avere in corso un programma di finanziamento del FMI o averne fatto richiesta.\u00a0<strong>L\u2019obiettivo \u00e8 di liberare risorse per la spesa sociale e sanitaria.<\/strong>\u00a0\u00c8 prevista la partecipazione di tutti i creditori ufficiali ed \u00e8 auspicata, su base volontaria, quella dei creditori privati.<\/p>\n<p>La moratoria include i pagamenti di capitale e interessi del debito dovuti dai Paesi beneficiari dell\u2019Iniziativa, dal 1\u00b0 maggio al 31 dicembre 2020.<\/p>\n<p>Ad ottobre 2020, i membri del Club di Parigi e il G20 hanno deciso di estendere l\u2019iniziativa DSSI (c.d.\u00a0<strong>\u201cDSSI Extension\u201d)<\/strong>\u00a0al 30 giugno 2021, mentre ad aprile 2021 \u00e8 stato approvato anche un ulteriore (e ultimo) prolungamento di sei mesi (fino al 31 dicembre 2021).<\/p>\n<p>Fra i Paesi beneficiari della DSSI, dieci sono\u00a0<strong>debitori nei confronti dell\u2019Italia.<\/strong>\u00a0A maggio 2021, con Angola, Etiopia, Gibuti, Pakistan e Yemen risultano gi\u00e0 conclusi i relativi accordi bilaterali di attuazione, mentre con il Kenya si \u00e8 in attesa della firma. Ghana, Guyana, Honduras e Nicaragua non ne hanno sinora fatto richiesta.<\/p>\n<p><u>Siti correlati:<\/u><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.worldbank.org\/en\/topic\/debt\/brief\/covid-19-debt-service-suspension-initiative\">Debt Service Suspension Initiative (worldbank.org)<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.imf.org\/en\/About\/FAQ\/sovereign-debt\">Questions and Answers on Sovereign Debt Issues (imf.org)<\/a><\/p>\n<p><strong><u><br \/>\nCommon Framework\u00a0 for debt treatments beyond\u00a0 the DSSI<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il G20 e il Club di Parigi hanno approvato, il 13 novembre 2020, un \u201cquadro comune per il trattamento del debito oltre il DSSI\u201d (<strong><em>Common Framework for debt treatments beyond the DSSI<\/em><\/strong>), a seguito di una riunione straordinaria dei Ministri delle Finanze del G20<strong>.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019iniziativa nasce per rispondere all\u2019esigenza di molti Paesi a basso reddito di affrontare, a seguito della pandemia globale, gli accresciuti<strong>\u00a0problemi di sostenibilit\u00e0 del debito e di liquidit\u00e0 a medio termine.<\/strong><\/p>\n<p>Il \u201cCommon Framework\u201d \u00e8 basato su un approccio multilaterale,\u00a0<strong>ispirato ai principi e alle prassi consolidate del Club di Parig<\/strong>i. Il \u201cquadro comune\u201d va attuato anche in\u00a0<strong>coordinamento con i<\/strong>\u00a0<strong>creditori\u00a0<em>non<\/em>\u00a0membri del Club<\/strong>: un aspetto quest\u2019ultimo che andr\u00e0 valutato caso per caso.<\/p>\n<p>Fondamentale in questo tipo di iniziativa \u00e8 anche il\u00a0<strong>coordinamento con i<\/strong>\u00a0<strong>creditori privati<\/strong>. Possono accedere all\u2019iniziativa i Paesi che rientrano nei criteri previsti per la DSSI (potenzialmente 77 Paesi, ovvero tutti gli IDA e\/o Less Developed Countries -LDCs).<\/p>\n<p><strong>I debiti ammissibili al trattamento includono tutti i debiti pubblici e\/o pubblicamente garantiti<\/strong>\u00a0(<em>public and publicly guaranteed debt<\/em>)\u00a0<strong>aventi una scadenza originaria superiore a un anno<\/strong>.<\/p>\n<p>La definizione di un accordo per il trattamento del debito con il Paese richiedente dovr\u00e0 essere\u00a0<strong>coerente e in linea con il programma che lo stesso Paese ha avviato con il<\/strong>\u00a0<strong>FMI<\/strong>. In proposito lo stesso Fondo dovr\u00e0 ricevere delle\u00a0<em>\u201cfinancing assurances\u201d<\/em>\u00a0da parte dei Paesi creditori, con cui si impegnano in tal senso.<\/p>\n<p><strong>A differenza dell\u2019iniziativa DSSI, che prevede una mera moratoria sui pagamenti del debito, il CF prevede invece la ristrutturazione dello stesso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019attuazione del Common Framework<\/strong>, nella pratica,\u00a0<strong>richieder\u00e0 la firma di 2 documenti<\/strong>\u00a0da parte di tutti i Paesi creditori:<\/p>\n<ul>\n<li><u>Memorandum of Understanding tra i Paesi creditori e il Paese debitore;<\/u><\/li>\n<li><u>Accordo bilaterale<\/u>\u00a0tra ogni Paese creditore e il Paese debitore in cui verranno definiti in dettaglio le somme e le nuove scadenze del debito.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ad oggi, quattro paesi hanno fatto richiesta di trattamento del debito nell\u2019ambito del Common Framework: <strong>Ciad, Zambia, Ghana ed Etiopia<\/strong>.<\/p>\n<p>I relativi <strong>Memorandum of Understanding<\/strong> tra i Paesi creditori e il Paese debitore sono stati firmati, rispettivamente, a gennaio 2023, aprile 2024, gennaio 2025 e luglio 2025.<\/p>\n<p>A seguito della firma dei Memorandum of Understanding, l\u2019Italia ha immediatamente dato seguito con le <strong>negoziazioni degli Accordi bilaterali<\/strong> con i Governi dello <strong>Zambia<\/strong>, del <strong>Ghana<\/strong> e dell\u2019<strong>Etiopia, <\/strong>la cui firma si auspica possa avvenire entro il 2026.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u>Siti correlati:<\/u><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/clubdeparis.org\/en\/communications\/press-release\/endorsement-with-the-g20-of-a-common-framework-to-coordinated-debt\">Club de Paris \u2013 Endorsement with the G20 of a common framework to coordinated debt treatments<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a><a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/it\/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo\/organizzazioni_internazionali\/fora-organizzazioni-economiche-internazionali\/club-di-parigi\/misure-di-trattamento-del-debito\/#_ftnref1\"><em>[1]<\/em><\/a><em>\u00a0I 41 paesi HIPC sono un sottogruppo della pi\u00f9 ampia categoria di PVS (circa 78) classificati come IDA-Only (paesi poveri con un reddito pro capite annuo fino a 925 USD), per la maggior parte facenti parte dell\u2019Africa sub-sahariana e dell\u2019America Latina.<\/em><\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a><a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/it\/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo\/organizzazioni_internazionali\/fora-organizzazioni-economiche-internazionali\/club-di-parigi\/misure-di-trattamento-del-debito\/#_ftnref2\"><em>[2]<\/em><\/a><em>\u00a0Trattasi del gruppo dei Paesi che possono usufruire dei prestiti da parte dell\u2019Associazione internazionale per lo sviluppo\u00a0(International Development Association \u2013 IDA), l\u2019organo della Banca Mondiale che assiste i Paesi pi\u00f9 poveri del mondo.\u00a0L\u2019ammissibilit\u00e0 al supporto IDA dipende innanzitutto dal livello di povert\u00e0 di quel Paese, calcolato in base al relativo livello\u00a0di\u00a0 Reddito Nazionale Lordo (GNI \u2013 Gross National Income) pro capite.<\/em><\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a><a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/it\/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo\/organizzazioni_internazionali\/fora-organizzazioni-economiche-internazionali\/club-di-parigi\/misure-di-trattamento-del-debito\/#_ftnref3\"><em>[3]<\/em><\/a><em>\u00a0Dal 1971 le Nazioni Unite hanno riconosciuto i \u201cLess Developed Countries\u201d (LDCs) come una categoria di Stati ritenuti fortemente svantaggiati nel loro processo di sviluppo, per ragioni strutturali, storiche e anche geografiche. Attualmente,\u00a0sono 46 i Paesi meno sviluppati rientranti nel gruppo.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Iniziativa HIPC (Heavily Indebted Poor Countries) Cenni generali La \u201cIniziativa HIPC (Heavily Indebted Poor Countries)\u201d fu adottata nel 1996 al Vertice G7 di Lione per assicurare la sostenibilit\u00e0 del debito estero a medio-lungo termine dei Paesi a basso reddito. 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