{"id":31043,"date":"2021-07-22T13:36:22","date_gmt":"2021-07-22T11:36:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?page_id=31043"},"modified":"2021-10-29T19:19:09","modified_gmt":"2021-10-29T17:19:09","slug":"litalia_e_i_diritti_umani","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo\/temi_globali\/diritti_umani\/litalia_e_i_diritti_umani\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia e i Diritti Umani"},"content":{"rendered":"<p><strong>Azione dell\u2019Italia in materia di diritti umani<\/strong><\/p>\n<p>In linea con e priorit\u00e0 del mandato 2019-2021 dell\u2019Italia in Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite (CDU), l\u2019azione italiana a tutela dei diritti umani nel mondo si caratterizza per una particolare attenzione verso alcune tematiche prioritarie: lotta contro ogni forma di discriminazione; moratoria universale\u00a0 della pena di morte;\u00a0 promozione dei diritti delle donne e delle bambine (incluse\u00a0 le campagne contro le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni precoci e forzati);\u00a0 tutela e promozione dei diritti dei bambini (in particolare quelli che si trovano in situazione di vulnerabilit\u00e0);\u00a0tutela della libert\u00e0 di religione e credo e dei diritti degli appartenenti alle minoranze religiose; lotta contro il traffico di esseri umani; promozione dei diritti dei disabili; protezione del patrimonio culturale; tutela dei difensori dei diritti umani.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, l\u2019Italia \u00e8 anche impegnata rispetto a una pluralit\u00e0 di ulteriori iniziative in materia di protezione e promozione dei diritti umani, in linea con gli obblighi assunti a livello internazionale. In modo non esaustivo, si ricordano lotta contro il razzismo, la xenofobia e tutte le forme di intolleranza, antisemitismo; discriminazioni, incluse quelle basate sull\u2019orientamento sessuale e l\u2019identit\u00e0 di genere; educazione ai diritti umani;\u00a0 promozione della democrazia e dello stato di diritto;\u00a0 promozione della libert\u00e0 di opinione e di espressione;\u00a0 questioni connesse alle tematiche migratorie.<\/p>\n<p><strong>Pena di morte<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 tradizionalmente impegnata in prima linea nella campagna internazionale per una moratoria universale delle esecuzioni capitali, nella ferma convinzione che la pena di morte costituisca una inaccettabile violazione della dignit\u00e0 umana e non abbia alcun valore aggiunto in termini di sicurezza dei cittadini o di dissuasione dal crimine, rendendo ogni eventuale errore giudiziario drammaticamente irreversibile. Fin dagli anni novanta, grazie all\u2019impegno congiunto di Istituzioni e societ\u00e0 civile, l\u2019Italia ha dato impulso a diverse iniziative in favore\u00a0 di una moratoria universale della pena di morte, che hanno portato alla storica adozione della prima risoluzione sulla moratoria della pena capitale da parte dell\u2019Assemblea Generale dell\u2019ONU nel dicembre 2007 (approvata con 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astensioni). L\u2019impegno italiano si \u00e8 rinnovato l\u2019anno successivo quando, insieme a un\u2019alleanza interregionale formata da\u00a0 Paesi di tutte le aree del mondo, l\u2019Italia ha promosso una seconda risoluzione sulla moratoria, approvata dall\u2019Assemblea Generale con un numero maggiore di voti favorevoli e un numero minore di voti contrari. Da allora, le successive risoluzioni dell\u2019Assemblea Generale dell\u2019ONU sulla moratoria universale dell\u2019uso della pena di morte sono state approvate con cadenza biennale e con un numero sempre pi\u00f9 alto di voti favorevoli. L\u2019ultima risoluzione in materia \u00e8 stata adottata dall\u2019Assemblea Generale a dicembre 2018 facendo registrare un numero record di sostegni e una considerevole riduzione dei voti contrari rispetto al 2007 (121 voti a favore, 35 contrari e 32 astensioni).<\/p>\n<p>Il MAECI ha istituito nel luglio 2014 una Task Force estesa ai rappresentanti delle organizzazioni della societ\u00e0 civile maggiormente impegnate nella campagna contro la pena di morte per coordinare e render ancor pi\u00f9 efficaci gli sforzi di sensibilizzazione nei confronti dei Paesi terzi a sostegno della risoluzione ONU sulla moratoria universale, in vista delle votazioni sulla risoluzione stessa che si tengono a New York prima in Terza Commissione dell\u2019Assemblea Generale (Commissione Affari Sociali, Umanitari e Culturali) e poi nella Sessione Plenaria .<\/p>\n<p>L&#8217;Italia partecipa attivamente anche ai negoziati della risoluzione biennale per l&#8217;abolizione della pena di morte in Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite, co-sponsorizzandola regolarmente. L&#8217;importanza di procedere verso l&#8217;abolizione della pena di morte viene inoltre sollevata regolarmente in occasione di dialogo bilaterale con i Paesi terzi, anche in coordinamento con gli altri Paesi dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p><strong>Lotta contro ogni forma di discriminazione<\/strong><\/p>\n<p>Il principio di non discriminazione, nella legge e nella prassi, e il rispetto della dignit\u00e0 di ogni individuo costituiscono il cuore dell&#8217;azione internazionale del&#8217;Italia a favore della tutela e della promozione dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali nel mondo. Il nostro Paese sostiene e promuove numerose iniziative internazionali in tema di lotta alla discriminazione, attribuendo grande rilevanza alla lotta contro i discorsi di odio, anche on-line. L\u2019Italia tradizionalmente sostiene, in particolare, le risoluzioni del Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite sulla lotta contro ogni forma di razzismo, xenofobia, e intolleranza e su ogni forma di discriminazione sulla base dell&#8217;orientamento sessuale e l&#8217;identit\u00e0 di genere<strong>.\u00a0<\/strong>L&#8217;Italia \u00e8 parte dell&#8217;Equal Rights Coalition (ERC), piattaforma di cooperazione internazionale per favorire lo scambio di informazioni e buone prassi in tema di diritti delle persone LGBTI. L&#8217;Italia \u00e8 anche parte del Global Equality Fund (GEF), fondo internazionale istituito nel 2011 su iniziativa statunitense per finanziare progetti volti a tutelare e promuovere i diritti delle persone LGBTI.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Diritti delle donne<\/strong><\/p>\n<p>Il cammino politico, civile, sociale ed economico di ogni Paese non pu\u00f2 prescindere da una piena partecipazione ed un completo coinvolgimento delle donne su basi di eguaglianza nei processi decisionali, nelle scelte di governo, nel mondo del lavoro, nei processi formativi ed educativi. Nonostante gli importanti progressi realizzati negli ultimi decenni, le donne e le bambine continuano ad essere, in molte aree del mondo, vittime di discriminazione, violenza, fisica e psicologica, sfruttamento e traffici esecrabili.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 fortemente impegnata sia in ambito bilaterale che multilaterale\u00a0per promuovere l\u2019uguaglianza di genere e l\u2019empowerment femminile. Il nostro Paese \u00e8 parte della Convenzione ONU sull\u2019eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (CEDAW), partecipa attivamente ai lavori della Commissione ONU sulla condizione femminile (CSW) e sostiene le numerose iniziative che ogni anno vengono promosse su tali temi in ambito ONU. L\u2019Italia ha svolto un ruolo attivo per consentire l\u2019entrata in vigore (agosto 2014) della Convenzione del Consiglio d\u2019Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul) e continua a incoraggiare in tutte le sedi la pi\u00f9 ampia adesione a questa Convenzione.<\/p>\n<p>I diritti delle donne e la lotta alla violenza contro le donne costituiscono oggetto anche di raccomandazioni specifiche che l\u2019Italia indirizza ai Paesi terzi nell\u2019ambito della Revisione Periodica Universale (UPR), l\u2019esercizio di monitoraggio della situazione dei diritti umani cui tutti gli Stati dell\u2019ONU si sottopongono ogni quattro anni a Ginevra nella cornice del Consiglio Diritti Umani.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 attivamente impegnata, sia sul piano diplomatico-negoziale, sia su quello della cooperazione allo sviluppo, nelle campagne internazionali per l\u2019eradicazione delle mutilazioni genitali femminili e dei matrimoni precoci e forzati, partecipando attivamente ai negoziati sulle risoluzioni dell\u2019Assemblea Generale e del Consiglio Diritti Umani dell\u2019ONU su questi temi svolgendo tradizionalmente il ruolo di negoziatore per conto de\u00ecl&#8217;Unione Europea.<\/p>\n<p>L\u2019Italia sostiene le iniziative internazionali per la prevenzione della violenza sessuale nelle situazioni di conflitto e di emergenza, ed in particolare l\u2019Iniziativa per la prevenzione della violenza sessuale nei conflitti e la \u201cCall to Action on Protection from Gender-Based Violence in Emergencies\u201d. Nel quadro della politica di tolleranza zero contro il fenomeno dello sfruttamento e degli abusi sessuali, nel settembre 2017 l&#8217;Italia ha aderito al &#8220;Circle of Leadership&#8221; lanciato dal Segretario Generale ONU Guterres per contrastare gli abusi sessuali da parte del personale civile e militare delle Nazioni Unite e ha firmato il Voluntary Compact, che ci impegna politicamente ad attuare misure volte a prevenirlo e combatterli. Il nostro Paese \u00e8 il primo contributore, con circa 600.000 dollari, al Fondo Fiduciario a sostegno delle vittime dello sfruttamento e abuso sessuale.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 particolarmente attiva anche sul tema \u201cdonne, pace e sicurezza\u201d, con azioni ed iniziative volte a valorizzare il contributo delle donne nella risoluzione dei conflitti e nella promozione di una pace duratura e a favorire la piena e attiva partecipazione delle donne nella prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti e negli sforzi di ricostruzione postbellica. Sin dall\u2019inizio, l\u2019Italia ha sostenuto la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 1325 del 31.10.2000 su \u201cDonne, Pace e Sicurezza\u201d e ha auspicato la piena attuazione di tale Risoluzione e quelle approvate sul tema negli anni successivi sia in ambito ONU sia in ambito UE e NATO. Nel 2017, l\u2019Italia ha incluso l\u2019Agenda WPS tra le priorit\u00e0 del suo mandato come membro non-permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e della sua Presidenza del G7. Allo stesso modo, si \u00e8 impegnata a promuoverne l\u2019attuazione anche nell\u2019ambito dell\u2019Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) durante la sua Presidenza, nel 2018. L\u2019Italia partecipa alla Rete di Focal Point Nazionali per l\u2019Agenda WPS (WPS National Focal Points Network), e alla Task Force Informale dell\u2019Unione Europea sulla Ris. 1325. Nell\u2019ambito del mandato italiano in Consiglio di Sicurezza, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con l\u2019Istituto Affari Internazionali (IAI) e Women in International Security Italia (WIIS Italy), ha lanciato unil\u00a0 Network di donne mediatrici per l\u2019area mediterranea (Mediterranean Women Mediators Network), quale iniziativa concreta con\u00a0 effetti anche oltre i limiti temporali del mandato. Il Network, fondato alla Farnesina il 26 ottobre 2017, figura tra le attivit\u00e0 del Terzo Piano Nazionale di Attuazione della Risoluzione 1325.<\/p>\n<p>Nei due anni dall\u2019evento di lancio, il Network \u00e8 cresciuto in termini di partecipazione e di competenze, anche grazie a corsi di formazione organizzati per le mediatrici e alle numerose opportunit\u00e0 di networking offerte. Il Network ha cominciato a consolidarsi a livello locale, con l\u2019apertura delle prime Antenne a Cipro (17 maggio 2019) e in Turchia (29 giugno 2019) e l\u2019avvio dei preparativi per l\u2019istituzione di Antenne in altri Paesi mediterranei. Uno dei principali successi conseguiti finora dal MWMN, riconosciutoci in varie occasioni da vari partner e dalle stesse Nazioni Unite, \u00e8 la partecipazione delle mediatrici libiche del Network alla Conferenza di Palermo per la Libia, a sostegno delle 4 delegate ufficiali presenti. Si \u00e8 inoltre rafforzata la collaborazione con le Nazioni Unite (in particolare, Ufficio del Segretario Generale, DPPA, Mediation Support Unit e UNWomen) e con network regionali simili, che ha portato, tra l\u2019altro, alla creazione dell\u2019Alleanza Globale dei Network Regionali di Donne Mediatrici, lanciata ufficialmente lo scorso 26 settembre a New York, a margine del Dibattito Generale di apertura della 74\u00b0 Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L\u2019evento \u00e8 stato organizzato congiuntamente dai Network regionali di donne mediatrici esistenti (il Mediterranean Women Mediators Network; FemWise &#8211; Africa, parte dell\u2019architettura di pace e sicurezza dell\u2019Unione Africana; il Nordic Women Mediators; Women Mediators across the Commonwealth, lanciato dal Regno Unito) e dai Paesi e organizzazioni regionali che li sostengono, Italia inclusa. La creazione dell\u2019Alleanza Globale mira a incrementare la partecipazione e l&#8217;influenza delle donne nei processi di pace, a tutti i livelli, mediante azioni condivise e concertate tra network che, pur presentando caratteristiche proprie, perseguono le medesime finalit\u00e0. L\u2019Alleanza, che manterr\u00e0 una natura informale, \u00e8 destinata quindi a incarnare una voce collettiva e ad amplificare l\u2019efficacia dell\u2019azione dei singoli Network, che manterranno le loro identit\u00e0 e caratteristiche.<\/p>\n<p>Il 3 e 4 dicembre 2019, in collaborazione con UNWomen, l\u2019Italia ha organizzato presso la Farnesina un seminario di Alto livello su \u201cRafforzare la partecipazione delle donne nei processi di pace. Quali ruoli e responsabilit\u00e0 per gli Stati Membri?\u201d. Quest\u2019evento ha rappresentato una discussione proficua sulle cause della limitata partecipazione delle donne ai processi di pace; individuare soluzioni concrete, anche di carattere innovativo, per superarle; assumere impegni precisi per assicurare l\u2019effettivo e significativo coinvolgimento delle donne nei negoziati di pace. Il Seminario ha costituito inoltre un\u2019importante opportunit\u00e0 per confermare e valorizzare il ruolo e l\u2019impegno del nostro Paese in questo specifico settore e, pi\u00f9 in generale, per l\u2019attuazione dell\u2019Agenda WPS, permettendo di evidenziare i risultati pi\u00f9 significativi raggiunti negli ultimi anni in merito a progetti concreti e specifici attuati e\/o promossi dall\u2019Italia. In quest\u2019ottica, in occasione dell\u2019evento, abbiamo annunciato la nostra convinta adesione all\u2019iniziativa \u201cCommitment 2025\u201d lanciata di recente da Spagna e Finlandia, e che \u00e8 in linea con le priorit\u00e0 italiane. Al Seminario hanno partecipato tutte le mediatrici ed esperte in mediazione parte del MWMN, oltre a esponenti governativi di Stati Membri; rappresentanti di alto livello delle Nazioni Unite e di organizzazioni regionali (UE, UA, ECOWAS, OSCE, NATO, Lega degli Stati Arabi); rappresentanti dei altri network regionali di donne mediatrici; esponenti della societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>A livello nazionale, nel dicembre 2016, l\u2019Italia ha adottato il terzo Piano d\u2019Azione Nazionale per l\u2019attuazione dell\u2019Agenda Donne, Pace e Sicurezza. Il Piano copre il periodo 2016-2020 ed \u00e8 stato elaborato con il fattivo contributo della societ\u00e0 civile. Comprensivo di 7 Obiettivi e 44 Azioni, contiene iniziative qualificanti sul piano nazionale e internazionale. Per la realizzazione del Piano sono stati stanziati dal Parlamento fondi ad hoc. L\u2019Italia \u00e8 cos\u00ec entrata nel novero dei pochi Paesi che assicurano un contributo governativo per l\u2019attuazione dell\u2019Agenda 1325 (2000).<\/p>\n<p><strong>Diritti dei bambini<\/strong><\/p>\n<p>I bambini\u00a0 sono una categoria particolarmente vulnerabile, soprattutto in contesti di conflitto armato e post-conflitto e in situazioni caratterizzate da sottosviluppo, povert\u00e0 estrema e tensioni sociali.<\/p>\n<p>In ambito multilaterale, tra le numerose iniziative per la protezione dell\u2019infanzia e la promozione dei diritti dei minori, si ricordano in particolare le risoluzioni annuali dell\u2019Assemblea Generale e del Consiglio Diritti Umani dell\u2019ONU sui diritti del fanciullo, presentate congiuntamente dall&#8217;Unione Europea e dai Paesi del Gruppo latino-americano (GRULAC).<\/p>\n<p>L\u2019Italia sostiene le iniziative per la protezione dei diritti dei bambini nei conflitti armati, in attuazione dei principi contenuti nella Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo del 1989 e nel Protocollo opzionale sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati di cui promuoviamo a livello internazionale la pi\u00f9 ampia adesione. Tale impegno si \u00e8 concretizzato, ad esempio, con l\u2019impulso all\u2019adozione in ambito UE di \u201cLinee Guida in materia di bambini e conflitti armati\u201d, e in ambito ONU, con il sostegno del nostro Paese all\u2019inserimento nei mandati delle operazioni di pace ONU di specifiche disposizioni per la protezione dei bambini. L\u2019Italia \u00e8 stata uno dei primi Paesi a firmare la \u201cDichiarazione delle Scuole Sicure\u201d (\u201cSafe School Declaration\u201d), adottata a Oslo nel 2015 con l&#8217;obiettivo di tutelare l&#8217;istruzione anche in contesti di conflitto armato. Svolgendo una costante opera di sensibilizzazione sulla Dichiarazione, promuovendola in \u00a0tutti i fori competenti dell\u2019Assemblea Generale e in Consiglio di Sicurezza e partecipando attivamente a tutte le Conferenze Internazionali sulla Dichiarazione (da ultimo, Palma Di Maiorca, giugno 2019).<\/p>\n<p>In occasione della 33ma Conferenza Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (Ginevra, 9-12 dicembre 2019)\u00a0l&#8217;Italia\u00a0ha presentato un impegno solenne aperto all\u2019adesione di altri Paesi (c.d. \u201copen pledge\u201d) a intraprendere tutte le azioni necessarie a garantire che i bambini possano vivere in sicurezza e godere dei loro diritti fondamentali anche in situazioni di conflitto. L\u2019impegno promosso dall\u2019Italia \u00e8 diretto alla prevenzione della violenza nei confronti dei bambini, anche attraverso iniziative finalizzate a dare continuit\u00e0 all\u2019istruzione e a favorire l\u2019accesso delle operazioni umanitarie ai bambini nelle zone di conflitto, nonch\u00e9 attraverso campagne di sensibilizzazione contro il reclutamento e l\u2019uso dei bambini nei conflitti armati.<\/p>\n<p><strong>Libert\u00e0 di religione o credo e\u00a0\u00a0<\/strong><strong>protezione delle persone appartenenti a minoranze etniche o religiose<\/strong><\/p>\n<p>A fronte delle molteplici sfide poste alla pacifica convivenza tra gruppi religiosi diversi in numerose parti del mondo, l\u2019Italia lavora con determinazione affinch\u00e9 la libert\u00e0 di religione o credo e la tutela dei diritti degli appartenenti delle minoranze religiose siano oggetto di un\u2019azione pi\u00f9 efficace di tutela a livello internazionale.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, insieme agli altri Stati membri dell\u2019Unione Europea, promuove ogni anno una Risoluzione in\u00a0Assemblea Generale e in Consiglio Diritti Umani ONU sulla libert\u00e0 di religione o credo e di condanna di ogni forma di intolleranza e discriminazione su base religiosa. Si ricordano, inoltre, a livello europeo, le \u201cLinee Guida UE sulla libert\u00e0 di religione o credo\u201d, adottate nel 2013, con l\u2019obiettivo di intensificare l\u2019azione dell\u2019Unione Europea nei confronti dei Paesi terzi nel settore della libert\u00e0 di religione. Su impulso italiano, le Linee Guida si riferiscono anche all\u2019esercizio collettivo della libert\u00e0 di religione, a tutela delle comunit\u00e0 religiose minoritarie. L&#8217;Italia \u00e8 anche membro del Gruppo di contatto internazionale per la libert\u00e0 di religione o di credo (ICG &#8211; FORB), piattaforma interregionale di oltre venti paesi nata nel 2015 per promuovere e proteggere la libert\u00e0 di religione o credo nel mondo attraverso la promozione di buone pratiche, l\u2019individuazione di norme e pratiche restrittive in materia di libert\u00e0 di religione o credo e diritti delle minoranze religiose e la collaborazione con una serie di partner non governativi, tra cui organizzazioni religiose, societ\u00e0 civile e universit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel quadro dell&#8217;azione internazionale in materia di contrasto all&#8217;antisemitismo, l&#8217;Italia\u00a0partecipa dal 1999 all&#8217;IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance),\u00a0nata nel 1998 su impulso del Primo Ministro svedese\u00a0G\u00f6ran Persson, inizialmente come \u201cTask Force per la cooperazione\u00a0internazionale sull\u2019istruzione, la memoria e la ricerca sull\u2019Olocausto\u201d,\u00a0trasformata nel 2000\u00a0(con la \u201cDichiarazione di Stoccolma\u201d) in organismo\u00a0intergovernativo con medesimo mandato. Nel 2018 l\u2019Italia ha assunto la Presidenza (annuale) dell\u2019IHRA,\u00a0ospitando a Roma (maggio) e Ferrara (novembre) le 2 tradizionali sessioni\u00a0Plenarie dell\u2019Alleanza, alle quali partecipano, oltre ai\u00a0<a href=\"https:\/\/holocaustremembrance.com\/about-us\/countries-membership\">34 Paesi membri<\/a>,\u00a0anche 9 Paesi osservatori e le\u00a0Organizzazioni Internazionali che hanno il rango di Osservatori permanenti\u00a0(tra queste, Nazioni Unite, Consiglio d\u2019Europa, OSCE, UNESCO e, dal 2018,\u00a0Unione Europea).<\/p>\n<p>La Delegazione italiana presso l&#8217;IHRA \u00e8 nominata con decreto del Ministro\u00a0dell&#8217;Istruzione. Tradizionalmente guidata da un funzionario\u00a0diplomatico (attualmente il\u00a0Min. Plen. a.r. Luigi Maccotta),\u00a0annovera tra i suoi membri\u00a0la Coordinatrice Nazionale per la lotta contro l\u2019antisemitismo (Prof.ssa Milena Santerini), funzionari del\u00a0Ministero dell\u2019Istruzione, esperti\/rappresentanti dell\u2019Unione delle Comunit\u00e0\u00a0Ebraiche Italiane (UCEI) e un rappresentante del Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale. Gli esperti della Delegazione italiana hanno curato\u00a0la traduzione in\u00a0italiano delle\u00a0Linee guida adottate dall&#8217;IHRA nel 2020 per\u00a0&#8220;<a href=\"https:\/\/www.miur.gov.it\/documents\/20182\/0\/IHRA_Recommendations_HolocaustDistortion_ITALIAN_def.pdf\/718e2e82-b07a-6f4f-5dd0-14f9ab1b74cb?version=1.0&amp;t=1625149703273\">Riconoscere e combattere la distorsione della Shoah<\/a>&#8220;, integrandole con una prefazione del Ministro dell&#8217;Istruzione Patrizio Bianchi e\u00a0un&#8217;introduzione focalizzata sul contesto\u00a0italiano.<\/p>\n<p><strong>Protezione del patrimonio culturale<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 promotrice di una rinnovata azione della Comunit\u00e0 Internazionale a difesa del patrimonio culturale che costituisce la culla di ogni civilt\u00e0 e il fondamento dell&#8217;identit\u00e0 storica e della prosperit\u00e0 delle societ\u00e0. Il diritto di accesso e di godimento del patrimonio culturale contribuisce a garantire la stabilit\u00e0, la pace e la sicurezza internazionale e la sua distruzione, oltre che costituire una violazione del diritto internazionale, ha un impatto dannoso sulla stabilit\u00e0 e sulla coesistenza dei popoli e delle comunit\u00e0 \u00a0. A tal proposito, il nostro Paese sostiene pienamente l\u2019azione intrapresa dall\u2019UNESCO a tutela del patrimonio culturale nelle aree di crisi, attraverso la creazione \u2013 proprio su proposta italiana &#8211; di un meccanismo per interventi di urgenza e ha sottoscritto nel febbraio 2016 un Memorandum d\u2019Intesa con UNESCO che, nell\u2019ambito della coalizione \u201cUnited4Heritage\u201d, mette a disposizione dell\u2019UNESCO la \u201cTask Force italiana\u201d, con la partecipazione del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC).<\/p>\n<p>Nel 2017 l\u2019Italia ha sostenuto e promosso iniziative sul tema anche nell\u2019ambito della Presidenza del G7 e del mandato come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza ONU e durante la Presidenza italiana dell\u2019OSCE nel 2018. In particolare, a marzo 2017 l\u2019Italia, insieme alla Francia, ha promosso una Risoluzione del Consiglio di Sicurezza sulla protezione del patrimonio culturale e il contrasto al traffico illecito di beni culturali. La Risoluzione 2347, adottata all\u2019unanimit\u00e0 il 4 marzo 2017, contiene previsioni importanti che, se messe in atto da tutti gli attori della Comunit\u00e0 internazionale, aiuteranno a contrastare i fenomeni di violenza etnica e religiosa, facilitando anche, nel pi\u00f9 lungo termine, i processi di pacificazione e riconciliazione nazionale.<\/p>\n<p><strong>Diritti dei disabili<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Italia \u00e8 fortemente impegnata nella tutela e promozione dei diritti delle persone con disabilit\u00e0, con particolare attenzione a quelle che vivono in situazioni di emergenza e in situazioni post-belliche. L&#8217;impegno italiano \u00e8 volto in particolare all&#8217;eliminazione di qualunque barriera attitudinale ed ambientale che impedisca la piena ed efficace partecipazione delle persone con disabilit\u00e0 nella societ\u00e0. L&#8217;Italia \u00e8 parte della Convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilit\u00e0 e del suo Protocollo opzionale, sostenendone la pi\u00f9 ampia adesione e promuovendone a livello internazionale i principi fondamentali. Siamo impegnati nello sviluppo e nell&#8217;attuazione di programmi di sensibilizzazione per migliorare la comprensione delle esigenze delle persone con disabilit\u00e0, anche attraverso numerose iniziative della Cooperazione Italiana.<\/p>\n<p><strong>Lotta contro la tratta di essere di umani<\/strong><\/p>\n<p>La tratta di esseri umani costituisce una grave violazione dei diritti umani &#8211; potendo anche arrivare a costituire un crimine contro l&#8217;umanit\u00e0 &#8211; e rappresenta una seria minaccia ala pace e alla sicurezza internazionale. L&#8217;Italia \u00e8 fortemente impegnata sul tema, sulla base di un approccio incentrato sulle vittime e sui loro diritti, con particolare attenzione alle categorie pi\u00f9 vulnerabili, tra cui donne e bambini. L&#8217;azione italiana, che si svolge in sinergia con la societ\u00e0 civile e con le Nazioni Unite, conferisce forte priorit\u00e0 all&#8217;aspetto preventivo e alla protezione, anche legale, delle vittime. Siamo parte della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalit\u00e0 organizzata e del suo protocollo Opzionale per prevenire, reprimere e punire la tratta di essere umani di cui promuoviamo la pi\u00f9 ampia adesione. In ambito Nazioni Unite, sosteniamo fortemente le attivit\u00e0 e le iniziative del Relatore Speciale per la lotta contro il traffico di persone. L&#8217;Italia \u00e8 anche parte della Convenzione del Consiglio d&#8217;Europa sulla lotta contro la tratta di essere umani (c.d. Convenzione di Varsavia) e sostiene le attivit\u00e0 del Gruppo di esperti del Consiglio d&#8217;Europa sul tema (GRETA) che, tra l&#8217;altro, monitora l&#8217;attuazione della Convenzione.<\/p>\n<p><strong>Difensori dei diritti umani<\/strong><\/p>\n<p>I difensori dei diritti umani, secondo la definizione contenuta nelle Linee Guida UE in materia, sono \u201csingoli, gruppi e organi della societ\u00e0 che promuovono e proteggono i diritti umani e le libert\u00e0 fondamentali universalmente riconosciute. Essi lottano per promuovere e proteggere i diritti civili e politici oltre che promuovere, proteggere e realizzare i diritti economici, sociali e culturali. Promuovono e proteggono altres\u00ec i diritti dei membri di gruppi quali le comunit\u00e0 indigene\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Italia riconosce il ruolo centrale che i difensori dei diritti umani svolgono nel promuovere una cultura di rispetto per i diritti umani e nel sostenere le vittime di violazioni e abusi ed \u00e8 fermamente convinta che una societ\u00e0 civile attiva contribuisca alla costruzione di societ\u00e0 inclusive, stabili e prospere. L\u2019Italia \u00e8 impegnata nel salvaguardare la sicurezza e i diritti dei difensori dei diritti umani, incluse le donne, e continuer\u00e0 attivamente a sostenerli e a incrementare gli sforzi contro tutte le forme di rappresaglia nei loro confronti. Anche a tal fine, l\u2019Italia, in stretto coordinamento con i partner dell\u2019UE e dell\u2019OSCE, promuove l\u2019applicazione delle linee guida UE ed OSCE in materia, che costituiscono importanti strumenti di lavoro per tutta la rete diplomatico-consolare. Durante la Presidenza Italiana 2018 dell&#8217;OSCE abbiamo ospitato alla Farnesina un workshop internazionale dedicato alla tutela dei diritti dei difensori dei diritti umani e alla loro protezione.<\/p>\n<p>Linee guida UE sui Difensori dei Diritti Umani:\u00a0<a href=\"https:\/\/eeas.europa.eu\/headquarters\/headquarters-homepage_en\/3958\/EU%20Guidelines%20on%20Human%20Rights%20Defenders\">https:\/\/eeas.europa.eu\/headquarters\/headquarters- homepage_en\/3958\/EU%20Guidelines%20on%20Human%20Rights%20Defenders<\/a><\/p>\n<p>Linee guida OSCE\/ODIHR sulla Protezione dei Difensori dei Diritti Umani:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.osce.org\/odihr\/guidelines-on-the-protection-of-human-rights-defenders\">https:\/\/www.osce.org\/odihr\/guidelines-on-the-protection-of-human-rights-defenders<\/a><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Educazione ai diritti umani<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia sostiene in ambito multilaterale le iniziative intese a rafforzare la promozione dell\u2019educazione ai diritti umani, cos\u00ec contribuendo a promuovere il rispetto per la dignit\u00e0 umana, favorire lo sviluppo della cultura del dialogo e della reciproca comprensione, contribuire a rafforzare la protezione effettiva dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali da parte delle Istituzioni dello Stato e delle espressioni della societ\u00e0 civile. Tra le iniziative in materia si segnala il progetto \u201cR2P nelle scuole\u201d, sviluppato dall\u2019Italia nell\u2019ambito del suo mandato in Consiglio di Sicurezza ONU e lanciato a gennaio 2018. Il progetto, realizzato dal MAECI in collaborazione con il MIUR, ha l\u2019obiettivo di divulgare nelle scuole i principi della \u201cResponsibility to Protect\u201d (R2P), al fine di sensibilizzare le studentesse e gli studenti al tema della tutela dei diritti e delle libert\u00e0 fondamentali e all\u2019importanza di stabilire ed attuare i principi internazionali a protezione della popolazione civile.<\/p>\n<p><strong>Impresa e diritti umani<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia, insieme agli altri Paesi membri dell\u2019Unione europea,\u00a0\u00e8\u00a0molto impegnata a livello internazionale\u00a0in materia di Impresa\u00a0e Diritti Umani. La base\u00a0dell\u2019impegno dell\u2019UE sono i \u201cPrincipi\u00a0Guida\u00a0delle Nazioni Unite su \u00a0impresa e diritti umani\u201d, approvati nel\u00a02011 dal Consiglio diritti umani. Alla luce di questi principi, l\u2019Unione europea\u00a0ha adottato sia strumenti volontari sia una\u00a0serie di norme\u00a0vincolanti in\u00a0materia di\u00a0<i>due diligence<\/i>\u00a0e di accesso a misure di rimedio (<i>access to remedy<\/i>).<\/p>\n<p>Nel 2016 l\u2019Italia \u00e8 stata tra i primi Paesi al mondo a dotarsi \u2013 attraverso un complesso processo multi-stakeholder &#8211; di un Piano d\u2019Azione Nazionale quinquennale su Impresa e Diritti Umani in\u00a0adesione ai\u00a0Principi Guida ONU. Nel 2018, \u00a0l\u2019Italia ha effettuato in modo assolutamente innovativo una revisione di medio termine del documento, sempre adottando un approccio inclusivo basato\u00a0su\u00a0ampie consultazioni con \u00a0esperti \u00a0del \u00a0settore \u00a0e \u00a0con \u00a0rappresentanti \u00a0del \u00a0mondo \u00a0imprenditoriale, \u00a0dei \u00a0sindacati \u00a0e \u00a0delle organizzazioni non governative. Il Piano presenta una struttura\u00a0articolata, include\u00a0oltre cinquanta misure e la sua attuazione \u00e8 gestita da un apposito steering group.<\/p>\n<p>A partire dal 2014, in Consiglio Diritti Umani sono state avviate delle discussioni preliminari sulla possibilit\u00e0 di\u00a0\u00a0elaborare\u00a0uno strumento\u00a0internazionale giuridicamente vincolante\u00a0sulle responsabilit\u00e0 delle societ\u00e0 e\u00a0delle imprese transnazionali in materia di diritti umani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Azione dell\u2019Italia in materia di diritti umani In linea con e priorit\u00e0 del mandato 2019-2021 dell\u2019Italia in Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite (CDU), l\u2019azione italiana a tutela dei diritti umani nel mondo si caratterizza per una particolare attenzione verso alcune tematiche prioritarie: lotta contro ogni forma di discriminazione; moratoria universale\u00a0 della pena di morte;\u00a0 [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":31040,"menu_order":1,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"page-estera.php","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-31043","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/31043","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31043"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/31043\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/31040"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31043"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}