{"id":31050,"date":"2021-07-22T13:38:11","date_gmt":"2021-07-22T11:38:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?page_id=31050"},"modified":"2026-10-06T19:54:52","modified_gmt":"2026-10-06T17:54:52","slug":"il_diritto_internazionale_umanitario","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/temi\/temi_globali\/diritti_umani\/il_diritto_internazionale_umanitario\/","title":{"rendered":"Il diritto internazionale umanitario"},"content":{"rendered":"<p>Il Diritto Internazionale Umanitario (DIU), anche detto <em>ius in bello<\/em>, \u00e8 il complesso delle norme che regolano la condotta delle parti nei conflitti armati, internazionali o non internazionali. Scopo principale del DIU \u00e8 la protezione delle vittime dei conflitti armati, in particolare dei civili, attraverso la limitazione dei mezzi e dei metodi di combattimento. L\u2019Italia \u00e8 fortemente impegnata nella promozione e diffusione del Diritto Internazionale Umanitario, nel solco di una tradizionale attenzione del nostro Paese per le tematiche umanitarie.<\/p>\n<p>La storia del diritto internazionale umanitario si intreccia con quella del Risorgimento italiano. \u00c8 sul campo di battaglia di Solferino, durante la Seconda guerra d\u2019Indipendenza (1859) che, Henry Dunant, impressionato dalla sofferenza dei 40.000 morti e feriti abbandonati sul campo, matur\u00f2 l\u2019idea rivoluzionaria di un soccorso neutrale, indipendente ed imparziale dei feriti. Sulla base di tale intuizione venne istituito il Comitato internazionale della Croce Rossa nel 1863 e, l\u2019anno successivo, adottata la Convenzione di Ginevra sul miglioramento della sorte dei feriti negli eserciti in campagna.<\/p>\n<p>Oggi, a distanza di pi\u00f9 di un secolo e mezzo, il Diritto Internazionale Umanitario \u00e8 chiamato a confrontarsi con nuove e complesse sfide: l\u2019aumento della conflittualit\u00e0 internazionale, la presenza sempre pi\u00f9 diffusa di gruppi armati non statali; il controllo del territorio da parte di gruppi terroristici; la crescente difficolt\u00e0 di distinguere tra combattenti e civili nelle operazioni militari; la protezione degli operatori umanitari; l\u2019o<em>utsourcing<\/em> di attivit\u00e0 militari a compagnie private; la possibilit\u00e0 di attacchi cibernetici e l\u2019impiego di sistemi d\u2019arma autonomi (AWS). Si tratta di sfide che richiedono, da una parte, il rafforzamento della diplomazia preventiva e la ricerca di soluzioni politiche ai conflitti in corso; dall\u2019altra, l\u2019esigenza di diffondere e far rispettare il Diritto Internazionale Umanitario.<\/p>\n<p>Richiamandosi allo \u201c<em>Spirito di Solferino\u201d,<\/em> l\u2019azione umanitaria dell\u2019Italia si ispira ai principi di umanit\u00e0, neutralit\u00e0, imparzialit\u00e0 e indipendenza. Il nostro Paese ha aderito a tutti i trattati internazionali pi\u00f9 importanti in materia: le Convenzioni dell\u2019Aja del 1889 e del 1907, le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 e i tre Protocolli aggiuntivi, che costituiscono gli atti giuridici di principale riferimento in materia.<\/p>\n<p><strong>Il quadro giuridico <\/strong><\/p>\n<p>Le Convenzioni adottate all\u2019Aja sono state i primi strumenti giuridici internazionali a codificare le norme che i belligeranti devono osservare durante le ostilit\u00e0, in particolare regolando l\u2019impiego di armamenti, mezzi e metodi di guerra. Le Convenzioni di Ginevra del 1949 si propongono di salvaguardare soprattutto la popolazione civile, il personale militare fuori combattimento (cd. <em>hors de combat<\/em>) e le persone non attivamente coinvolte nelle ostilit\u00e0.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 nello specifico, la Prima e la Seconda Convenzione di Ginevra impegnano gli Stati firmatari a proteggere i feriti, i malati, i naufraghi, il personale medico, le ambulanze e gli ospedali. La Terza Convenzione regola il trattamento dei prigionieri di guerra, mentre la Quarta Convenzione di Ginevra \u00e8 dedicata alla protezione della popolazione civile, inclusi coloro che si trovino in potere di una Parte in conflitto o in territorio occupato.<\/p>\n<p>Nel 1977 sono stati inoltre approvati due Protocolli aggiuntivi alle Convenzioni del 1949. Il Primo Protocollo integra la Quarta Convenzione di Ginevra con regole pi\u00f9 precise sulle condotte belliche, quali il divieto di attaccare persone e installazioni civili e la limitazione dei mezzi e dei metodi autorizzati. Il Secondo Protocollo aggiuntivo, relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati non internazionali, sviluppa e completa l\u2019art. 3 comune alle Convenzioni di Ginevra e si applica a tutti i conflitti armati che non rientrano nella sfera di applicazione del Primo Protocollo. Infine, il Terzo Protocollo aggiuntivo, approvato nel 2005, introduce un nuovo emblema, il Cristallo Rosso, che pu\u00f2 essere utilizzato in tempo di guerra dalle organizzazioni internazionali umanitarie, in alternativa ai simboli tradizionali della Croce e Mezzaluna Rossa, e che ha la caratteristica di non essere collegato, n\u00e9 confondibile con simboli religiosi.<\/p>\n<p>I principi fondamentali del DIU che orientano l\u2019azione militare delle Parti nel conflitto sono: il principio di distinzione tra popolazione civile e combattenti e tra beni di carattere civile e obiettivi militari; il principio di necessit\u00e0 militare; il principio di proporzionalit\u00e0; il principio di precauzione; il principio di umanit\u00e0; il divieto di causare mali superflui e sofferenze inutili.<\/p>\n<p>Sulla base di questi principi e delle regole enunciate nelle succitate Convenzioni di Ginevra e Protocolli aggiuntivi, si pu\u00f2 sinteticamente affermare che sono proibiti attacchi deliberati \u00a0\u00a0contro i civili, gli attacchi indiscriminati, l\u2019uso di civili come scudi umani, il maltrattamento, la tortura e l&#8217;uccisione di prigionieri di guerra.<\/p>\n<p>Le parti a un conflitto devono inoltre fornire adeguata protezione a tutti i gruppi vulnerabili che sono stati costretti a fuggire, ad abbandonare le loro case e\/o regioni, quale conseguenza diretta o indiretta del conflitto e violenze, oppure di violazioni dei diritti umani. Non sono consentiti attacchi finalizzati a costringere la popolazione alla fame e a privarla dei mezzi basilari di sostentamento. Attraverso le Convenzioni, gli Stati firmatari si impegnano, inoltre, a rispettare, proteggere e curare feriti, malati e naufraghi in tutte le circostanze e in ogni luogo, senza alcuna senza alcuna discriminazione basata sulla razza, il colore, la religione o la credenza, il sesso, la nascita o il censo.<\/p>\n<p>Il diritto internazionale umanitario garantisce, infine, una speciale protezione ad alcune categorie di persone e infrastrutture, che le parti al conflitto sono tenute a rispettare e proteggere in ogni circostanza: personale medico, unit\u00e0 mediche, trasporti di natura medica ed umanitaria, beni culturali, oltre che nei confronti del personale umanitario che rechi gli emblemi distintivi della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, i cui delegati sono autorizzati a visitare i campi di prigionieri di guerra, gli internati e ad intrattenersi con i detenuti senza testimoni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019azione dell\u2019Italia in materia<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia ha una lunga storia di collaborazione istituzionale con il Comitato Internazionale della Croce Rossa e con la Federazione Internazionale delle Societ\u00e0 della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. Il MAECI, inoltre, vanta una consolidata e fruttuosa cooperazione con la Croce Rossa Italiana, di cui sostiene attivit\u00e0 e iniziative, volte in particolare alla disseminazione del DIU verso le Forze Armate e la societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha partecipato alla 34esima Conferenza Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (Ginevra, ottobre 2024), che ha coinciso con il 75esimo anniversario dell\u2019adozione delle Convenzioni di Ginevra. Dopo intense negoziazioni, che hanno visto l\u2019Italia ritagliarsi un ruolo da protagonista, sono state adottate per consenso cinque risoluzioni sull\u2019azione del Movimento nei prossimi anni, relative a: promozione di una cultura universale di rispetto del DIU; protezione dei civili dall\u2019impatto delle tecnologie digitali nei conflitti armati; rafforzamento del quadro legale per la protezione dei civili e la prevenzione dei disastri. Durante la Conferenza Internazionale, l\u2019Italia ha, inoltre, sottoscritto due impegni quadriennali: il primo finalizzato ad incoraggiare una protezione pi\u00f9 specifica ed efficiente delle persone con disabilit\u00e0 durante i conflitti e le crisi umanitarie, anche attraverso iniziative di diplomazia pubblica e di sensibilizzazione; il secondo legato al rafforzamento del DIU a livello nazionale. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, insieme a Croce Rossa Italiana, il CICR e i Governi e le Societ\u00e0 Nazionali di Ucraina, Regno Unito e Svizzera.<\/p>\n<p>Inoltre, il nostro Paese ha aderito nel 2025 alla \u201cIniziativa Globale per il rafforzamento del sostegno politico al Diritto Internazionale Umanitario\u201d promossa sotto l\u2019egida di ICRC. Il progetto mira a mobilitare sostegno politico per il DIU a livello globale, regionale e nazionale nonch\u00e9 a promuovere un\u2019applicazione pratica e rigorosa delle norme umanitarie a garanzia della sua applicazione universale. L\u2019Iniziativa globale costituisce una piattaforma intergovernativa permanente di scambio di prassi e promozione di iniziative congiunte; essa si articola su sette filoni tematici, dedicati rispettivamente a: prevenzione delle violazioni; ruolo delle Commissioni Nazionali sul DIU; diritto internazionale umanitario e pace; protezione delle infrastrutture civili; protezione di ospedali e strutture sanitarie; tecnologie dell\u2019informazione e comunicazione nei conflitti armati, guerra navale.<\/p>\n<p>L\u2019Italia promuove la diffusione e la conoscenza del DIU in tutti i fori multilaterali competenti, in particolare in occasione dei segmenti umanitari del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC) e dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ogni anno partecipiamo attivamente alla settimana dedicata alla protezione dei civili che si svolge New York a fine maggio e prevede, tra l\u2019altro, un dibattito aperto in Consiglio di Sicurezza e lo svolgimento di numerosi eventi di alto livello. L\u2019Italia collabora anche con l\u2019Istituto Internazionale di Diritto Umanitario di Sanremo, uno dei pi\u00f9 importanti centri di formazione internazionali soprattutto per il personale militare nel settore del diritto internazionale umanitario.<\/p>\n<p>Abbiamo inoltre aderito ad impegni presentati da altri Paesi come la \u201cDichiarazione sulla protezione del personale umanitario\u201d, promossa nel 2025 dall&#8217;Australia e incentrata sulla tutela degli operatori umanitari in zone di conflitto.<\/p>\n<p>\u00c8 incardinata presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale la \u201cCommissione Nazionale per lo studio e lo sviluppo del diritto internazionale umanitario\u201d, che si compone di rappresentanti del MAECI, del Ministero della Difesa, del Ministero della Giustizia e della Croce Rossa Italiana ed \u00e8 aperta alla partecipazione della societ\u00e0 civile. Il suo ruolo \u00e8 prevalentemente consultivo, contribuendo allo studio della legislazione interna in materia di DIU e alla valutazione del suo stato di attuazione. Essa svolge, inoltre, una funzione di coordinamento tra diverse Amministrazioni dello Stato interessate e opera in stretto raccordo con la societ\u00e0 civile per promuovere anche presso l\u2019opinione pubblica una la conoscenza del diritto internazionale umanitario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Diritto Internazionale Umanitario (DIU), anche detto ius in bello, \u00e8 il complesso delle norme che regolano la condotta delle parti nei conflitti armati, internazionali o non internazionali. Scopo principale del DIU \u00e8 la protezione delle vittime dei conflitti armati, in particolare dei civili, attraverso la limitazione dei mezzi e dei metodi di combattimento. 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