{"id":31105,"date":"2021-07-23T11:42:17","date_gmt":"2021-07-23T09:42:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?page_id=31105"},"modified":"2026-04-09T17:01:24","modified_gmt":"2026-04-09T15:01:24","slug":"disciplina-della-cooperazione-italiana","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo\/cooperaz_sviluppo\/disciplina-della-cooperazione-italiana\/","title":{"rendered":"Disciplina della Cooperazione italiana &#8211; La Riforma della Cooperazione"},"content":{"rendered":"<p><strong>La Riforma della Cooperazione<\/strong><\/p>\n<p>La legge \u201cDisciplina Generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo\u201d, approvata in via definitiva dal Senato il 1\u00b0 agosto 2014, \u00e8\u00a0entrata in vigore il 29 agosto 2014 (L. 11 agosto 2014 n. 125). La riforma ha aggiornato in modo sistematico il sistema italiano della cooperazione allo sviluppo dopo 27 anni dall\u2019approvazione della Legge 49\/1987, rimettendo in ordine soggetti, strumenti, modalit\u00e0 di intervento e principi di riferimento maturati nel frattempo nella comunit\u00e0 internazionale. Essa, inoltre, ha adeguato il sistema italiano di cooperazione allo sviluppo ai modelli prevalenti nei Paesi partner dell\u2019UE. La legge ha definito una nuova architettura di \u201cgovernance\u201d, in cui coerenza e coordinamento delle politiche sono garantiti dal Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo (CICS), una regia costituita dai dicasteri che hanno competenze in materie che sono oggetto di attivit\u00e0 di cooperazione allo sviluppo.<\/p>\n<p>La legge indica gli obiettivi della cooperazione nello sradicamento della povert\u00e0, nella riduzione delle disuguaglianze, nell\u2019affermazione dei diritti umani e della dignit\u00e0 degli individui \u2013 compresa l\u2019uguaglianza di genere e le pari opportunit\u00e0 &#8211; nella prevenzione dei conflitti e nel sostegno ai processi di pacificazione. \u00c8 prevista l\u2019adozione di un <a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/DOCUMENTO-TRIENNALE-DI-PROGRAMMAZIONE-20-GIUGNO-2025.pdf\">Documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo<\/a>, approvato dal Consiglio dei ministri con cadenza triennale (DTPI), previa acquisizione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti, del CNCS e della Conferenza unificata.<\/p>\n<p>Sul fronte domestico, la politica di cooperazione contribuisce, anche per il tramite delle comunit\u00e0 di immigrati presenti sul territorio nazionale, alla delineazione di politiche migratorie condivise mentre, sul\u00a0versante esterno, l\u2019appropriazione (<em>ownership<\/em>) dei processi di sviluppo da parte dei Paesi beneficiari \u00e8 indicata nella legge come uno dei presupposti per l\u2019efficacia degli aiuti, che non possono, neppur in forma indiretta, essere utilizzati per finalit\u00e0 militari. Il provvedimento afferma il principio di armonizzazione delle politiche nazionali di cooperazione con quelle dell\u2019Unione europea mentre, per il partenariato territoriale, riconosce alle Regioni ed agli altri Enti territoriali la possibilit\u00e0 di attuare iniziative di cooperazione allo sviluppo con organismi di analoga rappresentativit\u00e0 territoriale. Nell\u2019ambito dell\u2019aiuto pubblico allo sviluppo rientrano anche gli interventi di emergenza umanitaria deliberati dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale.<\/p>\n<p>Essendo la cooperazione definita come \u201c<em>parte integrante e qualificante della politica estera<\/em>\u201d, spetta al Ministero degli Esteri, anche nella figura del Vice Ministro delegato, il compito di tirare le fila di questo esercizio unitario e coerente. Le risorse, inoltre, sono diventate facilmente consultabili attraverso un <a href=\"https:\/\/www.rgs.mef.gov.it\/_Documenti\/VERSIONE-I\/attivita_istituzionali\/formazione_e_gestione_del_bilancio\/bilancio_di_previsione\/bilancio_finanziario\/2025-2027\/APS_2025_LB.pdf\">apposito Allegato alla Legge di bilancio<\/a> dello Stato che precisa gli stanziamenti per attivit\u00e0 di cooperazione allo sviluppo attribuiti a ciascun Dicastero.<\/p>\n<p>La Legge 125\/2014 ha istituito anche una nuova struttura di gestione, con la nascita <a href=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/\">dell\u2019AICS-Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo<\/a> (1\u00b0gennaio 2016). L\u2019Agenzia, un modello che esiste in numerosi Paesi europei, svolge un ruolo centrale nell\u2019attuazione, nella gestione e nel monitoraggio degli interventi, assicurandone l\u2019efficacia e la coerenza con gli obiettivi programmati. La Direzione Generale, invece, coadiuva il Ministro e il Vice Ministro nelle funzioni attribuite loro dalla legge, e in particolare le funzioni di indirizzo e coordinamento.\u00a0La <a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Convezione-triennale-2025-2027-MAECI-AICS.pdf\">convenzione triennale<\/a>\u00a0stipulata tra il Ministro ed il Direttore dell\u2019Agenzia definisce le modalit\u00e0 di collaborazione tra il MAECI e l\u2019Agenzia e gli obiettivi che quest\u2019ultima \u00e8 tenuta a conseguire nell\u2019arco del triennio di riferimento.<\/p>\n<p>La riforma disegna infine un rapporto di partecipazione del Parlamento, che esercita le funzioni di indirizzo e controllo sul documento triennale di programmazione, e della Conferenza nazionale, un organo di discussione e di consultazione, che conferisce stabilit\u00e0 all\u2019esperienza di dialogo fra soggetti pubblici e privati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Riforma della Cooperazione La legge \u201cDisciplina Generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo\u201d, approvata in via definitiva dal Senato il 1\u00b0 agosto 2014, \u00e8\u00a0entrata in vigore il 29 agosto 2014 (L. 11 agosto 2014 n. 125). 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